Embe’ Giggino ?? Je fai o no sti nomi ??

Da Democratica del 24/02/2018           “Anche il più ottimista sostenitore del M5s sa benissimo che la possibilità per Luigi Di Maio di essere il prossimo inquilino di palazzo Chigi è alquanto improbabile. Ma il leader pentastellato comunque continua con la sua propaganda sicuro di governare il Paese. Così Di Maio ha annunciato che nella prossima settimana – forse anche nel weekend – inizierà a fare i nomi della sua squadra di governo.

I dicasteri

Saranno meno di venti i ministri del poco plausibile – stando ai numeri in possesso – futuro governo Di Maio. Non propriamente un taglio, nel governo Gentiloni sono diciotto. Secondo le indiscrezioni ci sarà un ministero per la Meritocrazia e un ministero ad hoc per Famiglie e bambini.

Bisogna capire cosa potrà fare un ministro per la Meritocrazia, però non cerchiamo di capire, restiamo sui fatti. I ministeri chiave dovrebbero essere occupati da donne, e questo al momento è tutto ciò che è noto.

Secondo quanto riportato alcuni quotidiani in questi giorni il leader grillino avrebbe ricevuto parecchi no dalle persone sondate, ma questo è normale visti i precedenti del M5s.

Il caso Roma

Sì perché la tattica di “annunciare” prima la squadra di governo era già stata adottata a Roma. Nella Capitale l’allora candidata Virginia Raggi dopo mesi di promesse annunciò solo quattro nomi. Il problema è che di questi quattro dopo meno di due anni solo uno è ancora in carica. Dal palco di Ostia, nel giorno della chiusura della campagna elettorale per il ballottaggio annuncio i nomi di Andrea Lo Cicero, Paolo Berdini, Paola Muraro e Luca Bergamo.

Il rugbista Lo Cicero fu tagliato ancor prima dell’insediamento, dichiarando in seguito: “Hanno sfruttato la mia immagine durante il periodo elettorale”.

Dopo pochi mesi (a dicembre 2016) anche Paola Muraro, a seguito di un’inchiesta che la riguardava, fu costretta alle dimissioni. L’ex assessore all’Ambiente però nel corso dei mesi successivi ha più volte attaccato la giunta capitolina: “Io mi ero messa a disposizione, ma alla fine ho pagato un prezzo alto. Questa guerra tra bande mi ha penalizzata moltissimo“.

Due mesi dopo (nel febbraio 2017) a saltare, a seguito di un audio in cui criticava la sindaca, fu Paolo BerdiniL’ex assessore all’Urbanistica, che aveva definito nell’audio incriminato Virginia Raggi “impreparata, circondata da una corte dei miracoli” giorni dopo ha amaramente commentato le sue dimissioni: “Era mia intenzione servire la città mettendo a disposizione competenze e idee. Prendo atto che sono venute a mancare tutte le condizioni per poter proseguire il mio lavoro”.

Solo nomi spot

Ecco visto il quadro desolante di Roma, dove oltre ai tre citati c’è stato un giro di Assessori da guinness dei primati, va da se che i nomi che Di Maio proporrà saranno solo spot per cercare di conquistare qualche voto in più. Un esercizio per dire: noi vi diciamo la nostra squadra, perché gli altri non lo fanno. Solo fuffa, come da copione.”

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1 messaggio in questa discussione

Una  patacca  come   le  liste  garantite   dal  giggino

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