Perché Marco Travaglio è un grandissimo giornalista

Oggi la gente ha poco tempo ma soprattutto poca voglia di leggere i giornali. Ciò ha varie cause, la principale è molto probabilmente la sovrainformazione digitale da cui siamo inondati. Un tempo il quotidiano cartaceo era un amico inseparabile, un ponte prezioso tra noi e il mondo. Oggi è come se ciascuno di noi avesse un abbonamento gratuito a un giornalone di milioni di pagine, raggiungibili con pochi clic o pochi tap. E così la copia cartacea o digitale del miglior quotidiano si disperde e si svaluta in un mare di terabytes. Un tempo io facevo con il mio giornale quello che, a Dio piacendo, faccio tuttora con il mio piatto: l'irrinunciabile scarpetta. Ne divoravo ogni pagina fino all'ultima sillaba, eccetto il palinsesto tv, i necrologi e poco altro. Oggi mi limito agli articoli e ai titoli principali. Conosco un signore che compra il Fatto solo per leggere l'editoriale di Travaglio (ma si perde tantissimo). Ovviamente i giornalisti, anche i più bravi e scrupolosi, si adeguano accorciando i loro pezzi. Gli articoli sopra le 1000 parole sono diventati quasi una rarità. La capacità di sintesi, che è da sempre tra le qualità fondamentali del giornalista professionista, oggi è addirittura cruciale. Con poche pennellate il grande giornalista deve fornire al lettore un quadro sufficientemente completo e immediatamente comprensibile della situazione o dell'argomento trattato. Anche Travaglio da qualche anno ha dimezzato il suo editoriale, ma per la caduta del governaccio Draghi ha fatto un'eccezione tornando alle classiche due colonne, collocate in prima e in ultima pagina. Ebbene, ne evidenzio per voi tre sublimi pennellate che valgono da sole il prezzo del quotidiano e che, se il mitico Montanelli ha potuto gustarle da lassù, di sicuro gli hanno gonfiato il petto di compiacimento e di orgoglio per il suo migliore allievo. 

La prima pennellata, a mio avviso degna di un Theodore Gericault e del suo immortale capolavoro, La zattera della Medusa, descrive il naufragio di Draghi e del suo governaccio (mai sfiduciato dal parlamento) dopo l'ultimatum di Conte:

Un autoaffondamento degno di Schettino, che manda a picco la nave e poi dà la colpa allo scoglio. 

Pennellata precisa, ironica, giornalisticamente perfetta! 

La seconda pennellata è dedicata a Luigi Di Mario:

Giggino 'a Pultrona aveva escogitato la scissione per stabilizzare il governo e la cadrega, invece li ha fatti esplodere entrambi, praticamente un ge.nio. 

La terza pennellata, che suggella magnificamente l'articolo, trae spunto da un dettaglio della cronaca di ieri. All'inizio del suo discorso in Senato il presidente del Consiglio pensava che ci fosse un problema tecnico:

Diceva bene, Draghi, all'inizio del suo discorso: "Qualcosa non va". Ma non era il microfono. Era Lui. 

Ecco, penso che ora anche i più scettici abbiano capito perché considero Marco Travaglio il più grande giornalista italiano. 

https://infosannio.com/2022/07/21/l-populista-sgangherato/ (testo integrale nella replica di Raf2) 

 

Modificato da fosforo311

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2 messaggi in questa discussione

1 ora fa, fosforo311 ha scritto:

Oggi la gente ha poco tempo ma soprattutto poca voglia di leggere i giornali. Ciò ha varie cause, la principale è molto probabilmente la sovrainformazione digitale da cui siamo inondati. Un tempo il quotidiano cartaceo era un amico inseparabile, un ponte prezioso tra noi e il mondo. Oggi è come se ciascuno di noi avesse un abbonamento gratuito a un giornalone di milioni di pagine, raggiungibili con pochi clic o pochi tap. E così la copia cartacea o digitale del miglior quotidiano si disperde e si svaluta in un mare di terabytes. Un tempo io facevo con il mio giornale quello che, a Dio piacendo, faccio tuttora con il mio piatto: l'irrinunciabile scarpetta. Ne divoravo ogni pagina fino all'ultima sillaba, eccetto il palinsesto tv, i necrologi e poco altro. Oggi mi limito agli articoli e ai titoli principali. Conosco un signore che compra il Fatto solo per leggere l'editoriale di Travaglio (ma si perde tantissimo). Ovviamente i giornalisti, anche i più bravi e scrupolosi, si adeguano accorciando i loro pezzi. Gli articoli sopra le 1000 parole sono diventati quasi una rarità. La capacità di sintesi, che è da sempre tra le qualità fondamentali del giornalista professionista, oggi è addirittura cruciale. Con poche pennellate il grande giornalista deve fornire al lettore un quadro sufficientemente completo e immediatamente comprensibile della situazione o dell'argomento trattato. Anche Travaglio da qualche anno ha dimezzato il suo editoriale, ma per la caduta del governaccio Draghi ha fatto un'eccezione tornando alle classiche due colonne, collocate in prima e in ultima pagina. Ebbene, ne evidenzio per voi tre sublimi pennellate che valgono da sole il prezzo del quotidiano e che, se il mitico Montanelli ha potuto gustarle da lassù, di sicuro gli hanno gonfiato il petto di compiacimento e di orgoglio per il suo migliore allievo. 

La prima pennellata, a mio avviso degna di un Theodore Gericault e del suo immortale capolavoro, La zattera della Medusa, descrive il naufragio di Draghi e del suo governaccio (mai sfiduciato dal parlamento) dopo l'ultimatum di Conte:

Un autoaffondamento degno di Schettino, che manda a picco la nave e poi dà la colpa allo scoglio. 

Pennellata precisa, ironica, giornalisticamente perfetta! 

La seconda pennellata è dedicata a Luigi Di Mario:

Giggino 'a Pultrona aveva escogitato la scissione per stabilizzare il governo e la cadrega, invece li ha fatti esplodere entrambi, praticamente un ge.nio. 

La terza pennellata, che suggella magnificamente l'articolo, trae spunto da un dettaglio della cronaca di ieri. All'inizio del suo discorso in Senato il presidente del Consiglio pensava che ci fosse un problema tecnico:

Diceva bene, Draghi, all'inizio del suo discorso: "Qualcosa non va". Ma non era il microfono. Era Lui. 

Ecco, penso che ora anche i più scettici abbiano capito perché considero Marco Travaglio il più grande giornalista italiano. 

https://infosannio.com/2022/07/21/l-populista-sgangherato/ (testo integrale nella replica di Raf2) 

 

😊😊😊

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8 ore fa, fosforo311 ha scritto:

Ecco, penso che ora anche i più scettici abbiano capito perché considero Marco Travaglio il più grande giornalista italiano

ognuno ha le proprie idee.....:D

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