Signori, oggi è cambiata la Costituzione!

Approvata in seconda lettura anche alla Camera, con maggioranza qualificata superiore ai 2/3 (dei componenti non solo dei presenti) quindi in via definitiva, la legge costituzionale che introduce finalmente in modo esplicito la tutela e la difesa dell'ambiente nella nostra Costituzione. In precedenza c'era solo un breve, ambiguo e ormai largamente inadeguato riferimento, nell'articolo 9, alla tutela del "paesaggio". Meglio tardi che mai! L'iniziativa è partita dalla senatrice Loredana De Petris, oggi nel gruppo misto, già militante in Democrazia Proletaria, nei Verdi e in Sinistra Italiana, alla quale va il mio più profondo grazie.

Cambiano l'art.9, con l'aggiunta della tutela dell'ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi; e l'art.41, dove la salute e l'ambiente si aggiungono alla sicurezza, alla libertà e alla dignità umana tra i valori non negoziabili e che non possono essere sacrificati sull'altare dell'iniziativa economica privata. E io voglio davvero sperare che questo sacrosanto principio costituzionale, finora troppo spesso rimasto sulla Carta, venga finalmente, concretamente e pienamente attuato. 

Una delle giornate più importanti e più belle di questa tormentata legislatura è stata purtroppo macchiata da due fatti. Le oltre 150 assenze nell'aula della Camera, che per fortuna non hanno inficiato il quorum ma che testimoniano la scarsa o nulla sensibilità di buona parte dei nostri politici al problema più importante della nostra epoca; e lo spazio vergognosamente piccolo destinato alla notizia dai principali media. Per esempio, il Tg2 ne ha parlato in un breve servizio sul finire dell'edizione serale. Riservando maggiore priorità e spazio all'oro olimpico nel curling (disciplina invernale praticata da 4 gatti e non esattamente ecologica: le "pietre", cioè le bocce su ghiaccio, hanno quasi esaurito una cava pressoché unica al mondo del rarissimo granito di un'isola scozzese sottoposta a vincolo ambientale) e a un lungo servizio sul nucleare finlandese (sic). Praticamente uno spot nuclearista del Tg2 anteposto alla storica riforma costituzionale sull'ambiente. Roba da matti! Naturalmente il Tg2 si è dimenticato di dirci che il reattore nucleare EPR di Olkiluoto è stato finalmente completato ma a costo quasi quadruplo del previsto (11 miliardi di euro) e con 12 anni di ritardo.

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16 messaggi in questa discussione

19 ore fa, fosforo311 ha scritto:

Naturalmente il Tg2 si è dimenticato di dirci che il reattore nucleare EPR di Olkiluoto è stato finalmente completato ma a costo quasi quadruplo del previsto (11 miliardi di euro) e con 12 anni di ritardo.

Ma è stato finalmente completato. Adesso puoi darci notizie del prodigioso progetto Desertec che ha animato le tue fantasie da psicolabile?

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Inviata (modificato)

2 ore fa, ilsauro24ore ha scritto:

Ma è stato finalmente completato. Adesso puoi darci notizie del prodigioso progetto Desertec che ha animato le tue fantasie da psicolabile?

Qui se c'è uno psicolabile sei tu. Tu che continui a non credere nell'energia solare e a sognare il fallimento del progetto Desertec. E magari un bel reattore nucleare a due passi da casa tua (ma ti assicuro che i tuoi vicini, avendo una testa funzionante, lo sognano meno). Invecchierai nell'attesa e resterai deluso. Il Desertec fu avviato nel 2009, con la costituzione dell'omonima fondazione, e prevedeva 400 miliardi di euro di investimenti fino al 2050. Quindi c'è tutto il tempo. Ci sono state difficoltà iniziali per instabilità politiche nella regione e per il ritiro di alcuni membri del consorzio, ma il progetto va avanti. Solo che si è spostato verso est, con un maggiore e più diretto coinvolgimento dei paesi del Medioriente, dotati di adeguate capacità di investimento. Nel 2050 l'Unione Europea dovrà azzerare le sue emissioni nette di gas serra, quindi è prevedibile che per quella data non importerà più petrolio e gas dalla regione MENA (Medioriente e Nord Africa), bensì idrogeno verde, ammoniaca verde ed elettricità di origine solare ed eolica. E se per caso continuerà a importare un po' di petrolio e di gas dagli sceicchi, dovrà catturare e sequestrare a costi altissimi la CO2. Ragion per cui anche un elettrodotto di 6000 km dal deserto arabo al nord della Svezia, con perdite di trasmissione del 18%, che oggi non giustificherebbe i costi, diventerà competitivo. Anche perché il prezzo all'ingrosso del fotovoltaico in Arabia Saudita e già sceso l'anno scorso a 9 dollari al MWh, che sono 0,8 centesimi di euro al kWh. E naturalmente scenderà ancora con il miglioramento tecnologico dell'efficienza delle celle e con le economie di scala. A titolo di confronto, la francese EDF, che sta costruendo due reattori EPR da 1,6 GW l'uno (come quello di Olkiluoto) nella centrale inglese di Hinkley Point, ha chiesto e ottenuto dal governo britannico, per la propria remunerazione, un prezzo garantito pari a 92,5 sterline al MWh, a valori del 2012. Prezzo destinato a salire essendo per contratto agganciato all'inflazione. Nel 2021 erano 106 sterline al MWh, cioè 12,5 centesimi di euro al kWh. Prevedo che ben prima del 2050 il Regno Unito aderirà al Desertec o almeno chiederà una diramazione dell'elettrodotto. E prevedo che gli sceicchi arabi, che non sono fessi, investiranno massicciamente nel solare e nell'idrogeno verde elettrolitico (che sostituirà il carbone nelle acciaierie e farà da accumulatore per coprire i buchi di erogazione di solare ed eolico). Molto interessante anche l'ammoniaca verde, che è molto più facile da stoccare e da trasportare dell'idrogeno e può essere riconvertita in idrogeno verde, oltre che usata come fertilizzante. 

https://www.qualenergia.it/articoli/desertec-cosa-successo-progetto-portare-energia-verde-nord-africa-in-europa/

https://www.renewablematter.eu/articoli/article/tutti-pazzi-per-lammoniaca-verde

Modificato da fosforo311

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40 minuti fa, fosforo311 ha scritto:

Qui se c'è uno psicolabile sei tu. Tu che continui a non credere nell'energia solare e a sognare il fallimento del progetto Desertec. E magari un bel reattore nucleare a due passi da casa tua (ma ti assicuro che i tuoi vicini, avendo una testa funzionante, lo sognano meno). Invecchierai nell'attesa e resterai deluso. Il Desertec fu avviato nel 2009, con la costituzione dell'omonima fondazione, e prevedeva 400 miliardi di euro di investimenti fino al 2050. Quindi c'è tutto il tempo. Ci sono state difficoltà iniziali per instabilità politiche nella regione e per il ritiro di alcuni membri del consorzio, ma il progetto va avanti. Solo che si è spostato verso est, con un maggiore e più diretto coinvolgimento dei paesi del Medioriente, dotati di adeguate capacità di investimento. Nel 2050 l'Unione Europea dovrà azzerare le sue emissioni nette di gas serra, quindi è prevedibile che per quella data non importerà più petrolio e gas dalla regione MENA (Medioriente e Nord Africa), bensì idrogeno verde, ammoniaca verde ed elettricità di origine solare ed eolica. E se per caso continuerà a importare un po' di petrolio e di gas dagli sceicchi, dovrà catturare e sequestrare a costi altissimi la CO2. Ragion per cui anche un elettrodotto di 6000 km dal deserto arabo al nord della Svezia, con perdite di trasmissione del 18%, che oggi non giustificherebbe i costi, diventerà competitivo. Anche perché il prezzo all'ingrosso del fotovoltaico in Arabia Saudita e già sceso l'anno scorso a 9 dollari al MWh, che sono 0,8 centesimi di euro al kWh. E naturalmente scenderà ancora con il miglioramento tecnologico dell'efficienza delle celle e con le economie di scala. A titolo di confronto, la francese EDF, che sta costruendo due reattori EPR da 1,6 GW l'uno (come quello di Olkiluoto) nella centrale inglese di Hinkley Point, ha chiesto e ottenuto dal governo britannico, per la propria remunerazione, un prezzo garantito pari a 92,5 sterline al MWh, a valori del 2012. Prezzo destinato a salire essendo per contratto agganciato all'inflazione. Nel 2021 erano 106 sterline al MWh, cioè 12,5 centesimi di euro al kWh. Prevedo che ben prima del 2050 il Regno Unito aderirà al Desertec o almeno chiederà una diramazione dell'elettrodotto. E prevedo che gli sceicchi arabi, che non sono fessi, investiranno massicciamente nel solare e nell'idrogeno verde elettrolitico (che sostituirà il carbone nelle acciaierie e farà da accumulatore per coprire i buchi di erogazione di solare ed eolico). Molto interessante anche l'ammoniaca verde, che è molto più facile da stoccare e da trasportare dell'idrogeno e può essere riconvertita in idrogeno verde, oltre che usata come fertilizzante. 

https://www.qualenergia.it/articoli/desertec-cosa-successo-progetto-portare-energia-verde-nord-africa-in-europa/

https://www.renewablematter.eu/articoli/article/tutti-pazzi-per-lammoniaca-verde

Come no , Cazzaro.  Come no !! Ahahahahah 

Progetto Desertec: il “grande sole” si spegne

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desertec-foundationE’ del giugno scorso l’annuncio che il megaprogetto Desertec da oltre 400 miliardi euro è destinato a ridimensionarsi profondamente od a scomparire, eventualmente rimodulato in chiave meno colonialista, spiazzando i non pochi osservatori, entusiasti fino dall’inizio, era il 2009, di questo faraonico programma di installazione nella fascia mediterranea di Africa e Medio Oriente denominato complessivamente nell’acronimo EUMENA (Europe, Meaddle East, North Africa). Francamente perplessità e criticità erano palesi e ben presenti da subito in quel faraonico progetto, di cui avevo accennato parlando delle nuove opportunità africane (vedi post “L’Africa e la grande opportunità delle rinnovabili”). Una decisione per certi versi indotta anche dalle enormi criticità che fin da subito presentava, in paesi ad altissima instabilità, basta vedere cosa sta succedendo proprio in questi giorni in Egitto, e, se si vuole anche stridente verso un modo davvero più sostenibile e più vicino alle popolazioni locali con dimensioni impiantistiche decisamente più piccole.

desert-eumena

E’ stato proprio lo stesso amministratore delegato di Desertec Industrial Initiative Paul van Son, ad ammettere che soddisfare il 15-20% dei consumi elettrici europei entro il 2050 con centrali solari ed eoliche collocate nelle aree desertiche collocate a sud del Mediterraneo collegate all’Europa attraverso una super grid in corrente continua ad alta tensione (HVDC), sia una idea troppo sbilanciata sull’export e tale da apparire come un nuovo modello di colonialismo energetico, dietro ad una ingente mole di investimenti, tra le più imponenti nella storia dell’economia mondiale. Si è trattato di un progetto, che fino nelle sue premesse ha messo sullo stessa linea i grandi operatori del settore elettrico e molti ambientalisti in buona fede così come coloro che ritenevano ancora evitabile l’oramai palese conflitto tra generazione centralizzata e distribuita, oggi in corso dopo la grande avanzate delle energie rinnovabili. Visto con il contesto attuale ad alcuni anni dalla sua genesi, l’approccio di Desertec si arricchisce di potenziali conflitti ed insidie che rischierebbero paradossalmente di ritardare una vera transizione energetica, che va invece, per quanto possibile sostenuta ed accelerata, in nome di un concetto base delle rinnovabili, per la loro vocazione locale, decentrata e vicinissima all’utenza. Un concetto cardine fondamentale che avevo affrontato anche qualche mese fa, riferendomi specificatamente al settore delle biomasse (vedi post “Grandi impianti a biomasse: e la sostenibilità va a farsi benedire). In effetti l’approccio di Desertec come tutte le cose troppo grandi, ha molte più similitudini con le logiche dell’economia energetica convenzionale basate sui mega progetti, che potrebbero essere una autentica arma per i grandi gruppi energetici contro il potenziamento degli impianti a fonti rinnovabili su base locale, anche per la sua incredibile complessità, con problemi geopolitici immensi, in una delle aree più “calde” del pianeta, con accordi tra i diversi paesi coinvolti con un variegato universo di soggetti tecnici, industriali e politici.
I risultati di fotovoltaico ed eolico, oggi sotto gli occhi di tutti, che hanno visto installare in Europa ben 166.000 MW di potenza dal 2000 al 2012 ed oltre 28.000 MW nel solo 2012, probabilmente non sarebbero stati oggi realtà se solo il progetto Desertec fosse stato lanciato proprio qualche anni prima rispetto al 2009, quando la macchina delle rinnovabili era già in marcia inarrestabile. Tutto questo non avrebbe poi permesso di le reti locali, la costruzione della nuova architettura per le smart grid ed i sistemi di stoccaggio dell’energia che oggi stanno cominciando a farsi strada. Oggi sicuramente, snellezza e rapidità sono concetti molto più vicini al pensare “distribuito”, tipico delle energie rinnovabili con aspetti economici, sociali ed ambientali strettamente connessi con il concetto di comunità, con un gran numero di attori e investimenti su scala locale. Vista la matrice principale tedesca di Desertec, val la pena ricordare come, in quello stesso paese, accanto al megaprogetto di grande risonanza mediatica, sia in corso un progetto, sicuramente ben più virtuoso ed interessante, come “Regioni al 100% rinnovabili” contemporaneo di Desertec (presentato nel 2009), praticamente snobbato dalla stampa e dall’opinione pubblica, che vede il coinvolgimento di oltre 100 tra comuni, contee e regioni in collaborazione con l’Università di Kassel. Nell’idea del virtuoso progetto tedesco la realizzazione di una rete e di un percorso di medio e lungo periodo, finalizzato a soddisfare la domanda energetica solo con energie rinnovabili, attivando un vero e proprio trasferimento delle conoscenze e delle buone pratiche tra aree regionali e comuni, il tutto finanziato dalle istituzioni federali. Ancora una volta quindi emerge forte l’esigenza di un cambiamento che non può essere calato dall’alto, con un numero di attori in campo davvero significativo e dotato di massa critica, altrimenti sarà solo cambiamento di facciata ma non certo di contenuti.

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Inviata (modificato)

Il peracottaro pisano corre in generoso quanto maldestro soccorso del suo amico Sauro allegando un anonimo articolo di 9 anni fa sul Desertec. Ho scoperto in Rete che l'autore era un certo Sauro (!?) Secci. Ora in napoletano la seccia è la seppia, ma è anche lo iettatore, l'uccello del malaugurio. E in effetti questo Sauro (!?) Secci ci aveva provato nel 2013 a secciare il Desertec, che all'epoca era un po' in difficoltà (anche per lo sconquasso in Libia, la guerra civile in Siria, i colpi di stato militari in Niger e in Egitto: tutte aree interessate al progetto). Ma il progetto oggi è vivo e vegeto come dimostra l'articolo del 2021 di Qualenergia (sito autorevolissimo) che ho allegato nel post precedente. 

Ma lasciamo perdere Gianni e Pinotto, pardon Mark e Sauro, e torniamo a parlare del Tg2.

Ieri lo avevo segnalato per un lungo servizio nell'edizione delle 20:30 sul nucleare finlandese (!) paradossalmente anteposto alla notizia della storica riforma costituzionale che ha finalmente introdotto il principio della tutela dell'ambiente nella nostra Costituzione. Ebbene, stasera il Tg2 ha confezionato non uno ma altri due spot gratuiti (ovvero a spese degli abbonati) per l'energia nucleare!!

Il primo era addirittura al secondo posto tra i titoli d'apertura, subito dopo il discorso di Draghi a Genova. È stato presentato come una "svolta storica" sulla via della fusione nucleare l'esperimento realizzato al JET (Joint European Torus) presso Oxford, che ha stabilito il nuovo record di energia da fusione. Nel plasma confinato nel più grosso tokamak (elettromagnete toroidale) oggi esistente al mondo è stata innescata una reazione di fusione nucleare della durata di 5 secondi che ha liberato 59 megajoule di energia termica, valore mai raggiunto in precedenza. Ma non è affatto una svolta storica, è solo l'ultimo record in una lunga serie di esperimenti iniziata nel 1991 proprio al JET e proseguita in vari centri di ricerca. Nel servizio si è parlato con enfasi di una "mini-stella" accesa nel reattore per 5 secondi. Molto "mini" anzi molto "micro" aggiungo io. Cerchiamo di farci un'idea di quanta energia sono 59 MJ. Una tipica batteria per auto (parlo di quelle tradizionali non certo delle enormi batterie delle auto elettriche) da 12 volt e 60 amperora ha una capacità di 12x60x3600 joule, ovvero 2,592 MJ. Quindi l'energia record da fusione prodotta al JET equivale a quella di circa 23 batterie per auto. Il calore latente di evaporazione dell'acqua, ovvero l'energia necessaria per far evaporare completamente un kg di acqua bollente a 100°C,  è pari a 2.272 kJ. Quindi i 59 MJ prodotti dal JET sono appena sufficienti a far evaporare circa 26 litri d'acqua (una grossa pentola) già portati a 100°C. Ma il Tg2 ha omesso il dato più importante per la valutazione dell'esperimento, ovvero l'energia spesa per innescare la fusione e ricavare i 59 MJ. Leggo in Rete che JET ha utilizzato 700 MW di potenza, che su una durata di 5 secondi fanno un'energia di 3500 MJ. In definitiva, i 59 MJ ottenuti sono appena l'1,7% dell'energia spesa per ottenerli. Il cammino verso la fusione nucleare come fonte energetica commerciale è ancora lunghissimo (ammesso che ci si arrivi).

Subito dopo, il Tg2 ci ha propinato un ulteriore spot nuclearista ritornando in Finlandia. Questa volta l'inviata è entrata fin dentro il nuovissimo reattore Olkiluoto3, un EPR di terza generazione avanzata da 1,6 GW appena allacciato alla rete dopo oltre 16 anni di lavori, oltre 12 anni di ritardo e costi quasi quadruplicati rispetto alle previsioni, una lunga serie di gravi problemi tecnici, uno dei due costruttori, il colosso pubblico francese Areva, salvato dalla bancarotta con un rifinanziamento da parte dello Stato, l'altro, la tedesca Siemens, ritiratosi dal consorzio 10 anni fa e di fatto uscito dal settore nucleare. Nel servizio sono state magnificate le caratteristiche di sicurezza del reattore, omettendo di indicare i costi (oltre 11 miliardi di euro contro i 3,2 previsti). Poi sono stati intervistati alcuni cittadini finlandesi, tutti ovviamente entusiasti del nucleare e desiderosi di una nuova centrale vicino casa. Omettendo di ricordare le innumerevoli manifestazioni antinucleari che hanno accompagnato i lavori di Olkiluoto e le centinaia di manifestanti arrestati. 

Tre sfacciati spot nuclearisti del Tg2 in due giorni. Cosa c'è dietro? Secondo me ci sono il governo Draghi e l'asse italo-francese Draghi-Macron. 

Modificato da fosforo311

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Qualsiasi sperimentazione, qualsiasi ricerca, costano montagne di denaro, a volte per niente, a volte per il bene dell'umanita'.

Se così non fosse saremmo ancora all'età delle pietre, sig fosforo.

Ben vengano, dunque, questi studi, nel frattempo guardiamo avanti senza contrastarli.

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Inviata (modificato)

3 ore fa, ahaha.ha ha scritto:

Qualsiasi sperimentazione, qualsiasi ricerca, costano montagne di denaro, a volte per niente, a volte per il bene dell'umanita'.

Se così non fosse saremmo ancora all'età delle pietre, sig fosforo.

Ben vengano, dunque, questi studi, nel frattempo guardiamo avanti senza contrastarli.

Giusta riflessione, egregio. Io sono un sostenitore della ricerca di base, ed esultai nel forum quando furono scoperte, o meglio individuate in accordo con la teoria di Einstein, esattamente 6 anni fa, le onde gravitazionali. Scoperta che certo non ci cambia la vita sulla Terra, almeno per ora. Ma in futuro chi può dirlo. Come pure esultai per il Nobel a Giorgio Parisi, premiato per i suoi studi abbastanza esoterici. Ma la fusione nucleare è un caso molto diverso. Non è umile ricerca di base, è un faraonico progetto tecnologico, o meglio una serie di più o meno improbabili progetti calati dall'alto. Una ricerca ipertrofica sostanzialmente voluta, commissionata e finanziata per decine di miliardi di euro dai politici e dai governi dei paesi ricchi. In questo mi ricorda un poco il progetto Manhattan, quello che portò alla realizzazione della bomba atomica. Tu mi dirai che la bomba all'idrogeno, basata sulla fusione, fu realizzata negli anni '50, mentre qui si punta a fondere in modo controllato l'idrogeno o i suoi isotopi per scopi civili. Non è esattamente così. I riflessi in campo militare di queste tecnologie sono enormi e sono una delle giustificazioni concrete dei costi. Basta pensare al NIF (National Ignition Facility), il faraonico laboratorio californiano dove si cerca di innescare la fusione con potentissimi laser. Ma anche i plasmi e i superconduttori impiegati nel reattore sperimentale ITER, in costruzione in Francia, hanno potenziali applicazioni belliche. Si stima che il costo finale di ITER sarà di oltre 60 miliardi di dollari: una montagna di denaro pubblico sottratto ad altri scopi (es. le energie rinnovabili) per realizzare un esperimento (previsto dopo molti rinvii per il 2035) che dovrà solo dimostrare la fattibilità tecnica (non quella economica) di un eventuale reattore commerciale a fusione. In ogni caso non sarà la fusione a salvarci dal mutamento climatico che già incombe. Sono già troppo lunghi i tempi di costruzioni dei reattori a fissione (16 anni per quello di Olkiluoto, escluso l'iter burocratico preliminare), figuriamoci se possiamo attendere la fusione nucleare! Al reattore JET in cui è avvenuto l'esperimento strombazzato e magnificato dai media come una "svolta epocale", lavora da 30 anni un team di quasi 5000 persone. 25 anni fa ottenero 22 megajoule di energia, che erano il record mondiale fino a ieri, superato sempre dal JET con 59 megajoule. 25 anni di lavoro per passare dall'energia sufficiente per fare evaporare una pentola di 10 litri d'acqua a quella sufficiente per un pentolone di 26 litri. Questa è la "svolta epocale", il frutto di miliardi di euro di investimenti di 30 paesi (UE a 27, UK, Svizzera e Ucraina). Esattamente come 25 anni fa, il risultato è stato ottenuto anche al prezzo di un'enorme dispendio di energia, o meglio di potenza: si parla di 700-800 MW. In altri termini, circa il 2% della potenza elettrica mediamente erogata per alimentare le case, gli uffici e le fabbriche dell'intero Regno Unito, paese di 68 milioni di abitanti, è stata impegnata nell'esperimento ed è riuscita a sostenere una reazione di fusione nucleare in un plasma estremamente rarefatto per appena 5 secondi e a svuotare con l'energia prodotta una grossa pentola di acqua bollente. Questa, al di là della retorica dei media, è la sostanza della "svolta epocale".

Ma ti dirò di più. Io sono contrario alla fusione nucleare anche o soprattutto per ragioni di principio. Si tratterebbe, qualora venisse concretizzata, della fonte energetica più potente, più concentrata e più costosa della storia. Quindi sarebbe alla portata dei soli paesi ricchi, creerebbe relativamente pochi posti di lavoro, e ulteriori enormi disuguaglianze. Il contrario delle fonti rinnovabili che sono energie a bassa intensità di capitale ed estesamente distribuite o diluite sul territorio. Ora non è esattamente vero, ma è solo un'esagerazione mediatica, che la fusione sarebbe una fonte energetica pressoché illimitata e pressoché pulita ed ecologica, e che, in quanto tale risolverebbe una volta per sempre il problema energetico dell'umanità. Tuttavia è vero che la fusione nucleare è il fuoco che alimenta il Sole e le altre stelle, e che dominare questa energia sarebbe un traguardo epocale per la nostra specie. Ma io vedo il rovescio della medaglia. Vedo l'antico sogno di Prometeo, il gigante che rubò il fuoco divino dall'Olimpo e fu eternamente punito con un supplizio atroce. Vedo la hybris, la tracotanza dell'uomo che vuole sentirsi uguale a Dio. Cioè prevedo i disastri che questi esseri tracotanti farebbero sull'ambiente, e forse su loro stessi, disponendo di enormi e apparentemente illimitate quantità di energia.

Per me, caro Ahaha, la vera forza dell'uomo non sta nell'energia o nella potenza, cioè nella forza fisica (del corpo o delle macchine), bensì nell'intelligenza e nell'amore. 

Modificato da fosforo311

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Toh, una notizia fresca fresca che smentisce, spero definitivamente,  ma con gli idio ti bisogna stare sempre in campana , anni ed anni di panzane e barzellette del Cazzaro di Napoli …!! 

Fusione nucleare da record, passo cruciale verso l'energia pulita del futuro

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È più vicina la fusione nucleare, l'energia pulita del futuro che imita quanto avviene nel cuore delle stelle: il reattore sperimentale europeo Jet ha generato energia pari a 59 megajoule, battendo il record del 1997

 

09 Febbraio, 2022

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Si è accesa una piccola stella e mai come adesso la fusione nucleare è una prospettiva concreta e realizzabile. Ad avvicinare l'energia pulita del futuro, che imita quanto avviene nel cuore delle stelle, è stato l'esperimento condotto nel reattore sperimentale europeo Jet (Joint European Torus), che ha generato una quantità di energia pari a 59 megajoule per cinque secondi, l'equivalente di 11 megawatt. Può sembrare poco, ma è tantissimo, considerando che finora la produzione di energia da fusione nucleare è durata appena poche frazioni di secondo.

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Visto sig fosforo?

È intervenuta la stupida gallina pisana diversamente intelligente pubblicando un articoletto trovato chissà dove. Se avesse letto quello che ha scritto lei,  o se l'avesse letto e anche capito, si sarebbe risparmiata la fatica di pubblicare cose già dette da lei.

Ma andiamo oltre.

Anche andare su Marte si spendono miliardi come per la ricerca sulla fissione, e non è detto che l'umanità ne possa beneficiare come invece potrebbe beneficiarne qualora riusciranno  a controllare la fissione in modo permanente.

Le rinnovabili frattanto procederanno con gli interventi e gli incentivi stabiliti dai vari governi del mondo.

Le forze della natura, il vento, l'energia solare, le onde del mare, non le dobbiamo scoprire, dobbiamo "solamente" trovare il modo migliore per sfruttarle meglio di quanto facciamo ora.

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27 minuti fa, mark222220 ha scritto:Si è accesa una piccola stella e mai come adesso la fusione nucleare è una prospettiva concreta e realizzabile. Ad avvicinare l'energia pulita del futuro, che imita quanto avviene nel cuore delle stelle, è stato l'esperimento condotto nel reattore sperimentale europeo Jet (Joint European Torus), che ha generato una quantità di energia pari a 59 megajoule per cinque secondi, l'equivalente di 11 megawatt. Può sembrare poco, ma è tantissimo, considerando che finora la produzione di energia da fusione nucleare è durata appena poche frazioni di secondo.

 

Già, una piccola stella, una stellina un po' costosa ma capace di fare evaporare una pentola con 26 litri d'acqua (questo sono 59 megajoule) impegnando il 2% della potenza elettrica dell'intero Regno Unito.

Anni fa mi capitò una cosa analoga col fornello di casa mia. In assenza di mia moglie e impegnato al computer, mi dimenticai una pentola sul fuoco a fiamma forte. Potevano essere 8 litri di acqua per la pasta. L'ebollizione scoperchiò la pentola ed evaporò tutto in meno di mezz'ora. Me ne accorsi quando cominciai a sentire odore di bruciato. 

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Eh certo !! E mentre le due macchiette del forum tra di loro se le cantano e se le dicono in procinto di scaldarsi ,nei lunghi e freddi inverni,  con i raggi del sole e farsi la doccia con l’acqua di mare desalinizzata ed asciugarsi i capelli con il vento proveniente da nord est , io preferisco affidarmi a questi . Non so perché ma mi danno maggior affidamento dei Gianni & Pinotto del forum e con particolare riguardo al Cazzaro Obeso Napoletano che , per cuocere la pasta per 2/3 persone , mette sul fuoco otto (8) litro d’acqua . Di due l’una : O il Cazzaro di Napoli, da solo , ingurgita un Kilo di pasta , oppure e’ un idio ta che spreca acqua . C’è una alternativa , l’unica : che il Cazzaro sia un obeso idio ta …!! Propendo per questa . 

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TECNOLOGIA

Svolta nella fusione nucleare: quantità record di energia da un test europeo

 

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Ricercatori europei e italiani hanno ottenuto quantità di energia record dalle reazioni di fusione che apre la strada alla produzione di energia pulita imitando quello che succede nel nucleo delle stelle

9 febbraio 2022
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reading-time.svg3' di lettura

Ricercatori europei e italiani hanno ottenuto quantità di energia record dalle reazioni di fusione che apre la strada alla produzione di energia pulita imitando quello che succede nel nucleo delle stelle.

Eurofusion ha infatti conseguito una quantità record di energia prodotta da fusione (59 megajoules contro il precedente primato di 21,7 ottenuto nel 1997 con la stessa macchina) a intervalli di 5 secondi, l’equivalente di 11 megawatt.

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Intanto che aspetta l'energia pulita lei con che cosa si pulisce il piumaggio stupida gallina pisana? Col becco?

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11 minuti fa, ahaha.ha ha scritto:

Visto sig fosforo?

È intervenuta la stupida gallina pisana diversamente intelligente pubblicando un articoletto trovato chissà dove. Se avesse letto quello che ha scritto lei,  o se l'avesse letto e anche capito, si sarebbe risparmiata la fatica di pubblicare cose già dette da lei.

Ma andiamo oltre.

Anche andare su Marte si spendono miliardi come per la ricerca sulla fissione, e non è detto che l'umanità ne possa beneficiare come invece potrebbe beneficiarne qualora riusciranno  a controllare la fissione in modo permanente.

Le rinnovabili frattanto procederanno con gli interventi e gli incentivi stabiliti dai vari governi del mondo.

Le forze della natura, il vento, l'energia solare, le onde del mare, non le dobbiamo scoprire, dobbiamo "solamente" trovare il modo migliore per sfruttarle meglio di quanto facciamo ora.

Egregio, la gallina pisana, oltre al mangime, deve nutrirsi dei suoi copia e incolla quotidiani.

Penso che arrivare ai reattori a fusione commerciali ci costerà (se ci arriveremo) molto più di un viaggio (umano) su Marte. Anche se il ritorno economico sarebbe ovviamente enorme. Tuttavia io ripeto il mio vecchio ragionamento. In ultima analisi anche  l'energia delle celle fotovoltaiche e delle pale eoliche (vento) deriva dalla fusione nucleare. Ma da quella che si svolge, a costo zero e in totale sicurezza per noi, in una stella amica a 150 milioni di km di distanza. E allora perché  pretendere di replicare questa energia sulla Terra a costi enormi e non senza rischi?

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Perché la potremo usare anche di notte, oppure quando non c'è vento o ce n'è troppo, quando il mare è in calma piatta, quando ci sono troppe nuvole che coprono il sole, quando, o se, avremo bisogno delle aree occupate dai pannelli solari per aumentare le coltivazioni.

Ma poi, non si sa mai, si potrà usare la fusione da tasca, come oggi si usa un comune accendino a gas.😊

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21 ore fa, fosforo311 ha scritto:

Quindi c'è tutto il tempo. Ci sono state difficoltà iniziali per instabilità politiche nella regione e per il ritiro di alcuni membri del consorzio, ma il progetto va avanti.

Quanti kWh di energia elettrica sono stati prodotti grazie al mirabolante progetto Desertec?

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3 ore fa, ilsauro24ore ha scritto:

Quanti kWh di energia elettrica sono stati prodotti grazie al mirabolante progetto Desertec?

E tu mi dici quanti kWh ha prodotto Flamanville3, l'EPR gemello di Olkiluoto3, cantierizzato nel 2007 (2 anni prima della costituzione del consorzio Desertec), che avrebbe dovuto essere consegnato nel 2012? Forse ti sfuggono alcuni punti essenziali. Desertec è mirato al 2050 ed è un progetto molto ma molto più complesso e costoso di un reattore nucleare di ultima generazione. Inoltre è un progetto in fieri ed essenzialmente un progetto di interconnessione. All'inizio prevedeva anche la realizzazione e la gestione dirette di impianti solari ed eolici nell'area MENA, mentre oggi l'orientamento prevalente, che io sappia, è quello di lasciare queste attività ai singoli paesi dell'area, o a loro alleanze, con fonti di finanziamento interne o terze. Per es. l'idea della grande centrale solare di Ouarzazate, in costruzione in Marocco, la più grande del mondo del tipo termodinamico o a concentrazione (cioè a specchi), nacque nell'ambito del Desertec, poi si è sviluppata diversamente. Sarebbe poco remunerativo per chi investe in Desertec realizzare una grande centrale solare nel Sahara senza avere un elettrodotto sottomarino a basse perdite (quindi ad altissima tensione e in corrente continua) in grado di trasportare questa elettricità in Europa. L'interconnessione nell'area EUMENA, nell'ambito di un mercato elettrico integrato fra 3 continenti, è di gran lunga la parte più costosa e complessa del progetto, e richiederà l'intervento di ulteriori soggetti e ulteriori finanziamenti, non solo Desertec. Non sono aggiornato ma credo che al momento tra Europa e Nordafrica esista un solo elettrodotto sottomarino, tra Spagna e Marocco. Ma fino a qualche anno fa il flusso netto di energia era ancora diretto verso sud! Ora le cose stanno cambiando e si progetta un moderno collegamento HVDC tra Marocco e Inghilterra per portare 10,5 GW e 26 TWh annui nel Regno Unito a partire dagli anni '30. Costo del collegamento sottomarino: 22 miliardi di sterline! Ma sarebbe solo uno dei tanti rami del sistema di interconnessione di EUMENA. Come vedi, Saurino, il piatto è ricco. 

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Il 10/2/2022 in 00:48 , fosforo311 ha scritto:

Il peracottaro pisano corre in generoso quanto maldestro soccorso del suo amico Sauro allegando un anonimo articolo di 9 anni fa sul Desertec. Ho scoperto in Rete che l'autore era un certo Sauro (!?) Secci. Ora in napoletano la seccia è la seppia, ma è anche lo iettatore, l'uccello del malaugurio. E in effetti questo Sauro (!?) Secci ci aveva provato nel 2013 a secciare il Desertec, che all'epoca era un po' in difficoltà (anche per lo sconquasso in Libia, la guerra civile in Siria, i colpi di stato militari in Niger e in Egitto: tutte aree interessate al progetto). Ma il progetto oggi è vivo e vegeto come dimostra l'articolo del 2021 di Qualenergia (sito autorevolissimo) che ho allegato nel post precedente. 

Ma lasciamo perdere Gianni e Pinotto, pardon Mark e Sauro, e torniamo a parlare del Tg2.

Ieri lo avevo segnalato per un lungo servizio nell'edizione delle 20:30 sul nucleare finlandese (!) paradossalmente anteposto alla notizia della storica riforma costituzionale che ha finalmente introdotto il principio della tutela dell'ambiente nella nostra Costituzione. Ebbene, stasera il Tg2 ha confezionato non uno ma altri due spot gratuiti (ovvero a spese degli abbonati) per l'energia nucleare!!

Il primo era addirittura al secondo posto tra i titoli d'apertura, subito dopo il discorso di Draghi a Genova. È stato presentato come una "svolta storica" sulla via della fusione nucleare l'esperimento realizzato al JET (Joint European Torus) presso Oxford, che ha stabilito il nuovo record di energia da fusione. Nel plasma confinato nel più grosso tokamak (elettromagnete toroidale) oggi esistente al mondo è stata innescata una reazione di fusione nucleare della durata di 5 secondi che ha liberato 59 megajoule di energia termica, valore mai raggiunto in precedenza. Ma non è affatto una svolta storica, è solo l'ultimo record in una lunga serie di esperimenti iniziata nel 1991 proprio al JET e proseguita in vari centri di ricerca. Nel servizio si è parlato con enfasi di una "mini-stella" accesa nel reattore per 5 secondi. Molto "mini" anzi molto "micro" aggiungo io. Cerchiamo di farci un'idea di quanta energia sono 59 MJ. Una tipica batteria per auto (parlo di quelle tradizionali non certo delle enormi batterie delle auto elettriche) da 12 volt e 60 amperora ha una capacità di 12x60x3600 joule, ovvero 2,592 MJ. Quindi l'energia record da fusione prodotta al JET equivale a quella di circa 23 batterie per auto. Il calore latente di evaporazione dell'acqua, ovvero l'energia necessaria per far evaporare completamente un kg di acqua bollente a 100°C,  è pari a 2.272 kJ. Quindi i 59 MJ prodotti dal JET sono appena sufficienti a far evaporare circa 26 litri d'acqua (una grossa pentola) già portati a 100°C. Ma il Tg2 ha omesso il dato più importante per la valutazione dell'esperimento, ovvero l'energia spesa per innescare la fusione e ricavare i 59 MJ. Leggo in Rete che JET ha utilizzato 700 MW di potenza, che su una durata di 5 secondi fanno un'energia di 3500 MJ. In definitiva, i 59 MJ ottenuti sono appena l'1,7% dell'energia spesa per ottenerli. Il cammino verso la fusione nucleare come fonte energetica commerciale è ancora lunghissimo (ammesso che ci si arrivi).

Subito dopo, il Tg2 ci ha propinato un ulteriore spot nuclearista ritornando in Finlandia. Questa volta l'inviata è entrata fin dentro il nuovissimo reattore Olkiluoto3, un EPR di terza generazione avanzata da 1,6 GW appena allacciato alla rete dopo oltre 16 anni di lavori, oltre 12 anni di ritardo e costi quasi quadruplicati rispetto alle previsioni, una lunga serie di gravi problemi tecnici, uno dei due costruttori, il colosso pubblico francese Areva, salvato dalla bancarotta con un rifinanziamento da parte dello Stato, l'altro, la tedesca Siemens, ritiratosi dal consorzio 10 anni fa e di fatto uscito dal settore nucleare. Nel servizio sono state magnificate le caratteristiche di sicurezza del reattore, omettendo di indicare i costi (oltre 11 miliardi di euro contro i 3,2 previsti). Poi sono stati intervistati alcuni cittadini finlandesi, tutti ovviamente entusiasti del nucleare e desiderosi di una nuova centrale vicino casa. Omettendo di ricordare le innumerevoli manifestazioni antinucleari che hanno accompagnato i lavori di Olkiluoto e le centinaia di manifestanti arrestati. 

Tre sfacciati spot nuclearisti del Tg2 in due giorni. Cosa c'è dietro? Secondo me ci sono il governo Draghi e l'asse italo-francese Draghi-Macron. 

Razza di idio ta e peracottaro !! Quando mai ho parlato di problema risolto ??  Ho detto che e’ stato fatto un grosso passo in avanti circa la fusione nucleare . Sono un deciso sostenitore della fusione nucleare.  Non si e’ ancora raggiunta una durata del plasma oltre le “scintille” di secondi. Infine, non si hanno ancora le prove di resistivita’ dei materiali alle tremende temperature del plasma. Ma e’ fuori discussione che successi  come quelli del Jet sono passi avanti verso la fusione. Il Jet e’ una macchina sperimentale da laboratorio. Non e’ un “dimostratore” della fusione. Per questi  occorrono, nelle ipotesi piu’ ottimistiche ancora, almeno, 10 anni. I dimostratori poi ( lo dice la parola stessa) saranno macchine ancora sperimentali. Non vere e proprie centrali elettriche commerciali. La vera prova della “ fattibilita” della fusione sara’ Iter. Esso ( che e’, anche esso, una macchina  sperimentale, non una centrale elettrica). Esso “proverà’ “ il plasma in un reattore delle dimensioni  di una futura  centrale elettrica ( 500 MW ) . Tutti gli esperimenti, finora, sono su macchine di piccola dimensione. Non sapremo mai se sara’ possibile produrre centinaia di megawatt continuativi,  in un reattore di fusione se non lo proviamo. A questo serve Iter. Che comincerà’ le sue prove ( si spera) dopo il 2027. La fusione nucleare non e’ piu’ un sogno. E’una realta’. Ma dei prossimi 20 anni. Non di domani mattina. Insomma, dire che la fusione nucleare e’ un’alternativa alla fissione e’ un azzardo e una bugia. Che fa male alla fusione ma , non c’è verso che tenga  ed idio ti che parlano : Il futuro sarà questo , Cazzari napoletani volenti o nolenti !! 

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