Il Pacifinto …!!

Nel forum , un Cazzaro ,  fa risuonare  l'abbietta teoria che per raggiungere la pace si debba disarmare l'aggredito.  Deve essere chiaro che non  è la pace che l’idio ta vuole . L’idio ta vuole altro : Vuole la vittoria del maiale che siede al Cremlino !! Ma siccome ha dignità pari a zero , non ha nemmeno  il coraggio di rivendicarlo senza offendere l’altrui intelligenza. Ha sbagliato i conti . Almeno finché starò sul forum . 

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2 messaggi in questa discussione

4 ore fa, mark222220 ha scritto:

Nel forum , un Cazzaro ,  fa risuonare  l'abbietta teoria che per raggiungere la pace si debba disarmare l'aggredito.  Deve essere chiaro che non  è la pace che l’idio ta vuole . L’idio ta vuole altro : Vuole la vittoria del maiale che siede al Cremlino !! Ma siccome ha dignità pari a zero , non ha nemmeno  il coraggio di rivendicarlo senza offendere l’altrui intelligenza. Ha sbagliato i conti . Almeno finché starò sul forum . 

Mi perdoni, stupida gallina pisana diversamente intelligente e diversamente monolaureata, pensa di rimanere sul forum per scrivere stron. zate o per copiaincollare pensieri altrui cercando di farli passare per suoi? 

Non sarebbe meglio, per lei, dedicarsi agli ammiratori sul lung'Arno? 

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Il cazzaro napoletano è interessato ad una cosa sola: il disprezzo della democrazia occidentale e l’ammirazione del totalitarismo degli Stati comunisti o ex comunisti, come appunto la Russia.

Il cazzaro napoletano non esprime una condanna imparziale. La sua condanna è rivolta contro la NATO e gli Stati Uniti. In particolare non condanna la violenza ma solo quella esercitata in difesa dei paesi occidentali.

Il cazzaro napoletano ricorda molto la

minoranza di intellettuali pacifisti le cui reali e tacite motivazioni sono il disprezzo della democrazia occidentale e l’ammirazione del totalitarismo. L’abituale propaganda pacifista afferma in sostanza che gli opposti schieramenti sono ugualmente cattivi, ma se si leggono più attentamente gli scritti degli intellettuali pacifisti più giovani, si scopre che non esprimono affatto una condanna imparziale, ma rivolta quasi interamente contro l’Inghilterra e gli Stati Uniti. Inoltre, non condannano per principio la violenza in quanto tale, ma solo quella esercitata in difesa dei paesi occidentali. I russi, al contrario dei britannici, non vengono biasimati per essersi difesi combattendo, e a ben vedere tutta la propaganda di questa specie evita ogni riferimento alla Russia o alla Cina. Non viene mai sostenuto, ancora, che gli indiani dovrebbero abiurare la violenza nella loro lotta contro gli inglesi. La letteratura pacifista è piena di osservazioni equivoche che, se vogliono dire qualcosa, sembrano voler dire che gli statisti del genere di Hitler siano preferibili a quelli del genere di Churchill, e che la violenza sia giustificabile se sufficientemente violenta. In seguito alla caduta della Francia, i pacifisti francesi, posti di fronte a una vera scelta che i loro colleghi inglesi non hanno dovuto compiere, sono perlopiù passati al nemico nazista, e anche in Inghilterra sembra essere avvenuta una qualche pur minima sovrapposizione fra membri della Peace Pledge Union e Camicie Nere. Autori pacifisti hanno scritto elogi di Carlyle, uno dei padri intellettuali del fascismo. Tutto considerato, è difficile non sospettare che il pacifismo, per come si manifesta presso una certa fetta di intellettuali, sia tacitamente ispirato da un’ammirazione del potere e della crudeltà finalizzata. L’errore è stato commesso nell’allacciare questo sentimento a Hitler, ma può sempre essere facilmente ritrasposto (George Orwell, Appunti sul Nazionalismo).

 

 

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