"Sbrigate rosse"

Ullalla'.......ma GUARDA un pò. Rispuntano le BR , quella fantomatica organizzazione paramilitare del secolo scorso che . sempre con il GUARDA un pò, in un momento particolare dell'oggi politico nazionale che vuole proiettarsi nella geopolitica internazionale, potrebbero venir bene come spauracchio terroristico,  a confondere oggi come allora le menti di milioni di cittadini italiani . Pensate solo un attimo se nel secolo scorso , i criminali delle BR , organizzazione paramilitare dichiarata come rivoluzionaria e comunista , fosse stata CONCRETAMENTE  organizzata e messa in atto , per destabilizzare le istituzioni democratiche del Paese. Credete che i servizi segreti nostrani e d'oltreoceano , sapendo il tutto , non avrebbero potuto bloccare , prima degli eventi terroristici , questi criminali ? Chiedetevi del perchè sono stati lasciati liberi di agire. Oggi si rivede quella simbologia. Rieccoci alla stessa ed ipocrita strategia del secolo scorso. Ma oggi , cari signori.......non c'è più da demolire nessun partito comunista ne in Italia ne in Europa, ma c'è da iniziare nuovamente una strategia politica che possa completare l'opera messa sul palcoscenico dell'anticomunismo del secolo scorso per essere conclusa con un nuovo maestro d'orchestra. OGNI RIFERIMENTO NON è CASUALE.
1 persona mi piace questo

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

30 messaggi in questa discussione

Inviata (modificato)

Perdonami Wronschi, ma io quegli anni li ho vissuti e ti posso assicurare, con il conforto degli storici, che le Br non furono lasciate libere di agire ma furono affrontate e alla fine debellate con il più grande sforzo investigativo e repressivo messo in atto dallo Stato italiano nell'era democratica, leggi speciali incluse. I servizi segreti italiani ed esteri collaborarono anch'essi ma le Br erano un osso duro, molto più duro dei loro cugini della RAF tedesca e, secondo me, anche dei terroristi baschi e nordirlandesi. Non è esagerato paragonarle, sul piano dell'organizzazione paramilitare e della capacità di fuoco, al terrorismo palestinese di quegli anni. È certamente vero che prima del sequestro Moro le BR furono sottovalutate, ma cosa fecero la CIA e l'FBI per prevenire gli attacchi alle Torri Gemelle da parte di Al Qaeda? Anche questo paragone non è affatto esagerato. Ci sono due differenze: le Br non erano fanatici religiosi e non facevano stragi di inermi, inoltre la loro rete di militanti e fiancheggiatori era incomparabilmente più estesa sul territorio. Tuttavia, come dice lo storico Alessandro Barbero, durante la prigionia di Moro oltre 6 milioni di cittadini, cioè più di un italiano su 10, subirono una perquisizione dalle forze di polizia, ma questo non bastò a salvare lo statista. Se Bin Laden avesse potuto disporre sul suolo americano di un'organizzazione come le Br, avrebbe fatto non 3000 ma centinaia di migliaia di vittime. Che le Br avessero alle spalle protezioni, appoggi o addirittura mandanti insospettabili in alto loco o nei servizi deviati o da parte di potenze straniere, è pura dietrologia: a differenza dei terroristi e stragisti neri, i brigatisti rossi erano completamente autonomi nel loro progetto eversivo. 

Io credo che un fenomeno storico e sanguinoso come il brigatismo sia irripetibile e improponibile in Italia. Piaccia o no, gli allievi di Renato Curcio si sentivano eredi diretti delle brigate partigiane, le imitavano nell'organizzazione e nell'azione. Piaccia o no, avevano un'ideologia, ideali forti e obbiettivi politici ambiziosi, sbagliatissimi ma li avevano, e ci credevano. E questa fu non solo la loro forza ma anche la loro capacità attrattiva, che per fortuna restò arginata e circoscritta grazie al consapevole impegno della società civile e all'atteggiamento responsabile e intransigente del Partito Comunista Italiano, del sindacato e dei lavoratori delle fabbriche che erano il terreno di reclutamento di questi terroristi. 

Ora il mitomane di turno si è divertito a disegnare una stella cerchiata a 5 punte in un'ascensore della RAI, e qualche pennivendolo ci ha ricamato sopra una notizia inquietante. La rilevanza politica e la capacità attrattiva di simili episodi a mio avviso è pari a zero. Oggi Draghi è alla Casa Bianca. Oggi i poteri forti nazionali ed esteri hanno ben altri modi di condizionare la politica italiana. E, se devo dirla tutta, alcuni di quei potentati all'epoca delle Br se la facevano sotto e assumevano guardie del corpo. 

Modificato da fosforo311

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

Cari forumisti , leggete con attenzione quel che scrive il Cazzaro di Napoli sulle BR . E’ lo stesso Cazzaro che si adombro’ quando riportai sul forum un post dello stesso che le definiva “compagni che sbagliano “. Non solo ,  teneva a precisare che ciò era quello che così le definiva quando prendeva la parola nelle assemblee studentesche universitarie . Così era e così e’ !! E non serve a niente cercare di edulcorare il tutto riportando il meritorio e decisivo comportamento del PCI e dei Sindacati . Cari forumisti , credete a me : il Cazzaro napoletano faceva il tifo per le BR. Garantito !! 

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

Ci sono i falsari occasionali, i falsari ingenui e improvvisati, come i mitici Totò e Peppino, e i falsari matricolati, i falsari cioè ..con la testa dura e la faccia di marmo. In quest'ultima vomitevole categoria rientra senza dubbio alcuno il pinocchio pisano. Il quale fu già sfidato dal sottoscritto a indicare il post in cui avrei definito le Br "compagni che sbagliano". O anche solo e semplicemente "compagni". Ho sempre avuto troppo e troppo religioso rispetto per questa parola per applicarla a dei terroristi. Naturalmente i falsari matricolati, di fronte alla sfida della verità, non possono che scappare, come fece e come farà ancora una volta il pinocchio pisano.

Aggiungo, a beneficio dei forumisti seri, che la definizione "compagni che sbagliano" è, per quanto ne so e per quanto risulta da una breve ricerca in rete, una bufala. Non è attribuibile a nessun esponente di rilievo della sinistra degli anni di piombo: politici, sindacalisti, giornalisti, intellettuali, etc. Probabilmente era un'invenzione dei loro avversari. 

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti
32 minuti fa, fosforo311 ha scritto:

Aggiungo, a beneficio dei forumisti seri, che la definizione "compagni che sbagliano" è, per quanto ne so e per quanto risulta da una breve ricerca in rete, una bufala.

Il linciaggio e l’isteria collettiva non fanno parte del linguaggio politico ma della patologia medica” (Avanti!, febbraio 1972). Queste parole oggi suonano forse ovvie. Ma nel clima di conformismo sinistrorso di quegli anni, che avrebbe partorito da lì a poco le BR (“i compagni che sbagliano”), non lo erano affatto.

I forumisti seri fanno sommessamente presente che le parole sopra evidenziate sono da attribuirsi a Massimo Fini, notoriamente musa ispiratrice del peracottaro seriale napoletano

http://www.massimofini.it/articoli-recenti/1688-altro-che-balle-io-che-cero-vi-dico-che-i-leader-erano-solo-borghesi-in-carriera

I forumisti seri invitano il cialtronissimo peracottaro seriale fosforo31 a contattare la musa ispiratrice e fare presente che "i compagni che sbagliano" è una bufala messa in giro dagli avversari.

In fondo le BR avevano mostrato qualche tratto di umanità, cosa di cui scommetto sia convinto il cialtronissimo peracottaro seriale fosforo31.

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

Inviata (modificato)

Cazzaro napoletano , Te non devi fare il furbo con me !! Chiaro ?? Te ti sei permesso di “sfidarmi” per un semplice motivo : quello di sapere che non avrei più potuto recuperare quel post !! Ed il motivo per cui non posso più recuperarlo e’ molto semplice e risale al tempo che ti inventarti la tua espulsione dal forum . E per motivare la barzelletta che l’amministratore del forum ti aveva espulso provvedesti a cancellare l’80% dei post che avevi scritto . E quell’80% comprendeva anche quello incriminato . Ma puoi stare tranquillo che i forumisti più attenti e presenti dall’epoca lo ricordano tutti benissimo. Ed anche in questo post non sfugge a nessuno la “simpatia” che provi per quegli assassini delle BR.  Sei un Panzanaro e Cazzaro miserabile ed e’ molto appagante bastonare i tipi come te . Sei anche un miserabile bugiardo e spergiuro che hai giurato che non li leggi ed invece sono il primo che vai a leggere . E da vigliacco e spergiuro non senti nemmeno l’obbligo di scusarti con i forumisti che avevi tentato di far abboccare dimostrando che la tua dignità e’ pari a 0 (zero ). 

Modificato da mark222220

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

Dunque il falsario immarcescibile pisano fugge di nuovo come un coniglio, nascondendo la ritirata dietro una nuova menzogna. Si inventa che io avrei cancellato l'80% dei miei vecchi post. In realtà il sottoscritto rimpiange i vecchi post che non è più in grado di leggere (e che la banderuola pisana spesso e volentieri elogiava).

Mentre il suo amichetto Saurino pane e vino, dopo un buon bricchetto di Tavernello, cita una citazione virgolettata da Massimo Fini. Il quale, per giunta, non è e non è mai stato un esponente della sinistra, come si evince anche dallo scritto allegato da Saurino. Per quanto alcune delle sue idee  (non tutte) siano di sinistra, seppure condite da interpretazioni a dir poco eterodosse, com'è tipico di Massimo.

Resta inevasa la domanda: quale esponente della sinistra definì le Brigate Rosse "compagni che sbagliano"? Probabilmente non lo sapeva nemmeno Fini. 

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

Inviata (modificato)

Il cialtronissimo peracottaro seriale fosforo31 butta prontamente a mare la musa ispiratrice: Massimo Fini non è mai stato un esponente della sinistra.

Diamo allora la parola a Sinistra Italiana

https://www.sinistraitaliana.si/notizia/guido-rossa-quellassassinio-delle-br-cambio-la-storia-ditalia/

L’assurdo slogan “né con lo Stato né con le Br” divenne più difficile da proporre per molti perché Guido era parte attiva di quello Stato ed anche la tesi “dei compagni che sbagliano” s’incrinò perché Guido aveva visto uno di loro deporre materiale di propaganda di un movimento eversivo e lo aveva giustamente denunciato

A qualunque normodotato è venuta la ragionevole certezza che

aggiungo, a beneficio dei forumisti seri, che la definizione "compagni che sbagliano" è, per quanto ne so e per quanto risulta da una breve ricerca in rete, una bufala. Non è attribuibile a nessun esponente di rilievo della sinistra degli anni di piombo: politici, sindacalisti, giornalisti, intellettuali, etc. Probabilmente era un'invenzione dei loro avversari 

è l'ennesima balla galattica propagandata su questo forum dal cialtornissimo peracottaro seriale fosforo31: la tesi dei "compagni che sbagliano" era ben presente negli ambienti di sinistra.

Garantisce

SINISTRA ITALIANA

Modificato da ilsauro24ore

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti
48 minuti fa, fosforo311 ha scritto:

Dunque il falsario immarcescibile pisano fugge di nuovo come un coniglio, nascondendo la ritirata dietro una nuova menzogna. Si inventa che io avrei cancellato l'80% dei miei vecchi post. In realtà il sottoscritto rimpiange i vecchi post che non è più in grado di leggere (e che la banderuola pisana spesso e volentieri elogiava).

 

 

Brutto falsario che non sei altro !! Davanti a te non può scappare nessuno , tantomeno io !! Non mi sono affatto eclissato ma ho soltanto raccontato i fatti e detto la verità !! Quella verità che te manco sai dove sta di casa . Quella verità che ti ha consentito , per fare un figurone, di giurare che non mi avresti più letto quando invece , ed e’ sotto gli occhi di tutti che fai l’opposto . Che tipo di credibilità e di moralità può avere un energumeno come te che giura una cosa e ne fa un’altra senza peraltro dare nessuna giustificazione ??  Nessuna …!! 

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

vedi ciccione/panzone sinistro..di nome e di (s)fatto...vorresti fare la morale ad altri..nascondendoti dietro il classico dito...le br sono cose VOSTRE!! sono quelli del rapimento ed uccisione di moro..sono quelli che sparavano negli anni '70 ad altezza d'uomo...sono quelli che hanno terrorizzato i dirigenti fiat....gambizzandoli e ammazzando...quindi,vecchio panzer di sx...il dito sai dove te lo puoi mettere??e dopo ti do il permesso anche di annusare...

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

In questo momento sulla 7 il giornalaio Mentana in collegamento con la Russia in occasione della  parata militare del 9 maggio, ha dichiarato ipocritamente...... QUESTA E L'UNIONE SOVIETICA ALTRO CHE LA RUSSIA. LA RUSSIA DI OGGI CHE  CONTINUA CON LA STRATEGIA DELL URSS DI IERI. Ecco. Questa è l'informazione di LOR SIGNORI. Affermare che il capitalista ricchissimo sovranista fascista nuovo Zar delka Russia moderna sovranista e capitalista è un COMUNISTA.....significa aver messo in evidenza, la più grande mistificazione di una informazione faziosa e fuorviante che un giornalaio, unitamente ai soci ruffiani del potere giornalistici italiano antidemocratico, potesse regalarci oggi. Vergogna.

2 persone è piaciuto questo

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

Ripresosi leggermente dopo il bric di Tavernello, Saurino pane e vino si è accorto di avere tirato in ballo a cacchio Massimo Fini e prova a rivoltare la frittata. Dalla definizione/bufala, di incerta o nessuna paternità, delle Br come "compagni che sbagliano" (chi lo ha detto si presenti a Chi lo ha visto?) vola pindaricamente a uno slogan, che è tutt'altra cosa e che esprime tutt'altro concetto. Né con lo Stato né con le Br non è una definizione né una bufala ma uno slogan attribuito falsamente per decenni a Leonardo Sciascia e che in realtà era riconducibile agli ambienti di Lotta Continua. In particolare compare nel titolo di questo famoso articolo di Marco Boato, che negli anni 70 era una delle mie letture preferite ma che poi si imborghesì e passò "con lo Stato" come il 98% degli ex LC: da Paolo Liguori a Gad Lerner a Giampiero Mughini. Un inciso: quando penso che questo ridicolo ma degno competitore di Sgarbi per le corone mondiali della tv spazzatura e della categoria "pesi pannolone" di pugilato, fu direttore del giornale di LC, mi viene da ridere e da piangere nello stesso tempo. 

http://www.archivio900.it/it/articoli/art.aspx?id=4038

Boato in sostanza parlava di uno slogan tanto ovvio e banale quanto vuoto di contenuto propositivo. È ovvio che un movimento extraparlamentare come LC, movimento di lotta politica radicale ma non violenta contro lo Stato, non potesse stare "con lo Stato". Ma nemmeno con i teorici e gli artefici della lotta armata. Tutto qui.

Nel frattempo l'allocco pisano, dopo avere falsamente attribuito al sottoscritto la predetta definizione delle Br, non riesce neppure a trovare un esponente della sinistra, uno qualsiasi, magari un sindaco comunista di Pisa, che abbia usato quella definizione. Che si conferma essere una invenzione dei nemici della sinistra.

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti
28 minuti fa, wronschi ha scritto:

In questo momento sulla 7 il giornalaio Mentana in collegamento con la Russia in occasione della  parata militare del 9 maggio, ha dichiarato ipocritamente...... QUESTA E L'UNIONE SOVIETICA ALTRO CHE LA RUSSIA. LA RUSSIA DI OGGI CHE  CONTINUA CON LA STRATEGIA DELL URSS DI IERI. Ecco. Questa è l'informazione di LOR SIGNORI. Affermare che il capitalista ricchissimo sovranista fascista nuovo Zar delka Russia moderna sovranista e capitalista è un COMUNISTA.....significa aver messo in evidenza, la più grande mistificazione di una informazione faziosa e fuorviante che un giornalaio, unitamente ai soci ruffiani del potere giornalistici italiano antidemocratico, potesse regalarci oggi. Vergogna.

Ben detto. I più alti dirigenti del PCUS vivevano di un modesto stipendio. Roba che Mentana e l'ultimo dei cortigiani di Putin non ci pagherebbero nemmeno le spese per il conto corrente e le varie operazioni. Inoltre i leader sovietici non erano egoarchi come Putin e nemmeno inamovibili come il presidente degli Stati Uniti. Krusciov come statista non era inferiore a Kennedy, eppure fu rimosso dopo una semplice votazione del Comitato centrale del partito. 

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

La stupida gallina pisana diversamente intelligente : E da vigliacco e spergiuro non senti nemmeno l’obbligo di scusarti con i forumisti che avevi tentato di far abboccare dimostrando che la tua dignità e’ pari a 0 (zero ). 

Xcxxxxxxzzz

Senti chi parla. Si guardi allo specchio, stupida gallina pisana diversamente intelligente. 

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

Inviata (modificato)

Il cialtronissimo peracottaro seriale fosforo31 dimostra per l'ennesima volta di essere un

ASINO

che

NON SA LEGGERE

Non è solo Massimo Fini, musa ispiratrice del cazzaro napoletano, a ricordare il 

clima di conformismo sinistrorso di quegli anni

che

avrebbe partorito da lì a poco le BR (“i compagni che sbagliano”)

Sinistra Italiana parla chiaramente di

https://www.sinistraitaliana.si/notizia/guido-rossa-quellassassinio-delle-br-cambio-la-storia-ditalia/

tesi “dei compagni che sbagliano”

Il cialtronissimo peracottaro seriale fosforo31 ha scritto che

la definizione "compagni che sbagliano"

è

una bufala. Non è attribuibile a nessun esponente di rilievo della sinistra degli anni di piombo: politici, sindacalisti, giornalisti, intellettuali, etc. Probabilmente era un'invenzione dei loro avversari 

Il cialtronissimo peracottaro seriale fosforo31 viene immediatamente sbugiardato (altrimenti non sarebbe un cazzaro seriale, NdA).

La tesi dei "compagni che sbagliano" era ben presente negli ambienti di sinistra.

Garantisce Massimo Fini e garantisce

SINISTRA ITALIANA

https://www.sinistraitaliana.si/notizia/guido-rossa-quellassassinio-delle-br-cambio-la-storia-ditalia/

L’assurdo slogan “né con lo Stato né con le Br” divenne più difficile da proporre per molti perché Guido era parte attiva di quello Stato ed anche la tesi “dei compagni che sbagliano” s’incrinò perché Guido aveva visto uno di loro deporre materiale di propaganda di un movimento eversivo e lo aveva giustamente denunciato

 

 

Modificato da ilsauro24ore

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti
 

 

Il Cazzaro napoletano tenta disperatamente di uscire dalla mer da dove si e’ cacciato , indossa i panni del “venuto da Marte “  e si accorge sorpreso dichiarando l’inesistenza della frase “Compagni che sbagliano “. Credendosi furbo sposta il confronto su di un particolare di nessuna rilevanza sul come e quando esponenti della sx l’avessero detta negandola peraltro come premessa . Povero Cazzaro !! Per “intortarmi” dovresti chiedere aiuto ad almeno al 50% del tuo foltissimo stuolo di cugini , zii e zie !! Insomma , dopo averla pronunciato lui stesso nei modi e nei termini che già ho esposto , addirittura nega l’esistenza di quella frase . Frase entrata nell’antologia politica e che uscì dall’ambiente del PCI perché , e’ bene ricordarselo , inizialmente e fino all’omicidio di Guido Rossa , il PCI fu discretamente ambiguo sulle BR. E fu così che molte sigle della partextraparlamentare di sx la preseroinprestito diffondendola . E pure il Cazzaro la diffuse e ne parlo’ in quel post . Descrisse una assemblea dove con un megafono in mano cercava “ di tenere buoni “ qualche compagno , qualche compagno che poi conflui’ con quelli che andarono con quelli che “sbagliavano “. Erano i tempi in cui Berlinguer  era un venduto agli USA,?, un servo del potere, uno sporco revisionista !! Di sicuro il Cazzaro napoletano era tra questi . Fu proprio  in quelle infuocate assemblee alle quali il Cazzaro si e’ detto orgoglioso di avervi partecipato che venne coniata la frase incriminata dove le BR erano compagni che sbagliavano . Ed il Cazzaro lo rivendico’ così come e’ sicuro il suo sostegno morale , da fiancheggiatore delje stesse. Perché venivano considerati espressione del proletariato sofferente, la risposta alle ingiustizie sociali dove il colpevole vera lo Stato ed i suoi alleati . Vergognati Cazzaro e ringrazia il cielo che vivi nel paese di pulcinella …!! 

 

 

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

Inviata (modificato)

Bisognerebbe chiedere a qualche esperto se le galline, per lo più considerate animali poco intelligenti, abbiano anche memoria deboluccia. Più difficile stabilire se le galline sognino a occhi aperti o soffrano di allucinazioni. In questo caso il pinocchio pisano, o meglio il suo cervellino atrofizzato, sarebbe pronto per fare il salto di specie e rispondere con dei meri coccodè ai post dell'amico Ahaha.

Mentre la "tesi" dei "compagni che sbagliano" resta, a dispetto dei commoventi sforzi di Saurino, senza un autore o un teorizzatore. Quindi, nella migliore delle ipotesi, è una ben strana tesi. Quello che è certo (a meno che i due allocchi con cui, ahimé, discuto non dimostrino il contrario) è che si tratta di una tesi MAI SOSTENUTA, ripeto MAI SOSTENUTA da nessun esponente di rilievo della sinistra di quegli anni. I quali esponenti di rilievo, eccetto forse quelli border line come Toni N.egri, non hanno mai usato, a mia memoria, la parola "compagno" per un brigatista rosso. Ma è un concetto che i due allocchi non sono in grado di afferrare non avendo essi la più pallida idea di cosa significasse, all'epoca, la parola "compagno" per un vero comunista. La tesi del "compagno che sbaglia" poteva essere supportata solo da un fiancheggiatore o da un fan (cioè da un fanatico) delle Br, il quale fosse stato nel contempo anche un ipocrita patologico. In tutti gli altri casi "compagno che sbaglia" è un ossimoro vergognoso e assurdo. Sarebbe come dire, per un amico o un fratello che fredda innocenti con due colpi di mitraglietta alla tempia: è "un amico che sbaglia" oppure "è un fratello che sbaglia". Mentre per i fiancheggiatori e i fan non ipocriti, e ce n'erano tanti e ne ho conosciuti, i brigatisti non erano compagni che sbagliavano ma compagni che facevano bene. Credo di avere già ricordato l'aneddoto sul giorno dell'agguato di via Fani, con il sequestro di Aldo Moro.

Ero in metropolitana di ritorno dall'università: quella mattina, come capitava spesso all'epoca, le lezioni erano saltate, non ricordo se per uno sciopero, una manifestazione o il tipico (falso) allarme bomba. Quando dalla radiolina di un passeggero partì la notizia, essa si diffuse in un battibaleno a tutto il convoglio. E ricordo perfettamente e amaramente la soddisfazione, quando non addirittura l'esultanza, della gente. Non tutti, per fortuna, ma una forte minoranza si espresse più o meno in questi termini: "Ah, finalmente hanno beccato anche il pezzo grosso, ben gli sta". E tra questi c'erano, vi assicuro, tranquilli pensionati e casalinghe uscite per fare la spesa in centro. Mentre la maggioranza, sottoscritto a parte, restò sbigottita e silenziosa. Non avendo in quel momento notizie precise sulla sorte di Moro, ed essendo sbigottito anch'io, parlai solo in difesa degli innocenti rimasti uccisi a terra e mi limitai a commentare, più o meno: "Questi sono criminali, una rivoluzione non si fa così". Servirebbe un'analisi socio-economica della Napoli di quegli anni per capire, non per giustificare, quella reazione della gente.

Ma torniamo a noi. Per quanto detto, la tesi assurda, ossimorica e vergognosa dei "compagni che sbagliano" non poteva essere endogena a una sinistra seria. Fu diffusa dai fiancheggiatori e dai  sostenitori ipocriti dei brigatisti o, più probabilmente, da gentaglia esterna alla sinistra. La quale sinistra finì per recepirla passivamente e per autofustigarsi per un mero senso di colpa. Perché una sinistra seria e responsabile non poteva non sentirsi in colpa per un fenomeno tragico ed epocale come il terrorismo rosso. Altrettanto vergognoso, ossimorico e assurdo era lo slogan del "né con lo Stato né con le Br". Ma non lo era affatto nel senso originale, che voleva solo puntualizzare, come ho scritto, un semplice e chiaro posizionamento politico di Lotta Continua: continueremo a lottare contro lo Stato, come abbiamo sempre fatto, cioè nelle piazze e nelle fabbriche, ma lotteremo anche contro chi usa e propaganda la violenza, la lotta armata. La distorsione semantica fu introdotta dai nemici della sinistra. Lo slogan passò a significare una posizione ipocrita e ambigua di equidistanza tra il potere costituito e il fuoco dei terroristi, tra le istituzioni democratiche e gli eversori delle Br. Una posizione in effetti assurda, e del tutto estranea alla sinistra democratica di quegli anni, inclusa Lotta Continua. 

Modificato da fosforo311

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

La cosa peggiore che possa capitare a un cazzaro è quella di essere sbugiardato. A maggior ragione se il cazzaro presenta chiari profili psicopatologici, come il cialtronissimo peracottaro seriale fosforo31.

Nel post del giorno 10 maggio 2022 (ore 15,20) il cialtronissimo peracottaro seriale fosforo31 ha scritto quanto segue:

aggiungo, a beneficio dei forumisti seri, che la definizione "compagni che sbagliano" è, per quanto ne so e per quanto risulta da una breve ricerca in rete, una bufala. Non è attribuibile a nessun esponente di rilievo della sinistra degli anni di piombo: politici, sindacalisti, giornalisti, intellettuali, etc. Probabilmente era un'invenzione dei loro avversari 

Una bufala confortata da una breve ricerca in rete. Un'invenzione degli avversari.

Una breve ricerca in rete è stata sufficiente perché il cialtronissimo peracottaro seriale fosforo31 venisse sbugiardato da Massimo Fini, musa ispiratrice del cazzaro, e da Sinistra Italiana.

Un'altra breve ricerca in rete è sufficiente perché il cialtronissimo peracottaro seriale fosforo31 venga sbugiardato:

1 - da Giorgio Bocca

https://download.repubblica.it/pdf/diario/20032004.pdf

scrivo della violenza che imperversa, della Milano blindata, ma anche delle pistole facili. La sera stessa due cronisti di Repubblica in un bar
di Porta Ticinese, frequentato dai
«compagni che sbagliano», sentono che a un tavolo vicino si parla del mio articolo, del gioielliere borghese che ha ucciso un proletario...

o certe sere al circolo De Amicis di Aldo Aniasi che si parlava di Carlo Casalegno colpito a Torino dalle Br e dal fondo della sala partiva una voce «non uno, ma cento Casalegno» e nasceva un tafferuglio, cercavano di fermarlo, ma finiva nel nulla, come se anche quel grido rientrasse nella normalità dei «compagni che sbagliano»

2 - dal figlio di un signore che ha vissuto quegli anni

https://www.italiaoggi.it/news/nella-torino-in-mano-al-pci-un-dc-rischiava-la-vita-mio-padre-lavorava-nella-ceat-la-fabbrica-della-tedeschi-2517329

in una città segnata dai crimini delle Br e movimenti affini - rapine, attentati continui e omicidi a danno delle persone più umili (portinai, guardie giurate, ecc ...) e non dei «ricchi» - le Brigate rosse erano davvero i «compagni che sbagliano, ma pur sempre compagni contro i servi del capitale». A questo cieco credo si affiliarono molti dei figli di quel capitale che le Br e movimenti affini dicevano di voler combattere

3 - dai resoconti delle udienze tenutesi nel corso della XIII legislatura della Commissione parlamentare d'inchiesta sul terrorismo in Italia e sulle cause della mancata individuazione dei responsabili delle stragi

http://leg13.camera.it/_dati/leg13/lavori/doc/xxiii/064v02t04_RS/00000038.pdf

A parlare è il deputato Raffaele Marotta

altrimenti, possiamo dire che le Brigate rosse non erano rosse, così
come è stato sostenuto in un primo momento. Ricordo molto bene che
tutti erano convinti del fatto che si trattava di
compagni che sbagliavano

Non credo, era il contesto politico che impediva di trattare le Brigate rosse perché
erano dei
compagni che sbagliavano

al quale fa eco Ferdinando Imposimato

voglio dire, quindi, che sappiamo bene che molti esponenti dell’intelligenza di Sinistra avevano sempre sottovalutato questo fenomeno facendolo apparire come un fenomeno di compagni che sbagliano

Per l'ennesima volta mi permetto di invitare il mendace patologico fosforo31 a contattare con estrema urgenza il suo psichiatra.

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

Non basta uno psichiatra , Sauro . Dispero possa riuscire nella fantasmagorica impresa di riportarlo almeno ad un sufficiente livello di vita sociale , persino un pool composto da una folta schiera di psichiatri che van per la maggiore sul territorio italiano . 

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti
19 ore fa, wronschi ha scritto:

In questo momento sulla 7 il giornalaio Mentana in collegamento con la Russia in occasione della  parata militare del 9 maggio, ha dichiarato ipocritamente...... QUESTA E L'UNIONE SOVIETICA ALTRO CHE LA RUSSIA. LA RUSSIA DI OGGI CHE  CONTINUA CON LA STRATEGIA DELL URSS DI IERI. Ecco. Questa è l'informazione di LOR SIGNORI. Affermare che il capitalista ricchissimo sovranista fascista nuovo Zar delka Russia moderna sovranista e capitalista è un COMUNISTA.....significa aver messo in evidenza, la più grande mistificazione di una informazione faziosa e fuorviante che un giornalaio, unitamente ai soci ruffiani del potere giornalistici italiano antidemocratico, potesse regalarci oggi. Vergogna.

Ma  dai  anche  Mussolini agli inizi a  suo modo era  un  socialista:D

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

Inviata (modificato)

Qui di patologico, oltre alla ben nota mendacia del pisano, ci sono solo l'ottusità e la testardaggine di Saurino pane e vino, anch'esse arcinote. Il quale ora riporta dichiarazioni e vaghi ricordi di un parlamentare di Forza Italia e del figlio di un democristiano, che non mi pare fossero, negli anni piombo, esponenti di rilievo della sinistra. Imposimato fu senatore del Pci, da indipendente, ma soprattutto fu un magistrato impegnato nella lotta al terrorismo. L'unico vero esponente della sinistra citato da Saurino è Giorgio Bocca, intellettuale e giornalista. Ebbene, Bocca parla di "compagni che sbagliano" usando sempre le virgolette. Evidentemente era un giudizio non suo, un giudizio che lui non condivideva, ma non cita neppure un nome di qualcuno che lo condividesse e lo usasse per attenuare le responsabilità dei terroristi o per esprimere una forma di vicinanza politica agli stessi. Lo stesso dicasi per tutte le altre fonti citate. Imposimato dice genericamente che era un  "fenomeno", ovvero una cosa rientrante nella "normalità" di quegli anni, come specifica lo stesso Bocca. Il figlio del democristiano dice che "molti" credevano ciecamente in quel giudizio; il forzista, bugiardo e generico quanto Berlusconi, afferma addirittura che "tutti" erano convinti che i br erano compagni che sbagliavano. Scommetterei qualsiasi cifra che questo signore è tuttora convinto che Ruby sia la nipote di Mubarak.

Ma allora, se era un giudizio normale e largamente diffuso definire i brigatisti rossi "compagni che sbagliano", e se esponenti di rilievo della sinistra lo avessero fatto loro, usato, condiviso espressamente o anche solo confidato a qualcuno, oggi non dovrebbe essere difficile individuarli. Non dico tutti ma almeno uno. E anche senza fare nomi: mi accontenterei che Saurino trovasse, per esempio, un vecchio articolo dove un giornalista serio di sinistra affermasse: un giorno un deputato del Pci mi confidò di essere in pena per i compagni delle Br che sbagliavano, o qualcosa del genere. Buona ricerca, Saurino. Ma non continuare a postare provolonate che non dimostrano nulla, se non il fatto che all'epoca era largamente diffusa la leggenda metropolitana dei "compagni che sbagliano". Formula largamente usata dai nemici della sinistra per screditare la sinistra, ma che nessuno è mai riuscito a mettere in bocca a un ben preciso esponente del Pci e degli altri partiti democratici della sinistra dell'epoca, o a esponenti del sindacato, del giornalismo e della cultura di sinistra. 

Modificato da fosforo311

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

Il cialtronissimo peracottaro seriale fosforo31 dovrà accontentarsi di

MASSIMO FINI

SINISTRA ITALIANA

GIORGIO BOCCA

RAFFAELE MAROTTA

FERDINANDO IMPOSIMATO

Tutte persone che hanno vissuto in prima persona quegli anni e che testimoniano in prima persona che quelli erano gli anni dei "compagni che sbagliano".

E il cialtronissimo peracottaro seriale fosforo31 delira di 

una bufala (confortata da una breve ricerca in rete, NdA)

un'invenzione degli avversari

una leggenda metropolitana

Mi rivolgo ora ai forumisti seri: secondo voi a chi dobbiamo prestare ascolto?

A coloro che hanno vissuto in prima persona quegli anni

MASSIMO FINI

SINISTRA ITALIANA

GIORGIO BOCCA

RAFFAELE MAROTTA

FERDINANDO IMPOSIMATO

e che testimoniano in prima persona che quelli erano gli anni dei "compagni che sbagliano" oppure al cialtronissimo peracottaro seriale fosforo31?

Mi permetto di ricordare ai forumisti seri che il cialtronissimo peracottaro seriale fosforo31 è  l'inventore di BALLE GALATTICHE quali 

- il milione di morti in India per covid19 al giorno 30 luglio 2020

- le decine di telefonate del Grande Pagliaccio Impomatato alla Von Der Leyen

- il pericolo di una esplosione dei reattori di Zaporizhzhia con effetti pari a 10 volte quelli di Chernobyl

- il Parlamento italiano converte in legge i Decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri

- il fratello "visiting professor" a Princeton 

Ripeto: il mendace patologico fosforo31 contatti con estrema urgenza il suo psichiatra.

 

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

Inviata (modificato)

Il Cazzaro napoletano lègga con attenzione questo articolo . E rifletta!! Poi mi ringrazi per la lancia di salvataggio che gli lancio per smettere di essere preso per il Kulo da tutto il forum …!! Come invece meriterebbe  !

 

Le Brigate Rosse? Semplici compagni che sbagliano

– POSTED ON SABATO, 28 SETTEMBRE POSTED IN: ATTUALITÀPOLITICA
Il complicato rapporto tra le Brigate Rosse e l’entourage del Pci, alla luce delle dichiarazioni di Stefano Rodotà

Il complicato rapporto tra le Brigate Rosse e l’entourage del Pci, alla luce delle dichiarazioni di Stefano Rodotà

A chiunque capita di avere un parente bizzarro in famiglia: la classica “pecora nera” che desta però benevola simpatia o affetto.
Nei primi anni ’70 (e a quanto pare tutt’oggi), il Pci e il suo entourage si relazionarono in modo “affettuoso”, non per forza ostico, con le Brigate Rosse: dopo il delitto Moro questa concezione parve scomparire, salvo attualmente riaffiorare inquietante in una frase di Rodotà; in contrasto con la Tav, il politico affermava che l’allineamento delle nuove Br a confronto dello sciopero è “deprecabile ma comprensibile”.
In seguito l’ex membro del Pci si è scusato, ma il lapsus freudiano è lampante.

Piero Fassino ha onestamente descritto il comportamento del Pci in quegli anni.

«a volte, le nostre intenzioni erano confuse. Mentre alcuni compagni pensavano a una congiura di forze reazionarie, in altri la condanna del terrorismo era, come dire?, soltanto tattica. Secondo questi ultimi compagni, il terrorista sbagliava unicamente perché la forma di lotta che aveva scelto era “controproducente” e faceva il gioco del padrone. Mancava in molti di noi un giudizio negativo della violenza, da rifiutare sempre, in sé e per sé. E c’erano anche, guai a non riconoscerlo!, gruppi sia pure isolati di nostri compagni che dicevano di certe vittime: “Gli sta bene!”. Accadde, ad esempio, per il sequestro Amerio. Quest’ultima posizione si espresse nella formula: “I terroristi sono compagni che sbagliano”. Lo slogan imperversò per un paio d’anni, fino al 1977, contrapponendosi alla tesi della congiura».

Allo stesso ragionamento è arrivato Giorgio Amendola nel 1979.

«L’errore iniziale compiuto dal sindacato è stato quello di non denunciare immediatamente il primo atto di violenza teppistica compiuto in fabbrica, come quello compiuto nelle scuole. L’errore dei comunisti è stato quello di non aver criticato apertamente, fin dal primo momento, questo comportamento, per un’accettazione supina dell’autonomia sindacale e per non estraniarsi dai cosiddetti movimenti».

La terminologia dei “compagni che sbagliano” era differente, ma simile a “sedicenti Brigate Rosse”: da una parte c’era che un rifiuto non totale della violenza(e considerava i primi atti terroristici come una banale provocazione), dall’altra si sosteneva che le Brigate Rosse fossero un’emanazione di servizi segreti deviati(lo scopo era screditare il Pci nel suo progresso elettorale), talvolta analizzando, caso per caso, i teatri degli omicidi.
In effetti, secondo il politologo Giorgio Galli, il “caso Moro” fu pieno di curiose incongruenze (alcune lettere dello statista contenevano frasi insensate se non intese come messaggi subliminali ed inoltre fu clamorosa l’irruzione nel paese di Gradoli, quando Moro era prigioniero in Via Gradoli, a Roma) ed anche l’omicidio Ruffilli (che già minacciato, aprì incautamente la porta a dei finti postini, quando di sabato il servizio postale è notoriamente fermo, e fu ucciso in ginocchio come in un’esecuzione).

Spesso non solo i politici occhieggiavano al movimento delle Brigate Rosse, ma addirittura importanti intellettuali (Leonardo Sciascia, Alberto Moravia ed Eugenio Montale): nel 1977 a Torino alcuni membri della giuria popolare si rifiutarono di partecipare al processo contro Renato Curcio, il fondatore delle Br.
In quest’occasione Sciascia lanciò discutibili dichiarazioni (criticate fortemente dal Partito Comunista), in nome di un pensiero individualista..

«che, non fosse stato per il dovere di non aver paura, avrei rifiutato pure, cercando un medico che con compiacenza mi certificasse un’affezione da sindrome depressiva»

Sciascia o probabilmente Moravia, lanciò la celeberrima dichiarazione “ ne con lo stato ne con le Br”, ripudiando uno stato ed una classe dirigente che non amavamo o apprezzavano.

Prima del caso di Stefano Rodotà, l’ultima affermazione di un membro comunista, occhieggiante alla Brigate Rosse, appartenne a Rossana Rossanda (fondatrice del “Manifesto” ed espulsa dal Pci): la politica disse le seguenti affermazioni, addirittura sei giorni dopo il rapimento d’Aldo Moro.

« Chiunque sia stato comunista negli anni Cinquanta riconosce di colpo il nuovo linguaggio delle BR. Sembra di sfogliare l’album di famiglia: ci sono tutti gli ingredienti che ci vennero propinati nei corsi Stalin e Zdanov di felice memoria. Il mondo, imparavamo allora, è diviso in due. Da una parte sta l’imperialismo, dall’altra il socialismo. L’imperialismo agisce come centrale unica del capitale monopolistico internazionale (allora non si diceva “multinazionali”). Gli Stati erano il “comitato d’affari” locale dell’imperialismo internazionale. In Italia il partito di fiducia – l’espressione è di Togliatti – ne era la DC. In questo quadro, appena meno rozzo e fortunatamente riequilibrato dalla “doppiezza”, cioè dall’intuizione del partito nuovo, dalla lettura di Gramsci, da una pratica di massa diversa, crebbe il militarismo comunista degli ani cinquanta. Vecchio o giovane che sia il tizio che maneggia la famosa Ibm, il suo schema è veterocomunismo puro. Cui innesta una conclusione che invece veterocomunista non è: la guerriglia. »

L’asserzione almeno imbarazzante provocò le giuste proteste del moderato del Pci: Emanuele Macaluso.

“io non so quale album conservi Rossana Rossanda: è certo che in esso non c’è la fotografia di Togliatti; né ci sono le immagini di milioni di lavoratori e di comunisti che hanno vissuto le lotte, i travagli e anche le contraddizioni di questi anni. […] Una tale confusione e distorsione delle nostre posizioni da parte degli anticomunisti di destra e di sinistra è veramente impressionante”.

L’atteggiamento d’alcuni membri del Pci di allora, rammenta quello avuto dalle potenze occidentali nei confronti delle prime mosse di Hitler: l’errata concezione di un movimento innocuo.
Hitler tuttavia non mostrava ancora la sua politica di sterminio verso gli ebrei, mentre l’impronta sanguinaria delle Br era già chiaramente presente.
Alla luce di questi episodi, la frase di Rodotà potrebbe apparire realmente un lapsus freudiano, per non dire un’intenzionale ed ambigua asserzione.

 

 

Modificato da mark222220

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

Inviata (modificato)

I due allocchi con i quali ho perso fin troppo tempo a discutere non hanno ancora capito, a quanto pare, nemmeno i termini elementari della questione. Ho scritto che la definizione dei brigatisti rossi come "compagni che sbagliano" in realtà non è attribuibile a nessuno degli esponenti di rilievo della sinistra negli anni di piombo. Infatti i due allocchi, dopo estenuanti ricerche, non ne hanno trovato nemmeno uno. Hanno trovato solo articoli dell'epoca o posteriori i cui autori non hanno mai condiviso quella definizione ma l'hanno citata solo per criticarla (giustamente perché è una definizione ipocrita e assurda). Questi autori sostengono che all'epoca era molto frequente, nella sinistra, giustificare o minimizzare la lotta armata (perché una cosa è un errore, uno "sbaglio", altra cosa è un crimine) ed esprimere nel contempo una certa vicinanza politica con i brigatisti. Però nessuno fa il nome di qualcuno che abbia davvero detto "io penso che i brigatisti siano compagni che sbagliano" o una frase esprimente il medesimo concetto. Ammesso, e non concesso, che quel pensiero o quel giudizio fosse molto diffuso nella sinistra, dovrebbe essere facile associargli nomi e cognomi. E invece non se ne trova nemmeno uno! E men che meno lo trovano i due allocchi.

Nell'ultimo post il falsario pisano cita un articolo spazzatura in cui, con un metodo tipico del giornalismo spazzatura, si attribuisce implicitamente al compianto Stefano Rodotà, nel titolo, proprio quel giudizio sui "compagni che sbagliano". Poi, leggendo, si scopre che la frase incriminata, della quale peraltro Rodotà si scusò, non riguardava atti criminali ma l'appoggio (non richiesto) delle Nuove Br al movimento No-TAV (dichiarato da alcuni brigatisti detenuti). Ma figuriamoci se un rigoroso maestro del diritto e del pensiero laico come Rodotà potesse minimamente giustificare o minimizzare il terrorismo. Roba da matti!  Nello stesso articolo spazzatura lo slogan "né con lo Stato né con le Br" viene attribuito a Sciascia o a Moravia (due ben note bufale: come ho scritto, quello che fu dipinto come uno slogan eversivo era il semplice posizionamento politico di LC, da sempre schierata in modo non violento sia contro lo Stato sia contro il terrorismo). Nella sua crassa ignoranza l'anonimo autore di questa immondizia addirittura accosta alle Br il più grande poeta italiano del '900, Eugenio Montale. Roba da matti! La cosa, per chi come l'umile sottoscritto ha letto quasi tutte le splendide poesie di questo premio Nobel, suona perfino più ridicola dell'accostamento di Lucio Battisti e del poeta Mogol al fascismo per via di quei famosi boschi di braccia tese che qualche decerebrato interpretò come boschi di saluti romani. Tutto nasce da un'intervista in cui fu chiesto all'80enne Montale se avrebbe eventualmente accettato di fare il giudice popolare nel processo contro i capi storici delle Br. Le quali avevano appena ucciso il difensore d'ufficio nominato dal Tribunale. "Credo di no - rispose il poeta con il suo tipico candore - sono un uomo come gli altri, non un eroe". Dopodiché i decerebrati dipinsero Montale quasi come un fiancheggiatore delle Br. Ecco, in quel clima di grande disinformazione e distorsione della realtà rientra anche la bufala o la leggenda metropolitana dei "compagni che sbagliano". Come ho scritto, una cosa del genere può averla detta solo qualche ipocrita sinistronzo incapace di ammettere apertamente un suo feeling con i terroristi e i loro metodi. Ma io sono certo che mai e poi mai Enrico Berlinguer e tutti gli altri nomi di spicco della sinistra dell'epoca dissero una cosa del genere. Sfido i due allocchi a dimostrare il contrario. Non posso escludere del tutto che qualcuno la pensò (certo non Berlinguer). Ma nel mio personalissimo Confiteor laico i peccati sono solo quelli in parole, opere e omissioni. 

Modificato da fosforo311

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

Alla lista di coloro che hanno vissuto in prima persona quegli anni

MASSIMO FINI

SINISTRA ITALIANA

GIORGIO BOCCA

RAFFAELE MAROTTA

FERDINANDO IMPOSIMATO

si aggiunge la voce autorevolissima di Gianni Oliva, che rifila un nuovo terrificante scapaccione al cialtronissimo peracottaro seriale fosforo31

https://giannioliva.it/2019/04/30/il-terrorismo-prospero-grazie-a-chi-diceva-compagni-che-sbagliano/

La pertinace battaglia del cialtronissimo peracottaro seriale fosforo31 contro la realtà dimostra chiaramente quanto Madre Natura sia stata matrigna dei confronti del cazzaro napoletano.

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

Crea un account o accedi per commentare

È necessario essere registrati per poter lasciare un messaggio

Crea un account

Non sei ancora iscritto? Registrati subito


Registra un nuovo account

Accedi

Hai già un account? Accedi qui.


Accedi ora

© Italiaonline S.p.A. 2022Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963