Un gruppo di ricercatori della Florida, è riuscito a coltivare delle piante utilizzando del terreno lunare, materiale portato sula terra dalle passate esplorazioni del nostro satellite iniziata negli anni sessanta. A questo punto si direbbe che non manchi nulla per colonizzare la tanto amata luna, almeno a vederla da qua già, si, perché a viverci a quanto pare non è cosa facile, non ci si può mettere in testa di uscire all'aperto e godersi un tramonto, tanto meno farsi una passeggiata al chiarore delle stelle. Queste sono attività proibite dato che manca l'atmosfera, quell'involucro di gas che circonda il nostro pianeta che ci permette di vivere alle insidie dello spazio aperto. Tutto questo non si può, è vero, ma si possono creare quegli ambienti congeniali alla sopravvivenza, come ho detto all'inizio infatti, non manca nulla a quanto pare per viverci, il terreno coltivabile, l'acqua per tutti i bisogni di cui necessitiamo. 

Articolo media inaf: Ecco i primi germogli cresciuti su terreno lunar

 

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I due autori dello studio pubblicato su Communications Biology, Anna-Lisa Paul, a sinistra, e Rob Ferl, al lavoro con il suolo lunare nel loro laboratorio. Crediti: Tyler Jones, Uf/Ifas

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1 messaggio in questa discussione

Inviata (modificato)

Io credo nella Luna come una base industriale per integrare la Terra,

avendo umidità zero ed essendoci un vuoto pressoché assoluto.

Parlo ad esempio di super condensatori, che non si scaricano nel vuoto

e senza umidità... Chissà quanta energia si può immagazzinare. Se fosse

possibile arrivare a miliardi di volt allora si potrebbero davvero costruire delle

super batterie conservando le cariche elettriche, ovviamente chiuse ermeticamente

a protezione dell'aria e dell'umidità presenti sulla Terra... 

Non solo.

Essendoci un vuoto simile a quello presente nello spazio si potrebbero fare ricerche con test

per quando riguarda la propulsione nel vuoto, tipo quella a fusione nucleare attraverso bombardamenti e 

raggi laser nel vuoto concentrati verso un punto di fuoco, bypassando la necessità del tokamak. 

Avere un punto di fuoco a fusione/fissione nucleare esternamente all'astronave è già trattato nel

settore dell'astronautica americana. Un astronave a forma di volano(pallina del badminton) penso che

possa reggere l'impatto di una mini fusione nucleare. Magari aggiungendo anelli esternamente a rendere

più solida la struttura. Ma ci sono tante idee... 

Modificato da hollyeobenji

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