Una volta tanto, finalmente, della bella televisione!

Poche cose vengono invidiate nel mondo a noi italiani, tra queste certamente la musica e il canto. Certo siamo molto decaduti anche in questo campo, ma non solo per colpa nostra. La canzone moderna è quasi tutta in inglese: noi, i francesi e gli spagnoli raccogliamo le briciole. Sono remoti i tempi in cui un giovanissimo Mozart doveva venire in Italia per studiare e perfezionarsi e per poi comporre le sue opere più belle su libretti in italiano. Ma ancora un gigante del secolo scorso, Leonard Bernstein, dichiarava che l'unico rimpianto della sua vita era il non avere potuto studiare al Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli. Tuttavia il tempo non riesce a erodere una montagna e qualcosa resta di quella immensa e gloriosa tradizione. Ieri sera ho avuto modo di consolarmi per questo, ma anche per molto di più.

Per puro caso mi sono imbattuto su Rai3 nella prima tv di un film stupendo, emozionante, sicuramente il più bel docufilm che abbia visto negli ultimi 20 anni. Titolo: Una vita, cento vite. Una biografia, anzi un'avvincente autobiografia di Caterina Caselli, grande grandissima cantante, donna, imprenditrice musicale, e con essa uno spaccato meraviglioso, coinvolgente e imperdibile della musica leggera italiana dalla metà dei mitici anni '60 a oggi. Il casco d'oro della beat generation della canzone italiana era un talento straordinario, sapeva anche ballare, suonare, recitare, ed ebbe successo anche all'estero, ma a nemmeno 30 anni decise di ritirarsi quasi del tutto dal palcoscenico per abbracciare con altrettanto successo la carriera di produttrice discografica insieme al marito, ma soprattutto di talent scout musicale. Umberto Tozzi, Elisa, Bocelli, e gli indimenticabili Pierangelo Bertoli e Giuni Russo tra gli innumerevoli talenti lanciati o valorizzati da Caterina Caselli. Nel film la vediamo cantare negli anni d'oro con Gaber, Guccini, un giovanissimo Battiato, e ci godiamo alcune perle di Morricone e Paolo Conte, assolutamente imperdibili per chi ama la musica.

Voglio ringraziare, una volta tanto, la RAI per avere mandato in onda questo film recentissimo, disponibile anche in streaming su RaiPlay. Ma soprattutto per avervi dato un contributo fondamentale con innumerevoli, rari e preziosi filmati del suo archivio storico. È un film che raccomando a tutti gli amanti della musica e della canzone italiana. Agli anziani che potranno emozionarsi con le immagini e le stupende canzoni degli anni ruggenti, ma soprattutto ai giovani che potranno farsi un'idea del fervore artistico e della creatività che un tempo animavano questo paese e che oggi purtroppo abbiamo in gran parte smarrito. 

https://youtu.be/t1PzrkxmlkU

Modificato da fosforo311
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17 messaggi in questa discussione

S'è dimenticato di dire che era anche una  gnocca stupenda, sig. Fosforo.

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50 minuti fa, fosforo311 ha scritto:

Un altro esempio dell'internazionalità della canzone napoletana:

https://youtu.be/HzIDVeQmYOo

 

Bravissimi cantanti ma che palle funiculi funicola...Non mi ci riconosco, preferisco il Progressive inglese, specie quello dei primi anni 70.

xD

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6 ore fa, fosforo311 ha scritto:

È un film che raccomando a tutti gli amanti della musica e della canzone italiana. Agli anziani che potranno emozionarsi con le immagini e le stupende canzoni degli anni ruggenti, ma soprattutto ai giovani che potranno farsi un'idea del fervore artistico e della creatività che un tempo animavano questo paese e che oggi purtroppo abbiamo in gran parte smarrito. 

https://youtu.be/t1PzrkxmlkU

Ma nella seconda metà anni 60  le migliori canzoni non erano delle cover di canzoni inglesi? Quelle della Caselli, dei Dick Dick (Senza luce), etc.?

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Questa è la mia canzone preferita della Caselli. Vincitrice del Cantagiro 1968, n.37 nella mia personalissima classifica delle 50 canzoni più belle di sempre. Come è noto è una cover (da The Days of Pearly Spencer di David McWilliams) ma all'epoca le facevamo più belle degli originali (anche a giudizio di molti anglosassoni). La mia opinione è che canzoni così purtroppo non se ne fanno più. A volte mi chiedo che accadrebbe se una canzone così fosse presentata a un Sanremo dei nostri tempi. A Napoli diciamo: se ne caresse 'o tiatro! 

https://youtu.be/RrAEnKveVco

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9 minuti fa, fosforo311 ha scritto:

La mia opinione è che canzoni così purtroppo non se ne fanno più. A volte mi chiedo che accadrebbe se una canzone così fosse presentata a un Sanremo dei nostri tempi. A Napoli diciamo: se ne caresse 'o tiatro! 

https://youtu.be/RrAEnKveVco

Ce ne stanno a migliaia molto, molto più belle. Pure la versione inglese fa ca.gare.

Non sono tra i miei favoriti, ma qualunque canzone di Baglioni o i  Pooh, senza scomodare Vasco Rossi o Paolo Conte o Gianni Bella o Lucio Battisti, é nettamente più bella e cantata meglio di questa.

Una cosa é certa però: proprio per questo a Sanremo farebbe un'ottima figura.

Modificato da lelotto2

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1 minuto fa, lelotto2 ha scritto:

Ce ne stanno a migliaia molto, molto più belle. Pure la versione inglese fa ***.

Non sono tra i miei favoriti, ma qualunque canzone di Baglioni o i  Pooh, senza scomodare Vasco Rossi o Paolo Conte o Gianni Bella o Lucio Battisti, é nettamente più bella e cantata meglio di questa.

Una cosa é certa però: proprio per questo a Sanremo farebbe un'ottima figura, proprio perché é brutta

De gustibus... 

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6 ore fa, fosforo311 ha scritto:

 

Caterina Caselli, grande grandissima cantante

Il casco d'oro della beat generation della canzone italiana era un talento straordinario

la Caselli grandissima cantante??? :o:o    (Ma mi faccia il piacere...''-Toto')

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1 minuto fa, lelotto2 ha scritto:

la Caselli grandissima cantante??? :o:o    (Ma mi faccia il piacere...''-Toto')

De gustibus...

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Una scena cult da un altro film inserita nel film della Caselli: 

https://youtu.be/MqcrUsH_t88

E questa è la canzone originale, testo di Vito Pallavicini, musica di Paolo Conte.

Vediamo come la valuta Lelotto.

Per me è uno dei capolavori assoluti della canzone italiana.

Anche se, per motivi miei, preferisco Il volto della vita. 

https://youtu.be/B57Zz1GUbOc

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1 ora fa, fosforo311 ha scritto:

Una scena cult da un altro film inserita nel film della Caselli: 

https://youtu.be/MqcrUsH_t88

E questa è la canzone originale, testo di Vito Pallavicini, musica di Paolo Conte.

Vediamo come la valuta Lelotto.

Per me è uno dei capolavori assoluti della canzone italiana.

Anche se, per motivi miei, preferisco Il volto della vita. 

https://youtu.be/B57Zz1GUbOc

Ma quante ne conosci di canzoni italiane? Una sessantina in tutto?

Basta prendere un LP dei Pooh, scelgo Parsifal, oppure l'LP di Don Backy mi pare del 1973 ( e pure senza l'Immensità che già basterebbe) e facciamo due o tre salti di categoria. 

Insomma...i capolavori sono altri.

Come dici tu de gustibus, per carità. Sono opinioni.

E ho preso un gruppo e un autore di certo non ai vertici dei miei gusti. Io sono più per la P.F.M. rimanendo in Italia, quelli sì che sono capolavori veri.

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18 ore fa, fosforo311 ha scritto:

Poche cose vengono invidiate nel mondo a noi italiani, tra queste certamente la musica e il canto. Certo siamo molto decaduti anche in questo campo, ma non solo per colpa nostra. La canzone moderna è quasi tutta in inglese: noi, i francesi e gli spagnoli raccogliamo le briciole. Sono remoti i tempi in cui un giovanissimo Mozart doveva venire in Italia per studiare e perfezionarsi e per poi comporre le sue opere più belle su libretti in italiano. Ma ancora un gigante del secolo scorso, Leonard Bernstein, dichiarava che l'unico rimpianto della sua vita era il non avere potuto studiare al Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli. Tuttavia il tempo non riesce a erodere una montagna e qualcosa resta di quella immensa e gloriosa tradizione. Ieri sera ho avuto modo di consolarmi per questo, ma anche per molto di più.

Per puro caso mi sono imbattuto su Rai3 nella prima tv di un film stupendo, emozionante, sicuramente il più bel docufilm che abbia visto negli ultimi 20 anni. Titolo: Una vita, cento vite. Una biografia, anzi un'avvincente autobiografia di Caterina Caselli, grande grandissima cantante, donna, imprenditrice musicale, e con essa uno spaccato meraviglioso, coinvolgente e imperdibile della musica leggera italiana dalla metà dei mitici anni '60 a oggi. Il casco d'oro della beat generation della canzone italiana era un talento straordinario, sapeva anche ballare, suonare, recitare, ed ebbe successo anche all'estero, ma a nemmeno 30 anni decise di ritirarsi quasi del tutto dal palcoscenico per abbracciare con altrettanto successo la carriera di produttrice discografica insieme al marito, ma soprattutto di talent scout musicale. Umberto Tozzi, Elisa, Bocelli, e gli indimenticabili Pierangelo Bertoli e Giuni Russo tra gli innumerevoli talenti lanciati o valorizzati da Caterina Caselli. Nel film la vediamo cantare negli anni d'oro con Gaber, Guccini, un giovanissimo Battiato, e ci godiamo alcune perle di Morricone e Paolo Conte, assolutamente imperdibili per chi ama la musica.

Voglio ringraziare, una volta tanto, la RAI per avere mandato in onda questo film recentissimo, disponibile anche in streaming su RaiPlay. Ma soprattutto per avervi dato un contributo fondamentale con innumerevoli, rari e preziosi filmati del suo archivio storico. È un film che raccomando a tutti gli amanti della musica e della canzone italiana. Agli anziani che potranno emozionarsi con le immagini e le stupende canzoni degli anni ruggenti, ma soprattutto ai giovani che potranno farsi un'idea del fervore artistico e della creatività che un tempo animavano questo paese e che oggi purtroppo abbiamo in gran parte smarrito. 

https://youtu.be/t1PzrkxmlkU

... TUTTE LE VOLTE CHE SI PARLA DI WOLFGANG AMADEUS MOZART , PER ME , E' UN PUGNO NELLO STOMACO .... BUTTATO IN UNA FOSSA COMUNE , MA SALISBURGO VIVE DI MOZART !! AL CINEMA HO VISTO APPLAUDIRE SOLO DUE VOLTE , PER " L'ALBERO DEGLI ZOCCOLI " DI ERMANNO OLMI E PER " AMADEUS " DI MILOS FORMAN ! E' UN'ONTA ETERNA PER GLI AUSTRIACI !!

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19 ore fa, fosforo311 ha scritto:

Poche cose vengono invidiate nel mondo a noi italiani, tra queste certamente la musica e il canto. Certo siamo molto decaduti anche in questo campo, ma non solo per colpa nostra. La canzone moderna è quasi tutta in inglese: noi, i francesi e gli spagnoli raccogliamo le briciole. Sono remoti i tempi in cui un giovanissimo Mozart doveva venire in Italia per studiare e perfezionarsi e per poi comporre le sue opere più belle su libretti in italiano. Ma ancora un gigante del secolo scorso, Leonard Bernstein, dichiarava che l'unico rimpianto della sua vita era il non avere potuto studiare al Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli. Tuttavia il tempo non riesce a erodere una montagna e qualcosa resta di quella immensa e gloriosa tradizione. Ieri sera ho avuto modo di consolarmi per questo, ma anche per molto di più.

Per puro caso mi sono imbattuto su Rai3 nella prima tv di un film stupendo, emozionante, sicuramente il più bel docufilm che abbia visto negli ultimi 20 anni. Titolo: Una vita, cento vite. Una biografia, anzi un'avvincente autobiografia di Caterina Caselli, grande grandissima cantante, donna, imprenditrice musicale, e con essa uno spaccato meraviglioso, coinvolgente e imperdibile della musica leggera italiana dalla metà dei mitici anni '60 a oggi. Il casco d'oro della beat generation della canzone italiana era un talento straordinario, sapeva anche ballare, suonare, recitare, ed ebbe successo anche all'estero, ma a nemmeno 30 anni decise di ritirarsi quasi del tutto dal palcoscenico per abbracciare con altrettanto successo la carriera di produttrice discografica insieme al marito, ma soprattutto di talent scout musicale. Umberto Tozzi, Elisa, Bocelli, e gli indimenticabili Pierangelo Bertoli e Giuni Russo tra gli innumerevoli talenti lanciati o valorizzati da Caterina Caselli. Nel film la vediamo cantare negli anni d'oro con Gaber, Guccini, un giovanissimo Battiato, e ci godiamo alcune perle di Morricone e Paolo Conte, assolutamente imperdibili per chi ama la musica.

Voglio ringraziare, una volta tanto, la RAI per avere mandato in onda questo film recentissimo, disponibile anche in streaming su RaiPlay. Ma soprattutto per avervi dato un contributo fondamentale con innumerevoli, rari e preziosi filmati del suo archivio storico. È un film che raccomando a tutti gli amanti della musica e della canzone italiana. Agli anziani che potranno emozionarsi con le immagini e le stupende canzoni degli anni ruggenti, ma soprattutto ai giovani che potranno farsi un'idea del fervore artistico e della creatività che un tempo animavano questo paese e che oggi purtroppo abbiamo in gran parte smarrito. 

https://youtu.be/t1PzrkxmlkU

... TUTTE LE VOLTE CHE SI PARLA DI WOLFGANG AMADEUS MOZART , PER ME , E' UN PUGNO NELLO STOMACO .... BUTTATO IN UNA FOSSA COMUNE , MA SALISBURGO VIVE DI MOZART !! AL CINEMA HO VISTO APPLAUDIRE SOLO DUE VOLTE , PER " L'ALBERO DEGLI ZOCCOLI " DI ERMANNO OLMI E PER " AMADEUS " DI MILOS FORMAN ! E' UN'ONTA ETERNA PER GLI AUSTRIACI !!

PER ME , LA NUMERO UNO ERA , E' E RIMANE 

ANNA MARIA MAZZINI , IN ARTE

::::::::::::::::::::::::::::::::: MINA :::::::::::::::::::::::::::

 

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5 ore fa, mariellasikelia ha scritto:

... TUTTE LE VOLTE CHE SI PARLA DI WOLFGANG AMADEUS MOZART , PER ME , E' UN PUGNO NELLO STOMACO .... BUTTATO IN UNA FOSSA COMUNE , MA SALISBURGO VIVE DI MOZART !! AL CINEMA HO VISTO APPLAUDIRE SOLO DUE VOLTE , PER " L'ALBERO DEGLI ZOCCOLI " DI ERMANNO OLMI E PER " AMADEUS " DI MILOS FORMAN ! E' UN'ONTA ETERNA PER GLI AUSTRIACI !!

PER ME , LA NUMERO UNO ERA , E' E RIMANE 

ANNA MARIA MAZZINI , IN ARTE

::::::::::::::::::::::::::::::::: MINA :::::::::::::::::::::::::::

 

D'accordo su Mina, anche per me è lei senza dubbio la n.1 della canzone italiana. Al n.2 io colloco Mia Martini, al n.3, più o meno appaiate, la Caselli e alcune altre. Voglio scandalizzare nuovamente Lelotto: fra queste io colloco Donatella Rettore. De gustibus... La musica leggera si chiama così anche perché non è una scienza esatta. A suo tempo mi piaceva molto anche una meteora ormai dimenticata: Diana Est. 

Mozart è un titano della musica, anche se a lungo lo sottovalutai. Cominciai a rivalutarlo proprio dopo avere visto Amadeus (in tv, negli anni '90).  Film stupendo anche se forse un po' troppo romanzato rispetto alla realtà. Oggi considero Mozart inferiore (di poco) solo al Ludovico van e a Bach. Ma penso che avrebbe potuto superarli se avesse vissuto più di 35 anni. Per me il Don Giovanni è il capolavoro assoluto della musica lirica, come la Nona lo è della sinfonica. È vero che le sue spoglie mortali andarono perdute, ma la storia della fossa comune in cui Mozart sarebbe stato gettato per miseria non è esattamente vera:

https://www.greelane.com/it/humanities/storia--cultura/where-was-mozart-buried-1221267

È invece molto probabile che in una fossa comune ci finì un altro gigante sfortunato, Giacomo Leopardi, a causa dell'epidemia di colera del 1837. La versione del suo amico Ranieri, che vuole le spoglie del sommo poeta  inumate nella chiesa di San Vitale a Napoli (da dove poi furono traslate al Parco Vergiliano nei pressi della presunta tomba di Virgilio) è molto probabilmente falsa:

https://sulsud.it/il-giallo-delle-spoglie-di-leopardi-custodite-nel-parco-vergiliano/

In ogni caso, dal mio personale punto di vista i resti mortali contano poco o nulla. Dipendesse da me, metterei tutti in fosse comuni (o in inceneritori comuni). Siamo fatti di atomi e molecole destinate prima o poi a disperdersi nel miscuglio cosmico della materia. Non esiste la tomba di Gesù, ma se Gesù è esistito, allora è pressoché matematicamente certo che non pochi degli atomi e delle molecole che hanno costituito il suo corpo, perfino il suo sangue e il suo cuore, oggi sono fisicamente presenti in noi, nel nostro corpo. Nel nostro sangue c'è il sangue stesso di Cristo! Questo vale anche nell'ipotesi che Gesù sia asceso al cielo con il suo corpo dopo la risurrezione. Infatti le particelle che costituiscono il corpo umano cambiano e si rinnovano completamente ogni 5 o 7 anni al massimo, e Cristo ha vissuto 33 anni. Nello stesso modo, ci sono in noi reliquie atomiche di Mozart e di Leopardi. Peraltro, Shopenhauer diceva che la Musica è eterna e continuerà ad esistere perfino dopo la fine dell'Universo. Mi piace credere che questo sia vero anche per la Poesia. 

Modificato da fosforo311

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7 ore fa, fosforo311 ha scritto:

D'accordo su Mina, anche per me è lei senza dubbio la n.1 della canzone italiana. Al n.2 io colloco Mia Martini, al n.3, più o meno appaiate, la Caselli e alcune altre. Voglio scandalizzare nuovamente Lelotto: fra queste io colloco Donatella Rettore. De gustibus... La musica leggera si chiama così anche perché non è una scienza esatta. A suo tempo mi piaceva molto anche una meteora ormai dimenticata: Diana Est. 

Mozart è un titano della musica, anche se a lungo lo sottovalutai. Cominciai a rivalutarlo proprio dopo avere visto Amadeus (in tv, negli anni '90).  Film stupendo anche se forse un po' troppo romanzato rispetto alla realtà. Oggi considero Mozart inferiore (di poco) solo al Ludovico van e a Bach. Ma penso che avrebbe potuto superarli se avesse vissuto più di 35 anni. Per me il Don Giovanni è il capolavoro assoluto della musica lirica, come la Nona lo è della sinfonica. È vero che le sue spoglie mortali andarono perdute, ma la storia della fossa comune in cui Mozart sarebbe stato gettato per miseria non è esattamente vera:

https://www.greelane.com/it/humanities/storia--cultura/where-was-mozart-buried-1221267

È invece molto probabile che in una fossa comune ci finì un altro gigante sfortunato, Giacomo Leopardi, a causa dell'epidemia di colera del 1837. La versione del suo amico Ranieri, che vuole le spoglie del sommo poeta  inumate nella chiesa di San Vitale a Napoli (da dove poi furono traslate al Parco Vergiliano nei pressi della presunta tomba di Virgilio) è molto probabilmente falsa:

https://sulsud.it/il-giallo-delle-spoglie-di-leopardi-custodite-nel-parco-vergiliano/

In ogni caso, dal mio personale punto di vista i resti mortali contano poco o nulla. Dipendesse da me, metterei tutti in fosse comuni (o in inceneritori comuni). Siamo fatti di atomi e molecole destinate prima o poi a disperdersi nel miscuglio cosmico della materia. Non esiste la tomba di Gesù, ma se Gesù è esistito, allora è pressoché matematicamente certo che non pochi degli atomi e delle molecole che hanno costituito il suo corpo, perfino il suo sangue e il suo cuore, oggi sono fisicamente presenti in noi, nel nostro corpo. Nel nostro sangue c'è il sangue stesso di Cristo! Questo vale anche nell'ipotesi che Gesù sia asceso al cielo con il suo corpo dopo la risurrezione. Infatti le particelle che costituiscono il corpo umano cambiano e si rinnovano completamente ogni 5 o 7 anni al massimo, e Cristo ha vissuto 33 anni. Nello stesso modo, ci sono in noi reliquie atomiche di Mozart e di Leopardi. Peraltro, Shopenhauer diceva che la Musica è eterna e continuerà ad esistere perfino dopo la fine dell'Universo. Mi piace credere che questo sia vero anche per la Poesia. 

TI CONSIGLIO DI ASCOLTARE " LA MESSA DA REQUIEM " DI MOZART ! E' STATA LA SUA ULTIMA OPERA . BEETHOVEN NON SI DISCUTE  ,UN ALTRO GULLIVER !! QUANDO SONO STATA A BERLINO , PER UNA FORTUNA COINCIDENZA HO AVUTO MODO DI SENTIRE ALLA STAATSOPERA " BERLINER " DEFINITA COSI' LA FILARMONICA DI BERLINO ,L'UNISONO ASSOLUTO . L'UNICA ORCHESTRA AL MONDO I CUI ORCHESTRALI DECIDONO DA CHI VOGLIONO ESSERE DIRETTI E NOI ITALIANI ABBIAMO AVUTO L'ONORE CHE IL MAESTRO CLAUDIO ABBADO E' STATO SCELTO . CONSERVO IL BIGLIETTO COME FOSSE UNA RELIQUIA !

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