con questi esecutivi,un'altra eccellenza italiana se ne sta andando

Un fiore all’occhiello dell’eccellenza italiana — l’ennesimo — al collasso a causa dei rincari dovuti alla crisi energetica che si è abbattuta sull’Europa: a farne le spese sono le vetrerie di Murano, con le aziende costrette, giorno dopo giorno, a chiudere le fornaci a causa dei costo del gas naturale diventato ormai insostenibile.

Il vetro di Murano muore per colpa dei rincari

Lo scorso dicembre, di venti vetrerie (per un totale di 60 fornaci) a Murano ne restavano in funzione appena due. Questo «grazie» all’aumento del 500% delle bollette del gas, indispensabile per tenere attivi, 24 ore su 24 e 365 giorni l’anno, i forni in cui vengono prodotti i manufatti di vetro famosi in tutto il mondo. Un consumo totale di otto milioni di metri cubi annui, per una spesa che in pochi mesi è passata da due milioni all’anno a più di otto.

semplificazioni?? leggi ad hoc?? mica sono a sanremo!!!!

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

7 messaggi in questa discussione

Quindi sig Frizz, se un mc di gas costava circa un euro, ma facciamo un euro tondo per semplificare i calcoli, con l'aumento del 500%, quanto costa ora un mc di gas?

Una famiglia con un appartamento di 100 mq che consuma 300mc al mese per riscaldarsi come potrebbe pagare?

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti
6 minuti fa, ahaha.ha ha scritto:

Quindi sig Frizz, se un mc di gas costava circa un euro, ma facciamo un euro tondo per semplificare i calcoli, con l'aumento del 500%, quanto costa ora un mc di gas?

Una famiglia con un appartamento di 100 mq che consuma 300mc al mese per riscaldarsi come potrebbe pagare?

il pallottoliere non ha il pallino delle %

già 2+2 gli fa esplodere il coso, si insomma il coso . . .  quello tra un orecchio e l'altro

1 persona mi piace questo

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti
5 ore fa, tiberio1946 ha scritto:

il pallottoliere non ha il pallino delle %

già 2+2 gli fa esplodere il coso, si insomma il coso . . .  quello tra un orecchio e l'altro

ridete pure by-folchi..intanto pagate anche voi!! ringraziate i gretini al par vostra!

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

Dispiace molto per le storiche vetrerie di Murano, un'eccellenza dell'artigianato italiano, ma considerando i prezzi dei loro prodotti direi a occhio e croce che qualche margine di guadagno ce l'abbiano ancora. Peraltro il gas entro la metà del secolo, cioè entro 28 anni, dovrà essere completamente abbandonato, almeno in Europa stante l'obbiettivo UE della neutralità climatica (emissioni nette di CO2 pari a zero), dunque è bene che anche le vetrerie di Murano comincino a cercarsi fin da ora nuove fonti energetiche. Il problema energetico è molto più pesante per altri settori, es. le acciaierie e i cementifici. 

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti
5 minuti fa, fosforo311 ha scritto:

il gas entro la metà del secolo, cioè entro 28 anni, dovrà essere completamente abbandonato, almeno in Europa stante l'obbiettivo UE della neutralità climatica (emissioni nette di CO2 pari a zero),

c'è una parola nel dizionario che dice da sola molte cose, questa parola è "demagogia",  decisioni politiche frutto di demagogia e svincolate dalla realtà. tutti vogliono il benessere ma non sono disposti a pagarne i costi, vogliono l'acqua calda che esce dal rubinetto quando lo aprono ma non vogliono il gas che serve a scaldare quell'acqua, vogliono il telefonino connesso h24  ma non vogliono i ripetitori senza i quali quei telefonini non funzionerebbero, parlano di idrogeno e fanno finta di non sapere che per produrlo bisogna usare energia e quell'energia da qualche pate va prodotta, stesso discorso per le auto elettriche e il discorso si farebbe lungo....  

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

Ci sarebbe un altro discorso da fare, padre etrusco.

Sulla terra ci abitiamo noi e se soffochiamo la terra soffochiamo anche noi.

Questo non vuol dire abbandonare telefonini o l'acqua calda ma a qualche rinuncia ci dovremo adattare.

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti
3 ore fa, etrusco1900 ha scritto:

c'è una parola nel dizionario che dice da sola molte cose, questa parola è "demagogia",  decisioni politiche frutto di demagogia e svincolate dalla realtà. tutti vogliono il benessere ma non sono disposti a pagarne i costi, vogliono l'acqua calda che esce dal rubinetto quando lo aprono ma non vogliono il gas che serve a scaldare quell'acqua, vogliono il telefonino connesso h24  ma non vogliono i ripetitori senza i quali quei telefonini non funzionerebbero, parlano di idrogeno e fanno finta di non sapere che per produrlo bisogna usare energia e quell'energia da qualche pate va prodotta, stesso discorso per le auto elettriche e il discorso si farebbe lungo....  

Sono d'accordo. Hai fatto diversi esempi, ma possiamo sintetizzarli in una parola, o meglio in una illusione, seguita da un aggettivo: la crescita irrinunciabile. Dove per crescita qui si intende quella del PIL (o della ricchezza materiale o del potere d'acquisto, ovvero dei consumi). L'essere umano, per sua natura e a differenza degli animali, è concupiscente e possessivo, difficilmente si appaga di ciò che ha, non è mosso dagli istinti ma dal desiderio. Perfino i bambini più piccoli sono possessivi e di conseguenza egoisti, fino alla violenza. Questo video di primo acchito ci fa tenerezza, poi ci induce a riflessioni meno tenere:

https://youtu.be/uXATjvr_rl4

Quindi il desiderio di possesso è naturale, fisiologico e costitutivo (è la base dell'io secondo Hegel, che lo chiama "appetizione"), ma la rivoluzione industriale, incrementando i mezzi di produzione, ha incrementato a dismisura anche i nostri appetiti. I politici ci promettono la crescita (del PIL) dalla mattina alla sera, la decrescita o la stagnazione sono dipinte come mali peggiori della morte (vedasi la pandemia: è più importante tutelare le attività produttive, cioè il PIL, che la salute delle persone), mentre  i media e la pubblicità eccitano a livelli morbosi i nostri desideri materiali. L'economia di mercato, il capitalismo, il liberismo, hanno prodotto una sorta di mutazione genetica: Homo sapiens, la specie che poneva al vertice dell'esistenza la sapienza, cioè l'unione di saggezza e conoscenza, è diventato Homo consumens, in un processo di mercificazione dell'esistenza dove il cartesiano "penso dunque sono" è stato rimpiazzato da "consumo dunque sono" (Zygmunt Bauman). Naturalmente i mercificatori, cioè i politici, i media, i produttori e i venditori di merci, fanno ricorso all'ipocrisia e all'inganno per raggirare quel poco di sapiens che ancora sopravvive in noi. E allora ci parlano di crescita sostenibile, cioè di crescita rispettosa dell'ambiente e dei delicati equilibri che ancora ci permettono di vivere e di sfruttare un pianeta sovrappopolato da 8 miliardi di consumens.  È un plateale inganno, un'illusione, un ossimoro. Come dimostrano seri studi scientifici e come è abbastanza intuitivo, la crescita, al punto in cui è arrivata nei paesi ricchi, non è più ambientalmente sostenibile. Solo i paesi poveri hanno ancora qualche margine di crescita economica sostenibile, ma la forte crescita demografica e la diffusione dello stile di vita "all'occidentale" li sta erodendo rapidamente. Quindi c'è poco da fare, non possiamo salvare capra e cavoli: se vogliamo scongiurare il disastro climatico, allora dobbiamo decrescere. Dobbiamo cambiare stile di vita, specie noi occidentali, e tagliare la produzione e i consumi, cioè il PIL, almeno nei paesi ricchi. Soprattutto vanno tagliati i consumi energetici. Per approdare alla green economy non basteranno la totale conversione energetica alle fonti rinnovabili e un notevole incremento dell'efficienza energetica: sarà necessario e inevitabile anche un taglio netto della quantità di energia consumata. Per esempio è impensabile elettrificare l'intero parco automobilistico mondiale (quasi un miliardo e mezzo di autovetture) con le batterie al litio mantenendo l'attuale livello medio di potenza e di prestazioni. O tagliamo le vetture circolanti (riducendo la mobilità delle persone, ma anche quella delle merci), oppure tagliamo di brutto le potenze (e il peso delle batterie), diciamo grosso modo a livelli delle utilitarie degli anni '50, come la vecchia 500 e la Topolino (13 cavalli). Naturalmente decrescere nel PIL non significa necessariamente peggiorare nella qualità della vita, anche se almeno nella fase di transizione, ovvero prima di limare le disuguaglianze create dal libero mercato, ci saranno grossi problemi e sacrifici. Bisognerà tagliare drasticamente gli orari di lavoro, come prevedeva Keynes nel 1930. Il grande economista suggeriva una settimana lavorativa cortissima di appena 15 ore per i suoi pronipoti di un secolo dopo, grazie anche all'evoluzione delle macchine. Allo scopo di distribuire in modo equo il pane fra tutti e per consentire a tutti di godersi quella parte della vita che non è fatta di solo pane. 

 

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

Crea un account o accedi per commentare

È necessario essere registrati per poter lasciare un messaggio

Crea un account

Non sei ancora iscritto? Registrati subito


Registra un nuovo account

Accedi

Hai già un account? Accedi qui.


Accedi ora