Si è svegliato

Si è svegliato, finalmente, anche Leopoldino.

Ha detto che bisogna votare due volte al giorno.

Ha ragione, ma ha detto una ovvietà; gli italiani, forse non tutti, se lo auguravano fin dal primo giorno.

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5 messaggi in questa discussione

Inviata (modificato)

Diciamoci la verità, egregio. Leopoldino sognava legittimamente di fare l'ago della bilancia, il king maker come dicono oggi. In effetti poteva anche farlo. Ma a una condizione: solo votando per King Silvio. Nel momento in cui qualche anima pietosa ha convinto il suo amato Silvio a lasciare perdere i sogni, è svanito pure il sogno di Leopoldino, ormai ridotto all'irrilevanza. 

Modificato da fosforo311

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Non credo che Leopoldino avrebbe votato per Silvio, sig fosforo, ma poiché parlano solo di Salvini Conte, Letta e Meloni come veri grandi elettori, per far vedere che esiste anche lui e Italia Viva, ha pensato di dire la sua.

Quando verrà individuato il nome del prossimo Presidente verso cui convergere, vedrà che qualcuno dirà che è merito di Leopoldino.

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4 minuti fa, ahaha.ha ha scritto:

Non credo che Leopoldino avrebbe votato per Silvio, sig fosforo...

Ricordiamoci che c'è il voto segreto. E se ne ricorda anche Prodi.

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Il voto è segreto anche per non fare sapere al proprio segretario chi si vota, sig fosforo.

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Elogio di Renzi (da un non renziano)

 di  Gianfranco Rotondi

Scrive l’agenda come piace a lui, e l’intendenza segue, compatta, a prescindere dalla esiguità dei suoi numeri e dal fatto che non manovra più alcun bastone da maresciallo 

 

Quale che sia l’esito della giornata e della settimana quirinalizia, un risultato già si staglia visibile e poderoso agli occhi degli appassionati di politica: la terza vita di Matteo Renzi da ‘motore immobile’ della politica italiana.

Immobile magari no - si muove da mane a sera - ma nel senso elettorale sì, l’asticella del suo consenso è immobile e non segnala cifre lusinghiere. Ma il motore della politica rimane lui, l’ex rottamatore che oggi riesce a incoronare nella legislatura dell’anticasta il decano del parlamento italiano, Pier Ferdinando Casini.

Ma il capolavoro non è questo: Casini in fondo era lì, poteva battezzarlo chiunque altro (ma lo ha fatto lui, Matteo). Il capolavoro è che Renzi scrive l’agenda come piace a lui, e l’intendenza segue, compatta, a prescindere dalla esiguità dei suoi numeri e dal fatto che non manovra più alcun bastone da maresciallo.

 

Osservate il Pd: ha un segretario, intelligente e perbene, con una biografia che lo dispone quantomeno a fregarsene altamente dei consigli di Renzi. E invece quest’ultimo dà la linea al suo ex partito, rimorchia il segretario salvandolo dalle sabbie mobili del campo largo, gli intesta un suo senatore come candidato, e forse lo salva da un sicuro naufragio.

E che dire dell’Interim di comando esercitato sul centrodestra? Ieri sera ha attovagliato a piazza della Maddalena i vertici di mezzo centrodestra, gli ha fatto sottoscrivere la metà biografia di Casini, quella di centrodestra, e li ha portati dove voleva lui. In assenza di Berlusconi, il senatore di Rignano si è pappato in un solo boccone mezzo centrodestra, divenendone - se non il leader - il garante. 

Dicevo scherzando a un deputato del Pd: riassumetelo, senza congresso, ma lui di rimando mi ha fatto osservare che così lascerebbero Berlusconi senza successore. Io non ho mai condiviso le idee di Renzi: trovo che la rottamazione sia stato il canto di accompagnamento del populismo; non mi è piaciuta la velocità con cui si è imposto dimissioni, svolte e scissioni in luogo di una sana pausa di riflessione; non mi ha convinto la fronda a Conte, la solennità con cui si è intestato Draghi, e la disinvoltura con cui lo ha licenziato dalla possibile e legittima aspirazione quirinalizia.

Non sono renziano, insomma, né aspirante tale. Ma non posso rinunciare a firmare questo elogio della intelligenza politica allo stato puro, un carisma che egli rappresenta senza ombra di dubbio. Per onestà non so dire fin dove arriva l’elogio a Renzi, e dove inizia il giudizio sconsolato sulla intelligenza media del ceto politico - me compreso - deputato alla gestione del condominio Paese.

Gianfranco Rotondi 

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