Vince il NO ? Fine del mondo.

Referendum, allarme del Financial Times sull’Italia nell’euro. Renzi: “Siamo ad un bivio”. 

Ora manca solo la sai l'ultima "SE VINCE IL NO CI SARA? LA FINE DEL MONDO"

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Caro Monello, il problema non è il FT - i giornali, per quanto prestigiosi, devono sempre drammatizzare un po' per vendere copie -  il problema sono un governo e un ministro dell'Economia la cui autorevolezza è ormai prossima al livello del 2011, che non sanno (e forse non vogliono) smentire le cassandre. Un problema siamo anche noi, popolo pavido e pochissimo incline al cambiamento, che ci lasciamo influenzare dalle cassandre, specie quelle estere. Per milioni di italiani benpensanti (e benestanti) l'ex rottamatore Renzi è solo il baluardo della conservazione, e la Costituzione deve cambiare affinché nulla cambi. A suo tempo il FT ammoniva che la Brexit, l'uscita del Regno Unito dall'Europa, sarebbe stata una tragedia epocale, ma gli inglesi se ne sono altamente infischiati. In Italia nella peggiore delle ipotesi (o nella migliore secondo i punti di vista) rischiamo l'uscita di Renzi dalla politica e la fine di una fin troppo lunga fase di sospensione della democrazia (un parlamento di "illegittimi" e tre governi di fila privi di un mandato popolare, cioè di un programma approvato dalla maggioranza del popolo sovrano). Oggi il maggiore responsabile di questo disastro, che forse non sarà epocale (ma è ancora presto per giudicarne gli effetti) ma certo non ha precedenti nell'Italia repubblicana, ha emesso il suo monito:

"Quella sul referendum è diventata una sfida largamente aberrante ... Non votiamo per giudicare Matteo Renzi: per quello c'è il voto politico". 

Ora io posso capire che un ultranovantenne come il presidente emerito abbia la memoria un po' debole e abbia dimenticato che fu proprio Matteo Renzi, con una scelta larghissimamente aberrante,  a mettere in gioco il destino suo, del governo e della legislatura per condizionare in modo inaudito e inammissibile il voto del popolo sovrano in un referendum sulla Costituzione. Anzi, mi correggo: in realtà questo aberrante nonché abusivo premier, nonché ignorante delle regole della democrazia, persiste tuttora nel suo ricatto e dice o minaccia (o lascia chiaramente intendere) che la vittoria del No implica la crisi di governo e le elezioni anticipate. Però il signor Napolitano, che non è un giovane aspirante caudillo, ma un poco di cultura democratica in 70 anni di politica deve essersela pur formata, si spinge pure lui all'aberrazione quando afferma:

"Necessario cambiare Italicum... Rispetto a quando questa legge elettorale è stata confezionata e approvata, molto è cambiato nel contesto politico. Arrivare a vincere il ballottaggio con il tuo buon 29%, magari su chi ha avuto il 28% dei voti, e ottenere la maggioranza in Parlamento, non credo che vada bene".

Ohibò, ma allora quando il Pd staccava tutti nei sondaggi l'Italicum andava bene? Ma allora, secondo il signor Napolitano, le leggi elettorali si fanno e si disfano a seconda del contesto politico ? In modo da impedire per quanto possibile che le elezioni siano vinte dai propri avversari politici? Roba da matti!

Manomettere la Costituzione e le leggi elettorali per scopi di parte non è democrazia: è un'aberrazione, è la dittatura della maggioranza, è la preparazione del regime.

Saluti

 

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