Adulandi libido

Ho sempre saputo che siamo un popolo di leccapiedi con un'atavica propensione al servo encomio, alla glorificazione dei potenti. Un mio concittadino ha scritto un bel libro sull'argomento:

http://www.lanavediteseo.eu/item/breve-trattato-sul-lecchino/

Ma mai avevo potuto toccare con mano questa tragicomica patologia nazionale come negli ultimi giorni. Più tragica che comica, invero, perché il virus della servitudine è molto contagioso dalle nostre parti. Chi viene pubblicamente e ripetutamente osannato acquista credibilità già solo per questo. Il virus non risparmia certo gli intellettuali. Non pochi di loro, con sprezzo del ridicolo, hanno profuso le loro doti letterarie nel ricamare patetici appelli a un premier stanco e demotivato affinché restasse al suo posto. Appelli commoventi (per la loro inutilità) che non hanno evitato l'autosfiducia e l'autoaffondamento di un'ipocrita a caccia di pretesti. Il quale, come sanno anche le pietre, puntava al Quirinale e ne aveva ormai piene le scatole di stare a palazzo Chigi. Non a caso perfino Berlusconi e Travaglio, personaggi antipodali, sono d'accordo su questo punto. Se dovessimo stilare una graduatoria e assegnare un premio, credo questo signore qui, già vincitore di un Premio Strega, se lo meriterebbe tutto. Leggete e commuovetevi, o ridete. Fate voi: 

 https://www.corriere.it/economia/opinioni/22_luglio_17/caro-presidente-ecco-perche-non-deve-mollare-14a67034-05fc-11ed-b53c-f5a8ed9fedc6.shtml

 

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La marcia indietro dei grillini

Il capogruppo alla Camera Davide Crippa del Movimento 5 Stelle rilascia un’intervista al Corriere della Sera in cui dice: «Secondo me si doveva lavorare per star dentro e incidere nei provvedimenti in lavorazione». Davide Crippa era pronto alla scissione fino a qualche giorno fa, ora ha cambiato idea e chiede che ci sia «un confronto interno». Fabiana Dadone, ex ministra dei grillini dice: «Questa crisi non l’abbiamo innescata noi così come non l’abbiamo conclusa». Paolo Ferrara, nel Consiglio nazionale del M5s, invece ci fa sapere che «il M5s non è responsabile per la situazione in cui ci troviamo e non vuole diventare complice senza fare nulla per cambiarla».

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41 minuti fa, barbablu16 ha scritto:

La marcia indietro dei grillini

Il capogruppo alla Camera Davide Crippa del Movimento 5 Stelle rilascia un’intervista al Corriere della Sera in cui dice: «Secondo me si doveva lavorare per star dentro e incidere nei provvedimenti in lavorazione». Davide Crippa era pronto alla scissione fino a qualche giorno fa, ora ha cambiato idea e chiede che ci sia «un confronto interno». Fabiana Dadone, ex ministra dei grillini dice: «Questa crisi non l’abbiamo innescata noi così come non l’abbiamo conclusa». Paolo Ferrara, nel Consiglio nazionale del M5s, invece ci fa sapere che «il M5s non è responsabile per la situazione in cui ci troviamo e non vuole diventare complice senza fare nulla per cambiarla».

Il signor Davide Crippa, come molti altri grillini, ha completamente dimenticato la promessa fatta nel 2018 dal Movimento ai suoi elettori. Noi non stringereremo alleanze con nessuno. Se perderemo le elezioni, andremo all'opposizione. Se le vinceremo, ma non otterremo la maggioranza assoluta dei seggi, governeremo da soli accettando solo eventuali appoggi esterni. Per la verità questa promessa se la rimangiarono subito. Questo è il peccato originale della legislatura e i grillini l'hanno pagato amaramente. Direi giustamente. Prima proposero un alleanza a Renzi, poi si allearono con Salvini. Questi ovviamente tradì, e allora passarono con il Pd di Zingaretti e con lo scissionista Renzi. Ovvero dalla padella alla brace. Ovviamente anche Renzi tradì l'alleanza. A quel punto il destino offrì ai grillini l'occasione più unica che rara di riguadagnare il terreno e la credibilità perdute andando all'opposizione del governaccio dei poteri forti. E invece incredibilmente, scelleratamente spinti da Grillo, entrarono nell'ammu.cchiata e lasciarono alla sola Meloni tutto il ricco dividendo dell'opposizione. Purtroppo Crippa, Di Mario e gli altri, incluso lo stesso Grillo, non erano minimamente all'altezza del grande e rivoluzionario progetto politico del 2018. Ma gli elettori non potevano saperlo. Ora Giuseppe Conte è chiamato a fare nulla di meno di un miracolo. La speranza è l'ultima a morire ma temo che non ci riuscirà. Il tempo è poco e lui è uno statista, non un taumaturgo. Una cosa è certa. Sia che vinca il centrodestra, sia che vinca il cd. partito di Draghi (cioè l'ammu.cchiata di centro), sia che non vinca nessuno (possibile), i veri vincitori saranno i gattopardi.  

 

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1 ora fa, fosforo311 ha scritto:

Giuseppe Conte è chiamato a fare nulla di meno di un miracolo

fin qui ha fatto solo scena da berlu...vittimismo....:D

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