Il PD alleato con Giuseppi ?? Occhio , va a sbattere …!!

Stare nelle piazze con i 5S serve al Pd solo prendere i fischi di costoro. Politicamente, la teoria del dialogo con Conte e’ un disastro per il Pd. Per una ragione semplice: non c’e’ una questione, importante o strategica, su cui la distanza tra il Pd e il partito di Conte non è’ destinata a manifestarsi come enorme. E, addirittura, più’ grande di quanto non sia, nei fatti, con le posizioni del governo. Prendiamo tre questioni: la guerra, il gas, il reddito di cittadinanza. Sulla prima il governo, tenendo fede ad impegni del governo Draghi, dovrà inviare nuove armi a Kiev. Letta e Conte saranno in collisione. Sul gas si dovrà fare l’esatto opposto della narrazione dei populisti a 5S: riprendere ad estrarlo (trivelle), ad importarlo in forma liquida (più rigasificatori) e a potenziare o creare gasdotti alternativi a quelli siberiani. Sono tre cose- trivelle, rigasificatori, gasdotti- che minano il cuore delle credenze e dell’identità grillina. E, sullo sfondo, non si illudano nel Pd, ci sono il tema del nucleare e dei termovalorizzatori, come soluzioni che concorrono alla sicurezza e alla indispensabile diversificazione del mix energetico, per uscire dalla dipendenza. Il Pd, se non vuole smentirsi e rinnegare le posizioni assunte nel governo Draghi ( che la  politica del gas l’ha avviata) si troverà in collisione totale con i 5 stelle. Sul reddito di cittadinanza, questo governo annuncia, esattamente, ciò che era nelle intenzioni del governo Draghi ( quindi accettato dal pd): la modifica radicale, che ridurrà il peso finanziario e la platea dei percettori. Insomma, su tre bandiere del M5S il Pd-a meno di un voltafaccia impresentabile e di una capitolazione, e’ destinato a trovarsi non solo dalla stessa parte del Terzo polo, ma assai più vicino al governo che ai 5 Stelle. Ne prendano atto quelli che, dall’interno e dall’esterno del pd , predicano un rapporto di alleanza con i 5 stelle. Che invece, alla luce delle urgenze del paese (energia, guerra, bilancio) risulta impossibile. Stare a fianco di Conte oggi al Pd non costa il guadagno di un solo voto, ma solo i fischi di Roma. Che , fosse solo per ragioni di dignità, i dirigenti pd farebbero bene a rimandare al mittente (Conte) cancellandolo dall’agenda degli indirizzi. Soprattutto perché, sulla politica e le esigenze del paese, pd e 5 stelle, viaggeranno su rotte opposte. Ci pensino bene quelli del PD,  altrimenti rischiano di andare fuori gioco. Per sempre e fare la fine del Partito socialista in Francia e del Pasok in Grecia …!! 

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