Mario Draghi uno statista . Vero !!


Nel colloquio di ieri con Biden , Mario Draghi , vero statista italiano altro che Beppino Conte ,  ha dimostrato che si può mettere in campo una politica che tenga insieme sia la costruzione di una prospettiva negoziale, sia l’invio di armi per sostenere la resistenza ucraina, che è la condizione per non far vincere Putin e convincerlo a trattare. Testuale ha detto :” Il percorso negoziale è molto difficile ma il primo punto è che deve essere una pace che vuole l’Ucraina, non imposta da altri né tantomeno dagli alleati”, dicendosi convinto che bisogna eliminare anche il sospetto che si arrivi a una pace che  magari fa comodo agli Usa, all’Europa, ai russi, ma che non fosse accettabile dagli ucraini. Sarebbe la ricetta per arrivare al disastro , altrimenti  ci sarà una finta pace che verrà tradita ogni momento”.   Draghi ha poi affrontato un altro punto cruciale, rappresentato dalla riunione del G20 del prossimo novembre in Indonesia e nella quale è prevista la presenza di Putin.
“Ne ho parlato brevemente con Biden”, ha detto Draghi, “e ho presentato la situazione per quella che è: saremmo tutti tentati di non sederci allo stesso tavolo cui si siede Putin, ma alla luce della necessità di costruire un tavolo di pace bisogna riflettere prima di abbandonare questi consessi”. Credo che Draghi, e il governo italiano che presiede, siano sulla strada giusta e questa strada dia un ruolo importante alla stessa Unione Europea. Il PdC non spaccia facili soluzioni, né dice di averne preconfezionate in tasca. Ma sollecita tutti, anche gli Usa , ai quali si presenta a schiena dritta, a costruire le condizioni per l’avvio di una trattativa che abbia al centro l’indipendenza dell’Ucraina, il ristabilimento della legalità internazionale e la sua adesione all’UE. Le reazioni di Biden e del mondo politico Usa più in generale, sono tutte di attento ascolto e grande considerazione. Il giorno precedente Biden aveva dichiarato: “Ora mi preoccupa che Putin non abbia una via d’uscita”. Lo scopo dell’occidente è il fallimento strategico dei progetti aggressivi e imperialisti di Putin, non il dissanguamento della Russia.  C’è e ci sarà dibattito su come ridimensionare Putin, ma non è in discussione il massimo sostegno all’Ucraina e l’Europa si presenta da protagonista, con Draghi, al centro della scena geopolitica. Sono finiti i tempi di “Giuseppi” e Draghi non è andato a Washington a prendere ordini, come sostenevano gli utili idio ti di Putin e come sostiene , sul forum , un mega galattico Cazzaro di Napoli.  Anche la Cina , ora, parla di difesa dell’integrità territoriale dell’Ucraina e del protagonismo dell’UE nella partita per la ridefinizione dell’assetto di sicurezza in Europa.  La partita della pace è solo all’inizio, ma la strada è aperta. Grazie Mario Draghi , le persone intelligenti sanno distinguere chi e’ uno statista vero da un personaggetto piccolo piccolo come Giuseppi capace , udite udite , di fare il PDC con Salvini prima , con il PD dopo ed essere pure uno svergognato baro da tentare di “comprare “ altri parlamentari a destra ed a di sinistra pur di rimanere inchiodato sulla poltrona di PDC . 
 

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