Sanità, Renzi premia De Luca.

La ricompensa di Renzi per l’impegno
di De Luca in favore del Sì: lo nominerà
commissario della sanità in Campania
Sanità, Renzi premia De Luca. Sarà promosso commissario

Oggi si vota - Il doppio ruolo è vietato da una legge del 2014: un emendamento dei deputati campani del Pd alla manovra la abrogherà. Sponsor Palazzo Chigi, ma Lorenzin è contraria

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Quando Renzi diceva: “Non vi pagherò mai una pizza in cambio del vostro voto”

Mi hanno appena detto: ”Ci paghi la pizza per tutti quanti?’. No, è finita l’epoca in cui i politici pagano per avere il voto. Basta. E’ l’ora di finirla”. Così il 6 ottobre 2012 parlava Matteo Renzi, durante la sua tappa tranese per le primarie del 2012. Un monito che apparteneva allo ‘storytelling’ del rottamatore ‘duro e puro’ e che oggi, dopo quattro anni, stride con la reazione bonaria che il premier ha mostrato dinanzi alla sanguigna esortazione del presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, ai 300 sindaci e al primo cittadino di Agropoli, Franco Alfieri. Proprio oggi, infatti, il presidente del Consiglio, ai microfoni di 24 Mattino(Radio24), ha precisato che De Luca ha “un metodo” che non è il suo personale, senza esprimersi in giudizi di merito. E lo ha difeso strenuamente:

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Caro Monello, il discorso sul nostro governatore è molto semplice. E' un politicante, un vecchio mestierante, che (forse) non ruba ma che per il resto riassume in sé tutto il peggio del peggio della politica della Prima e della Seconda Repubblica: il metodo clientelare (di cui oggi è il maestro indiscusso: impreciso l'accostamento a Lauro, lui è il nuovo Gava o il nuovo Pomicino),  l'insofferenza alle regole e alle critiche, la separazione manichea non tra alleati e avversari ma tra amici e nemici, la spregiudicatezza nell'amministrare, l'arroganza del potere. Uno come lui, dopo l'ennesima gravissima offesa personale a una donna delle istituzioni e dopo l'incredibile registrazione audio (incredibile solo per chi non conosce cos'è oggi il Pd in Campania: peggio della Dc di Gava e di Ciro Cirillo) pubblicata dal FQ (uno scoop sul quale le tv di regime hanno messo la sordina), in qualsiasi paese democratico ma serio non potrebbe fare politica e governare una regione per un solo istante in più.

A proposito del Fatto, il numero di oggi è imperdibile. Esce con una magnifica copertina illustrata su 4 pagine sulle "accozzaglie" dei vari sostenitori del Si': da Tosi a Cuperlo, da Confalonieri a Marchionne, da Rondolino a Ferrara, da Bondi a Jamie Dimon (A.d. di JP Morgan), con una simpatica dedica firmata dal direttore:  

Signor cosiddetto presidente del Consiglio, noi abbiamo sempre contestato la sua controriforma nel merito e mai sulle persone. Ma siccome lei continua a insultare i galantuomini del No con lo stupido argomento dell'accozzaglia, la serviamo come lei merita: con un bel florilegio dell'accozzaglia del Sì. Come diceva Sandro Pertini, "a brigante, brigante e mezzo"

                                                                                                                                            Marco Travaglio

http://www.huffingtonpost.it/2016/11/22/referendum-fatto-accozzaglia_n_13141698.html

Ma imperdibile è soprattutto l'editoriale di Marco, sullo stesso tema. Una memorabile lezione di democrazia e di libero pensiero al "guappo di cartone", allo "statista senza statura" che osa manomettere la Costituzione.

https://infosannio.wordpress.com/2016/11/22/ma-sciacquati-la-bocca-di-marco-travaglio/

*** anche queste 10 interessanti e scomode domande che un lettore del FQ pone al (cosiddetto) presidente del Consiglio:

http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/11/22/referendum-dieci-domande-al-presidente-renzi/3208171/

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Una pizza da 3 euro in cambio di un voto? Metodi superati, da morti di fame della politica. Per De Luca meglio una frittura del Golfo da 20 euro:

"Franco, offrigli una frittura di pesce (a 4000 elettori di Agropoli, nda) e portali a votare Sì...".

La senatrice Lucrezia Ricchiuti, una delle (sempre più rare) persone perbene rimaste nel Pd si vergogna:

"L'intervento di De Luca non è solo un danno d'immagine per il Pd ma è una vergogna".

Cara senatrice, mi permetta: la vergogna più grande non è De Luca, ma il suo segretario-premier. Lui non usa le pizze né le fritture di pesce: usa i bonus a pioggia, i condoni fiscali, perfino i ponti sullo Stretto per comprare voti. In fondo De Luca è solo un vecchio dilettante, Renzi è un populista e un demagogo di ben altro livello, da far impallidire perfino il Berlusconi dei tempi migliori.

 

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LE ULTIME PAROLE FAMOSE DI SIMONA BONAFE'

Poco fa nel programma di Floris. L'eurodeputata Bonafè (Pd) replica a Travaglio su De Luca e sullo scoop del Fatto (la registrazione audio della memorabile lezione di teoria e tecnica del clientelismo e del  voto di scambio tenuta dal prof. dott. don Vincenzo 'o sceriffo davanti a un'accozzaglia plaudente di 300 sindaci campani):

Ma insomma, lo sanno tutti che De Luca è un personaggio un po' folkloristico.

Con buona pace dell'on. Bonafé, che la butta sul folklore per minimizzare, il clientelismo e il voto di scambio sono due patologie molto serie e molto gravi della politica e della società, che affliggono l'intero paese ma il Sud e la Campania in modo particolare. Ma, se la Bonafé parlava sul serio, allora dobbiamo concludere che il Pd ha candidato al governo della seconda regione d'Italia un personaggio folkloristico. Una cosa è certa: da qualche tempo qui in Campania il Pd sta facendo disastri. La candidata sindaca di Napoli che si compra i voti delle primarie; il presidente del Pd campano indagato per concorso esterno in associazione mafiosa, poi derubricato in voto di scambio; il "folklore" del governatore De Luca. Qui molti rimpiangono Bassolino, che almeno era un politico serio, ed è tutto un dire.   

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Fosforo , Fosforo !! La Bonafe' non ha assolutamente detto che De Luca e' un personaggio folcloristico . Ha detto che talvolta usa un linguaggio folcloristico . Perché , sai , non è la stessa cosa . Vogliamo fare qualche nome di persone , quelle si folcloristiche , che si candidano a sostituire il Caudillo una volta che grazie al No referendario , lo avrete mandato a casa ?? Vogliamo parlare di Grillo e/o di Salvini oppure , all'occorrenza c'è sempre il vecchio Delinquente che può risalire in sella . Con questi nomi e tutta la serie di personaggetti , in quanto a folklore , ti potrai sbizzarrire a piene mani . Sono pronto a scommettere !! Saluti 

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Buongiorno Mark.

http://www.la7.it/dimartedi/rivedila7/dimartedì-puntata-22112016-23-11-2016-198683

Se sei disposto a sorbirti un bel po' di pubblicità, vai al minuto 37:30 del filmato, ti sorbisci un po' di "folclore" deluchiano e poi il commento della Bonafé. Lo riporto qui:

"Era il De Luca vero o l'imitazione di Crozza? De Luca lo conosciamo, se vogliamo è un personaggio anche un po' folcloristico".

Caro Mark, per favore, non fare come la Bonafé, Cuperlo e gli altri:

http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/11/23/de-luca-scherzava-la-giustificazione-del-pd-copiata-da-fi-quando-assolveva-sempre-berlusconi-dalla-mafia-al-kapo/3209443/

Non sottovalutate De Luca, non minimizzate, non copiate Forza Italia che giustificava in modo analogo un altro noto personaggio folcloristico. Altrimenti vi abbassate a quel livello. Travaglio parlava di etica pubblica e di codice etico del Pd (dal minuto 41:00), la Bonafé saltava da Crozza e dal folclore alla eventuale rilevanza penale delle parole di De Luca. Un cosa è certa: il governatore faceva un discorso molto serio, innaffiandolo con l'ironia e con il folclore per diluirne la palese immoralità, palese perfino per lui e per quella accozzaglia plaudente e ridente di sindaci (dei miei stivali).  Il problema di De Luca, caro Mark, non è il linguaggio, magari fosse solo il linguaggio. Il problema è il metodo e il metodo in politica è tutto. Un metodo clientelare, basato sul voto di scambio e finalizzato alla conquista e al mantenimento del potere, che a me ricorda il peggio della Prima Repubblica: i Gava, i Pomicino, gli Alfredo Vito. Ha detto benissimo Vittorio Zucconi (presente in studio e sostenitore del Sì):

"De Luca è indifendibile".

Un problema di linguaggio ce l'hanno certamente i 5S che paragonano Renzi a una scrofa (ma è niente rispetto a quello che si dice in America su Trump) e che, non essendo furbi e navigati come De Luca, bensì dilettanti e imbranati, arrivano perfino a commette reati, come è successo con il caso delle firme false a Palermo. La Rai irregimentata ne sta facendo un caso politico nazionale, mentre ha messo la sordina sul caso De Luca. Ma quelle firme false non sono nulla rispetto al clientelismo che da decenni mette in ginocchio una regione di 6 milioni di abitanti e quasi 2 milioni tra disoccupati e inoccupati. Con buona pace di Renzi che dice che se tutti facessero come De Luca avremmo un punto di PIL in più. Roba da matti!

Saluti

 

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Cioè Fosforo , fammi capire !! Le firme false , bontà tua un pochino riprovevoli , non sono niente  benché sia un reato penale passibile di una pena che varia da 1 a 5 anni di carcere , rispetto alle affermazioni di De Luca che , di fronte ad una assemblea pubblica svoltasi in un hotel aperto a tutti stampa compresa con 300 sindaci PD campani presenti , invita questi ultimi a fare campagna elettorale nell'unico modo possibile : ovvero a fare il possibile e l'impossibile per portare più gente possibile ai seggi e ,  naturalmente , a votare SI come da indicazione del proprio partito . Lo fa all'aperto e non in un sottoscala di una sede meetup dive si lavora alacremente per giorni e giorni fino alle 4 di notte per imbrogliare , modificare , cambiare e falsificare le firme di ignari cittadini . Ah già , questa per te e' la povera ingenuità di bravi ragazzi assurti ad un ruolo in cui non sono ancora preoarati .... De Luca invece e' uno scambista di voti , da espellere . Uno che " pretende " i voti per un piatto di frittura . Una specie di do ut des man  a cui viene " falsificata" e fatta passare per vera una battuta che in tutto il territorio campano abbonda . Non bastava averlo fatto passare per un possibile serial killer per le parole contro la  Bindi ( comunque riprovevoli ed inaccettabili ) , ora si mistifica una battuta detta tra l'altro con il sorriso tra le labbra che fanno parte del linguaggio folcloristico del personaggio e che tutte le persone autenticamente oneste intellettualmente sanno essere così . Diciamocela tutta : De Luca e' un politico scomodo per i detrattori del PD . È abile perché pur usando un linguaggio " folcloristico " , non le manda a dire . Ed e' una macchina imponente di voti ed e' per questo che viene temuto . Ed e' , fondamentalmente un incensurato con la fedina immancabilmente bianca ed illibata . È' un grande amministratore che nel giro di pochi anni ha fatto diventare Salerno una bellissima città dove i servizi funzionano e che i salernitani non smetteranno mai di ringraziare . È una persona che ha fatto ricacciare in gola ai vari Travagli ed affini del FQ le speranze di una per loro auspicabile condanna che però mai c' è stata , rinunciando pure alla prescrizione . Ve ne dovete fare una ragione e cercare di ammorbare i vostri pregiudizi e le vostre frustrazioni versi di lui . Vi do un consiglio visto che i dementia5stelle vogliono denunciarlo per voto di scambio: Lasciate perdere tanto andrete incontro all'ennesimo ricorso ridicolo che sarà giudicato inammissibile . Ne guadagnerà , se non il cervello , almeno il vostro fegato . Saluti . 

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Caro Mark, fammi capire tu, se permetti. Il signor De Luca chiede (perché li chiede: non si organizza un incontro con 300 sindaci per fare del folclore) 4000 voti al suo amico sindaco di Agropoli (un soggetto che ti raccomando) e lo addita ad esempio per i suoi metodi clientelari:

"Come sa fare lui la clientela lo sappiamo. Una clientela organizzata, scientifica, razionale come Cristo comanda".

Due piccoli incisi. Al contrario di quanto scrivi, l'incontro era a porte chiuse: i giornalisti non erano ammessi o non erano stati informati (da cui lo scoop del FQ). Infatti De Luca ha esordito dicendo: "Non ci sono giornalisti, quindi possiamo parlare tra di noi".  Il governatore andrebbe denunciato anche per vilipendio della religione perché Cristo comanda l'amore e la carità non certo la clientela.

Ora Agropoli è solo un piccolo comune, ma immaginiamo, per pura ipotesi, che gli altri 300 amministratori spronati e mobilitati da De Luca  (Fate il porta a porta e non pensate ad altro) portino in media non 4000 ma solo 2000 voti ciascuno alla causa del Sì. Saremmo già a 300x2000=600.000 voti. E se per pura ipotesi questi 600.000 voti risultassero decisivi? Avremmo una nuova Costituzione, stravolta in ben 47 articoli, grazie al voto clientelare o al  voto di scambio che dir si voglia. Ora fammi capire Mark: tu quanti anni di carcere daresti al colpevole di un simile colossale misfatto ai danni della democrazia? Io gli darei l'ergastolo.

Ma ritorniamo alla realtà. La realtà è che a Palermo, alle comunali del 2012, nella lista del M5S presentata con firme false non fu eletto neppure un consigliere comunale. Quindi le conseguenze politiche di quel misfatto sono nulle, a differenza di altri casi analoghi che capitano quasi in ogni tornata elettorale. Ma la Rai e i giornaloni schierati dalla parte del Sì (o meglio dalla parte di un premierino irresponsabile che nel referendum ha messo in gioco la carriera) questa volta stanno montando un caso politico nazionale: FIRMOPOLI. Roba da matti! Le conseguenze penali le stabiliranno i giudici, anche se Travaglio e Floris ieri spiegavano che in sostanza si tratterebbe di un reato commesso più per dabbenaggine che per disonestà. Ma in ogni caso non possiamo nemmeno per scherzo tirare in ballo Tangentopoli, come fai anche tu, caro Mark, paragonando infelicemente in altra discussione i 5S a Mario Chiesa e il sottoscritto nientemeno che a Craxi. Per ora e per quel che si sa, i 5S non rubano, e io non faccio parte dei 5S, anzi non li ho mai votati, e non ho affatto minimizzato bensì ho parlato di reati. I reati vanno puniti e la pena deve essere commisurata al danno conseguente per le persone o per la società. Una cosa sono le firme falsificate allo scopo di far ammettere una lista alle elezioni (reato assai più frequente di quanto si pensa, specie nel caso delle liste minori come erano i 5S nel 2012, perché è difficile raccogliere le firme necessarie e perché i controlli sono blandi o arrivano con anni di ritardo), ben altra cosa sono le tangenti e ben altra cosa sono il clientelismo e il voto di scambio. Questi ultimi sono una piaga della politica ma anche una piaga sociale e, come accennavo nel post precedente, sono una delle prime cause del disastro economico della Campania e del Sud (ma non solo). 

Infine ti assicuro, caro Mark, che Travaglio ed io non siamo soli nel prendere sul serio le "battute" e il "folclore" di De Luca.

La presidente dell'Antimafia, Rosy Bindi (Pd), si rivolge alla procura di Napoli per avere *** su eventuali indagini in corso relativamente all'incontro nel quale il presidente della regione Campania De Luca avrebbe chiesto a esponenti politici locali di schierarsi per il sì al referendum. La commissione Antimafia - ha annunciato Rosy Bindi - all'unanimità mi ha incaricato di richiedere preventivamente *** urgenti alla Procura della Repubblica di Napoli, in merito ad eventuali indagini in corso, agli atti ed ai documenti acquisiti ed alla posizione dei soggetti coinvolti, per verificare i presupposti per l'avvio di un'inchiesta da parte della nostra commissione, presupposto che naturalmente è legato al tema mafia.

Saluti

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