La Zanicchi e il nucleare

Vi ricordate i primi mesi del 2011, governo Berlusconi, prima del disastro di Fukushima dell'11 marzo? C'era stato un memorandum di intesa con la Francia che prevedeva la costruzione in Italia di 4 grandi reattori EPR, con l'opzione di ulteriori 6 se non ricordo male. Ma era previsto un referendum promosso da quei rompiscatole degli ambientalisti e dell'Italia dei valori di Di Pietro. E allora non eri libero di accendere la tv che ti imbattevi in un dibattito sul nucleare platealmente sbilanciato dalla parte dell'atomo, o addirittura in uno spot pro nucleare mascherato da campagna informativa. Tipo questo:

https://youtu.be/R29l7GkBl64

Notate che il nuclearista ha i pezzi bianchi ma risponde sempre alle obiezioni del nero avendo sempre l'ultima parola. Poi arrivò Fukushima, la fusione del nocciolo in tutti e tre i reattori attivi, 200mila persone evacuate, l'incubo della nube radioattiva e dell'esodo biblico da Tokyo (evitato grazie ai venti favorevoli) e in Italia crollò tutto come un castello di carta. Il governo tentò disperatamente di annullare il referendum, prevedendo la scoppola, ma la Cassazione e la Consulta non cedettero e la posizione nuclearista fu affondata dal 94% degli elettori.

Ebbene, oggi mi sembra quasi di rivivere quel periodo. Il governo Draghi ha vergognosamente appoggiato la Francia sull'introduzione del nucleare nella tassonomia verde europea, infischiandosene altamente dell'oggettività dei fatti (il nucleare non è una fonte green) e della volontà espressa dal popolo sovrano (anche nel referendum del 1987). E la crisi energetica viene usata per dipingere il nucleare esattamente per quello che non è, ovvero come un'energia verde, economica, assolutamente sicura e rapidamente implementabile come antidoto al caro bollette. Tutto falso, nulla di più falso!

L'ultimo spot l'ha confezionato stasera su Rete4, nel programma Dritto e Rovescio, la nota esperta Iva Zanicchi. La quale, lamentandosi delle salate bollette della luce e del gas pervenute a lei e a una sua sorella pensionata al minimo, ha invocato con la sua bella voce di aprire centrali nucleari in Italia. E, data l'urgenza, ha implorato che venisse riaperta subito almeno una di quelle che già abbiamo, pronta all'uso dalle sue parti in Emilia. Ha detto: "Riapriamo subito la centrale di Caorle!". Per fortuna non abbiamo vecchie centrali atomiche nella laguna veneta (con l'acqua alta avremmo rischiato un'altra Fukushima): la cantante atomica si riferiva alla centrale dismessa di Caorso, in provincia di Piacenza, chiusa 36 anni fa. Roba da matti! Nessuno dei presenti in studio le ha fatto notare che sarebbe più facile e più rapido restaurare il Colosseo e trasformarlo in un moderno stadio da 80mila posti per la Roma e la Lazio. Oppure ripristinare tutte le meravigliose funzioni del meccanismo di Antikythera (l'originale). Una delle più mirabili creazioni dell'ingegno umano, il computer analogico dei Greci. Peccato che sia rimasto sott'acqua per oltre 20 secoli prima di essere ripescato nel 1900, e ci volle un altro secolo e passa per capirne il funzionamento. Prevedo un prossimo dibattito sul nucleare sulle reti del Biscione, con due illustri addetti ai lavori a perorare l'assoluta necessità di tornare all'atomo: il fisico nucleare prof. Gene Gnocchi e l'ingegnere nucleare prof. Gerry Scotti. 

Modificato da fosforo311

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6 messaggi in questa discussione

Diamo la parola a ISCENZIATI

https://ec.europa.eu/***/sites/default/files/business_economy_euro/banking_and_finance/documents/210329-jrc-report-nuclear-energy-assessment_en.pdf

ISCENZIATI a pagina 186 scrivono

if health impacts due to normal operation of the various electricity generation technologies are
compared, then nuclear energy has the lowest values, both for premature fatalities (caused e.g. by air
pollution) and for accident fatalities (e.g. workplace accidents)

if severe accident fatality rates are compared (see Figure 3.5-1), then the current Western Gen II NPPs
have a very low fatality rate (≈510 -7 fatalities/GWh). This value is much smaller than that characterizing
any form of fossil fuel-based electricity production technology and comparable with hydropower in OECD
countries and wind power

these latest technology developments are reflected in the very low fatality rate for the Gen III EPR design
(≈810 -10 fatalities/GWh, see Figure 3.5-1). The fatality rates characterizing state-of-the art Gen III NPPs
are the lowest of all the electricity generation technologies

ISCENZIATI a pagina 188 scrivono

it can therefore be concluded that all potentially harmful impacts of the various nuclear energy
lifecycle phases on human health and the environment can be duly prevented or avoided. The
nuclear energy-based electricity production and the associated activities in the whole nuclear fuel
cycle (e.g. uranium mining, nuclear fuel fabrication, etc.) do not represent significant harm to any
of the TEG objectives, provided that all specific industrial activities involved fulfil the related
Technical Screening Criteria

 

 

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8 ore fa, ilsauro24ore ha scritto:

Diamo la parola a ISCENZIATI

https://ec.europa.eu/***/sites/default/files/business_economy_euro/banking_and_finance/documents/210329-jrc-report-nuclear-energy-assessment_en.pdf

ISCENZIATI a pagina 186 scrivono

if health impacts due to normal operation of the various electricity generation technologies are
compared, then nuclear energy has the lowest values, both for premature fatalities (caused e.g. by air
pollution) and for accident fatalities (e.g. workplace accidents)

if severe accident fatality rates are compared (see Figure 3.5-1), then the current Western Gen II NPPs
have a very low fatality rate (≈510 -7 fatalities/GWh). This value is much smaller than that characterizing
any form of fossil fuel-based electricity production technology and comparable with hydropower in OECD
countries and wind power

these latest technology developments are reflected in the very low fatality rate for the Gen III EPR design
(≈810 -10 fatalities/GWh, see Figure 3.5-1). The fatality rates characterizing state-of-the art Gen III NPPs
are the lowest of all the electricity generation technologies

ISCENZIATI a pagina 188 scrivono

it can therefore be concluded that all potentially harmful impacts of the various nuclear energy
lifecycle phases on human health and the environment can be duly prevented or avoided. The
nuclear energy-based electricity production and the associated activities in the whole nuclear fuel
cycle (e.g. uranium mining, nuclear fuel fabrication, etc.) do not represent significant harm to any
of the TEG objectives, provided that all specific industrial activities involved fulfil the related
Technical Screening Criteria

Ma che statistica del cavolo è mai questa! È come confrontare la frequenza degli incidenti su tre automobili nuovissime e costosissime con quella rilevata per decenni su un parco auto di decine di migliaia di vetture, anche risalenti agli anni '50. I reattori EPR di terza generazione oggi operativi nel mondo sono tre, anzi due perché quello di Olkiluoto è stato allacciato alla rete ma funziona a potenza ridotta e sarà operativo sul piano commerciale solo tra qualche mese. I due EPR della centrale cinese di Taishan sono entrati in esercizio a fine 2018 e a fine 2019, il primo ha avuto seri problemi ed è stato spento l'estate scorsa, non mi risulta che sia stato riacceso. Anzi le ultime notizie parlano di problemi più gravi di quanto si pensava:

https://thediplomat.com/2021/12/safety-concerns-mount-over-damaged-fuel-rods-at-chinas-taishan-nuclear-plant/

Ha ben poco senso stimare un tasso di fatalità per GWh degli EPR quando l'energia complessiva finora erogata sarà stata di una trentina di TWh scarsi, a fronte di circa 24mila TWh annui prodotti dalle innumerevoli centrali elettriche non nucleari sparse sul pianeta. D'altra parte gli incidenti gravi nelle centrali atomiche sono molto rari ma quando avvengono sono cavoli amari. E gli effetti sono difficili da valutare. Chi può dire quanti tumori mortali hanno causato le ingenti quantità di radiazioni rilasciate a suo tempo a Chernobyl? Ma anche quelle di Fukushima e Three Mile Island. Tra l'altro pare che il nocciolo del reattore 4 di Chernobyl, sebbene annegato sotto il colossale "sarcofago" di cemento armato, abbia ripreso spontaneamente a fissionarsi:

https://www.quotidiano.net/esteri/chernobyl-riprese-reazioni-fissione-1.6343177

Per non parlare del problema delle scorie. Quelle dei reattori di III generazione sono particolarmente attive. Chi può dire che nei prossimi 200mila anni non ci sarà nessuna fuga letale di radiazioni da un deposito geologico o da un deposito artificiale dimenticato? Solo allora potremo cominciare a fare statistiche definitive. 

Sugli "scienziati" del JRC, cioè dell'Euratom, cedo la parola a Mycle Scheneider, curatore del World Nuclear Industry Status Report, intervistato dal FQ per il numero in edicola del mensile Millennium, dedicato alla bufala europea dell'atomo verde:

Le conclusioni del rapporto potrebbero essere riassunte in questo modo: se tutti i problemi relativi al nucleare fossero risolti, allora sarebbe una fonte di energia sostenibile. Un po' assurdo no? Abbiamo dimenticato che il nome originale del JRC era Joint Nuclear Research Center, fondato all'interno del trattato Euratom... Hanno solo cambiato nome, togliendo il termine "nucleare". La Commissione ha chiesto proprio a loro di valutare la sostenibilità del nucleare. Ma quelle persone stanno ancora facendo ricerche nucleari. Questo è chiaramente un enorme conflitto di interessi. Per questo è chiaro che già alla base del processo decisionale ci sono interessi di parte. 

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comunque  per  i proletari  consumatori  di energia  elettrica  francesi, per  quello  che  io so,   il prezzo  che  pagano  non  è poi  così  inferiore  a  quello  nostrano... 

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11 ore fa, barbablu16 ha scritto:

comunque  per  i proletari  consumatori  di energia  elettrica  francesi, per  quello  che  io so,   il prezzo  che  pagano  non  è poi  così  inferiore  a  quello  nostrano... 

In effetti qui leggiamo che in Francia un appartamentino di 60 mq pagava in media ben 1000 euro l'anno di bolletta elettrica prima della crisi energetica, 2000 euro una casa di 140 mq.  Anche se va detto che in molte case francesi il riscaldamento è elettrificato, spesso anche la cucina, quindi sommando le bollette della luce e del gas siamo più o meno sui livelli italiani, anzi qui al Sud, dove fa meno freddo, io pago di meno. 

https://www.startmag.it/energia/francia-prezzi-energia-bollette/

Ora lo Stato francese controlla la EDF, la quale controlla tutti i 56 reattori nucleari francesi e tutti gli 11 reattori del Regno Unito. Quindi lo Stato ha imposto a EDF un calmiere del prezzo dell'energia. Esattamente come avviene nelle economie centralizzate, dove i prezzi non li fa il mercato ma lo Stato. Purtroppo, però, in Francia esiste la Borsa. La produzione nucleare francese è in calo (infatti la Cina le ha soffiato il secondo posto mondiale): 10 vecchi reattori sono fermi, di altri 3 è annunciato il fermo. La EDF si finanzia in Borsa ma è pesantemente indebitata. S&P ha declassato il titolo di EDF Energy in UK a livello "spazzatura", il calmiere del prezzo energetico ha causato un ulteriore tonfo in Borsa.  La EDF si trova costretta a tenere in esercizio anche i più  vecchi impianti di un parco di reattori progettati per funzionare 40 anni ma con un'età media di quasi 37 anni (credo che solo gli USA oggi stiano peggio con oltre 41 anni di media). Questo richiede pesanti e costosi interventi di manutenzione e aggiornamento. Per giunta, anche se nessuno lo dice, il prezzo dell'uranio è anch'esso in crescita: dai 20-30 dollari la libbra nel quinquennio 2016-2020 agli attuali 44 dollari, ma ha anche superato i 50. Credo proprio che se il parlamento europeo bocciasse l'inclusione del nucleare nella tassonomia verde, EDF rischierebbe la bancarotta, come già accadde ad Areva. 

Modificato da fosforo311

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questa è la fine che fanno le donne

che credono nel nucleare

 

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