LAVORO, GRANDI INDUSTRIE, O TURISMO?

Penso che è da quando hanno portato all estero o chiuso le grandi industrie per puntare al turismo (falsità assoluta) l Italia ha cominciato il declino....
Cosa voluta da chi ???
Non certo da quelli come il sottoscritto...
Bye Bye..
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3 messaggi in questa discussione

In effetti è una falsità. Le industrie che hanno chiuso sono state uccise dalla globalizzazione e dall'incapacità di sfidarla da parte di imprenditori indegni dei loro padri. Le industrie delocalizzate all'estero sono scelte dovute all'ingordigia di imprenditori o sfruttatori altrettanto incapaci, e capaci solo di lucrare sul basso costo del lavoro. Ci sono o ci sono state incompatibilità tra turismo e grande industria, vedasi per esempio la vecchia Italsider di Bagnoli, un bubbone inquinante piazzato irresponsabilmente al centro del Golfo di Napoli. Ma in linea di massima il turismo e l'industria possono convivere senza problemi, nell'ambito di una pianificazione razionale ed ecologica del territorio. Come avviene in Francia e nella stessa Germania, dove il polo minerario e industriale della Ruhr è stato mirabilmente trasformato, in pochi decenni, in un polo turistico e culturale. 

Il turismo, che è anch'esso una grande industria, per fortuna non è delocalizzabile. Anche se esistono tentativi di imitazione di città come Venezia e perfino dei ruderi dell'antica Roma. Per non parlare delle imitazioni gastronomiche. Il turismo io lo considero una grande industria intrinsecamente nazionalizzata. È vero che è gestito dai privati, ma i turisti che vengono in Italia sono attirati dai beni paesaggistici, culturali e artistici, che sono patrimonio pubblico. Una cosa analoga dovrebbe accadere per il capitale industriale. Il modo migliore per trattenere in Italia la grande industria e rendere competitiva la media e piccola impresa sarebbe un grande piano di nazionalizzazione. Lo Stato dovrebbe entrare nel capitale delle grandi aziende, come avviene non solo in Cina ma anche in Francia, mentre le piccole imprese dovrebbero fondersi e ricapitalizzarsi anch'esse con l'intervento dello Stato, in modo da ritrovare competitività e stabilità. 

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Caro Allocco ti hanno dato da intendere che con il turismo ci campavano tutti, ora arrangiati...

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3 ore fa, fosforo311 ha scritto:

In effetti è una falsità. Le industrie che hanno chiuso sono state uccise dalla globalizzazione e dall'incapacità di sfidarla da parte di imprenditori indegni dei loro padri. Le industrie delocalizzate all'estero sono scelte dovute all'ingordigia di imprenditori o sfruttatori altrettanto incapaci, e capaci solo di lucrare sul basso costo del lavoro. Ci sono o ci sono state incompatibilità tra turismo e grande industria, vedasi per esempio la vecchia Italsider di Bagnoli, un bubbone inquinante piazzato irresponsabilmente al centro del Golfo di Napoli. Ma in linea di massima il turismo e l'industria possono convivere senza problemi, nell'ambito di una pianificazione razionale ed ecologica del territorio. Come avviene in Francia e nella stessa Germania, dove il polo minerario e industriale della Ruhr è stato mirabilmente trasformato, in pochi decenni, in un polo turistico e culturale. 

Il turismo, che è anch'esso una grande industria, per fortuna non è delocalizzabile. Anche se esistono tentativi di imitazione di città come Venezia e perfino dei ruderi dell'antica Roma. Per non parlare delle imitazioni gastronomiche. Il turismo io lo considero una grande industria intrinsecamente nazionalizzata. È vero che è gestito dai privati, ma i turisti che vengono in Italia sono attirati dai beni paesaggistici, culturali e artistici, che sono patrimonio pubblico. Una cosa analoga dovrebbe accadere per il capitale industriale. Il modo migliore per trattenere in Italia la grande industria e rendere competitiva la media e piccola impresa sarebbe un grande piano di nazionalizzazione. Lo Stato dovrebbe entrare nel capitale delle grandi aziende, come avviene non solo in Cina ma anche in Francia, mentre le piccole imprese dovrebbero fondersi e ricapitalizzarsi anch'esse con l'intervento dello Stato, in modo da ritrovare competitività e stabilità. 

Perfetto Cazzaro , perfetto !! Vogliamo che l’Italia sprofondi in una crisi economica per la quale ci vorranno almeno due secoli per riprenderci ??  Perfetto !! Mettiamo in pratica i rimedi del Cazzaro napoletano ed avremo raggiunto l’obbiettivo !! Nazionalizziamo tutto !! Ma siii !! 

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