Ripassiamoci un po' di Storia

Come è noto, la storia non è ricerca nel passato fine a se stessa, ma serve a capire il presente e a prevedere il futuro. Praeterita memento, futura intelleges, dicevano gli antichi. Lo storico è un profeta che guarda all'indietro, diceva F. Schiller. E allora volgiamo anche noi, cari forumisti, un po' lo sguardo al passato per cercare capire quello che succede oggi.

Se è pacifico che la seconda guerra mondiale fu causata da Hitler (ma non voluta da lui: questo è assodato dagli storici seri, con buona pace degli asini che lo hanno scoperto solo dopo le parole del prof. Orsini), è altrettanto pacifico che la guerra fredda fu causata e voluta dagli USA e dal blocco occidentale, e non certo dal blocco sovietico. Come ho scritto più volte, le bombe atomiche americane su Hiroshima e Nagasaki non furono solo i più barbari e più tragici attentati terroristici della storia, ma più che la fine della seconda guerra mondiale (il Giappone era già piegato, distrutto e pronto alla resa) segnarono l'inizio della guerra fredda. Le vite di 200.000 innocenti servirono agli USA solo per mostrare i muscoli al colosso comunista sovietico, per ricordargli chi era il più forte in vista della spartizione geopolitica di Yalta e degli anni futuri. Non a caso l'espressione "guerra fredda", ovvero una pace che non è pacefu coniata da George Orwell in un celebre e profetico articolo, dal titolo Tu e la bomba atomica, pubblicato due mesi dopo l'ecatombe nucleare in Giappone. Nel 1949 nacque la NATO, finalizzata, sulla carta, a una mera funzione difensiva. La stranezza fu che era il più forte ad organizzare per primo uno schieramento militare difensivo, mentre il più debole avrebbe atteso altri 6 anni prima di costituire il Patto di Varsavia, anch'esso mirato, sulla carta, alla difesa della pace. In quel momento l'URSS non aveva ancora testato la sua prima bomba atomica, i servizi segreti occidentali ritenevano che avesse bisogno di almeno altri 4 o 5 anni, anche per la scarsissima disponibilità di uranio. Ma la firma del Trattato Atlantico da parte di 12 paesi ebbe come primo effetto la brusca accelerazione del programma nucleare sovietico. Utilizzando l'uranio confiscato ai tedeschi, manodopera forzata reclutata nei gulag dallo spietato Lavrenti Beria, un ciclotrone di fortuna per produrre plutonio e la genialità di fisici come Igor Kurchatov e Andrei Sakharov, l'URSS eseguì con successo, 5 mesi dopo, il suo primo test atomico. In realtà la NATO si connotò fin dall'origine come alleanza politico-militare in chiave anticomunista, nell'ambito della cosiddetta dottrina Truman che prevedeva pressioni politiche e massicci aiuti economici e militari a paesi di importanza strategica, allo scopo di contrastare un presunto "espansionismo sovietico". Per la cronaca, Harry Truman è il criminale di guerra responsabile delle stragi gratuite di Hiroshima e Nagasaki, che in un mondo libero e giusto sarebbe stato processato e impiccato a Norimberga insieme ai gerarchi nazisti. Negli anni '40 USA e UK avevano dato ampio e decisivo sostegno alla fazione monarchica di destra nella guerra civile in Grecia contro i partigiani comunisti. I quali furono spalleggiati, ma solo inizialmente e contro la volontà di Stalin, dalla Jugoslavia di Tito. La Grecia e la Turchia furono tra le prime nazioni a sperimentare la dottrina Truman e subirono forti pressioni e ingerenze per aderire alla NATO nel 1952. Nello stesso anno fu decisa la fine dell'occupazione militare postbellica della Germania. L'URSS (nella famosa "nota di Stalin") propose una Germania unita e neutrale, ma USA e UK volevano a tutti costi che le parti da loro controllate insieme alla Francia, la Germania Ovest e l'exclave di Berlino Ovest, restassero nella sfera d'influenza occidentale e aderissero alla NATO. Avete capito bene, cari forumisti: Stalin fu (con Hitler e Truman) uno dei peggiori criminali della storia, ma, fosse dipeso da lui, non avremmo avuto due Germanie, non avremmo avuto il Muro di Berlino, cioè il simbolo più triste e famigerato della guerra fredda! Superata una iniziale (e razionale) opposizione della Francia, la Germania Ovest entrò nella NATO nel 1955, e contestualmente iniziò il programma di condivisione nucleare, ovvero il dispiegamento di armi atomiche americane, sotto il totale controllo americano, nei territori di Germania, Italia e Turchia. Poco dopo vi furono schierati anche i missili balistici Jupiter. Una chiara e irresponsabile provocazione e una minaccia diretta alle porte dell'Unione Sovietica e degli altri paesi comunisti. Fu solo allora che questi si allearono militarmente nel Patto di Varsavia. Dopodiché si intensificarono i test atomici da ambedue le parti, ci furono incidenti di frontiera, l'invasione sovietica dell'Ungheria e l'inizio della presenza militare americana nel Vietnam, il fallito golpe anticastrista a Cuba, organizzato dalla CIA e supportato da bombardieri americani. Insomma, la temperatura della guerra fredda salì. Fino al parossismo della crisi di Cuba del '62, quando Nikita Krusciov, legittimamente, decise di rendere pan per focaccia installando basi missilistiche a Cuba, alle porte degli USA. Kennedy gli rispose con un ultimatum da cow boy, minacciando l'invasione e la distruzione dell'isola. Alla fine prevalse il buon senso di Krusciov che smantellò le basi e che solo per questo avrebbe meritato il Nobel per la Pace e deve essere considerato uno dei grandi statisti della storia. Così come Charles de Gaulle che nel frattempo aveva interrotto la sua proverbiale traversata del deserto per tornare a servire la patria e la causa della pace. Con la saggezza e la lungimiranza degli statisti, il mitico generale e partigiano ritirò la Francia dalla NATO (o meglio: la sottrasse al vincolo dell'intervento militare collettivo dettato dall'art.5 del Trattato), condannò l'invasione americana del Vietnam, si oppose all'ingresso della Gran Bretagna nella Comunità Europea (magari l'avessero ascoltato!), pose fine alla guerra d'Algeria, avviò la decolonizzazione dell'Africa, riconobbe la Cina comunista. De Gaulle non era di sinistra e non era un pacifista: era uno statista e un uomo saggio. Con la perestrojka di Gorbaciov (statista ingenuo), la caduta del Muro, la riunificazione della Germania e la successiva dissoluzione dell'URSS, si dissolse anche il Patto di Varsavia. Ma prima di sciogliere l'alleanza militare dei paesi comunisti o ex comunisti, Gorbaciov aveva ottenuto, nel corso dei negoziati col segretario di Stato americano James Baker e coi rappresentanti della NATO, l'assicurazione, sia pure informale, sulla parola, che l'Alleanza Atlantica non si sarebbe espansa verso est: not one inch eastward!  Parola d'onore di James Baker: la NATO non sarebbe avanzata neppure di un pollice (2,54 cm) verso est!  L'ingenuo Gorbaciov si fidò: non sapeva che per i cow boy l'onore personale e nazionale vale molto meno dei territori di pascolo delle loro mandrie. E così i territori di pascolo dell'imperialismo bellicista americano si ampliarono incontrastati verso est e per ben più di un pollice. Con la complicità cieca e obbediente dei servi a mezzadria, ovvero i governi degli altri paesi membri che, in teoria, avrebbero avuto diritto di veto, la NATO invitò e assorbì TUTTI i paesi dell'ex Patto di Varsavia e, non contenta (o meglio: non contenti USA e UK), assorbì pure le tre repubbliche baltiche ex sovietiche (ovvero pezzi dell'ex URSS): Lituania, Lettonia, Estonia. Provate a immaginare, cari forumisti, Putin che stipula un trattato militare con i governatori di North Carolina, Virginia e Pennsylvania! Buon per noi e per il pianeta che all'epoca (primi anni 2000) Vladimir era quasi un pacifico leader filoccidentale: faceva kulo e camicia col nostro Berlusconi, faceva soldi a palate dalle privatizzazioni insieme agli oligarchi russi e alle multinazionali occidentali, e chiedeva lui stesso di entrare nella NATO (!), anche se con un percorso privilegiato. Ovviamente gli USA non presero nemmeno in considerazione l'ingresso di un partner scomodo che avrebbe messo in discussione la loro leadership assoluta nell'alleanza. Per non parlare del fatto che una Russia nella NATO avrebbe fatto crollare e ridimensionato per decenni il mercato mondiale delle armi, di cui gli USA sono, di gran lunga, il primo produttore ed esportatore. Purtroppo il Putin del 2022 è quasi un'altra persona. Come tutti gli autocrati un po' folli, oggi si sopravvaluta e si sente investito da una missione storica. Si sente forte sia sul piano interno, sia per la dipendenza energetica dell'Europa dalla Russia, sia per le nuove armi di cui dispone e di cui la NATO ancora non dispone o non ha ancora perfezionato (es. i missili ipersonici e i droni sottomarini a gittata illimitata). E allora ha deciso di passare alla storia annettendosi la Crimea e il Donbas (territori a maggioranza russofona) e impedendo all'Ucraina di entrare nella NATO. Non credo che volesse e che voglia andare oltre questi obbiettivi, ma provocare un autocrate un po' folle è sempre molto rischioso. E infrangendo, nel Donbas, gli accordi di Minsk, l'Ucraina ha certamente provocato la Russia. E l'invio massiccio di armi all'Ucraina da parte dell'Occidente, senza precedenti dalla fine del conflitto mondiale, e l'eventuale adesione alla NATO della Finlandia (confinante con la Russia) e della Svezia (quasi confinante) sono senza dubbio atti gravi e provocatori dal punto di vista russo. Queste armi e queste adesioni non potranno che fare salire la tensione geopolitica locale e mondiale. Ma soprattutto ridurranno lo spazio, già esiguo, per il negoziato, e allungheranno la guerra. Di conseguenza incrementeranno la probabilità di una pericolosa, per non dire catastrofica, per non dire apocalittica, escalazione della guerra stessa.

Draghi è andato alla Casa Bianca e ha parlato di pace e di negoziato. Sono contento che lo abbia fatto, dopo il discreto lavoro ai fianchi cui l'aveva sottoposto Conte: un plauso, spero che ne parli sempre di più, anche in Italia e in Europa. Il Pentagono, dopo due mesi e mezzo di guerra, ha fatto una telefonata al ministro della Difesa russo. Meglio di niente e meglio tardi che mai. Ma, nel contempo, il Congresso ha approvato un ulteriore e ingente invio di armi. Anche l'UE sembra volere proseguire sulla stessa strada senza uscite, mentre quel "pazzo" di Stoltenberg (prof. Orsini docet) insiste nel pronosticare la vittoria militare dell'Ucraina. Parole irresponsabili e deliranti che dalla bocca del segretario generale della NATO suonano come una provocazione al cubo alle orecchie di Putin. E allora fa bene Erdoğan a gettare un po' d'acqua sul fuoco opponendosi all'ingresso di Svezia e Finlandia, sia pure con un mero pretesto, come fa bene Salvini a sollevare dubbi (dove sta scritto che un autocrate e un politucolo non possono talora dire cose sensate?). Spero che Erdoğan vada fino in fondo nell'esercitare il suo diritto di veto, ma ci credo molto poco. Farà come ha già fatto con gli immigrati: chiederà una contropartita economica per non creare problemi all'Occidente. In questo momento, cari forumisti, mi dispiace più che mai non avere a rappresentarci in Europa e in sede NATO uno statista come Giuseppe Conte. Non mi resta che confidare in Macron, che è stato finora, senza dubbio, il leader occidentale più impegnato e più autonomo nella difficile ma irrinunciabile ricerca di un compromesso fra le parti e di un percorso di pace. Certo tra lui e il Grande Asparago ci sono 30 cm di statura fisica e ce ne sono anche di più di statura politica. Ma io sono certo che Emmanuel in cuor suo vorrebbe colmare questa distanza e passare pure lui alla storia. E allora si ispiri a De Gaulle. Senza esitare! Abbia il coraggio di prendere le decisioni forti che in questo momento difficile avrebbe preso il generale. Metta lui il veto su Finlandia e Svezia, e questo sarebbe un veto serio. Scuota i colleghi europei troppo atlantisti e troppo appiattiti sugli USA, e faccia capire a Putin, come a Zelensky e a Biden, che l'Europa non vuole che LA PACE, niente altro che LA PACE, e che farà di tutto, autonomamente, per raggiungere questo sacrosanto obbiettivo al più presto. 

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10 messaggi in questa discussione

Spero che Svezia e Finlandia entrino nella Nato il prima possibile. 

Dopo 70 anni di pace tra le popolazioni europee (Balcani a parte) ad iniziare una guerra, guardando al passato, è stata la Russia di Putin, sig fosforo. 

 

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Inviata (modificato)

6 ore fa, ahaha.ha ha scritto:

Spero che Svezia e Finlandia entrino nella Nato il prima possibile. 

Dopo 70 anni di pace tra le popolazioni europee (Balcani a parte) ad iniziare una guerra, guardando al passato, è stata la Russia di Putin, sig fosforo. 

Per la verità, egregio, a me pare che fosse già in corso un altro conflitto, proprio in Ucraina, con oltre 13.000 morti in 8 anni, di cui l'invasione russa costituisce, secondo Wikipedia, una prosecuzione e un'escalazione:

https://it.wikipedia.org/wiki/Guerra_del_Donbass

Per quanto riguarda Svezia e Finlandia, non vedo cosa abbiano da temere da Putin. Anche la Mongolia confina la Russia, ha una posizione politica neutrale, possiede ingenti risorse minerarie che potrebbero fare gola a Putin (e anche di più alla Cina), e se per caso i carri armati russi invadessero le steppe mongole e il deserto dei Gobi, i media occidentali se ne occuperebbero per qualche giorno poi relegherebbero la cosa in 18sima pagina. Perché la Mongolia non chiede di entrare nella NATO?

Portare la NATO ai confini della Russia, ovvero ad "abbaiare alle porte della Russia", per usare le parole del papa, non farà aumentare ma secondo ogni logica abbasserà il livello di sicurezza dell'area (in questo caso quella baltico-scandinava). Peraltro la Russia lo ha già anticipato: se Finlandia e Svezia aderiscono alla NATO, schiererà più navi da guerra e più sommergibili nucleari nel Baltico. Quindi, in base a un articolo dello stesso Trattato Atlantico, ora non ricordo quale, la richiesta di adesione di questi due paesi andrebbe respinta. D'altra parte, se non ricordo male, in 73 anni la NATO non ha mai sparato un colpo in difesa di un paese membro, cioè in applicazione dell'art.5 del Trattato. Se non ricordo male, questo articolo è stato invocato una sola volta: dagli Stati Uniti in occasione degli attacchi terroristici dell'11 settembre 2001. Quindi, in teoria, noi avremmo dovuto mandare qualche Tornado dell'Aeronautica Militare a New York, a proteggere i grattacieli e a caccia di terroristi di Bin Laden, i quali però nel frattempo erano tutti morti. In realtà la NATO ha sparato e bombardato in diverse occasioni, ma senza nessun riferimento all'art.5. Per es. in Bosnia, in Serbia, nel Kosovo, in Afghanistan, in Libia, etc. Nessuno impedisce alla NATO (e ai paesi non NATO, per es. l'Australia) di intervenire in Ucraina, come pure in Svezia e in Finlandia e in soccorso di ogni eventuale paese aggredito da terzi, in base all'art.51 della Carta ONU. Inoltre Svezia e Finlandia sono membri UE, quindi in base a un articolo del Trattato UE tutti gli altri paesi membri sono tenuti a intervenire in loro difesa in caso di aggressione. 

La mia personale opinione, egregio, è che la NATO abbia esaurito la sua missione storica e istituzionale. O meglio, come scrivevo sopra, non ha mai avuto occasione di espletarla, rivelandosi in sostanza un ente inutile (quanto costoso). Se la NATO non fosse mai nata, molto probabilmente non sarebbe nato neppure il Patto di Varsavia, e oggi, ma questa è ancora un'opinione, vivremmo in un mondo migliore. E perfino più sicuro. Tu mi dirai: ma la funzione deterrente delle armi atomiche americane e dell'art.5? Ho già in parte risposto: bastava e avanzava l'art.51 della Carta ONU a tutela dei paesi aggrediti. Inoltre, senza la NATO, è molto probabile che paesi tecnologicamente avanzati come Germania e Italia si sarebbero dotati di un arsenale atomico (in effetti ambedue coltivarono per anni questo progetto, come accennai giorni fa in altra discussione), forse la stessa Svezia e perfino la Finlandia (paesi dotati di grandi centrali nucleari). Ed è sicuro che senza la NATO oggi avremmo una difesa comune europea, convenzionale e nucleare. La NATO invece ha svolto e svolge tuttora benissimo la sua funzione mascherata, che è di natura puramente geopolitica: garantire, con centinaia di basi sparse nei paesi membri, la supremazia militare e politica degli USA, nonché le loro ingenti esportazioni di armi, nonché la forza della loro moneta, il dollaro, nel mercato globale. Quindi Macron non ha del tutto ragione. Tuttavia io spero, e credo proprio che lo speri anche Macron, che si arrivi presto all'istituzione di una difesa comune europea e al conseguente scioglimento o drastico ridimensionamento dell'ente inutile NATO:

https://it.euronews.com/2019/11/07/emmanuel-macron-la-nato-ormai-e-in-stato-di-morte-cerebrale

Saluti

Modificato da fosforo311

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Per la verità, egregio, a me pare che fosse già in corso un altro conflitto, proprio in Ucraina, con oltre 13.000 morti in 8 anni, di cui l'invasione russa costituisce, secondo Wikipedia, una prosecuzione e un'escalazione:

Xxxxxxxxx

Dice bene, sig fosforo,..... In Ucraina. 

Questo significa che già allora la Russia voleva un territorio che apparteneva all'Ucraina. 

Forse i Russi vivono troppo accalcati uno sull'altro, e avevano bisogno di una stanza in più ? 

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3 ore fa, ahaha.ha ha scritto:

Per la verità, egregio, a me pare che fosse già in corso un altro conflitto, proprio in Ucraina, con oltre 13.000 morti in 8 anni, di cui l'invasione russa costituisce, secondo Wikipedia, una prosecuzione e un'escalazione:

Xxxxxxxxx

Dice bene, sig fosforo,..... In Ucraina. 

Questo significa che già allora la Russia voleva un territorio che apparteneva all'Ucraina. 

Forse i Russi vivono troppo accalcati uno sull'altro, e avevano bisogno di una stanza in più ? 

La questione è controversa, egregio, ciascuna delle due parti la racconta a modo suo e c'è molta faziosità anche sui media occidentali. Senza volerci banalmente rifugiare nella classica via di mezzo, proviamo a stabilire alcuni punti fermi, o quasi. La presenza militare russa nel Donbass prima del 2022 era limitata, potremmo forse paragonarla a quella degli USA nel Vietnam prima del 1965, ovvero più che altro fornitura di armi, sostegno logistico ed economico ai ribelli secessionisti filorussi. Ovviamente aveva ragione Kiev (come aveva ragione Hanoi) a parlare di "invasione" già nel 2014, perché la presenza anche di un solo militare straniero indesiderato nel territorio di una Stato sovrano è illegittima. Peraltro Wiki riporta che nella regione, all'epoca, erano presenti anche militari della NATO. Naturalmente la Russia è un paese enorme e non ha alcun bisogno di colonizzare il Donbass (come fece per es. Israele con la Cisgiordania). Pensa che la densità di popolazione della Russia è un ottavo di quella dell'Ucraina e appena un 21simo di quella dell'Italia. Se Putin fosse un leader serio e lungimirante, cioè uno statista, aprirebbe le sue frontiere ai migranti di tutto il mondo per ripopolare il paese e dare impulso all'economia. Imiterebbe cioè il Canada che ha deciso di accogliere stabilmente 400mila migranti l'anno. Fatte le proporzioni tra le popolazioni e le superfici delle due nazioni, la Russia potrebbe accoglierne oltre 2 milioni e mezzo l'anno. Invece Putin si è limitato a firmare un decreto, nel 2019, che offre a tutti i cittadini di lingua russa del Donbass una procedura molto semplificata per ottenere il passaporto russo. Naturalmente quel decreto non è piaciuto all'Ucraina. Per la verità la mossa di Putin fu probabilmente la risposta a una legge varata due settimane prima da Poroshenko, il predecessore di Zelenski, che impone a tutti i cittadini la conoscenza dell'ucraino e grosse limitazioni sull'uso e sull'insegnamento della lingua russa, in pratica proibito dalla quinta elementare in su. Anche la questione della lingua è controversa ma è molto importante perché la lingua madre costituisce, in modo particolare per i russofoni, un forte elemento identitario. Secondo i dati ufficiali di un censimento, i russofoni sarebbero il 26% della popolazione dell'Ucraina, ma pare che in realtà siano molti di più, cioè quasi il 50%. 30 anni dopo l'indipendenza, il russo è ancora molto parlato, anche al di fuori del Donbass e della Crimea, anche a Kiev. È bene ricordare che ai tempi dell'Unione Sovietica l'ucraino e le lingue locali delle varie repubbliche erano ampiamente tutelate, cosa che credo avvenga ancora oggi nelle repubbliche della federazione russa. La cosa curiosa è che la legge di Poroshenko fu duramente criticata proprio da Zelenski il quale, per fare la sua campagna elettorale, fu costretto a imparare o a perfezionare rapidamente l'ucraino: infatti era russofono pure lui. Quindi bisogna essere imparziali e dire che non tutti i russofoni ucraini, nemmeno tutti quelli del Donbass e della Crimea, sono filorussi. Ci sono molti russofoni che vogliono restare sotto il governo di Kiev. Molto probabilmente in Crimea e nel Donbass sono una minoranza, infatti il governo ucraino si è sempre opposto ai referendum nelle due regioni. Detto questo, un punto fermo è che gli accordi di Minsk (1 e 2) stipulati per porre fine alla guerra del Donbass furono violati da ambedue le parti (lo affermano anche le organizzazioni internazionali) e la violazione da parte ucraina è uno dei pretesti addotti da Putin per l'invasione. In particolare non è stato realizzato il decentramento dei poteri previsto (anche con una riforma costituzionale) e necessario per garantire ampia autonomia amministrativa e politica alle popolazioni del Donbass, pur restando sotto la bandiera ucraina. È anche assodato che questa regione, essendo ricca di industrie e di minerali (ferro, carbone, gas e soprattutto terre rare, materiali strategici per l'elettronica e la transizione ecologica) è molto difficilmente rinunciabile da parte di Kiev (che di sicuro preferirebbe come male minore perdere la Crimea) e fa molta gola a Mosca. Io penso che all'inizio dell'invasione Putin puntasse a cacciare tutte le truppe ucraine dal Donbass e a piazzarvi o consolidarvi un governo fantoccio filorusso. Ora, dopo tanti combattimenti, tanti morti e tanto odio accumulati, potrebbe anche optare per l'annessione. Ma dal punto di vista di Kiev cambierebbe poco. Io la penso come Cacciari e farei svolgere un referendum popolare sotto il controllo degli ispettori dell'ONU. 

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27 minuti fa, fosforo311 ha scritto:

La questione è controversa, egregio, ciascuna delle due parti la racconta a modo suo e c'è molta faziosità anche sui media occidentali. Senza volerci banalmente rifugiare nella classica via di mezzo, proviamo a stabilire alcuni punti fermi, o quasi. La presenza militare russa nel Donbass prima del 2022 era limitata, potremmo forse paragonarla a quella degli USA nel Vietnam prima del 1965, ovvero più che altro fornitura di armi, sostegno logistico ed economico ai ribelli secessionisti filorussi. Ovviamente aveva ragione Kiev (come aveva ragione Hanoi) a parlare di "invasione" già nel 2014, perché la presenza anche di un solo militare straniero indesiderato nel territorio di una Stato sovrano è illegittima. Peraltro Wiki riporta che nella regione, all'epoca, erano presenti anche militari della NATO. Naturalmente la Russia è un paese enorme e non ha alcun bisogno di colonizzare il Donbass (come fece per es. Israele con la Cisgiordania). Pensa che la densità di popolazione della Russia è un ottavo di quella dell'Ucraina e appena un 21simo di quella dell'Italia. Se Putin fosse un leader serio e lungimirante, cioè uno statista, aprirebbe le sue frontiere ai migranti di tutto il mondo per ripopolare il paese e dare impulso all'economia. Imiterebbe cioè il Canada che ha deciso di accogliere stabilmente 400mila migranti l'anno. Fatte le proporzioni tra le popolazioni e le superfici delle due nazioni, la Russia potrebbe accoglierne oltre 2 milioni e mezzo l'anno. Invece Putin si è limitato a firmare un decreto, nel 2019, che offre a tutti i cittadini di lingua russa del Donbass una procedura molto semplificata per ottenere il passaporto russo. Naturalmente quel decreto non è piaciuto all'Ucraina. Per la verità la mossa di Putin fu probabilmente la risposta a una legge varata due settimane prima da Poroshenko, il predecessore di Zelenski, che impone a tutti i cittadini la conoscenza dell'ucraino e grosse limitazioni sull'uso e sull'insegnamento della lingua russa, in pratica proibito dalla quinta elementare in su. Anche la questione della lingua è controversa ma è molto importante perché la lingua madre costituisce, in modo particolare per i russofoni, un forte elemento identitario. Secondo i dati ufficiali di un censimento, i russofoni sarebbero il 26% della popolazione dell'Ucraina, ma pare che in realtà siano molti di più, cioè quasi il 50%. 30 anni dopo l'indipendenza, il russo è ancora molto parlato, anche al di fuori del Donbass e della Crimea, anche a Kiev. È bene ricordare che ai tempi dell'Unione Sovietica l'ucraino e le lingue locali delle varie repubbliche erano ampiamente tutelate, cosa che credo avvenga ancora oggi nelle repubbliche della federazione russa. La cosa curiosa è che la legge di Poroshenko fu duramente criticata proprio da Zelenski il quale, per fare la sua campagna elettorale, fu costretto a imparare o a perfezionare rapidamente l'ucraino: infatti era russofono pure lui. Quindi bisogna essere imparziali e dire che non tutti i russofoni ucraini, nemmeno tutti quelli del Donbass e della Crimea, sono filorussi. Ci sono molti russofoni che vogliono restare sotto il governo di Kiev. Molto probabilmente in Crimea e nel Donbass sono una minoranza, infatti il governo ucraino si è sempre opposto ai referendum nelle due regioni. Detto questo, un punto fermo è che gli accordi di Minsk (1 e 2) stipulati per porre fine alla guerra del Donbass furono violati da ambedue le parti (lo affermano anche le organizzazioni internazionali) e la violazione da parte ucraina è uno dei pretesti addotti da Putin per l'invasione. In particolare non è stato realizzato il decentramento dei poteri previsto (anche con una riforma costituzionale) e necessario per garantire ampia autonomia amministrativa e politica alle popolazioni del Donbass, pur restando sotto la bandiera ucraina. È anche assodato che questa regione, essendo ricca di industrie e di minerali (ferro, carbone, gas e soprattutto terre rare, materiali strategici per l'elettronica e la transizione ecologica) è molto difficilmente rinunciabile da parte di Kiev (che di sicuro preferirebbe come male minore perdere la Crimea) e fa molta gola a Mosca. Io penso che all'inizio dell'invasione Putin puntasse a cacciare tutte le truppe ucraine dal Donbass e a piazzarvi o consolidarvi un governo fantoccio filorusso. Ora, dopo tanti combattimenti, tanti morti e tanto odio accumulati, potrebbe anche optare per l'annessione. Ma dal punto di vista di Kiev cambierebbe poco. Io la penso come Cacciari e farei svolgere un referendum popolare sotto il controllo degli ispettori dell'ONU. 

Ma te vedi con quanto impegno , con quanta costanza , il Cazzaro di Napoli immette nel forum tante e cotante bufale . Ricostruzioni farlocche mai e ripeto il mai , accertate ed accettate dalla nomenclatura internazionale . Riferimenti storiografici copiaincollati da qualche articolino di Alessandro (Orsini , nda) e della Di Cesare ma niente che le autority indipendenti abbiano mai accertato ed approvato . Siamo di fronte ad un libro dei sogni in cui il Cazzaro napoletano da libero sfogo alle sue frustrazioni derivanti da bulimia dell’apparire. Qualche volta , bontà sua , scrive “sembrerebbe” , “parrebbe “ . Ecco sono involontari retaggi di una dignità che nonostante il Cazzaro di Napoli faccia di tutto per annientare , ancora lotta per resistere . Ed invece farebbe bene a cedere e mettere in pratica quel che il pulcinella partenopeo chiede a Zelensky: arrendersi al macellaio Putin . Addirittura , il Cazzaro , fa strage pure di dati statistici , quelli si accertati,  e fa diventare il 50/60% di russofoni abitanti in Ucraina , quando tutto il mondo accademico e scientifico dice che superano di poco il 20%. Il Cazzaro … li triplica !! Parla di violazioni di Patti stabiliti dividendoli equamente in pari percentuali tra Russia ed Ucraina mentre il mondo civile e democratico sa benissimo che chi questi patti non gli ha rispettati e non gli rispetta e’ solo Putin . Il Cazzaro scrive una marea di idiozie pur di tollerare le “marachelle” di Putin e ci da dentro come un fabbro accusando Zelensky di …. niente,  usando , tra l’altro , uno tsunami di menzogne che farebbero accapponare la pelle pure ad Alessandro (Orsini , nda). Infine mette l’abito dell’esperto geopolitico militare e , addirittura, informa il forum delle vere e reali mire di Putin . Ne previene le mosse !!! . Alla fine , grazie a O’Cazzaro , veniamo addirittura messi al corrente di quelle che erano le vere mire di Vladimir ( vedrete che a conflitto concluso , per il Cazzaro , Putin verrà chiamato più confidenzialmente Vladimir , nda). Cari forumusti , non e’ così !! Ed allora,  per esprimere un giudizio su questa guerra , a prescindere da quel che sarà , bisogna fare capo a tuttocio’ che e’ vero , mai smentito e non smentibile . Quello su cui , non io che potrei essere di parte, ma le autority indipendenti certificano .  Ed allora bisogna ripercorrere quegli anni, dall’aiuto di Putin alla campagna elettorale di Trump contro Clinton, alla Brexit, alla guerra dei dazi Usa – UE, al depotenziamento americano della Nato ridotta a un cadavere, come disse Macron, alla totale assenza di reazione dell’occidente all’annessione della Crimea e all’intervento mascherato della Russia nel Donbass.
Altro che frustrazione di Putin da parte dell’occidente! Altro che provocazione della Nato !!  Putin è stato lasciato libero di impazzare in Ucraina e il 24 febbraio ha contato sull’impotenza dell’occidente e sul “cadavere” Nato per iniziare la prima tappa della conquista della sua Eurasia. Attenzione, quell’asse Trump/ Putin è ancora in piedi. Come da noi M5S e Lega sono pronti a ricominciare il gioco delle tre carte elettori permettendo. Purtroppissimo per i webeti pro Putin , l’UE  ha resistito, la Nato si è rafforzata, Putin non sta vincendo la sua guerra, ma continua ad interferire pesantemente sulla nostra opinione pubblica come in nessun altro paese dell’UE. 
Quelli che parlano di guerra per procura, di pace attraverso la resa dell’Ucraina, non hanno capito né il sentimento del popolo ucraino, che non ha bisogno di procure, né la posta in gioco che riguarda innanzitutto il destino democratico dell’Europa. Dobbiamo essere contenti che  Draghi e Macron stanno dimostrando che non siamo la Bielorussia di nessuno. Il punto è che, purtroppo ,  abbiamo  tanti “bielorussi” in casa. 
Come diceva il poeta “Ci sono anche i delinquenti, non bisogna aver paura ma stare “ nu poco attenti “.  Ue Guaglio’ mannaggia A’maronna. Acca mica nui siammo a a Barbeeer Sciop  Niversity. 

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il mondo civile e democratico sa benissimo che chi questi patti non gli ha rispettati e non gli rispetta e’ solo Putin. 

Xxxxxxxxxx

Così scrivono i monolaureati. 

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Hai ragione tuttascema . Debbo chiamare tuo fratello tocco perché mi venga a sistemare il correttore . Anzi , se lo senti avvertilo. 

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Meno frottole stupida gallina pisana diversamente intelligente. Usare i pronomi in modo errato è una caratteristica delle galline monolaureate in quel di Pisa. 

Per il correttore, mi meraviglio che  proprio lei, divulgatrice del sapere universale non sappia come disattivarlo. 

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Avete capito, signore e signori, che scuse accampa la stupida gallina pisana diversamente intelligente e diversamente monolaureata? 

Non conoscendo la grammatica italiana e quindi non sapendo come usare le particelle pronominali "gli e li" da la colpa al correttore. 

Signore e signori, provate a scrivere la frase della gallina pisana diversamente intelligente e diversamente monolaureata, e verificate quante volte il correttore interviene per modificare le particelle "gli e li". 

Ve lo anticipo io: "Mai. Comunque serve per capire la psicologia della gallina pisana“

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https://www.huffingtonpost.it/politica/2022/05/15/news/rete_del_disarmo_gialloverde-9398049/?ref=fbph&fbclid=IwAR2MUHgtz3rEPVvtTdVG0i99e4m83MHuHtcJp4C1k4IG-CBjmFvAizvHLI4

No allargamento della Nato, sì gas in rubli, basta armi a Kiev. Tra Conte e Salvini, se non è un’azione coordinata, poco ci manca. Il leghista annuncia un incontro con Draghi che a P.Chigi ad ora non risulta. Ma il 19 il premier sarà alle Camere per un'informativa. Senza voto

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