mafalda bambina simpatica

 

mafalda è una bambina simpatica, alle volte pungente, ma dice la verità  

    

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25 messaggi in questa discussione

Potrebbe essere un'immagine raffigurante 1 persona, in piedi, attività all'aperto e il seguente testo "Presto in tutte le concessionarie. SUMARU"

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5 minuti fa, barbablu16 ha scritto:

Potrebbe essere un'immagine raffigurante 1 persona, in piedi, attività all'aperto e il seguente testo "Presto in tutte le concessionarie. SUMARU"

modello a quattro zampe motrici, ottima tenuta in montagna, motore poli carburate - biada, crusca carrube 

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3 minuti fa, dune-buggi ha scritto:

modello a quattro zampe motrici, ottima tenuta in montagna, motore poli carburate - biada, crusca carrube 

con scarico bio e  altamente fertilizzante

 

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Inviata (modificato)

4 ore fa, barbablu16 ha scritto:

 

con scarico bio e  altamente fertilizzante

 

certo, proviamo a ridere e sorridere con simpatihe vignette 

 

Modificato da dune-buggi

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Inviata (modificato)

Buongiorno d/b. Mafalda è davvero una bambina simpatica e ha un bellissimo nome, oggi passato di moda.

A proposito di bambini. Vorrei aprire la giornata con questo video. Quando sento questa musica, non so perché, io mi commuovo. Mi commuove ancora di più eseguita da questi bambini. E soprattutto penso: è proprio questa, proprio come questa di un paesino alle pendici dell'Etna, che ha la fortuna di avere splendidi dirigenti e splendidi insegnanti, 

la scuola italiana che vorrei.

https://youtu.be/BRsl60DGN30

Modificato da fosforo311

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37 minuti fa, fosforo311 ha scritto:

Buongiorno d/b. Mafalda è davvero una bambina simpatica e ha un bellissimo nome, oggi passato di moda.

A proposito di bambini. Vorrei aprire la giornata con questo video. Quando sento questa musica, non so perché, io mi commuovo. Mi commuove ancora di più eseguita da questi bambini. E soprattutto penso: è proprio questa, proprio come questa di un paesino alle pendici dell'Etna, che ha la fortuna di avere splendidi dirigenti e splendidi insegnanti, 

la scuola italiana che vorrei.

https://youtu.be/BRsl60DGN30

Ciao Fosforo, buona mattinata, spesse volte mi esprimo tramite vignette, ritengo che delle immagini (allegre o tristi) possano esprimere ed esprimersi assai meglio di mille parole. Propongo la visione di tre interessanti video – il potere delle parole / Vera Ghemo – o ti fermi o ti fermi / Marcello Mancini – la musica che unisce nelle diversità / coro delle mani bianche … buona visione.-  

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Inviata (modificato)

Un altro splendido video, dello stesso encomiabile professore di Musica siciliano, ma con allievi cresciuti (chi impara la musica a scuola, poi non se ne stacca). 

Questo video me lo guardo quando sono giù e mi fa l'effetto della scatola di spinaci su Bracciodiferro. Il ritmo è spagnolo, ma il pezzo è tratto da una famosissima canzone dei Queen. 

Il rammarico è che sia troppo breve, e allora io me lo guardo almeno due o tre volte di seguito.

Alzare il volume e godere:

https://youtu.be/btWR8yEx2y0

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Il 12/5/2022 in 08:37 , fosforo311 ha scritto:

A proposito di bambini

a proposito dei bambini; oggi in Italia di bambini ne nascono pochi, è in atto un attacco alla famiglia nel senso che oggi mettere al mondo un bambino per molti è un lusso; gli asili quando ci sono fanno degli orari impossibili, seguono il calendario delle scuole, chiudono a Natale, a Pasqua, chiudono in estate (perlomeno la maggioranza degli asili) se una donna lavora in un turno di notte non sa assolutamente a chi lasciare il figlio, ci sono i nonni, ma non tutti hanno i nonni; chi ha i soldi può cercare una babysitter ma non tutti se la possono permettere, gli  asili aziendali che all'estero esistono in Italia non ci sono, nelle altre nazioni le famiglie con figli beneficiano di attenzioni e aiuti economici che in Italia non ci sono, molti  in Italia non considerano la maternità come un valore, ricordo un vecchio slogane delle femministe " sposa, madre, ..... di questo ruolo sono stufa" 

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Inviata (modificato)

15 ore fa, etrusco1900 ha scritto:

a proposito dei bambini; oggi in Italia di bambini ne nascono pochi, è in atto un attacco alla famiglia nel senso che oggi mettere al mondo un bambino per molti è un lusso; gli asili quando ci sono fanno degli orari impossibili, seguono il calendario delle scuole, chiudono a Natale, a Pasqua, chiudono in estate (perlomeno la maggioranza degli asili) se una donna lavora in un turno di notte non sa assolutamente a chi lasciare il figlio, ci sono i nonni, ma non tutti hanno i nonni; chi ha i soldi può cercare una babysitter ma non tutti se la possono permettere, gli  asili aziendali che all'estero esistono in Italia non ci sono, nelle altre nazioni le famiglie con figli beneficiano di attenzioni e aiuti economici che in Italia non ci sono, molti  in Italia non considerano la maternità come un valore, ricordo un vecchio slogane delle femministe " sposa, madre, ..... di questo ruolo sono stufa" 

In linea di massima sono d'accordo. Aggiungerei però che il crollo nazionale della natalità non può essere addebitato solo allo Stato e alle disfunzioni del welfare, ai ritmi di lavoro e a uno stile di vita che mal si conciliano con la maternità e forse anche con la paternità, ma dipende anche, a mio avviso, da una scarsa propensione al sacrificio delle giovani coppie. Mettere al mondo, allevare ed educare bambini comporta oneri, rinunce e responsabilità che sempre meno italiani sono disposti ad affrontare per più di una o due volte nella vita. C'è un serio problema culturale e valoriale. Il biblico "crescete e moltiplicatevi" non va preso alla lettera ma nemmeno relegato nel cassetto del vecchiume religioso: è un principio naturale e fondamentale per tutte le specie viventi, inclusa la nostra. La quale però si è moltiplicata un po' troppo e, non essendo sottoposta ai meccanismi regolatori cui sono soggetti le altre specie (es. il meccanismo prede/predatori), oggi dovrebbe autoregolarsi e attenersi al principio di un sano ricambio generazionale che mantenga grosso modo costante la popolazione. A meno di non decrescere in modo significativo nei consumi medi e nell'impronta ecologica individuali, cosa che potrebbe venirci imposta molto presto (diciamo entro la metà del secolo) dal problema epocale del mutamento climatico.

Entro la fine dell'anno o al più tardi a inizio 2023 saremo più di 8 miliardi. Con le attuali conoscenze scientifiche e tecnologiche potremmo vivere più che decentemente in molti di più, forse anche in 15-20 miliardi, ma non certo con i consumi e l'impatto ambientale di noi ricchi e ingordi occidentali. In Italia e in altri paesi del ricco Occidente siamo ben sotto la soglia del ricambio generazionale, corrispondente a un tasso di fecondità totale pari a 2 (cioè una media di 2 figli per donna). Da un lato è una fortuna che sia così, perché se i ricchi del pianeta si riproducessero come i poveri, raggiungeremmo molto prima del previsto le soglie di non ritorno climatiche. Però per una singola nazione il mancato ricambio generazionale comporta seri problemi, basta pensare al finanziamento della spesa previdenziale, ed è in generale un grosso freno all'economia nonché una sensibile spinta alla disuguaglianza. L'ultimo dato ISTAT, relativo al 2020, è un tasso di fecondità pari a 1,24. Cioè meno della metà di quello degli anni '60. È una pura curiosità, ma tra il 1881 e il 1887 il tasso di fertilità delle italiane era superiore a 5, ciò superiore a quello medio attuale della donne africane (pari a 4,21 ma anch'esso in forte decrescita: negli anni '70 raggiungeva 6,7). Il problema è acuito dall'elevato tasso di mortalità che negli ultimi due anni, a causa della pandemia, ha superato il 12 per mille. Per trovare valori superiori dobbiamo risalire al periodo bellico (1945). Nemmeno il saldo migratorio, che si mantiene positivo, riesce a compensare la denatalità e la mortalità, e il risultato è che la popolazione italiana è in continuo calo dal 2015. Secondo l'ultimo dato ISTAT (febbraio 2022) la popolazione residente è scesa a 58,9 milioni, di cui 5,2 milioni sono stranieri (immigrati regolari). Secondo le proiezioni ONU a fine secolo saremo meno di 50 milioni. Non ho un dato recente sugli stranieri naturalizzati, ma secondo una mia stima dovrebbero essere circa 1,7 milioni. Di conseguenza gli italiani di nascita oggi residenti in Italia sarebbero circa 52 milioni, pari alla popolazione residente (e pressoché tutta italiana) di metà anni '60. E interessante notare che fino al 1972 il saldo migratorio dell'Italia era negativo, cioè avevamo più emigrati che immigrati; mentre il saldo naturale, cioè la differenza nati-deceduti, è diventato negativo nel 1993 ed è purtroppo rimasto tale fino a oggi, con due sole eccezioni, il 2004 e il 2006. Il numero delle nascite è in continuo calo dal 2009, e nel 2021, per la prima volta dall'unità d'Italia, è sceso sotto le 400mila unità. Il record è 1.195.000 e risale al 1920, ma ancora nel 1964 si superò il milione, ovvero oltre 2 volte e mezza i nati del 2021, pur con una popolazione nazionale di soli 51,4 milioni. 

Dicevo che c'è un serio problema culturale e valoriale tra le concause della preoccupante denatalità in Italia. I valori in Occidente sono ormai ridotti a quelli letterali: i valori economici, materiali. I giovani italiani in età fertile sono nati in periodi di benessere e probabilmente sono stati troppo viziati dai genitori. Oggi hanno la grossa attenuante della difficoltà di trovare un lavoro stabile, che ritarda fino ai 35 anni e oltre la formazione dei nuclei familiari, ma è anche vero che essi sono molto, troppo, più propensi al divertimento che al sacrificio, all'egoismo che all'altruismo, al carpe diem che alla razionale pianificazione, e spesso difettano anche di quella giusta dose di coraggio e di incoscienza nell'affrontare il futuro che avevano per esempio i miei genitori. È anche vero che modelli culturali completamente sbagliati non solo complicano la vita presente ai giovani, ma gli fanno sembrare più difficile e rischioso il futuro. Mi limito a fare un esempio, apparentemente banale. Da diversi mesi va in onda a tutte le ore e su tutti i canali tv uno spot pubblicitario di una nota marca di budini e preparati per torte. C'è una bambina bellissima e dolcissima che rimane come in estasi a contemplare uno scaffale del supermercato colmo di questi prodotti, di vari gusti. La mamma le chiede: "Quale vorresti?". E la bimba ovviamente risponde "Tutti!". È chiaro che i bambini non hanno ancora sviluppato il senso della misura, specie quando si tratta di giocattoli e leccornie, ed è preciso compito dei genitori educarli alla mode.razione. E invece la mamma l'accontenta e le compra tutti i budini e le torte, di tutti i gusti. Si tratta di uno spot altamente diseducativo, sia per i bambini, sia soprattutto per i giovani genitori e le coppie che si preparano al matrimonio. Ed è preoccupante il grande successo di questo spot e il ritorno commerciale che sta probabilmente riscuotendo il produttore. Lo spot gioca sull'istinto materno che tende ad accontentare e viziare i bambini (ma quello paterno spesso non è da meno), però bisogna resistere. Viziare i figli come la mamma dello spot costa bei soldini, e molti giovani pensano di non poterselo permettere. Ma non è affatto necessario, anzi è controproducente. I bambini, in realtà, sanno essere perfino più forti degli adulti nelle rinunce e nelle difficoltà, ma bisogna prima inculcargli che queste sono una componente ineliminabile della vita, la quale non è tutta rose e fiori. Bisogna usare la testa e saper dire di no ai bambini. E invece siamo diventati animali consumatori (l'homo consumens di Zygmunt Bauman) che allevano cuccioli consumatori. Destinati a depauperare e depredare un pianeta. Purtroppo madre Natura sa essere anche matrigna, e potrebbe presentare il conto, assai salato, dei nostri errori e dei nostri modelli sbagliati proprio alla generazione di quella dolcissima bambina dello spot. 

Modificato da fosforo311
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Non ci sono più i trombatori di una volta, sig fosforo. 

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Inviata (modificato)

1 ora fa, fosforo311 ha scritto:

È chiaro che i bambini non hanno ancora sviluppato il senso della misura, specie quando si tratta di giocattoli e leccornie, ed è preciso compito dei genitori educarli alla mode.razione.

Also sprach il cialtronissimo peracottaro seriale fosforo31, che in passato ha confessato che alla tenerà età di 4 anni era solito sgargarozzarsi TRE stecchetti di fila di zucchero filato.

La mode_razione perseguita con la bocca degli altri.

Modificato da ilsauro24ore

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21 minuti fa, ilsauro24ore ha scritto:

Also sprach il cialtronissimo peracottaro seriale fosforo31, che in passato ha confessato che alla tenerà età di 4 anni era solito sgargarozzarsi TRE stecchetti di fila di zucchero filato.

La mode_razione perseguita con la bocca degli altri.

scusa, sei in fuori tema, per caso il sig tre/otto ha suggerito la risposta  ......

   

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Inviata (modificato)

3 ore fa, dune-buggi ha scritto:

scusa, sei in fuori tema, per caso il sig tre/otto ha suggerito la risposta  ......

   

Saurino pane e vino è sempre fuori tema, caro d/b. Il suo unico tema è criticare e attaccare personalmente gli altri forumisti, in modo particolare il sottoscritto, le sue poche variazioni sul tema si limitano agli insulti che allega.

In questo caso ho il dovere di smentirlo, perché non vorrei passare per il figlio viziato di genitori permissivi. Ho ricevuto un'educazione molto severa, e di questo oggi sono grato ai miei genitori che non ci sono più. Molto severa per gli standard attuali ma anche per quelli dell'epoca. I miei erano ambedue gli ultimi figli di due famiglie molto numerose. Due fratellini minori di mio padre morirono in tenerissima età. I miei nonni affrontarono difficoltà inenarrabili per portare avanti le loro famiglie e sfamare tutte quelle bocche, attraversando ben due guerre mondiali, e non so se mi spiego, e ulteriori grosse disavventure. Le mie zie più anziane erano già in età scolare durante la Grande Guerra. Due famiglie che vissero onestamente del loro lavoro, senza rendite, senza proprietà e simili, a parte la casa e un piccolissimo opificio, a conduzione familiare, dei miei nonni materni. Mia nonna rimase vedova a nemmeno 30 anni e si accollò il lavoro e la famiglia, poi si risposò ma fu un matrimonio molto sfortunato: rimase nuovamente vedova mentre ancora allattava di mia madre. Due famiglie che non esito a definire eroiche, come tante altre dell'epoca del resto. Non ebbero alcun aiuto dal regime fascista, a parte gli assegni familiari per la prole, anzi alcuni seri problemi per via di qualche zio dallo spirito libero. Devo ammettere che i miei genitori viziarono un pochino i miei fratelli e sorelle minori. Infatti, quando ci capita di pranzare insieme, tuttora mi tocca fare quello che facevo in famiglia da primogenito, ovvero ripulire i loro piatti dagli avanzi. Perché uno degli insegnamenti di mio padre era non buttare nemmeno un grammo di cibo nei rifiuti. Siamo stati educati alla parsimonia, certo non all'avarizia. Quindi escludo che i miei possano avermi comprato 3 stecchetti di zucchero filato all'età di 4 anni, come si inventa Saurino. Al massimo potrei avermeli comprati io, ma a partire dall'età di 6 anni. Quando uscivo già con qualche moneta in tasca per andare a comprare il pane, il latte, la frutta e altro. Infatti i miei andavano prestissimo al lavoro ambedue e, in qualità di primogenito, mi toccava spesso fare la spesa prima di andare a scuola o tornando da scuola. Naturalmente non mi davano nessuna paghetta e mi rifacevo delle spesucce extra sui miei coetanei. Ci giocavamo a "schiaffetto" da 5 a 20 lire a colpo. Era un gioco all'epoca diffusissimo tra i bambini. Per chi non lo conoscesse, si trattava di far ribaltare con un colpetto della mano, a terra o su un tavolo, e il conseguente spostamento d'aria, un mazzetto di figurine Panini di calciatori. Avvantaggiato da una mano molto più grande di quella dei miei coetanei, nonché da una buona tecnica, mi guadagnavo bei soldini. Certo, a quale bambino non piace lo zucchero filato, ma è doveroso precisare che all'epoca tutti i consumi erano moderati rispetto agli attuali. L'ultimo stecchetto che mi mangiai, e fu subito prima della pandemia durante una fiera, aveva un volume almeno triplo di quello tipico degli anni '60. Ne mangiò un po' anche mia moglie. 

Colgo l'occasione per postare un altro bel video dei bambini di Tremestieri Etneo. È una fantasia napoletana da remoto, probabilmente registrata durante il lockdown. Mi raccomando, mettete un like.

https://youtu.be/l0ShdrtQ1b4

Purtroppo ho scoperto tardi, troppo tardi ahimé, una incredibile passione per la chitarra classica (ma mi piace anche quella acustica, mentre detesto quella elettrica). Vorrei esserci anch'io tra gli allievi di quel benemerito maestro siciliano. È incredibile quello che può uscire da 6 semplici corde di nylon (o di metallo nella chitarra acustica). Aveva perfettamente ragione il grande Segovia: "una chitarra è una piccola orchestra". Chi non ne fosse convinto, può guardare questo video di questo "mostruoso" talento turco:

https://youtu.be/0H79YYDmfVQ

 

Modificato da fosforo311

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20 ore fa, etrusco1900 ha scritto:

a proposito dei bambini; oggi in Italia di bambini ne nascono pochi, è in atto un attacco alla famiglia nel senso che oggi mettere al mondo un bambino per molti è un lusso; gli asili quando ci sono fanno degli orari impossibili, seguono il calendario delle scuole, chiudono a Natale, a Pasqua, chiudono in estate (perlomeno la maggioranza degli asili) se una donna lavora in un turno di notte non sa assolutamente a chi lasciare il figlio, ci sono i nonni, ma non tutti hanno i nonni; chi ha i soldi può cercare una babysitter ma non tutti se la possono permettere, gli  asili aziendali che all'estero esistono in Italia non ci sono, nelle altre nazioni le famiglie con figli beneficiano di attenzioni e aiuti economici che in Italia non ci sono, molti  in Italia non considerano la maternità come un valore, ricordo un vecchio slogane delle femministe " sposa, madre, ..... di questo ruolo sono stufa" 

Lei quanti figli ha messo al mondo?

 

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Inviata (modificato)

6 ore fa, fosforo311 ha scritto:

 … Da diversi mesi va in onda a tutte le ore e su tutti i canali tv uno spot pubblicitario di una nota marca di budini e preparati per torte. C'è una bambina bellissima e dolcissima che rimane come in estasi a contemplare uno scaffale del supermercato colmo di questi prodotti, di vari gusti. La mamma le chiede: "Quale vorresti?". E la bimba ovviamente risponde "Tutti!". È chiaro che i bambini non hanno ancora sviluppato il senso della misura, specie quando si tratta di giocattoli e leccornie, ed è preciso compito dei genitori educarli alla mode.razione. E invece la mamma l'accontenta e le compra tutti i budini e le torte, di tutti i gusti. Si tratta di uno spot altamente diseducativo, sia per i bambini, sia soprattutto per i giovani genitori e le coppie che si preparano al matrimonio. Ed è preoccupante il grande successo di questo spot e il ritorno commerciale che sta probabilmente riscuotendo il produttore. Lo spot gioca sull'istinto materno che tende ad accontentare e viziare i bambini (ma quello paterno spesso non è da meno), però bisogna resistere. Viziare i figli come la mamma dello spot costa bei soldini, e molti giovani pensano di non poterselo permettere. Ma non è affatto necessario, anzi è controproducente. I bambini, in realtà, sanno essere perfino più forti degli adulti nelle rinunce e nelle difficoltà….

Ahahahahahah , ma se in passato hai detto testualmente che a 4 anni eri alto 120  cm e pesavi  38 kg . Ahahahahah , aspetta ti mando la tabella BMI dell’OMS  di quanto un bimbo normotipo dovrebbe pesare …!!  Ahahahahahahaha 

   
Bambino 4 anni e mezzo 14,06 – 22,69 kg 97,48 – 114,19 cm
Bambino 5 anni 14,86 – 24,46 kg 100,33 – 117,83 cm
Bambino 5 anni e mezzo 15,67 – 26,32 kg 103,2 – 121,47 cm
Bambino 6 anni 16,5 – 28,27 kg 106,1 – 125,11
Modificato da mark222220
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Il 11/5/2022 in 13:16 , dune-buggi ha scritto:

 

mafalda è una bambina simpatica, alle volte pungente, ma dice la verità  

    

Ecco, ci risiamo. Il luminoso e rischiarante sig. tre/otto rimane per tutti noi un bersaglio di saggezza e sapienza. Da parte mia “cultura”zero. “coltura” eseguo la spesa a giorni alterni dal fruttivendolo del rione. Mi sono perso il filo iniziale del discorso. L'infila aghi multimediale del sig. tre/otto pone domande a tutti, desidera sapere i fatti degli altri, ma non parla mai di se stesso, non espone mai le proprie idee, non ha nulla di utile da raccontare al pubblico.    

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Infila ago per aghi piccoli

le nostre nonne per infilare gli aghi

adoperavano questo simpatico strumentino

 

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