Amara commozione per il fallimento di COP 26

Era un fallimento annunciato, dopo quelli delle edizioni precedenti e dopo il bla bla bla vergognoso dei guitti ridicoli quanto irresponsabili riuniti a Roma per il G20 preparatorio. Ma qualcuno in verità ci aveva creduto e si era impegnato sul serio perché la Conferenza delle Parti di Glasgow segnasse finalmente una svolta concreta e decisiva sulla difficile ma ineludibile strada della lotta globale al cambiamento climatico. Come il presidente della Conferenza, il parlamentare britannico Alok Sharma, la cui amara commozione nel leggere la dichiarazione finale, annacquata dalle resistenze di India e Cina sul carbone, esprime meglio di qualsiasi commento il sostanziale fallimento della COP26: 

https://youtu.be/Men7vVVXyv4

Sharma è di origini indiane e proprio l'India, appoggiata dalla Cina, ha preteso e ottenuto che il documento finale non contenesse l'impegno al phase out (uscita) dal carbone ma solo al phase down (riduzione).  Quindi delusione doppia per lui, ma è chiaro che Glasgow è una sconfitta per tutti gli uomini e le donne di buona volontà. Per il verde Angelo Bonelli la COP26 è stata "la fiera dell'ipocrisia" e il documento finale sancisce la vittoria della lobby mondiale delle fonti fossili. Che paradossalmente era la delegazione più numerosa presente a Glasgow: ben 500 persone secondo Bonelli. E che vieppiù paradossalmente continua a ricevere 5.900 miliardi di dollari l'anno di finanziamenti pubblici. E leggete attentamente quanta ipocrisia e inganno ci sono dietro lo strombazzato accordo sul blocco della deforestazione entro il 2030:

https://www.lasicilia.it/adnkronos/news/clima-bonelli-a-glasgow-vince-la-lobby-delle-fonti-fossili--1392514/

Non è  stato sbloccato nemmeno il Green Climate Fund che risale alla COP21 di Parigi 2015. Un fondo con il quale i paesi ricchi si impegnano a sostenere la transizione ecologica delle economie povere. Sono 100 miliardi di dollari (assolutamente pochi a mio avviso) ma esistono solo sulla carta. I guitti ridicoli del G20 di Roma per ora lanciano monetine nella Fontana di Trevi. Naturalmente è stato confermato l'impegno principale di Parigi, il contenimento entro 2°C, ma molto preferibilmente entro 1,5°C, dell'incremento della temperatura media globale rispetto all'epoca preindustriale. Però tutte le simulazioni basate sugli NDC (i Contributi Determinati Nazionali stabiliti dalle singole nazioni per raggiungere l'obbiettivo comune) prevedono lo sforamento dei limiti, pur assumendo soddisfatti tutti gli impegni presi a Glasgow e nelle COP precedenti. Superfluo aggiungere che anche questi NDC, inclusi quelli dei paesi UE, per ora risiedono in gran parte sulla carta.

Cosa dire? Non sono deluso perché mi aspettavo poco o nulla. Anzi posso dire che dopo Glasgow sono un po' meno pessimista per il futuro. Perché? Perché dopo questo ennesimo fallimento la sensibilità della gente sul problema (la vera svolta di questo 2021) crescerà ancora di più, e io credo drammaticamente. Finché i politici di tutto il mondo non si convinceranno che l'effetto serra non si ferma con i bla bla bla dei loro summit internazionali. D'altra parte è chiaro che, di rinvio in rinvio, l'asticella da superare si alza sempre di più. I gas serra emessi ogni anno (circa 40 miliardi di tonnellate equivalenti di CO2) non vanno via ma si accumulano nell'atmosfera e il prezzo da pagare per scongiurare il disastro irreversibile sarà una transizione ecologica sempre più rapida, più drastica, più costosa, più drammatica. Ma anche più cogente. Ci restano uno o forse due decenni di chiacchiere e azioni diluite. Poi la lotta al cambiamento climatico potrebbe diventare una guerra. Una guerra mondiale per la sopravvivenza dell'umanità. 

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1 messaggio in questa discussione

Ma cosa cambia sig fosforo? Tra 5 miliardi di anni la terra scomparirà comunque bruciata dall'esplosione solare.

Se anticipiamo la nostra scomparsa di qualche miliardo di anni, almeno avremo evitato l'inutile produzione di creme antiscottature.

 

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