Come funziona "Taharrush Jam’i" lo stupro di gruppo di capodanno a Milano

Riporto il post di Maryan Ismail, antropologa italo-somala presidente dell’ associazione Unione Islamica Italiana perchè spiega molto bene quello che è accaduto a Milano la notte di Capodanno a 9 ragazze in piazza Duomo, in mezzo alla folla e davanti alla polizia.
Come ci sono riusciti senza essere visti e fermati? Si tratta di una tecnica ben conosciuta e collaudata, già usata in altre città europee come a Colonia qualche anno fa.

Scrive Maryan Ismail:

“Così come ci siamo giustamente allarmate e indignate per la pacca sul sedere in diretta alla giornalista Greta Beccaglia, altrettanta e ancor più forte preoccupazione desta quello che è accaduto in piazza del Duomo nella notte di Capodanno.

Guardando i video  che girano nel web si evince che si trattavano di vere  Taharrush Jama’i (assalti e aggressioni sessuali).
Le vittime sarebbero almeno 9 e i presunti aggressori indagati sono giovani e giovanissimi  ragazzi stranieri e italiani con i genitori di origine nordafricana. Non è un caso che i video girano nei social di lingua araba. Qualora fossero responsabili non dovranno avere attenuanti culturali, ma essere giudicati per violenza sessuale di gruppo.

Per comprendere che si è trattato di Taharrush Jam’i bisogna sapere come si svolgono le aggressioni. Le vittime, come in altri casi precedenti, sono state isolate e assalite con azioni precise, che prevede la formazione di 3 cerchi stretti di uomini e/o ragazzi.
Il primo è quello che violenta fisicamente la ragazza. Il secondo cerchio filma, fotografa e si gode lo spettacolo, infine il terzo cerchio distrae la folla vicina con urla e rumori per non far comprendere cosa accade.
Il compito più odioso è svolto da uno o due maschi del primo cerchio che si fingono “protettori e salvatori” e che rassicurano la vittima convincendola  che sono lì per aiutarla (nel video con le ragazze tedesche si notano due giovani che “cercano” di spingerle fuori dalle transenne), ma che poi essi stessi partecipano attivamente alla violenza di gruppo. La tecnica di protezione ha lo scopo di disorientare la ragazza e  di spezzarne la resistenza perché non sa più di chi fidarsi. Patisce  così anche un ulteriore e drammatico supplizio di tipo psicologico.

E’ bene sapere che la vittima subisce palpeggiamenti, svestimenti, percosse, morsi, penetrazioni digitali o di corpi estranei e se ci sono condizioni di tempo, violenza sessuale vera e propria.

Il fenomeno è esploso in Egitto nel 2011 durante la caduta di Mubarak ed è stato ben documentato dalla giornalista della CBS Lara Logan, vittima di un assalto in Piazza Tahrir mentre svolgeva un servizio televisivo.

Da allora anche se con molta difficoltà sono state raccolte altre testimonianze di vittime e si sono messe in atto una serie di precauzioni e  di tutela per le donne che possono essere esposte a violenza di gruppo in circostanze di eventi pubblici, raduni, concerti o feste religiose.

Nessuna è al sicuro. Vengono assalite donne con o senza il velo, di qualsiasi religione o provenienza e di tutte le età (dai 7 ai 70).

Nel mondo arabo islamico il problema viene affrontato a tutti i livelli, senza nascondere che è specificamente culturale. Trattasi di ulteriori forme di devianza misogina, patriarcale e maschilista.
Il senso di questa specifica violenza di genere è il dominio e il controllo sulle donne, Sono aspetti che non si nascondono o si giustificano.
Ora questo terribile fenomeno sbarca in Europa e non solo (si sono registrati casi in India, Pakistan, Indonesia ecc).

Lo abbiamo visto accadere a  Colonia e all’inizio dell’anno ha sfregiato anche la nostra Milano e le sue cittadine.
Affrontare questa nuova forma di violenza senza sminuirne l’importanza e la specificità per  paura di passare per islamofobici o razzisti è urgente e necessario per la sicurezza di noi tutte.
Sarà utile mettere da parte le ideologie del caso e lavorare tutti insieme. Forze dell’ordine, istituzioni e famiglie.

Non vi è bisogno di assumere vigili, esercito o poliziotti in più (quanto altro tempo dobbiamo attendere?), ma di mettere in atto un urgente e serio programma d’intervento nelle periferie, scuole, parrocchie, consultori, ambulatori, stadi e centri di aggregazione. In altri termini ripensare al controllo del territorio con una visione di prevenzione e tutela ex ante/ex post.

Donne, ragazze, giovani, coesione sociale, integrazione, cittadinanza positiva  e dialogo tra comunità o tra le religioni sono in serio pericolo.
Ed è bene non far finta di nulla sperando che passato il momento tutto ritorna come prima. Non è così e ormai i campanelli d’allarme sono parecchi.”

Che ne pensate?
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2 messaggi in questa discussione

che questi pezzi di *** dovrebbero stare nelle patrie galere, in africa.

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On 1/13/2022 in 14:29, Bollaciao wrote:

I report the post of  Maryan Ismail , Italian-Somali anthropologist president of the Italian Islamic Union because she explains very well what happened in Milan on New Year's Eve to 9 *** in Piazza Duomo, in the crowd and in front of the police.
How did they do it without being seen and stopped? It is a well known and tested technique, already used in other European cities such as Cologne a few years ago.

Maryan Ismail writes:

“Just as we were rightly alarmed and indignant at the slap on the butt live on the journalist Greta Beccaglia, just as much and even more concern arouses what happened in Piazza del Duomo on New Year's Eve.

Looking at the videos that run on the web it is clear that they were real Taharrush Jama'i (assaults and sexual assaults).
The victims would be at least 9 and the alleged attackers under investigation are young and very young foreigners and Italians with parents of North African origin. It is no coincidence that the videos are shot on Arabic-language social networks. If they are responsible, they must not have cultural extenuating circumstances, but be tried for group sexual violence.

To understand that it was Taharrush Jam'i you need to know how the attacks take place. The victims, as in other previous cases, were isolated and attacked with precise actions, which involves the formation of 3 tight circles of men and / or boys.
The first is the one who physically rapes the girl. The second circle films, photographs and enjoys the show, finally the third circle distracts the nearby crowd with screams and noises so as not to make them understand what is happening.
The most hateful task is carried out by one or two males of the first circle who pretend to be "protectors and saviors" and who reassure the victim by convincing her that they are there to *** her (in the video with the German *** you can see two young *** who "try" to push them outside the barriers), but then they themselves actively participate in group violence. The protection technique has the purpose of disorienting the girl and breaking her resistance because she no longer knows who to trust. Thus he also suffers a further and dramatic psychological torture.

It is good to know that the victim suffers groping, undressing, beating, biting, digital or foreign body penetration and if there are time conditions, real sexual violence.

The phenomenon exploded in Egypt in 2011 during the fall of Mubarak and was well documented by CBS journalist Lara Logan, the victim of an assault in Tahrir Square while carrying out a television report.

Since then, even if with great difficulty, other testimonies of victims have been collected and a series of precautions and protection have been put in place for women who may be exposed to group violence in the circumstances of public events, gatherings, concerts or religious festivals .

None are safe. Women with or without the veil, of any religion or origin and of all ages (from 7 to 70) are attacked.

In the Arab-Islamic world, the problem is addressed at all levels, without hiding that it is specifically cultural. These are further forms of misogynist, patriarchal and male chauvinistic deviance.
The meaning of this specific gender-based violence is the domination and control over women. These are aspects that are not hidden or justified.
Now this terrible phenomenon lands in Europe and beyond (there have been cases in India, Pakistan, Indonesia, etc.).

We saw it happen in Cologne and at the beginning of the year it also scarred our Milan and its towns.
Tackling this new form of violence without diminishing its importance and specificity for fear of being Islamophobic or racist is urgent and necessary for the safety of all of us.
It will be useful to put aside the ideologies of the case and work together. Law enforcement agencies, institutions and families.

There is no need to hire more brigade, army or policemen (how much longer do we have to wait?), But to implement an urgent and serious intervention program in the suburbs, schools, parishes, counseling centers, clinics, stadiums and centers of aggregation. In other words, rethink the control of the territory with an ex ante / ex post vision of prevention and protection.

Women, ***, young ***, social cohesion, integration, positive citizenship and dialogue between communities or between religions are in serious danger.
And it is good not to pretend nothing has happened, hoping that after the moment everything returns as before. This is not the case and there are now many alarm bells. "

myccpay
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This article is amazing, thank you for sharing.

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