Macerata e il pensiero di un vero MARCHIGIANO

MACERATA, IL MEIN KAMPF E LU RINALE. 

Alcuni di voi ci hanno scritto nei messaggi: "Aoh, ma sete visto a Macerata?" "Aoh, e non dicete cosa?" Eh, pare facile. Sapete, questa è una pagina leggera. Sfotte, ride, percula, ma in fin dei conti lo fa con bonarietà e, appunto, leggerezza. Invece questa storia è pesante. Tanto pesante, più del piombo delle pallottole. E badate, in fin dei conti questo colossale co.glione che una mattina si sente Charles Bronson, indossa un mantello tricolore e va a fare il giustiziere di mezzogiorno, non è la parte peggiore della storia. Perchè quello che ha fatto è una novità in Italia, ma in fin dei conti in ogni epoca e in ogni angolo del mondo una testa disabitata è più facile da riempire di ***. Lui non è la prima nè l'ultima testa vuota riempita di me,rda.

Il problema è tutto il resto. Il problema siamo noi. Padri di famiglia, o imprenditori, o operai, o laureati, persone all'apparenza rispettabili che cannoneggiano commenti da far tremare i polsi. Chi non ha letto in queste ore un "Ha fatto bene", un "Ce senti cerqua?" un "Peccato che non li ha ammazzati", un "Ce ne vorrebbero 100 come sto ragazzo", un "Per forza che succedono ste cose, non se ne può più". Eh, non se ne può più. E' vero. Se Troisi ci fosse ancora, con Benigni dovrebbe rifare un Non ci resta che piangere, tornare indietro nel tempo e stavolta andare a fermare Zuckerberg, invece di Colombo. 

Chi lo sa se Facebook ci ha reso più bestie, o ci ha solo aiutato a riconoscere negli altri lo stesso marcio che avevamo dentro, così invece di vergognarcene ne siamo diventati orgogliosi?
Orgogliosi come Luca, che esce dalla caserma col petto in fuori, lo sguardo fiero, e magari altre teste riempite di *** penseranno "Pure io voglio essere come lui". Magari sperando in un riscatto da una vita vuota come quella stanza, col Mein Kampf sulla scrivania e lu rinale sotto al comodino.

Fatto sta che Macerata, la colta, universitaria, "sferisterica" Macerata, oggi è nel mondo una Mississippi burning all'italiana. Manca solo il Ku Klux PistaKop, ma è questione di tempo.
Beh, sapete che c'è? Ieri sera m'ero addormentato davanti alla tv, per caso sono finito su un canale per bambini. Passava un cartone animato che si chiama Dixiland. Un iceberg arrivava sulle coste di questa terra popolata di strani animali e mostriciattoli, si scioglieva e dal ghiaccio si risvegliava un triceratopo dell'era glaciale.

 Tutti i personaggi lo accoglievano festosi, ma "Trice" era triste, perchè era diversa da tutti loro. E allora uno dei protagonisti le dice "Non devi essere triste. Qui nessuno è uguale, siamo tutti diversi e nessuno è spazzatura". Ecco, forse questa cosa dell'uguaglianza con cui si è illusa la nostra generazione ci ha fatto male. Doveva essere un valore positivo, invece è rimasto solo sulla carta. Non ce n'è traccia nel mondo in cui viviamo. In compenso ci ha portato a distinguere tutto in "noi" e "loro".

Meglio allora che i piccoli di oggi credano a Dixiland, dove tutti sono diversi e nessuno è spazzatura. Magari andrà meglio del mare di *** in cui stiamo precipitando tutti insieme, con lo smartphone in mano. Forse c'è ancora una speranza contro questo abisso di degrado, degrado vero, non quello postmezzadrile, che almeno fa ridere. Anche perchè, in caso contrario, la *** ci seppellirà tutti. E a quel punto saremo tutti neri e non sapremo a chi *** sparare.

BaS

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