Iniziamo a mollare le caldaie a gas.

Iniziamo a mollare le caldaie a gas. L’esempio arriva dalla Gran Bretagna

Mentre l'Unione europea considera il metano una fonte di transizione, il governo britannico anticipa al 2023 la messa al bando dell’installazione di nuove caldaie a gas. Un'impresa enorme, ma indispensabile per il clima e le tasche di cittadini e imprese. 

QualEnergia PRO
 
 
 7 Febbraio 2022  Tags: caldaia a gas, soluzioni casa senza gas, stop fossili

Iniziamo a mollare le caldaie a gas. L’esempio arriva dalla Gran Bretagna

Mentre l'Unione europea considera il metano una fonte di transizione, il governo britannico anticipa al 2023 la messa al bando dell’installazione di nuove caldaie a gas. Un'impresa enorme, ma indispensabile per il clima e le tasche di cittadini e imprese.

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L’Italia è una delle nazioni al mondo che più dipende gas estero: circa 72 miliardi di metri cubi importati nel 2021, contro appena 3,3 autoprodotti.

Ai bei tempi, quando nella prima metà del 2021 il gas naturale in Europa costava circa 20 €/MWh, questa dipendenza dal metano già ci costava intorno ai 14 miliardi di euro l’anno, ma ora che siamo sugli 80 €/MWh subiremo una mazzata micidiale da 70 mld l’anno, come un paio di pesanti manovre statali di fine anno.

Le ragioni dietro questo forte rialzo dei prezzi le abbiamo affrontate su QualEnergia.it più volte, ma il punto interessante è che davanti ad una simile situazione, ragione vorrebbe che chi si trova a dipendere da una risorsa tanto pericolosamente volubile, architettasse in tutta fretta piani e strategie per staccarsene.

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17 messaggi in questa discussione

In Italia, invece, il gas viene difeso a spada tratta, come fanno gli sceicchi con il petrolio (solo che loro greggio ce l’hanno, noi il metano no), e le conseguenze delle bizze del suo prezzo cerchiamo di farle pagare alle rinnovabili, cioè alle uniche fonti che potrebbero tirarci fuori da questo pasticcio.

Roberto Cingolani, il ministro della Transizione ai Fossili, pardon della Transizione Ecologica, vagheggia di immense riserve di gas autoctono che dovrebbero salvarci, preparandosi a semplificare le autorizzazioni per bucherellare ancora l’Adriatico, per spremerne un po’ del metano rimasto e affondare definitivamente Venezia, peraltro dopo non essere riuscito a sbloccare e semplificare quelle che tengono al palo le rinnovabili.

Il “Governo dei Migliori” elabora piani per mettere in comune in tutta Europa gli stoccaggi di metano, forse non avendo afferrato che di gas naturale non ce n’è più abbastanza per l’Europa e l’Asia, e ormai, lo si compri d’estate o d’inverno, costerà sempre caro.

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La Commissione Europea dal canto suo ha decretato che il metano (gas serra 80 volte più potente della CO2) è fonte buona e giusta per la transizione ecologica, mettendo le basi per costruire con prestiti agevolati ulteriori centrali e gasdotti, che ci legheranno ancora di più a un mercato impazzito e a leader autoritari con l’arma del ricatto.

Intanto, mentre l’Europa canta le lodi del metano, Putin è volato a Pechino a firmare il contratto per un nuovo gasdotto, il Power of Siberia 2, che congiungerà la Cina (che ogni anno aumenta i suoi consumi di gas di un volume pari a quelli francesi) alla penisola di Yamal, cioè alla sorgente del metano con cui oggi inonda l’Europa (quando non lo facciamo irritare), e che domani potrebbe prendere la via dell’est.

In questo quadro viene da chiedersi se la Brexit, in fondo, non sia stata una buona idea per gli inglesi. Che c’entra la Brexit?

C’entra, perché alcuni giorni fa il Comitato Business, Energy and Industrial Strategy (BEIS) del governo britannico, ha proposto che la messa al bando dell’installazione di nuove caldaie a metano in Inghilterra e Galles, sia anticipato dal 2025 al 2023. E poi dal 2035 sarà vietata del tutto la vendita di caldaie a gas in Gran Bretagna.

In altre parole, se la loro proposta sarà accettata, fra un anno in UK non si potranno più installare caldaie a gas naturale nelle nuove case, ma si dovranno usare caldaie a biomasse, teleriscaldamento oppure pompe di calore o, in futuro, caldaie a idrogeno.

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Le ragioni? A parte quelle climatiche, la spinta all’anticipo è arrivata da stime degli economisti governativi che prevedono che d’ora in poi le bollette del gas degli inglesi raddoppieranno, arrivando a circa 1.900 sterline l’anno di media, e che dunque è necessario cominciare a forzare le persone a usare sistemi alternativi… “per il loro bene”.

L’impresa si annuncia titanica, visto che il 78% dei riscaldamenti britannici va a gas, che nel 2020 sono state installati 2 milioni di nuove caldaie a metano contro appena 36mila pompe di calore, e che i soldi per ora messi in campo dal governo Johnson per favorire il cambio, cioè 450 milioni di sterline per coprire con un prestito a interessi zero il 50% del costo di una pompa di calore aria-acqua, sono decisamente insufficienti per la valanga di richieste che si prevedono dal 2023 in poi.

Ma imboccare questa strada è inevitabile, visto che i piani climatici governativi prevedevano che dal 2028 in poi si installassero 800mila pompe di calore all’anno, indispensabili per raggiungere l’obbiettivo emissioni nette zero al 2050. Anticipando al 2023 l’inizio della conversione, il processo di decarbonizzazione dei sistemi di riscaldamento britannici potrebbe essere più agevole.

Ma, come detto, la questione climatica non è l’unica motivazione.

Il deputato Darren Jones, presidente del comitato BEIS, ha così giustificato la proposta: “avere case ben isolate e con sistemi di riscaldamento che non dipendano più dai volatili prezzi del gas, sarà un bene per il clima, ma anche per le nostre bollette”.

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Tutto giusto, però Jones e i suoi colleghi di Westminster, dovrebbero anche proporre qualcosa per la prima parte della frase, cioè la necessità di isolare bene le abitazioni, visto che al momento gli incentivi statali in merito sono troppo scarsi e riservati solo agli indigenti: se gli inglesi installeranno in massa pompe di calore in case mal coibentate, le bollette elettriche faranno rimpiangere quelle del metano (vedi articoli sulle soluzioni per la casa senza gas). Servirà allora un programma di lungo periodo molto più articolato e profondo.

Comunque, colpisce che una grande nazione, che produce 10 volte più gas naturale dell’Italia, e che ha due grandi compagnie oil&gas in casa, come BP e Shell, che sicuramente non faranno mancare opera di lobby in favore dei loro prodotti, “osi” prendere decisioni così drastiche per l’uscita dalla dipendenza dai fossili. Evidentemente il bene comune, da loro, prevale sugli interessi economici particolari.

Da noi, che dalla dipendenza dal metano abbiamo da rimetterci anche più dei britannici, e che abbiamo una sola grande compagnia di oil&gas (amatissima da politici e media), la decisione di abbandonare il riscaldamento a gas sarebbe vista più o meno come un’eresia.

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In Italia il metano comanda incontrastato, anche quando manda a picco i bilanci di cittadini e imprese, tanto che nel bonus 110% l’installazione di nuove caldaie a gas, sia pure a condensazione, viene pagata con i soldi pubblici. Insomma, ben altro che mollarle!

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La Sanchina l’ha prende larga . Fino al 2040 potremo utilizzare le caldaie a gas . “De che stamo a parla’. “

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26 minuti fa, ahaha.ha ha scritto:

bucherellare ancora l’Adriatico, per spremerne un po’ del metano rimasto

C'è un piccolo particolare, quel gas in mezzo all'Adriatico che noi non vogliamo estrarre lo pompano quelli che sono dall'altra parte del mare, quindi per l'ambiente non cambia niente, anziché estrarlo noi lo estraggono gli altri; ci troviamo di fronte a posizioni puramente ideologiche, sostituire le caldai a gas con le pompe di calore?  benissimo , tranne un piccolo particolare, le pompe di calore per funzionare hanno bisogno della corrente elettrica e la corrente elettrica con cosa la produciamo?  con i pannelli fotovoltaici? benissimo  quanta superfice di territorio dobbiamo coprire per soddisfare i bisogni di elettricità? quelle migliaia di chilometri quadrati  di territorio necessari  li sottraiamo all'agricoltura? ,,,.. ci sono persone abituate al benessere  ma che non vogliono pagare  i costi di quel benessere, ritengono normale che quando si apre un rubinetto esca acqua calda, lo considerano normale e non si rendono conto di cosa c'è dietro a quell'acqua calda che esce, hanno in tasca un telefonino di ultima generazione connesso H24, però fanno manifestazioni e raccolgono firme contro l'istallazione delle antenne per la telefonia mobile senza le quali quei telefonini non funzionerebbero,  demagogia pura di molti...uno dei motti del 68 era: "mandiamo la fantasia e l'immaginazione al potere"  l'hanno fatto e  i risultati di quel modo di pensare sono sotto gli occhi di tutti anche se c'è chi quelle conseguenze si ostina a non volerle vedere.

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Si è dimenticato dell'illuminazione pubblica.

Consumano più i telefonini o l'illuminazione pubblica?Cosa propone padre etrusco? 

1 ora fa, mark222220 ha scritto:

La Sanchina l’ha prende larga . Fino al 2040 potremo utilizzare le caldaie a gas . “De che stamo a parla’. “

Si chiama periodo di transizione, stupida gallina pisana.

 

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Inviata (modificato)

2 ore fa, etrusco1900 ha scritto:

C'è un piccolo particolare, quel gas in mezzo all'Adriatico che noi non vogliamo estrarre lo pompano quelli che sono dall'altra parte del mare, quindi per l'ambiente non cambia niente, anziché estrarlo noi lo estraggono gli altri; ci troviamo di fronte a posizioni puramente ideologiche, sostituire le caldai a gas con le pompe di calore?  benissimo , tranne un piccolo particolare, le pompe di calore per funzionare hanno bisogno della corrente elettrica e la corrente elettrica con cosa la produciamo?  con i pannelli fotovoltaici? benissimo  quanta superfice di territorio dobbiamo coprire per soddisfare i bisogni di elettricità? quelle migliaia di chilometri quadrati  di territorio necessari  li sottraiamo all'agricoltura? ,,,.. ci sono persone abituate al benessere  ma che non vogliono pagare  i costi di quel benessere, ritengono normale che quando si apre un rubinetto esca acqua calda, lo considerano normale e non si rendono conto di cosa c'è dietro a quell'acqua calda che esce, hanno in tasca un telefonino di ultima generazione connesso H24, però fanno manifestazioni e raccolgono firme contro l'istallazione delle antenne per la telefonia mobile senza le quali quei telefonini non funzionerebbero,  demagogia pura di molti...uno dei motti del 68 era: "mandiamo la fantasia e l'immaginazione al potere"  l'hanno fatto e  i risultati di quel modo di pensare sono sotto gli occhi di tutti anche se c'è chi quelle conseguenze si ostina a non volerle vedere.

L'energia non si crea dal nulla (primo principio della Termodinamica) e si dissipa (si degrada) facilmente (secondo principio), quindi non esistono panacee né soluzioni facili al problema energetico. E meno ancora al problema di conciliare l'approvvigionamento energetico con la tutela dell'ambiente. Tutela che da ieri, anche se pochi se ne sono accorti, è un principio della nostra Costituzione. Per esempio, estrarre il poco metano rimasto nei giacimenti nazionali (circa 90 miliardi di mc a fronte di un fabbisogno annuo di 70 miliardi) sarebbe meno di una pezza a colore, come è intuitivo e come viene spiegato bene qui:

https://youtu.be/5CHLW_EDbjk

In generale le fonti energetiche non rinnovabili sono in quanto tali destinate ad esaurirsi e dunque a crescere nel prezzo sul lungo periodo, ma sono anche soggette sul medio e breve periodo a fenomeni speculativi, oscillazioni del mercato, instabilità politiche nei paesi produttori. È dunque a dir poco discutibile la tesi dei sostenitori del gas e del nucleare (inclusi il ministro Cingolani e la presidente della Commissione UE) che saremmo obbligati ad affiancare fonti energetiche stabili alle fonti rinnovabili per sopperire al loro carattere discontinuo (solare ed eolico). Superfluo ricordare che le energie non rinnovabili di origine fossile causano emissioni di gas serra (oltre che di sostanze inquinanti) e che più a lungo ne faremo uso tanto più veloce e drammatico (e traumatico) dovrà essere il loro abbandono per scongiurare il superamento di uno o più tipping points (punti di non ritorno) climatici. D'altra parte le rinnovabili, oltre al problema della discontinuità nel tempo, sono caratterizzate da una produttività limitata e alquanto diluita nello spazio. Per es. una centrale nucleare, pur includendo gli ampi spazi di servizio e di sicurezza di cui necessita, occuperà una superficie dell'ordine di un centesimo di quella di una grande centrale solare fotovoltaica a parità di energia prodotta. Quindi le energie rinnovabili vanno utilizzate con particolare parsimonia, e ciò si ottiene minimizzando gli sprechi, ottimizzando l'efficienza energetica degli utilizzatori e riducendo per quanto possibile i consumi. 

Sostituire le caldaie a gas per il riscaldamento con impianti a pompa di calore (che in estate fungono anche da condizionatori) non è una soluzione semplice né comoda. C'è il problema del costo dell'impianto e quello del consumo elettrico. Problemi analoghi a quelli delle automobili elettriche (per le quali si aggiungono anche la ridotta autonomia e i tempi lunghi per i rifornimenti o ricariche). Tuttavia il passaggio dalle caldaie alle pompe di calore, esattamente come quello dalle auto a motore termico alle auto elettriche, è coerente nel contesto della transizione ecologica verso l'economia green. Che comporta non solo il passaggio dalle fonti non rinnovabili a quelle rinnovabili ma anche il miglioramento, come detto, dell'efficienza energetica, nonché l'elettrificazione generalizzata dei consumi (con le eccezioni del riscaldamento geotermico e solare diretto, e dell'impiego dell'idrogeno come combustibile privo di emissioni serra). Le principali fonti rinnovabili (fotovoltaico, eolico ed elettrico), infatti, non forniscono energia termica ma direttamente energia elettrica, ovvero energia di qualità superiore alla precedente (per il secondo principio della Termodinamica). Va sottolineato che l'elettrificazione, già di per se stessa, generalmente migliora l'efficienza energetica (ancora per il secondo principio).  Per es. un motore elettrico è molto più efficiente di un motore termico (oltre che meno complesso e costoso). E un sensibile miglioramento di efficienza energetica, ovvero una diminuzione nel consumo di energia a parità di effetto utile, si ottiene anche passando dalla caldaia a gas alla pompa di calore elettrica. Questo eccetto il caso di particolari condizioni climatiche. La pompa di calore, usata come riscaldatore, funziona in sostanza come una macchina frigorifera inversa: sottrae calore all'aria fredda esterna e lo trasferisce all'interno della casa (così come un frigorifero elettrico sottrae calore ai cibi freddi contenuti all'interno per trasferirlo all'esterno). Il secondo principio della Termodinamica vieta che il passaggio di calore da una sorgente fredda a una calda avvenga in modo ciclico senza altri effetti, quindi occorre somministrare energia (nel nostro caso l'elettricità che alimenta il compressore del frigorifero o della pompa di calore). Tipicamente una buona pompa di calore aria-acqua (che trasferisce cioè il calore dell'aria esterna all'acqua utilizzata per il riscaldamento interno) ha un coefficiente di prestazione COP=3. Cioè, per esempio, preleva 2 kWh termici dall'aria fredda esterna, aggiunge 1 kWh elettrico e porta 3 kWh termici all'interno della casa. Una buona pompa di calore riesce a sottrarre calore all'aria fredda esterna anche quando questa ha una temperatura sotto 0°C, ma in questo caso l'efficienza ovviamente diminuisce. Inoltre l'acqua di riscaldamento di una pompa di calore ha una temperatura sensibilmente più bassa di quella di una caldaia a gas (per es. 35°C contro 60°C) quindi è opportuno che le case o gli edifici riscaldati a pompa di calore siano provvisti di un buon isolamento (cappotto termico). Ma se il Regno Unito, paese certamente più freddo del nostro, punta ad abolire il riscaldamento a metano per sostituirlo con quello elettrico a pompa di calore, allora, a maggior ragione, possiamo e a mio avviso dobbiamo farlo anche noi. 

Modificato da fosforo311
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11 minuti fa, ahaha.ha ha scritto:

Si è dimenticato dell'illuminazione pubblica.

Consumano più i telefonini o l'illuminazione pubblica?Cosa propone padre etrusco? 

Si chiama periodo di transizione, stupida gallina pisana.

 

Che trattasi di periodo di transizione lo so benissimo , tuttascema . Occupati di qualcosa inerente al tuo diplomino di V elementare . Lascia perdere …!! Fai confusione con gli incentivi che sono altra cosa . Ti perdono perché vivi nella stalla . 

Dal 2027 bisognerà dire addio agli incentivi alle caldaie a gas, ed entro il 2040 i combustibili fossili andranno completamente eliminati nel riscaldamento domestico. A prevederlo è la direttiva per la riqualificazione degli edifici della Commissione Ue, nella quale si chiede anche che il 15% del patrimonio edilizio con prestazioni energetiche peggiori di ciascuno Stato sia portato dalla classe G almeno alla classe F. 

A disposizione 150 miliardi - I contenuti principali della direttiva Ue sono dunque: standard minimi di prestazione energetica degli edifici, stop dal 2027 al sostegno alle caldaie a gas ed eliminazione dei combustibili fossili nel riscaldamento al 2040. 

Casa, nessun divieto di vendita - "La nostra proposta non prevede alcun divieto di vendita per gli edifici" con classe energetica G, per le seconde case e per il patrimonio storico. Lo ha sottolineato il vicepresidente della commissione Ue Frans Timmermans presentando, il pacchetto clima energia. "Spetterà alle autorità nazionali" individuare come far rispettare gli standard indicati dall'Unione, ha spiegato il vicepresidente nella presentazione della proposta sull'efficienza energetica degli edifici, parlando in italiano in risposta alle polemiche sulle anticipazioni di stampa degli ultimi giorni.

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ERRATA: Le principali fonti rinnovabili (fotovoltaico, eolico ed elettrico)...

CORRIGE: Le principali fonti rinnovabili (fotovoltaico, eolico e idroelettrico)...

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40 minuti fa, mark222220 ha scritto:

Che trattasi di periodo di transizione lo so benissimo , tuttascema . Occupati di qualcosa inerente al tuo diplomino di V elementare . Lascia perdere …!! Fai confusione con gli incentivi che sono altra cosa . Ti perdono perché vivi nella stalla . 

Dal 2027 bisognerà dire addio agli incentivi alle caldaie a gas, ed entro il 2040 i combustibili fossili andranno completamente eliminati nel riscaldamento domestico. A prevederlo è la direttiva per la riqualificazione degli edifici della Commissione Ue, nella quale si chiede anche che il 15% del patrimonio edilizio con prestazioni energetiche peggiori di ciascuno Stato sia portato dalla classe G almeno alla classe F. 

A disposizione 150 miliardi - I contenuti principali della direttiva Ue sono dunque: standard minimi di prestazione energetica degli edifici, stop dal 2027 al sostegno alle caldaie a gas ed eliminazione dei combustibili fossili nel riscaldamento al 2040. 

Casa, nessun divieto di vendita - "La nostra proposta non prevede alcun divieto di vendita per gli edifici" con classe energetica G, per le seconde case e per il patrimonio storico. Lo ha sottolineato il vicepresidente della commissione Ue Frans Timmermans presentando, il pacchetto clima energia. "Spetterà alle autorità nazionali" individuare come far rispettare gli standard indicati dall'Unione, ha spiegato il vicepresidente nella presentazione della proposta sull'efficienza energetica degli edifici, parlando in italiano in risposta alle polemiche sulle anticipazioni di stampa degli ultimi giorni.

Io la perdono invece perché oltre che gallina è pure diversamente intelligente.

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La differenza tra me e te e’ quella , come in questo caso , che io te lo dimostro che sei una tuttascema e fetecchiona che non sa un caz.z.o.  Te ti limiti solo all’offesa . Tipico “atteggiamento” di chi ha una bassa scolarizzazione. 

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Vada a vedere i calcioni che le ho dato nel Q.lo in questi giorni e poi starnazzi pure.

A proposito, lei che dimostra, quando ci dimostra la sua monolaurea?

 

 

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Ahahahahsh , te , i calcioni nel Kulo , puoi affibbiargli solo alla mucca che non si vuole far mungere . Piuttosto augurati che tuo fratello sce mo  non riesca a schiodarsi dal podio dei ge ni dove lo hai imbullonato. Sennò lo vedi quanti te ne affibbia per averlo sostituito. E comunque , anche se tenti di “togliere “ l’attenzione al post che hai copiaincollato , hai nuovamente dimostrato di essere una fetecchiona che non poteva aspirare a niente di più che di un diplomino da V elementare . 

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2 ore fa, mark222220 ha scritto:

Ahahahahsh , te , i calcioni nel Kulo , puoi affibbiargli solo alla mucca che non si vuole far mungere . Piuttosto augurati che tuo fratello sce mo  non riesca a schiodarsi dal podio dei ge ni dove lo hai imbullonato. Sennò lo vedi quanti te ne affibbia per averlo sostituito. E comunque , anche se tenti di “togliere “ l’attenzione al post che hai copiaincollato , hai nuovamente dimostrato di essere una fetecchiona che non poteva aspirare a niente di più che di un diplomino da V elementare . 

Ma guarda un po', con un diplomino da quinta elementare sono riuscito ad assestarle tanti di quei calci in Q.lo da farglielo arrivare fino in testa e a fargli prendere il posto del cervelletto da gallina diversamente intelligente.

Ecco perché continua ad eruttare kagate, anche se MU ogni tanto le fornisce la carta igienica per pulirsi il becco.

PS: quand'è che ci dimostra la monolaurea?

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