Gnazio La Russa ha ragione !!

La Russa ha maledettamente ragione quando dice che siamo tutti eredi del Duce.  L'Italia, gli italiani, la nostra storia, porteranno sempre con se la vergognosa eredità del fascismo, con le sue atrocità e follie omicide.  Sulla nostra coscienza collettiva pesa e peserà sempre la pagina più nera, quella delle leggi razziali. 
E non c'è famiglia che non abbia subito il disastroso peso, economico e di vite umane, della scellerata guerra combattuta dalla parte sbagliata.  Ha ragione Ignazio La Russa. 
Siamo tutti eredi di quella roba la.  L'unica differenza è nel come si affronta questa eredità.  Con schifo e repulsione. O con ributtante orgoglio e nostalgia. E la scelta non è banale e scontata, ma è quella che divide l'essere umano dalla bestia immonda, l'uomo dalla sua negazione, l'umanità dal suo vilipendio.

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4 messaggi in questa discussione

non tutti siamo balilla siamo anche figli e nipoti di chi il fascismo l'ha combattuto e vinto.

Su queste strade se vorrai tornare
ai nostri posti ci ritroverai
morti e vivi collo stesso impegno
popolo serrato intorno al monumento
che si chiama
ora e sempre
RESISTENZA

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Pochi giorni dopo il suo rientro a casa Kesselring ebbe l'impudenza di dichiarare pubblicamente che non aveva proprio nulla da rimproverarsi, ma che - anzi - gli italiani dovevano essergli grati per il suo comportamento durante i 18 mesi di occupazione, tanto che avrebbero fatto bene a erigergli... un monumento.
A tale affermazione rispose Piero Calamandrei, con una famosa epigrafe (recante la data del 4.12.1952, ottavo anniversario del sacrificio di Duccio Galimberti), dettata per una lapide "ad ignominia", collocata nell'atrio del Palazzo Comunale di Cuneo in segno di imperitura protesta per l'avvenuta scarcerazione del criminale nazista. L’epigrafe afferma:
 

Lo avrai
camerata Kesselring
il monumento che pretendi da noi italiani
ma con che pietra si costruirà
a deciderlo tocca a noi.

Non coi sassi affumicati
dei borghi inermi straziati dal tuo sterminio
non colla terra dei cimiteri
dove i nostri compagni giovinetti
riposano in serenità
non colla neve inviolata delle montagne
che per due inverni ti sfidarono
non colla primavera di queste valli
che ti videro fuggire.

Ma soltanto col silenzio del torturati
più duro d'ogni macigno
soltanto con la roccia di questo patto
giurato fra uomini liberi
che volontari si adunarono
per dignità e non per odio
decisi a riscattare
la vergogna e il terrore del mondo.

Su queste strade se vorrai tornare
ai nostri posti ci ritroverai
morti e vivi collo stesso impegno
popolo serrato intorno al monumento
che si chiama
ora e sempre
RESISTENZA

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Grazie sig tiberio. Mi ha fatto spuntare le lacrime agli occhi

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... quando la paura annebbia la mente....

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