e se usassimo il sahara ?

copiato e incollato , scritto da P. Monza. é lungo ma divertente e chiaro

Inizialmente ha risposto: Se basterebbe coprire solamente il 5%-10% del Sahara con pannelli solari per soddisfare la richiesta energetica mondiale, perché non costruiamo un opera simile?

perche non siamo abbastanza ricchi e stupidi.

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i furbetti hanno fatto questa immagine.

È da anni che ogni qualche mese salta fuori che qualcuno la commenta dicendo che con un piccolo pannello in mezzo all'Africa si potrebbe saziare tutto il pianeta.

In realtà questa non è altro che la pubblicità fatta da qualcuno che vuole vendere pannelli perché non c'è nessuna ragione logica di fare una cosa del genere. O sbaglio?

Innanzitutto guardiamo la dimensione del pannello, sembra piccolo vero?

Meno del mignolino, vero?

Sembra piccolo, e quindi fattibile, semplicemente perché è posto come disegno all'interno di un continente esageratamente grande ma se guardiamo le misure a seconda della foto che stiamo guardando è un piccolo affare quadrato di 300 o 500 km di lato a seconda del redattore.

Come dire la distanza tra Milano e Roma ma in quello spazio non ci starebbe perché l'Italia non è abbastanza larga.

A questo punto qualche fessacchiotto potrebbe obiettare che si, è vero, che è molto grande ma li non ci vive nessuno. Immagino che quei milioni di persone avrebbero da dire... ma tant'e' diciamo pure che sia COMPLETAMENTE DESERTO.

Ancora quando gli si fa notare il costo o l'eventuale problematiche come mi è capitato quando qualcuno mostra la foto con il disegnino mi dicono che è comunque da fare perché ecologico. Anche il suicidio e' ecologico.

Allora noi, poveri ***, potremmo decidere oggettivamente ricostruire questo piccolo pannello usando tecnologie attuali, non il motore di un ufo o qualcosa del genere, ma tecnologia esistente sulla faccia da terra.

Ad oggi sulla terra si consumano circa 20.000 TWh.

Prendiamo allora una centrale sempre nel deserto che abbia caratteristiche simili e io, spataflummen, andare a prendere la mia preferita (e avanzatissssima) che si trova vicino a Las Vegas.

1.6 km² = 0,12TWh

In pratica 270.000Km^2

a questa prima stima sembrerebbe che ALCUNI ottenebrati abbiano ragione, un quadrato di 519 km di lato l'opera più grande mai realizzata dall'uomo la più grande cementificazione mai pensata da un essere umano (ma i Verdosky non dovevano essere contro il cemento?), sarebbe fattibile.

Anche se comunque è già grande quattro volte alcune delle immaginette proposte.

l'area di una centrale non e' un pannello come dicono alcuni i gran figli di poiché dovrebbe apparire ovvio tutti che non stiamo parlando di un pannello unico ma di una centrale dove tra pannello pannello ci deve essere un camminamento ed una struttura. Abbiamo già ucciso tre quarti dei VERDOSKY quando ipotizzano dimensioni molto minori.

Cominciamo a dare a quest'incubo la sua VERA dimensione:

lo stato dell'Honduras sarebbe grande la metà.

Non basterebbe neppure aggiungere la superficie dell'Honduras.

Aggiungiamoci pure la superficie del costa Rica

e quella di Panama.

Non siamo ancora arrivati alla dimensione necessaria.

Proviamo con stati più grossi come la Colombia: se fosse piatta come un tavolo da biliardo la centrale prevista dagli sciocchi ci starebbe ma siccome ci sono le Ande non ci sta neppure li.

Riproviamo con gli Stati europei?

Belgio più

Olanda più

Danimarca più

Austria più

Croazia.

E ancora non basta anche se provassimo a immaginarli piatti come un tavolo.

In pratica questo piccolo quadrato possiamo cominciare a pensare che non è tanto piccolo come sembrava sulla mappa, adesso sembra grande come deve essere? Pensate ancora che sia poca roba?

Fortuna che sulla mappa sembra così piccola, vero?

Provate a immaginare cosa costi semplicemente trasformare il Belgio in un'unica gettata di cemento (e dove ne trovate cosi' tanto?).

Bene, pensate che lo dovete fare 10 volte.

Mettiamo pure che uno sciocco decida di trovare i soldi per trasformare in una lastra di cemento una superficie che è più grande della maggior parte degli Stati nel mondo. A questo punto sorgerebbe un piccolo problema come sanno i velisti: non essendoci più neppure le dune il vento accelererebbe a velocità soniche stracciando letteralmente pannelli. L'oceano non e' il laghetto.

Ma ammettiamo, per far felici i propugnatori, che non esista questo PICCOLO problema perché i nostri pannelli sono speciali costano come un razzo apollo (per gli amici Saturn) per ogni watt prodotto e riescano quindi a reggere a qualsiasi evento.

Così noi abbiamo fatto la nostra centrale solare in mezzo al deserto dove… Non interessa a nessuno.

In questo calcolo abbiamo già dimenticato una piccola cosa: quando si ha a che fare con una distribuzione di energia elettrica quale è questa occorrono tutta una serie di meccanismi, come ci ha insegnato la centrale solare più grande d'Europa che e' in Italia a Montalto. Nel caso specifico sara' grande circa il 10%. In pratica l' "interruttore" ( i cavi, bracker, livellamento, sala controllo...) per farla funzionare è grande come l'Olanda.

Già solo il trasporto energetico all'interno di questo enorme generatore porterebbe via un 5% almeno di energia totale.

Giusto per chi non vuole intendere ricordiamo infatti che aumentando la tensione i cavi non possono stare molto vicini altrimenti si avrebbero effetti collaterali.

Non solo grandi forze tra conduttori, forza elettromotrice (FEM), ma la possibilità che collassi la rigidità dielettrica dell'aria.

Adesso però continuiamo ad avere tanta energia dove non interessa nessuno. Mettiamo di doverla portare nella vicina a Berlino che dista solamente 5000 km circa.

Già perché secondo le intenzioni dei verdosky se una piccola parte verrà utilizzata vicino la maggior parte sarà oltre i 15.000 km.

Una linea di trasmissione lunga 5000 km a una tensione di 1.000.000 di volt, tensione che offre già tutta una serie di problematiche tecniche assai onerose, può arrivare a perdite del 50% e solo con casi molto particolari, molto più costosi di un banale un elettrodotto, scendere intorno al 30%.

Figuriamoci cosa vorrebbe dire trasportarla fino nel nuovo mondo o fino in Cina.

Abbiamo appena scoperto che la supercentrale ,il sogno dell'amante dell'asfalto, in realtà non può andare oltre al continente Europa.

Ma ci siamo appena dimenticati che nessun motore o generatore gira a 1.000.000 di volt. Vuol dire che se all'inizio che alla fine di questa enorme linea ci dovranno essere dei trasformatori che sebbene siano macchine perfette, arrivano quasi al 100% di rendimento, sono oggetti abbastanza ingombranti e probabilmente ruberebbero un altro 5% di spazio dovendo essere raffreddati visto che mal tollerano le alte temperature.

Se poi anziché come la grande centrale del deserto americano volessimo seguire la strada del fotovoltaico dovremmo aggiungere un 5-10% di spazio per le elettroniche e un altro 2% per tutta la rete che serve per la riparazione degli stessi.

Adesso accendiamo la nostra centrale che è fatta da milioni di componenti, se abbiamo scelto la via elettronica avremmo un problema con le alte temperature e i condensatori, la via invece termica avremo delle macchine rotanti con la relativa usura e anche la necessità dell'alimentazione: dovremo trovare acqua. Infine ci saranno gli addetti alla pulizia di una vetrata grande come diverse nazioni.

Qualunque sia la scelta vorrà dire che noi avremmo delle piccole città sparse per l'impianto, ricordiamoci che questo oggetto è grande come diversi stati messi insieme, che sostanzialmente saranno abitate da degli schiavi che dovranno riparare le centinaia di guasti giornalieri che possono capitare in un impianto fatto da così tanti pezzi.

Queste città, e relative necessità come strade, energia, acqua, cibo e relativi magazini e mezzi aumenteranno di un altro 10% la dimensione dell'impianto.

Per i ricambi ovviamente occorrerà un'infrastruttura che produrrà inizialmente quello che servirà per la costruzione e successivamente verrà utilizzato per la produzione della ricambistica. Possiamo stimare la dimensione di questo oggetto circa un altro 5% ad impianto operativo.

In pratica avevamo fatto un segnetto sulla carta che doveva corrispondere a una produzione di 20.000 tera wattora scoprendo poi che erano 10.000 una volta trasportati in Europa e con tutto quello che serve per far funzionare la centrale quel quadratino, che poi non è tanto ino, basta appena per l'Europa.

Sì, abbiamo appena scoperto che su quella superficie non deve appoggiare semplicemente un pannello a 10MV monolitico ed eterno che hanno portato lì i marziani ma gli effetti pratici sono quelli che la più grande macchina mai immaginata al di fuori dei romanzi di fantascienza e tale macchina deve avere una manutenzione che alla fine di tutto il caos porta via quasi metà della superficie.

La nostra macchina da 20PWh è appena diventata sufficiente per l'Europa che consuma 5100TWh .

Se guardiamo bene l'immagine però e analizziamo la didascalia sembrerebbe che l'impianto sia sostitutivo.

FULL NEED!

Total area of solar panels required to power the world!

Basterebbe fare il quadratino per alimentare il pianeta!

Per fare questo il nostro piccolo impianto deve obbligatoriamente sostituire le fonti esistenti. Purtroppo più del 50% dell'energia viene richiesto fuori dal tempo di funzionamento.

Succederà sicuramente che delle nazioni ad est dell'impianto inizino a consumare energia prima che il sole arrivi sul nostro super pannello e quelle a ovest inizieranno un furibondo consumo quando il sole magari se ne sarà già andato.

Ricordo, viste le bugie mandate in giro da gente come Greenpeace e GCIL, che i picchi energetici nelle nazioni industrializzate tendenzialmente sono 2 uno intorno a 12 intorno alle 19.

sicuramente una parte di questi consumi europei sarà durante la produzione ma la maggior parte avverrà fuori dalle tre ore in cui l'impianto è al suo picco.

Occorre quindi una cosa chiamata batteria.

Le batterie hanno un rendimento che fra quello proprio della cella (R ed autoscarica) e quello del contorno inteso caricabatterie ed elevatore di tensione necessario è all'incirca 50%.

Ovviamente anche i capannoni con dentro le batterie occuperanno una grande superficie e consumeranno energia sia per la ventilazione sia per il trasporto e la rifusione delle piastre. Perché, non dimentichiamo, che dopo un certo numero di cicli le batterie al piombo, soluzione più ovvia per uno stivaggio del genere e le uniche che sono quasi integralmente riciclabili, vanno praticamente ricostruite fondendole, laminandole eccetera.

100Wh al Kg di stivaggio vuol dire per 20000.000.000.000.000Wh 200 milioni di tonnellate (la pruduzione di 20 anni nel mondo) di piombo da gestire, muovere, controllare: personale, mezzi e impianti.

Questo vuol dire che non solo il 50% dell'energia prodotta dall'impianto costerà il doppio aumentando del 25% la superficie e i costi dello stesso ma poterebbe anche un altro 10% di area destinata al stoccaggio e alla lavorazione del piombo. Lavorazione che inciderà dal punto di vista energetico aumentando ancora di un 2% l'area.

Adesso finalmente il nostro quadrato può effettivamente sostituire in alcune nazioni tutta l'energia prodotta. Non certo del mondo, non certo dell'Europa e nemmeno della comunità europea. Diciamo di qualche stato.

Oppure aumentiamo in maniera notevole la dimensione del manufatto..

Vediamo di dimensionarlo per la sola europa, una schifezza (il 25% in pratica) rispetto all'idea di poter alimentare l'intero pianeta ma converrete con me che abbastanza stupido portare l'energia molto lontano perdendone poi il 90%, forse l'intera Africa non basterebbe.

Secondo terna e altre fonti auto autorevoli in Europa complice anche molti Stati messi veramente male come l'ex-Iugoslavia si consuma molto poco circa 5100 tera wattora. Giusto per capirci da solo il Giappone ne consuma 1000 e la Cina quasi 4000.

partiamo quindi con il numero 5100.

Sono 68.000Km^2 ed è già un quadratino di 260 km di lato più grande della maggior parte di quelli proposti da vari ecotonti che pensano ad un pannello singolo che piove dal cielo portato dai silurani.

E stiamo parlando sostanzialmente della sola parte generatrice.

Con tutto quello che serve per farla effettivamente funzionare arriviamo a 93000 305 km di lato.

Poi aggiungiamo trasporto che come abbiamo visto si mangia relativamente poco quando dovrò portarlo nel sud Italia ma quando dovrò raggiungere persino la perfida albione o addirittura la Svezia dovrò pagare pegno e quindi ho appena raggiunto i 180 mila kilometri quadrati ovvero 424 km di lato.

A questo punto mi basterà semplicemente aggiungere le batterie per dire che posso alimentare l'Europa con solo quella roba lì. 246.000 km² che sono un rettangolo di 500 km circa.

Il rettangolino schifoso che doveva alimentare il mondo abbiamo scoperto non solo che non è un rettangolino ma è un'enormità colossale ma riesce appena ad alimentare l'Europa.

In realtà si potrebbe fare anche maniera più compatta per esempio mettendo tutti gli oneri come i trasformatori, le persone e le industrie correlate sotto i pannelli anziché di lato ma questo incrementerebbe ancora di più tempi e costi in maniera esagerata.

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Molti commilitoni della grande forza verdosky sono disposte sparare chiunque dica il contrario di quello che hanno insegnato loro vi dirà tutta una serie di fesserie come:

un aumento colossale del rendimento dei pannelli,

un trasporto energetico in corrente continua da infiniti volt

e altre amenità.

Nel mondo reale è già un viaggio per la corrente andare da una parte all'altra del super pannello desertZAPcrash.

Quando blaterano di queste cose non si rendono conto neppure che la maggior parte degli interruttori, sto parlando solo degli interruttori, che ci sarebbero dentro in un affare del genere per sezionare l'impianto sarebbero grandi qualche decina di metri (lo vedete l'omino?). Ne servirebbero a centinaia.

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Sì, perché parlare e blaterare è una cosa ma non prendersi neanche una domenica per andare in una qualsiasi centrale elettrica e guardare con il naso all'insù come e' fatto l'interruttore principale è troppo fatica.

Oltretutto il desertzapturbopixel renderebbe assolutamente vulnerabile l'Europa perché basterebbe una decina di chili di diserbante per mandare al buio 806 milioni di persone.

Ma proviamo a vederlo in un altro ottica: cosa abbiamo costruito?

Abbiamo costruito qualcosa che somiglia moltissimo ad abissi d'acciaio o qualche altro romanzo di fantascienza dove interi pianeti o lune vengono trasformati in macchine.

Stiamo parlando di qualcosa al cui confronto la grande muraglia sono quattro mattoni appoggiati a terra e le piramidi giocattoli da tenersi in giardino.

Ma questo e' ancora NIENTE!

La solar one del Nevada è stata costruita da un team che è variato tra le 850 persone e le 450. Chi ha preparato il basamento ovviamente a metà dell'opera non aveva più necessità di essere li (montaggio ad inseguimento) quindi definiamo 600 persone medie per un anno e mezzo. Questo ovviamente non comprende le ore di lavoro indirette come quelle necessarie a costruire i prezzi ma solo il tempo di puro assemblaggio. Per assemblare questa piccolina in 10 anni basterebbero 60 persone. In pratica 56 persone per kilometro quadro.

OVVERO per il solo lavoro di assemblaggio daremo lavoro a 14.000.000 di persone per 10 anni che con l'indotto, devono mangiare anche loro oppure possono ammalarsi, parliamo di circa 20.000.000 di persone. In questa situazione se non vogliamo evitare qualche rivolta dobbiamo pensare di non trattarli più come schiavi E allora cominciamo a pensare al terziario: locali di intrattenimento come il cinema, commercialisti, avvocati, pompieri, polizia e altro che occorrono in quanto con una massa così esagerata di persone cominceranno ad esistere degli scambi che vanno oltre a dei banali convenevoli.

In questo tempo alcuni dei montatori potrebbero anche partorire ed ecco quindi una ulteriore classe necessaria: tutto ciò che serve ad un neonato. In pratica, per via semplicemente delle sue dimensioni, ci lavoreranno circa 30.000.000 di persone per 10 anni...

Il programma Gemini e Apollo al confronto sembrano i "lavoretti" che vengono fatti all'asilo.

Solo per garantire la presenza di queste persone occorrerebbero una decina di aeroporti che ovviamente si abbatterebbe ulteriormente sull'area occupata, treni, stazioni per costruire i quali ci vorranno altre persone e quindi altra area.

Per preparare a questa piccola centrale che alimenterà la l'Europa occorrerà anche un afflusso di merci continua ovvero un porto specifico e una linea ferroviaria ramificata. Anche questo ovviamente sarebbe da conteggiare sulla superficie visto che un migliaio di kilometri di binari non li chiamerei propriamente niente.

Intanto in Europa sarebbe necessario preparare tutto ciò che andrà montato: un enorme industria pesante che produrrà gli specchi, i supporti le aste. Un'industria elettromeccanica che preparerà i generatori e soprattutto trasformatori. Delle fonderie che divoreranno rame e ferro in tonnellate al secondo.

Insomma l'altra faccia della centrale europea saranno almeno altri 100.000.000 di persone impiegate nell'impresa.

Un altro lato che non è chiaro e che qualsiasi produzione del genere non potrà essere fatta in tempi brevi poiché non possiamo certo mandare 30.000.000 di persone in mezzo al deserto a mangiare sabbia e pisciare in un buco.

Quindi molto probabilmente ci sarebbero qualche migliaio di persone che preparerebbero la prima ferrovia, il porto e delle prime unità abitative. Mano mano che il processo avanza arriverebbero altre persone che abitando in queste prime unità potrebbero iniziare a montare e così via. Prima di arrivare al culmine dovendo reggere le infrastrutture tale peso probabilmente ci vorrebbero anni, forse decenni.

In pratica abbiamo creato uno stato in mezzo al nulla che ha il solo scopo di costruire una centrale.

Se si esclude Francia Germania Italia Regno unito e Spagna in Europa non esistono Stati con più abitanti.

Quindi colonizzeremmo Un'area grande come uno stato di discreta grandezza con una popolazione piuttosto ben dimensionata, il triplo di Israele per intenderci, aspettandoci che nell'area nessuno abbia niente da dire. Sarebbe interessante anche capire dal punto di vista politico se questi 30.000.000 di persone siano uno stato e che quindi non possono poi successivamente venire sloggiate a piacimento della compagnia desertec (o altro) o possano decidere di risiedere lì.

Dimenticavo: 30 milioni di persone stabilmente nel deserto con il condi a palla e docce calde consumano altri 400TWh almeno... dobbiamo fare un aumento di altri 10.000Km^2, ma ormai sono noccioline e una Liguria o meglio due non si nega a nessuno...

Qualcuno e' veramente convinto che sia fattibile?

Dai, non scherziamo.

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6 messaggi in questa discussione

Sig Tiberio ha letto tutta sta roba?

Se nelle profondità della terra ci sono energie che hanno fatto funzionare tutte le macchine esistite e fanno funzionare quelle esistenti,. vuole che non ci sia la possibilita' di imprigionare una energia in superficie che possa fare altrettanto e per tempi molto più lunghi?

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25 minuti fa, ahaha.ha ha scritto:

Sig Tiberio ha letto tutta sta roba

Sig. HaHaHa

certo che l'ho letta, altrimenti non l'avrei condivisa.

quello che c'é sottoterra si é formato in milioni di anni, noi lo ciucciamo da un centinaio e guardi che casini sta facendo

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I raggi solari hanno miliardi di anni, altrettanti li hanno le onde dei mari e le folate di vento.

Energia perpetua fino all' esaurimento della nostra stella.

Se riusciamo a sfruttare questa energia potremo fare a meno di quella fossile, sig Tiberio.

Non sarà facile ma se mai si comincia mai si arriva.

 

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L'autore del papello satirico ignora o finge di ignorare che la storia del pezzetto di Sahara sufficiente ad alimentare l'intero pianeta a energia solare serve solo a dare un'idea numerica dell'immenso e irrinunciabile potenziale dei deserti nella lotta epocale ai gas serra e al cambiamento climatico. Qualche anno fa un docente di ingegneria nucleare a Berkeley, nel contempo  esperto (sul campo) anche di rinnovabili e centrali solari, intervenne su QUORA per rispondere alla seguente domanda: 

La produzione energetica mondiale potrebbe essere interamente convertita al nucleare? E, nel caso, sarebbe questa una buona soluzione del problema del riscaldamento globale? 

https://www.forbes.com/sites/quora/2016/09/22/we-could-power-the-entire-world-by-harnessing-solar-energy-from-1-of-the-sahara/

Il professore rispose negativamente. Anche ammesso di poter risolvere i problemi di sicurezza delle centrali, di approvvigionamento dell'uranio e di smaltimento delle scorie, la cosa non sarebbe fattibile per ragioni economiche ed ecologiche. Dove il problema ecologico del nucleare, secondo l'esperto, non sono solo le scorie radioattive ma soprattutto l'impatto ambientale della continua e ingente dispersione di calore di cui necessitano i reattori, equivalente al doppio della potenza elettrica generata. Nello stesso intervento il professore sottolineava che, al contrario, non solo è possibile ma è anche necessaria e inevitabile una conversione energetica globale e pressoché totale alle fonti rinnovabili. Secondo lui, in futuro l'energia atomica avrà un senso solo per "applicazioni di nicchia", per es. i voli spaziali e la propulsione dei sottomarini. Per corroborare la sua tesi eseguiva un calcoletto basato sul consumo globale di energia nel 2015, equivalente a 13 miliardi di tonnellate di petrolio (parlava dell'intero fabbisogno energetico, mentre nel papello si considera il solo fabbisogno elettrico). Questa energia equivale a 17,3 TW di potenza elettrica continua durante l'anno. Ebbene, il professore calcolava che con moduli fotovoltaici di moderata efficienza in commercio all'epoca, questa potenza poteva essere fornita da un'area equivalente a un quadrato di 335 km di lato di pannelli solari collocati nel deserto del Sahara, e ovviamente integrati con gli opportuni accumulatori di energia (es. a idrogeno verde) per le ore notturne. Questa superficie (112.000 kmq) è pari a circa l'1,2% dell'estensione del Sahara (9,2 milioni di kmq). Il costo di questa ipotetica centrale solare veniva stimato in 5.000 miliardi di dollari, cioè circa un decimo del costo dei nuovi reattori nucleari che sarebbero necessari per coprire l'intero fabbisogno energetico del pianeta, assunto un costo (ottimistico) di 3 miliardi di dollari per una centrale da 1 GW. 

In realtà erano cifre puramente indicative, il professore non pensava realmente a una singola immensa centrale solare, tanto è vero che, al contrario dell'autore del papello, non considerava le aree di servizio, quelle destinate agli apparati ausiliari, al personale, etc. Né considerava le inevitabili perdite di energia nel trasporto dell'elettricità verso gli utilizzatori dei vari continenti. È ovvio che, anche a prescindere da questo problema, sarebbe impensabile e assurdo fare dipendere tutto l'approvvigionamento energetico del pianeta da una singola centrale solare.  Peraltro la stima di (335x335) kmq di soli pannelli fotovoltaici va a mio avviso corretta al ribasso. Perché elettrificando tutti i consumi energetici si avrebbe un netto incremento dell'efficenza energetica globale e i consumi effettivi risulterebbero minori (di circa un terzo) dell'equivalente di 13 miliardi di tonnellate di petrolio. Inoltre il rendimento delle celle fotovoltaiche è cresciuto in pochi anni in modo significativo a parità di prezzo (mentre i costi del nucleare sono cresciuti a parità di potenza erogata). Il punto essenziale della questione è che i deserti, tutti non solo il Sahara, hanno un'irradiazione solare media annua ben maggiore delle aree non desertiche, quindi sono molto promettenti come aree di produzione abbondante e a basso costo di energia fotovoltaica e solare a concentrazione. Naturalmente ci sono i problemi segnalati anche nel papello, in primis il trasporto dell'energia su lunghe distanze e la sabbia che il vento del deserto tende a depositare sui pannelli fotovoltaici abbassandone il rendimento. Ma qui interviene la tecnologia. I cavi HVDC (High Voltage Direct Current) cioè ad alta tensione e corrente continua, anche quelli sottomarini, hanno perdite dell'ordine del 3% su 1000 km, sensibilmente inferiori a quelle delle più comuni linee a media o alta tensione e corrente alternata. Ancora più basse sono le perdite sulle più recenti linee UHVDC (Ultra-High Voltage Direct Current). Come per es. quella inaugurata tre anni fa in Cina, che trasporta 12 GW di potenza (in buona parte da fonti rinnovabili e sufficiente per alimentare 50 milioni di utenze domestiche) a 1.100 kV su una tratta di quasi 3.300 km. Un'altra linea del genere ma ancora più lunga è in progettazione per portare elettricità dal deserto australiano a Singapore. Nel papello si parla di un 50% di energia dissipata nella tratta di 5.000 km tra il Sahara e Berlino. A parte il fatto che Berlino dista molto meno di 5.000 km dalla Tunisia e dal  Sahara settentrionale, dove già il Sole picchia forte, la dissipazione su una linea UHVDC sarebbe intorno al 10% o poco più. Anni fa lessi da qualche parte che il 90% dell'umanità vive a meno di 3.000 km in linea d'aria da un deserto. Il problema della sabbia è serio, abbassa la produzione fino al 40%  negli impianti fotovoltaici nei deserti. Ma niente paura, c'è la tecnologia spaziale della NASA: la pulizia elettrostatica automatica dei pannelli solari, quella usata per proteggere dalla sabbia i lander a energia solare che gironzolano su Marte:  

https://www.researchgate.net/publication/268038624_Electrostatic_cleaning_system_for_removal_of_sand_from_solar_panels

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33 minuti fa, mylord611 ha scritto:

Non follia pura perché le motivazioni c'erano: guadagnare terre emerse e usare le dighe di Gibilterra per produrre energia elettrica. Ma sempre follia era. Il Mediterraneo sarebbe diventato un gigantesco e salatissimo Mar Morto. I Greci la chiamavano hybris: la tracotanza e la presunzione dell'uomo di dominare la natura, cioè di sentirsi uguale a Dio.

Oggi si fanno proposte analoghe nella stessa materia: la geoingegneria. Per es. la cd. SRM: Solar Radiation Management. La motivazione folle è che non si vuole sfatare il mito della crescita senza fine. Quindi nessun freno alle emissioni di gas serra, nessun taglio di profitti ai petrolieri, ma la pretesa di poter schermare il pianeta dai raggi solari irrorando l'atmosfera con centinaia di migliaia di tonnellate di aerosol. Un effetto analogo a quello delle ceneri emesse nelle più esplosive eruzioni vulcaniche. Solo che le simulazioni mostrano che spruzzando gli aerosol in modo selettivo nelle diverse regioni del pianeta si potrebbe ottenere un effetto rinfrescante medio globale, ma concentrare gli effetti collaterali e disastrosi della "cura" (sconvolgimenti climatici, siccità senza precedenti) solo in determinate aree. Essendo una tecnologia per ricchi, è prevedibile che i ricchi sceglierebbero di disastrare le regioni più povere. Quindi clima fresco e mite in Europa, sugli USA e qualche altro privilegiato, e siccità, carestie e fame nera nei paesi che già soffrono la fame.

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