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Se i più faziosi riscrivono la storia

 
 
 
Francesco Maria Del Vigo

In prossimità dell'elezione del Colle avvengono eventi magici, quasi misterici. Il più evidente è «la riscrittura della storia», ovviamente indossando gli occhiali della faziosità e dello strabismo politico.

 

La squadra nazionale specializzata in questo sport di illusionismo alberga storicamente al Fatto quotidiano. E in questi giorni stanno facendo fuochi d'artificio, o meglio stanno sparando a palle incatenate, al sol pensiero che il nome di Silvio Berlusconi sia nella rosa dei papabili per salire al Colle. Da quelle parti, con ogni evidenza, stanno riscrivendo la storia degli ultimi vent'anni. Come se li avessero vissuti e osservati solo loro mentre tutti gli altri dormivano. Così, dopo aver passato anni a dar credito a millantatori, squinternati e delinquenti di ogni risma, nel tentativo di screditare il Cavaliere ora sono passati direttamente alla negazione della realtà. In effetti è più semplice, basta avere una buona propensione per il genere fantasy.

L'esempio più lampante è il discorso tenuto nel 2006 da Silvio Berlusconi a Washington, del quale negli ultimi giorni abbiamo ripubblicato il testo (destando grande scandalo, evidentemente). Un successo internazionale, ma soprattutto un evento «in chiaro», sotto gli occhi di tutti, trasmesso dai media italiani e d'Oltreoceano e celebrato financo dagli avversari del centrodestra. Difficile manipolarlo e negare quello che accadde, l'apprezzamento dell'amministrazione Usa e gli applausi che più volte interruppero lo speech. Sarebbe un po' come dire che la terra è piatta o che nei vaccini ci sono i microchip... appunto. I negazionisti della realtà riescono anche in questo compito acrobatico e piegano la storia fattuale a loro uso e consumo: così per il Fatto quotidiano lo storico incontro diventa un siparietto con comparse al seguito. Eppure non si può negare che Silvio Berlusconi abbia parlato (unico premier della seconda Repubblica) di fronte alla più importante istituzione americana, fosse in ottimi rapporti con George W. Bush, con Vladimir Putin e con altri attori di primo piano della politica internazionale: l'accordo di Pratica di Mare è ancora sotto gli occhi di tutti. A meno che, quegli occhi, non li si voglia tappare volontariamente.

Riscrivere gli eventi è un esercizio pericoloso, perché valido per tutti al momento del bisogno. Se la storia fosse (ri)scritta solo dai testi sacri della stampa di sinistra chiunque abbia commesso l'errore imperdonabile di essere vagamente più a destra - basta solo qualche micron - del Pd sarebbe un delinquente: Salvini un razzista sequestratore di migranti, la Meloni una fascista pronta a marciare su Roma e persino Renzi una sorta di mercenario venduto agli emiri dei petrodollari. E sono solo alcune delle balle propalate in questi ultimi anni. Di converso per Travaglio Giuseppe Conte diventa un Cavour redivivo o un erede di Franklin Delano Roosevelt e, stando agli Annales rossi dei sedicenti Tacito, Romano Prodi un padre della Patria, il compagno Giorgio Napolitano il solo presidente super partes (cioè la loro parte) e Massimo D'Alema la reincarnazione di Machiavelli. Eccoci pronto un bel romanzo fantasy e pure un po' horror.

Fortunatamente rimangono, sotto gli occhi di tutti, i fatti. Che non sono solo quotidiani, ma storici.

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15 messaggi in questa discussione

Ognuno ha il diritto di pensare e scrivere quel che vuole, sig pignonista.

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Inviata (modificato)

Complimenti al Pignonista-Refusi! Quando uno getta la maschera, o fa outing coming out come si dice in lingua barbarica, merita un elogio. In questo forum lo consideravamo un renziano doc, oggi scopriamo che è anche un berlusconiano doc. Più che di scoperta trattasi di conferma, almeno per me che ho sempre considerato il bugiardo di Arcore e quello di Rignano politicamente indistinguibili e largamente sovrapponibili anche nello stile e nel carattere. Resta il distinguo, doveroso nei riguardi del toscano, che il primo è un pregiudicato mentre il secondo per ora è solo inquisito, e quello doveroso nei confronti del frodatore, essendo lui il maestro e l'altro, come dice Scanzi, solo un suo allievo ripetente (allievo, si spera, solo nella sfera politica). Naturalmente non basta essere berlusconiani doc per dedicare al delinquente un panegirico di quella fatta. Infatti scopriamo che questo Francesco Maria Del Vigo Pennucci (origini nobiliari?) è a libro paghe di Berlusconi. Paolo o Silvio fa poca differenza.

Potrei fermarmi qui, ma ho qualche minuto libero e ne approfitto per sgomberare il campo dalla nota bufala con cui il megalomane e narciso di Arcore si intesta il merito della fine della Guerra Fredda con gli accordi di Pratica di Mare del 2002. Tutti sanno che la Guerra Fredda propriamente detta era finita da un pezzo con la caduta del Muro di Berlino e la dissoluzione dell'Unione Sovietica e del Patto di Varsavia. Ma, se ci limitiamo ai rapporti NATO-Russia, nel vertice di Pratica di Mare non ci fu che la riaffermazione di precedenti impegni di mutua cooperazione già firmati nel 1997. L'unica novità di rilievo fu l'istituzione di un Consiglio permanente NATO-Russia. Questo però si rivelò presto fallimentare e inutile. Nel 2008 la Russia invase la Georgia, nel 2014 si annesse la Crimea, nel 2015 appoggiò militarmente il tiranno Assad nella guerra civile siriana,  nel 2016 interferì con le elezioni presidenziali americane, l'anno dopo con quelle francesi. Oggi i rapporti tra Russia e Occidente sono molto peggiori di quelli del 1991, quando storicamente finì la Guerra Fredda.  

Nel panegirico si celebra anche lo "storico" discorso di Berlusconi del primo marzo 2006 davanti ai due rami del Congresso americano riuniti in seduta comune. Non fu un discorso storico ma una trovata elettorale del noto piazzista. Cedo la parola a Wiki:

Nel dicembre 2010 un documento dell'ambasciata americana in Italia... diffuso da Wikileaks, ha rivelato che quell'intervento al Congresso era stato esplicitamente chiesto fin dall'autunno da Berlusconi, per fini di campagna elettorale, e che egli avrebbe puntato nella campagna elettorale su una politica estera pro-USA, contrapposta a quella europeista di Prodi...

Il vicedirettore del Giornale ascrive a merito di Berlusconi anche le sue amicizie personali con big come Bush e Putin. Dimentica personaggi come Gheddafi, Lukashenko e Erdogan (della cui figlia B. fu testimone di nozze), ma è tutta gente che io non vorrei neppure come vicini di casa. 

Il panegirico del piduista contiene ovviamente un attacco diretto al FQ, colpevole di raccogliere firme contro la candidatura di B. alla presidenza della Repubblica. Ma l'autore legge poco il Fatto altrimenti saprebbe che non è affatto un giornale fazioso schierato a sinistra (sebbene sostenga alcune idee e valori della sinistra, quella seria) e che Travaglio e & C. hanno spesso e pesantemente criticato i vari Prodi, D'Alema e (soprattutto) Napolitano.

P.S. Rinnovo ai forumisti seri e onesti l'invito a firmare la petizione del Fatto. L'Italia, per quanto caduta in basso, non si merita un delinquente impunito come presidente della Repubblica.

https://www.change.org/p/berlusconi-al-quirinale-no-grazie-174002e6-ef40-41cd-a968-8d385fb1ee52

Modificato da fosforo311
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Per un popolo così berlusco , un presidente d'onore lo rispecchia alla grande

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Quindi la democrazia non esiste secondo Rousseau, sig.pm

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1 ora fa, ahaha.ha ha scritto:

Quindi la democrazia non esiste secondo Rousseau, sig.pm

In effetti

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.......Gli italiani  scelsero un Presidente del Consiglio di 165 cm (senza tacchi), che si circondò di ballerine e di ministri di 154 cm. Frutto di quella P2 da cui ci aveva messo in guardia Tina Anselmi. Al momento di fare il governo propose il suo avvocato, poi condannato per aver corrotto i giudici, come Ministro della Giustizia. Diede dell’eroe al mafioso Mangano e accusò la Magistratura di essere un cancro. Plebiscito in suo favore! Qualche condannetta se l’è presa, non essendo riuscito a modificare tutte le leggi che ha infranto, rendendo legale l’illegale, ma se l’è cavata con poco. Un po’ di barzellette agli anziani delle case di riposo e tutto è dimenticato. Il resto? Prescritto

Ora si propone come Presidente della Repubblica, fiero del ridicolo. I voti? Si comprano. Come ha fatto per far cadere Prodi. Son prezzi che si può permettere di pagare. Mi era piaciuta la provocazione di *** in Parlamento. Ma credo che nulla equivalga all’ascesa di Berlusconi al Quirinale. Primo provvedimento? La grazia a Dell’Utri, chiamato alla sua destra, dove è sempre stato. Lo vedo a presiedere il Consiglio Superiore della Magistratura. Chissà che trovate escogiterà… tipo quando presenziò, da presidente del consiglio, a una cerimonia della Guardia di Finanza. Per non dire della smorfia durante l’inno, quando avrebbe dovuto cantare “siam pronti alla morte”. E le corna nelle foto ufficiali? O quando guarda Michelle e poi Barack e fa un gesto con la mano e una smorfia con la faccia per dire: che pezzo di gnocca, Michelle. Me la farei su due piedi. Barack… con una bella abbronzatura

E la Merkel culona inchiavabile? Ma dove lo troviamo un altro così? Totò? Un dilettante. Sordi? Una parodia. Crozza? Penoso. Quando raccontavo le sue imprese ai colleghi di tutto il mondo, avevano le lacrime agli occhi dal ridere: ma cosa ci racconti questa volta di Berlusconi? E non mi credevano. La realtà superava l’immaginazione. Trasformare l’immaginazione in realtà è un gesto rivoluzionario. Da giovane mi piaceva lo slogan dell’immaginazione al potere. Chi l’avrebbe mai detto che questo auspicio si sarebbe avverato con Berlusconi? Con le sue televisioni ha dato agli italiani quello che volevano: ***, ***, calcio e quiz. Umberto Eco, che disquisiva di Mike Bongiorno, non aveva capito niente. Berlusconi non fa teoria, lui realizza davvero quel che gli passa per la testa. 

Torno a Rosy Bindi, definita più bella che intelligente dal futuro presidente, che racconta barzellette su di lei che finiscono con una bestemmia. Sarebbero sette anni veramente noiosi con Rosy al Colle. I vignettisti perderebbero ogni ispirazione: magari lei cercherebbe di far funzionare davvero il Parlamento, e anche tutte le istituzioni presiedute dal Presidente della Repubblica. Tipo le Forze Armate, e la Magistratura. Che noia. Immagino invece le feste eleganti organizzate al Quirinale. Con un cambio di legge si potranno arruolare donne nei corazzieri. Basta con le discriminazioni, cribbio! Il presidente avrà una guardia del corpo tutta femminile, come quella di Gheddafi. Le vedo già che entrano marciando in qualche salone tutte fasciate nelle corazze, con gli elmi criniti, e poi fanno la lap dance di fronte a Berlusca che dà di gomito a Dell’Utri. La più ardita diventerà ministro della Difesa. Ovviamente. Come Previti. 

Silvio ha 85 anni e quindi finirà il settennato a 92. I suoi medici gli hanno garantito la quasi immortalità, con 120 anni di aspettativa di vita. Sarà rinnovato. E Matteo Renzi, il suo erede naturale? Mi ricorda l’avvocato 47enne che comprò la nuda proprietà della casa di Jeanne Calment, una novantenne. Si aspettava che sarebbe morta entro poco e, invece, Jeanne visse fino a 122 anni (due in più rispetto a Berlusconi) e l’avvocato morì molto prima di lei.  

Ho quindici anni meno di Berlusconi, non mi faccio illusioni. L’incubo peggiore per noi di sinistra, tanti anni fa, era che saremmo morti democristiani. E invece no. Moriremo berlusconiani. La sua risata ci seppellirà. Viva l’Italia, viva la Repubblica, viva la gnocca! Che sempre allegri bisogna stare. 

 

di Ferdinando Boero

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Inviata (modificato)

23 ore fa, il.pignonista ha scritto:

Se i più faziosi riscrivono la storia

 
 
 
Francesco Maria Del Vigo

In prossimità dell'elezione del Colle avvengono eventi magici, quasi misterici. Il più evidente è «la riscrittura della storia», ovviamente indossando gli occhiali della faziosità e dello strabismo politico.

 

La squadra nazionale specializzata in questo sport di illusionismo alberga storicamente al Fatto quotidiano. E in questi giorni stanno facendo fuochi d'artificio, o meglio stanno sparando a palle incatenate, al sol pensiero che il nome di Silvio Berlusconi sia nella rosa dei papabili per salire al Colle. Da quelle parti, con ogni evidenza, stanno riscrivendo la storia degli ultimi vent'anni. Come se li avessero vissuti e osservati solo loro mentre tutti gli altri dormivano. Così, dopo aver passato anni a dar credito a millantatori, squinternati e delinquenti di ogni risma, nel tentativo di screditare il Cavaliere ora sono passati direttamente alla negazione della realtà. In effetti è più semplice, basta avere una buona propensione per il genere fantasy.

L'esempio più lampante è il discorso tenuto nel 2006 da Silvio Berlusconi a Washington, del quale negli ultimi giorni abbiamo ripubblicato il testo (destando grande scandalo, evidentemente). Un successo internazionale, ma soprattutto un evento «in chiaro», sotto gli occhi di tutti, trasmesso dai media italiani e d'Oltreoceano e celebrato financo dagli avversari del centrodestra. Difficile manipolarlo e negare quello che accadde, l'apprezzamento dell'amministrazione Usa e gli applausi che più volte interruppero lo speech. Sarebbe un po' come dire che la terra è piatta o che nei vaccini ci sono i microchip... appunto. I negazionisti della realtà riescono anche in questo compito acrobatico e piegano la storia fattuale a loro uso e consumo: così per il Fatto quotidiano lo storico incontro diventa un siparietto con comparse al seguito. Eppure non si può negare che Silvio Berlusconi abbia parlato (unico premier della seconda Repubblica) di fronte alla più importante istituzione americana, fosse in ottimi rapporti con George W. Bush, con Vladimir Putin e con altri attori di primo piano della politica internazionale: l'accordo di Pratica di Mare è ancora sotto gli occhi di tutti. A meno che, quegli occhi, non li si voglia tappare volontariamente.

Riscrivere gli eventi è un esercizio pericoloso, perché valido per tutti al momento del bisogno. Se la storia fosse (ri)scritta solo dai testi sacri della stampa di sinistra chiunque abbia commesso l'errore imperdonabile di essere vagamente più a destra - basta solo qualche micron - del Pd sarebbe un delinquente: Salvini un razzista sequestratore di migranti, la Meloni una fascista pronta a marciare su Roma e persino Renzi una sorta di mercenario venduto agli emiri dei petrodollari. E sono solo alcune delle balle propalate in questi ultimi anni. Di converso per Travaglio Giuseppe Conte diventa un Cavour redivivo o un erede di Franklin Delano Roosevelt e, stando agli Annales rossi dei sedicenti Tacito, Romano Prodi un padre della Patria, il compagno Giorgio Napolitano il solo presidente super partes (cioè la loro parte) e Massimo D'Alema la reincarnazione di Machiavelli. Eccoci pronto un bel romanzo fantasy e pure un po' horror.

Fortunatamente rimangono, sotto gli occhi di tutti, i fatti. Che non sono solo quotidiani, ma storici.

L’agenda di gennaio di Silvio Berlusconi l’hanno messa in fila su Repubblica i giornalisti Giuliano Foschini e Fabio Tonacci ed è utilissima per tastare lo spessore del candidato del centrodestra al Quirinale che molti trattano come se fosse davvero un’ipotesi non offensiva e scellerata.«Il 19, cinque giorni prima che i Grandi elettori si riuniscano in Parlamento, a Milano si tiene l’udienza del processo Ruby ter: il Cavaliere è alla sbarra insieme ad altre 28 persone per corruzione in atti giudiziari e induzione alla falsa testimonianza. Il 21 gennaio i suoi avvocati si devono spostare a Bari per l’udienza sul caso Tarantini dove – particolare non secondario – la presidenza del Consiglio si è costituita contro di lui. Il 26 gennaio, a urne presidenziali probabilmente ancora aperte, li vedremo tornare in fretta a Milano di nuovo per il Ruby ter».A questo si aggiunge (vale la pena ricordarlo) una condanna definitiva per frode fiscale (2013, vicenda diritti Mediaset). Un Presidente della Repubblica condannato e con processi in corso sarebbe una prima volta per l’Italia. E forse primeggerebbe anche per vergogna.Il fatto che all’interno del centrodestra non si accorgano dell’oscenità di essere qui ancora a discutere di Berlusconi al Quirinale non stupisce: quei partiti, come i molti collaboratori e dipendenti delle aziende di Berlusconi, leccano il capo senza il quale non esisterebbero, non sarebbero mai esistiti. La gratitudine sconsiderata verso il padrone è l’unico elemento che gli viene richiesto.A fare paura è questa “bocca buona” che molti esibiscono con grande fervore. Se diventa commestibile Berlusconi pensate con che papille potranno scegliere la futura classe dirigente.

P.S.  Domanda  si  presenterà  ai processi  o  ci sarà l'ennesimo  ricovero  ?

Modificato da barbablu16

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Inviata (modificato)

Un grazie ad Ahaha e Barbablu, due analisi molto lucide e illuminanti, la prima anche gustosa nei toni. Per parte mia ribadisco le mie due proposte in caso di malaugurata elezione del pregiudicato:

Staffette di cittadini a protestare tutti i giorni davanti al portone del Quirinale.

Aventino parlamentare per tutti i partiti seri. I cui eletti usciranno dall'aula fin dal discorso di insediamento del delinquente. 

Modificato da fosforo311

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Un certo  Rotondi ha  affermato  che sarebbe  come  Pertini...una  bestialità  simile  la  poteva  dire  solo  un democristiano

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1 ora fa, barbablu16 ha scritto:

Un certo  Rotondi ha  affermato  che sarebbe  come  Pertini...una  bestialità  simile  la  poteva  dire  solo  un democristiano

Alzaimer anche per Rotondi?

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1 ora fa, ahaha.ha ha scritto:

Alzaimer anche per Rotondi?

No, no  è  così  di  suo

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4 ore fa, ahaha.ha ha scritto:

Alzaimer anche per Rotondi?

Gianfranco Rotondi: “Berlusconi al Quirinale? Sarebbe simile a Pertini”.

Potrebbe essere un'immagine raffigurante 1 persona

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5 ore fa, ahaha.ha ha scritto:

Alzaimer anche per Rotondi?

o demenza senile..xD...comunque è un tipetto talmente "lecchino" che riuscirebbe ad eguagliare salvi e melons nel sostenere il berlu.

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Nino Di Matteo:

Berlusconi pagò la mafia anche da Presidente del Consiglio".

DUNQUE:

È a dir poco sconvolgente che gran parte dei cittadini non sappia queste *** e ancor più drammatico il fatto, che molti le sappiano ma le ignorino.

Siamo un Paese senza moralità e senza dignità.

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