Le cause della vittoria delle destre

In questi giorni ho letto decine di analisi sull'esito delle elezioni. Prevedibile e previsto in base ai sondaggi, ma le cause profonde, oltre a quelle contingenti (in primis il madornale errore tattico di Letta, a mio avviso eterodiretto), pochi o nessuno sono riusciti a individuarle con la completezza e la precisione del prof. Tomaso Montanari. Leggete attentamente e commentate:

https://infosannio.com/2022/09/29/trionfo-della-destra-per-i-disastri-a-sinistra/

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16 messaggi in questa discussione

Noto che il Cazzaro napoletano si lancia in analisi dei risultati politici di tutte le forze politiche e dimentica di parlare della sua !! Della enorme sconfitta del M5S . Non ci credete ? Bene …:  Dal 32,68 al 15 per cento. Con Giuseppe Conte i voti del Movimento 5 Stelle si sono dimezzati. Anzi: più che dimezzati. La narrazione del “tutto sommato ha tenuto” inganna gli osservatori, sovrapponendo previsioni e sondaggi più o meno foschi, nel tempo, fino a restituire l’illusione ottica di una “sostanziale ripresa”. Avrebbe potuto essere una sconfitta maggiore? Conte ha arginato i danni? Non lo si può dire. È vero che rispetto ai sondaggi è andato molto meglio. Ma se i numeri adeguatamente torturati sono pronti a consegnare qualunque verità, converrà basarsi sulla matematica senza sofisticarla troppo. Il risultato più negativo in termini di votanti assoluti di queste elezioni è quello del M5S: da 10.732.066 voti ottenuti nel 2018 ne ha ricevuti 4.264.060 nella giornata del 25 settembre 2022. Dunque ne ha persi 6.468.006. 

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Leopoldino ne ha persi di più, dal 41 al 2%. 

 

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In questo momento, ahaha.ha ha scritto:

Leopoldino ne ha persi di più, dal 41 al 2%. 

 

In tutti i ragionamenti che fate c'è una cosa della quale non tenete conto, GLI ASTENUTI ovvero il partito di tutti quelli che stufi di questa politica non vanno più a votare; per quanto riguarda quel referendum la metà della gente non andò a votare quindi quel 40% in realtà era solo un 20% della popolazione che disse si

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Ok padre etrusco, faccia le dovute modifiche e poi aggiorneremo i ragionamenti con le sue percentuali. 

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1 ora fa, ahaha.ha ha scritto:

Leopoldino ne ha persi di più, dal 41 al 2%. 

 

Non ti sarà difficile dimostrarlo. Io credo che non ci riuscirai .Lo giuro sulla testa di tuo fratello scemotto . 

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suvvia, stupida gallina pisana diversamente intelligente e diversamente monolaureata, la smetta di fare la finta ebete, ormai lo hanno capito tutti che è totalmente ebete.

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Eccola la’ !! Non c’è riuscita …!!  Ahahahahahah

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25 minuti fa, mark222220 ha scritto:

Eccola la’ !! Non c’è riuscita …!!  Ahahahahahah

Quando entra nel forum, stupida gallina pisana diversamente intelligente e diversamente monolaureata, quando entra nel forum non deve addormentarsi con il cartone in mano. 

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17 ore fa, fosforo311 ha scritto:

In questi giorni ho letto decine di analisi sull'esito delle elezioni. Prevedibile e previsto in base ai sondaggi, ma le cause profonde, oltre a quelle contingenti (in primis il madornale errore tattico di Letta, a mio avviso eterodiretto), pochi o nessuno sono riusciti a individuarle con la completezza e la precisione del prof. Tomaso Montanari. Leggete attentamente e commentate:

https://infosannio.com/2022/09/29/trionfo-della-destra-per-i-disastri-a-sinistra/

sembra proprio che l'unica colpa sia del P.D...ed in particolare di letta...ecco risolto il problema....non e che gli altri, conte compreso, volessero solo la loro parte di potere....conte in fin fine ha vinto in quei posti dove per la maggiore vige il reddito, ma se la melons metterà in pratica quello che ha promesso che farà conte?....e tutti gli altri?...la colpa la daranno ancora al P.D. immagino....quando in fin fine gli altri hanno solo portato voti da loro concludendo un niente, ma la colpa sarà di letta.....:D

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Inviata (modificato)

Visto che più di uno solleva la questione, rispondo banalmente che il Pd non è l'unico colpevole della vittoria elettorale delle destre. Lo sostiene anche il prof. Montanari quando dice che non hanno vinto le destre ma hanno perso tutti gli altri. E tra questi il professore ci mette ovviamente i 5 stelle ricordando gli oltre 6 milioni di voti persi in 4 anni e mezzo nei quali il Movimento è sempre stato al governo. Ma è sempre stato anche sottoposto alla gogna mediatica, aggiungo io. In altri termini, la Fabbrica del consenso di cui parla Noam Chomsky ha sempre lavorato per gli altri e contro il Movimento. Il quale ci mise di suo la colossale ingenuità di allearsi prima con Salvini poi con tutta l'accozzaglia draghiana, anteponendo o credendo di anteporre il bene comune al proprio interesse elettorale, e lasciando alla fine al partito post fascista di Meloni il privilegio dell'uno contro tutti, ma finendo ugualmente in campagna elettorale sotto il fuoco concentrico di tutti. L'unica eccezione fu il Pd di Zingaretti che sembrò voler cogliere l'opportunità e la necessità purtroppo sfuggite a Bersani nel 2013: la creazione di un nuovo asse progressista di sinistra-centro tra PD, 5stelle e forze minori della sinistra.  Naturalmente l'idea era chiara anche a Bersani, che però non mostrò coraggio ma solo il suo terribile quando infondato pregiudizio nei riguardi della nuova forza politica, che andava a frantumare lo schema bipolare e che era già il primo partito nei collegi nazionali, proponendole un umiliante appoggio esterno, senza ministri né sottosegretari, al proprio governo. Proposta irricevibile e il governo Bersani non nacque mai, ma nacquero governi del Pd appoggiati dalla destra berlusconiana o suoi cespugli (Letta, Renzi, Gentiloni) con effetti a dir poco disastrosi per il Paese e per la residua credibilità del Pd nel popolo della sinistra. È soprattutto in quella maledetta legislatura, letteralmente buttata nel cesso PER COLPA ESCLUSIVA DEL PD, che vanno cercate a mio avviso le radici della vittoria di Meloni & C. del 2022. Bersani fece la fine che sappiamo e oggi chissà cosa darebbe per ritornare sui suoi passi; mentre Zingaretti, altro leader onesto e intelligente ma a corto di fegato, cedette senza combattere all'onda draghiana sollevata dai poteri forti dopo che egli aveva osato abbozzare un timido "o Conte o elezioni". L'onda defenestrò Conte, ha travolto Zingaretti (dimissionato), Letta e il partito, e ha lasciato campo libero alle destre. Conte, più coraggioso di Bersani e Zingaretti, ha fatto appena in tempo a salvarsi ma ha lasciato sul campo 6 milioni di voti. Letta, noto coniglio mannaro che a suo tempo si fece buggerare (stai sereno) e defenestrare da un politucolo senza combattere, ha portato il Pd sull'orlo del baratro dell'autoscioglimento, oggi invocato pubblicamente, tra gli altri, dalla cofondatrice Rosy Bindi. È anche opportuno ricordare che nelle 8 elezioni parlamentari della Seconda Repubblica (dal '94 a oggi) il centrosinistra a trazione Pd è stato battuto 5 volte in modo netto dal centrodestra e ha prevalso 3 volte ma in modo a dir poco stentato. Nel '96 vinse (di pochissimo) solo grazie alla Lega che correva da sola. Nel 2006 ottenne nei collegi nazionali appena 25.000 voti in più alla Camera (lo 0,07%) e 400.000 voti in meno al Senato, dove però ottenne una risicata ed effimera maggioranza (che durò 2 anni) grazie alla distribuzione dei seggi su base regionale, al voto estero e ai senatori a vita. Infine, nel già citato 2013 ottenne la maggioranza alla Camera, ma solo grazie al bonus (incostituzionale) del Porcellum, e nessuna maggioranza al Senato. Riassumendo, nello schema bipolare il centrosinistra pidino risulta sostanzialmente e storicamente PERDENTE. Dal 2013, grazie al M5s che ha portato via più voti al centrodestra che al centrosinistra, è possibile sovvertire questa regola storica, ma il Pd ha deciso di avvalersi della ghiotta opportunità solo in un caso su 6 (governo Conte2). In 3 casi (governi Letta, Renzi e Gentiloni) ha preferito scelleratamente allearsi con pezzi di centrodestra, in un caso è stato all'opposizione (Conte1) e in un caso ha partecipato alle larghe intese (Draghi). Infine, nel 2022 il Pd ha rifiutato a priori di coalizzarsi con i pentastellati, ma a posteriori possiamo dire che un "campo largo" con i 5 stelle, ovviamente senza Calenda e Renzi, avrebbe probabilmente negato al centrodestra la maggioranza alla Camera e sicuramente quella al Senato. I giornaloni che oggi si mostrano afflitti e preoccupati per il governo post fascista, sovranista e populista che ci attende, sono gli stessi che da 10 anni sparano a zero sul M5s e sui suoi leader, un movimento progressista, popolare e liberale (ma non liberista), quindi farebbero meglio a recitare il mea culpa e ad autofustigarsi. 

Modificato da fosforo311

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OQuindi mi pare di capire  che il Cazzaro di Napoli abbraccia per intero la teoria del sociologo grillino De Masi . Un idio ta , anchesso napoletano  che al pari del Panzanaro partenopeo propugna e rilancia il “Lavorare tutti , lavorare meno “, con una novità : quella di lavorare a stipendio zero !! Una cosa che non verrebbe in mente neanche al fratello scemotto della tuttascema veneta . De Maso interpretando però l’opinione di uno schieramento vasto di intellettuali, politici e giornalisti di destra , propone una nuova sinistra a guida qualunquista. Cioè a guida 5 stelle . Con a capo il nuovo e brillante leader, il dono della Divina Provvidenza Giuseppi Conte , che è quello che ha fatto il governo con Sa. lvini e ha esposto esultante un cartello nel quale inneggiava alDecreto Conte - Salvini contro  gli immigrati. Proprio una bella idea quella di mettere il leader di un movimento qualunquista alla guida della sinistra. E allora, chiedo e  mi chiedo, perché non Salvini, dato che in fondo il suo partito è abbastanza insediato nei ceti popolari del Nord …??  Già , perché ?? 

DeMasi-640x480.jpg?v=2719
25 luglio 2017 - 10:46

Domenico De Masi, profeta Cinque Stelle del lavoro gratis (quello degli altri, ovvio)

di Luca Mastrantonio

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Rottamati Paolo Becchi e altri simpatizzanti della prima ora, l’intellettuale organico del Movimento 5 Stelle è il sociologo Domenico De Masi, nato in Molise nel ‘38 ma considerato campano, a dimostrazione che il Molise esiste, ma non consiste. Paradossi, la passione di De Masi, che agli amici brasiliani dice: «Sono contento che abbiate perso per 7 a 1 con la Germania, così finisce il mito del calcio!». Anni fa ha ideato la teoria dell’«ozio creativo», sulla fusione tra lavoro (che produce ricchezza), studio (conoscenza) e gioco (benessere). Cita Joseph Conrad: «Come faccio a spiegare a mia moglie che quando guardo fuori dalla finestra sto lavorando?». I fannulloni sottoscrivono: «Come faccio a spiegare che la pausa caffè è lavoro?». Il capolavoro di De Masi è la ricerca finanziata dal gruppo M5S alla Camera (52mila euro) per uno studio (che ha il merito di proiettarsi sul futuro) su come cambierà il lavoro, tema su cui ha un’idea «rivoluzionaria»: i disoccupati, dall’idraulico al designer, lavorando gratis fanno cadere il costo del lavoro e costringono gli occupati a re-distribuire il lavoro pagato: «Lavorare gratis, lavorare tutti. Perché il futuro è dei disoccupati» (Rizzoli, 18 euro). Il che non vale per lui, che dalla ricerca, promossa economicamente dai Cinque Stelle, ha ricavato pure un secondo libro «Lavoro 2025» (Marsilio, 18,90 euro), dove profetizza che il futuro è dei creativi dell’ozio, perché i robot faranno il «lavoro sporco» (e anche di chi cura i disturbi del sonno). E come pagheremo i robot? Con i soldi della Camera? No, con la visibilità! Per dirla con i video-maker del Gruppo Zero che contro lo sfruttamento gratuito dei creativi avevano ideato una campagna di successo: «Creativo sì, *** no»

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OQuindi mi pare di capire  che il Cazzaro di Napoli abbraccia per intero la teoria del sociologo grillino De Masi . Un idio ta , 

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a quanto pare l'unica intelligente, acuta, accorta e avveduta,  che abbiamo in italia e che ci onora di frequentare questo  forum è la spocchiosa, altezzosa e stupida gallina pisana diversamente intelligente e diversamente monolaureata.

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causa vittoria della DX?  lapalissiano:  meno voti a SX grz alla fervente camp/elett del serenissimo il quale, con la menata del fascimo, xaltro inesist,  ha frantum le OO pure ai compagnucci...

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L'idea del prof. De Masi (di uno così avrebbe bisogno l'Italia come ministro del Lavoro) può sembrare una mera provocazione ma ha una sua logica spiegata molto bene dallo stesso De Masi. Il cui obbiettivo finale, ovviamente, non è lavorare gratis lavorare tutti, bensì lavorare meno lavorare tutti, nel solco dell'idea di Keynes che nel 1930, come ricorda De Masi, preconizzava una settimana lavorativa di sole 15 ore nel il 2030:

https://ilmanifesto.it/de-masi-disoccupati-ribellatevi-offrite-lavoro-gratis-sul-web/

In ogni caso questa cosa tirata in ballo dal pisano non c'entra niente con questa discussione. Se non per il fatto che in campagna elettorale si è parlato molto poco di uno dei punti a mio avviso più interessanti del programma elettorale pentastellato, ovvero la proposta di avviare e incentivare con fondi pubblici una sperimentazione di riduzione della settimana lavorativa, a parità di salario, nelle aziende dei settori a più alta intensità tecnologica. Una proposta mirante, in buona sostanza, a trasformare il progresso tecnologico (che incrementa la produttività oraria del lavoro) in nuovi posti (stabili) di lavoro e/o in maggiore tempo libero per i lavoratori (che è un motore dell'economia) piuttosto che in maggiori profitti per gli azionisti. 

Uvabianca non ha torto: la campagna elettorale di Letta incentrata sull'evanescente "agenda Draghi" e sul post fascismo della Meloni è stata semplicemente penosa sotto il profilo propositivo. Ma le colpe del Pd, come ho spiegato, sono anche e soprattutto delle precedenti segreterie, in particolare quelle di Bersani e di Renzi, ma anche di Zingaretti, troppo pavido nel difendere il governo Conte2. 

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Poteva lo psicolabile nonché cialtronissimo peracottaro seriale fosforo31 rimanere indifferente ad una supercazzola senza capo e senza coda che tira in ballo Letta, Renzi, Caldenda, Draghi, la Carta dell'ONU, il governo Prodi, la riforma Treu, Franco Basanini, Turco-Napolitano-Minniti? Ovviamente no.

Detto questo, lo psicolabile nonché cialtronissimo peracottaro seriale fosforo31 scrive: 

in campagna elettorale si è parlato molto poco di uno dei punti a mio avviso più interessanti del programma elettorale pentastellato, ovvero la proposta di avviare e incentivare con fondi pubblici una sperimentazione di riduzione della settimana lavorativa, a parità di salario, nelle aziende dei settori a più alta intensità tecnologica. Una proposta mirante, in buona sostanza, a trasformare il progresso tecnologico (che incrementa la produttività oraria del lavoro) in nuovi posti (stabili) di lavoro e/o in maggiore tempo libero per i lavoratori (che è un motore dell'economia) piuttosto che in maggiori profitti per gli azionisti

Lo psicolabile nonché cialtronissimo peracottaro seriale fosforo31 dimostra di non avere letto il programma M5S

https://www.movimento5stelle.eu/wp-content/uploads/2022/09/Programma-M5S-completo-2022-09-12.pdf

A pagina 124 leggiamo che:

1 - la proposta riguarda le imprese dei settori a più alta intensità di tecnologia CHE IMPIEGANO UN NUMERO DI DIPENDENTI NON INFERIORE A 15;

2 - poichè si parla di ADESIONE al programma di riduzione dell'orario di lavoro, la proposta prevede per le imprese interessate la facoltà, e non l'obbligo, di aderire al programma;

3 - le imprese ottengono esoneri, crediti di imposta e incentivi aziendali per ACQUISTARE MACCHINARI, non per assumere nuovi dipendenti. Cioè per sostituire il fattore lavoro con capitale;

4 - se vi sono nuove assunzioni di dipendenti da parte delle imprese è grazie a ESONERI CONTRIBUTIVI e non grazie al progresso tecnologico, come invece inventa lo psicolabile nonché cialtronissimo peracottaro seriale fosforo31.

Ovviamente nel programma M5S non è scritto quante siano le imprese dei settori a più alta intensità di tecnologia che impieghino un numero di dipendenti non inferiore a 15. Prova che il Grande Pagliaccio Impomatato Giuseppi non sa distinguere un serio programma di politica economica dal libro delle favole.  

Inoltre il medesimo psicolabile nonché cialtronissimo peracottaro seriale fosforo31 deve indicare in quale paper firmato da un economista (1) sia possibile leggere che una riduzione dell'orario di lavoro porti ad un aumento del tasso di occupazione. Ovviamente nel programma M5S non lo troviamo indicato, prova che il Grande Pagliaccio Impomatato Giuseppi ha trovato ispirazione nelle dotte discussioni che si tengono nei migliori barbershop del napoletano.

Nota 1: astenersi da produrre scritti firmati da Marta Guindani, Franco Bechis e/o pubblicati su Lando e Il Tr_om_ba 

 

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Inviata (modificato)

Ho già ampiamente replicato in altra discussione, con tanto di grafici e studi allegati, alle osservazioni/farneticazioni di Saurino pane e vino:

 

Ho scritto che la proposta di Conte, per quanto timida (riduzione dell'orario a 32/36 ore su base volontaria), va nella direzione giusta perché incentiva le aziende a trasformare l'aumento di produttività causato dal miglioramento dei fattori tecnologici in nuovi posti di lavoro e/o in maggiore tempo libero per i lavoratori (che non è solo un indicatore di benessere ma un motore dell'economia). Ebbene, cos'è un esonero contributivo se non un incentivo ad assumere? Ma nessun incentivo induce un'azienda a stipendiare nuovi dipendenti se non c'è una buona ragione di fondo. Nel caso in oggetto questa ragione c'è ed è banale ma sfugge completamente a Saurino: tagliando del 10 o del 20% l'orario di lavoro, ma a parità di salario come prevede la proposta Conte, l'azienda che aderisce deve realizzare un uguale aumento della produttività oraria per non ridurre il fatturato e quasi certamente anche gli utili. Quindi, se non ci riesce, deve assumere nuovo personale. Se non assume, perde fatturato e utili, ma in ogni caso i suoi dipendenti avranno il 10 o 20% in più di tempo libero, a parità di stipendio, con effetto positivo sull'economia nazionale. Esempio banale: si venderanno più libri. Fino a oggi l'incremento tecnologico della produttività oraria è stato per lo più usato per aumentare i profitti e tagliare il personale. La proposta Conte va in un'altra direzione: la riduzione dell'orario di lavoro, con conseguente aumento dell'occupazione e/o del tempo libero. 

Modificato da fosforo311

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