Draghi … provaci !’


I resti di quello che fu una comitiva di sfaccendati in gita al Parlamento sta tentando di risalire affannosamente la china nella quale si sono sgarrupati immaginando che gli italiani li seguissero. Si riuniscono, sospendono la riunione, poi la rinviano, la riconvocano, ma non si trovano più. Solo una conferenza stampa farneticante del loro capo, qualche dichiarazione volgare delle/dei soliti miracolati, estrattori di reddito pubblico, tutti subissati dalle critiche del mondo intero. 
Draghi ha ragione da vendere a dichiarare conclusa l’esperienza di governo con la partecipazione del M5S. Non è solo una questione di dignità personale da difendere dai ripetuti attacchi dei cialtroni, c’è da difendere l’immagine e il ruolo dell’Italia, difronte ai suoi cittadini migliori, all’UE e al mondo, che hanno bisogno di sapere che questo non è un Paese in balìa di una banda di scalzacani. Abbiamo impegni da onorare, come fino ad ora abbiamo fatto nonostante i continui calci negli stinchi a Draghi, ma soprattutto abbiamo un impegno da onorare nei confronti degli italiani. Un impegno che si è esteso rispetto a quando fu fatto questo governo, con la necessità di fare fronte alle ripercussioni politiche, economiche e sociali portate da una guerra non voluta e che si rivela, ogni giorno di più, un’arma rivolta contro le nostre prospettive democratiche e di crescita sostenibile. Non ci sono alternative credibili alla prosecuzione dell’impegno di Draghi, che va portato avanti con maggiore intensità e tempismo, liberato dalla zavorra di Conte e di ciò che resta del suo partito.
Ora si gioca a carte scoperte. Mercoledì Draghi dica quello che serve al Paese, senza alcuna mediazione sugli argomenti pretestuosi di Conte e verifichi se c’è una maggioranza. Se c’è si vada avanti, altrimenti si voti tenendo conto dei comportamenti politici di tutti.  Attardarsi a pasticciare, come fa una parte del PD, preoccupata più di salvare la faccia dopo anni di rincorsa al M5S che a salvare il Paese, non è da partito di governo all’altezza della situazione.  Salvare l’alleanza con Conte e i rimasugli del suo partito è l’esatto contrario di ciò che va fatto. Morire per Conte confondendosi nel suo cupio dissolvi? Così si decreterebbe oltre che la sconfitta del Paese, anche quella del PD. Questo lo capisce anche un bambino delle elementari.  Un cambio di maggioranza non è solo la scelta consapevole da fare, è una esigenza dovuta ad un repentino cambiamento determinato dall’estinzione di uno dei contraenti. 
Si può identificare il destino del Paese con le scelte suicide di un soggetto politico in decomposizione?  Gli italiani non sono come i cavalli del Faraone, che venivano uccisi dopo la sua morte e seppelliti con lui.  Non abbiamo nessun obbligo, istituzionale e politico, di farci condizionare dal destino di Conte e del suo partito. Possiamo, dobbiamo e vogliamo andare avanti senza di lui. 
Questa è la responsabilità più grande che va assolta oggi.                                                    
 

M.U.

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1 messaggio in questa discussione

Non ci resta che andare al voto.

 

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