DEGNA RISPOSTA A RAZZISTI

“Una vergogna, uno schifo. Mi aspetto un intervento efficace del ministro Lamorgese e una dura condanna da parte di sinistre e femministe. Secondo voi aspetterò a lungo?”.

Queste le parole espresse da Matteo Salvini, nel suo profilo personale, in rapporto alle molestie sessuali fatte da alcuni nordafricani a danno di sei ragazze che stavano tornando in treno, dopo una giornata trascorsa a Gardaland.

Carissimo (si fa per dire…) Sig. Matteo Salvini,

il caso vuole che io sia di sinistra e femminista.

Mi sento, pertanto, di darle una risposta tempestiva che, spero, riesca a chiarire il mio modesto pensiero in merito al suo post.

Veda, a me, in quanto donna, poco importa se chi mi sta molestando sessualmente sia un uomo bianco, giallo, verde, a pois, dai toni cangianti, multicolore oppure nero come l’inchiostro.

Mi creda, essere molestata o, ancor peggio, stuprata da uno dei soggetti da me testè menzionati è esattamente la stessa identica, schifosa, vergognosa (cito le sue stesse parole…) cosa, a prescindere.

Gradirei, allora, che Lei mi spiegasse (con il “garbo” che da sempre la contraddistingue) per quale ragione, a me del tutto sconosciuta, la “vergogna”, lo “schifo”, siano stigmatizzati soltanto nel caso in cui il colore della pelle sia nero, mentre, in altri casi anche recenti (vedi molestie da parte di alcuni alpini) nulla viene detto ed il tutto viene derubricato al rango di innocente goliardia degna, nella peggiore delle ipotesi, di una fugace tiratina di orecchie?

Veda, Matteo, noi donne siamo un po’ bizzarre: quando un uomo o più uomini ci trattano come se fossimo meri oggetti di piacere, da molestare a proprio piacimento o, addirittura, da stuprare per poter soddisfare i loro più bassi istinti, del loro colore ci curiamo ben poco, anche perché le cicatrici che lasciano, sul nostro corpo e sulla nostra anima, sono incolori, invisibili, ma sempre presenti a tormentarci per il resto della nostra esistenza umana.

La prego, la smetta di strumentalizzare, di additare, sempre ed in ogni caso, i “neri”, per fini di propaganda politica.

Le do un consiglio.

Se realmente vuole perorare la nostra causa, non faccia distinzioni sulla base di mere variazioni cromatiche, ma inizi con lo stigmatizzare qualsivoglia molestia sessuale o stupro, a prescindere dal colore della pelle o del gruppo di appartenenza!

Mi aspetto una dura condanna da parte sua nei confronti di chiunque si macchi di queste colpe.

Secondo voi che mi leggete, aspetterò a lungo?

Anna Neri

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Due settimane fa festeggiava sui social l’applicazione di misure cautelari nei confronti dei presunti spacciatori di Bologna (la famiglia protagonista dell’ormai famosa citofonata della campagna elettorale in Emilia Romagna nel gennaio 2020). Oggi invita gli italiani a votare sì al referendum che impedirà di applicare misure cautelari in caso di reiterazione di reati non violenti, cioè l’esigenza che si presenta quasi sempre nel caso di spaccio di stupefacenti. Il soggetto è sempre lo stesso: Matteo Salvini. Il leader della Lega oggi ha presentato insieme al governatore lombardo Attilio Fontana la campagna per il sì al referendum del 12 giugno. “Per reati gravi continuerà a esserci la custodia cautelare”, si giustifica Salvini alla domanda del fattoquotidiano.it. Ma non è vero: se vincessero i sì diventerebbe impossibile disporre qualsiasi misura cautelare motivandola con il rischio che l’indagato/imputato commetta di nuovo il reato di cui è accusato o altri simili, se questi non implicano l'”uso di armi o di altri mezzi di violenza personale”.

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