RDC ?? Adieau…!!

 

Ed anche se gli scappati da casa diranno che hanno salvato il loro cavallo di battaglia acchiappavoti , non sarà così . Il reddito di cittadinanza come hanno imposto al Paese buttando via qualche miliardo di eurob, viene stroncato dal governo Draghi . Vediamo le novità che si prospettano :1) intanto quello che anche le agenzie per il lavoro possono svolgere attività di mediazione tra domanda e offerta per i beneficiari del Rdc.  Sono solo due righe, inserite nella legge di bilancio, ma sono due righe che introducono un elemento di rottura nella ricerca di un lavoro da parte di chi ha il reddito di cittadinanza. Resta il dato della volontà di smuovere un sistema che è fermo grazie ai 5 stellini . Lo si può chiamare in mille modi ma , ai 5 stelle che hanno tenuto il reddito nella campana di vetro  soprattutto durante la pandemia, viene impartita cuna lezione non solo politica ma pure etica e morale . In tutto questo periodo , gli scappati da casa hanno parlato solo di Mimmo Parisi e della gestione infelice dell’Anpal, l’Agenzia che fa ( faceva  da cervello al sistema dei centri per l’impiego, non profferendo una parola una circa la mission che si voleva raggiungere : quella di trovare posti di lavoro e di diminuire le sacche di povertà che , evidentemente , non era stata abolita come conciarono 4/5 grillebeti da un terrazzo . Si sono invocate le politiche attive per il lavoro senza però stanziare risorse degne di questo nome e soprattutto non chiedendosi cosa fosse necessario, senza interrogarsi sulla necessità di avanzare rispetto alla formazione del lavoro, mentre gli altri Paesi europei si dotavano di un’agenzia unica per individuare un modello di funzionamento dei diversi servizi su scala nazionale, insomma una testa unica di progettazione,  ma anche di rilascio di un modello univoco per i servizi, in Italia si era scelto di fare altro. E cioè di lasciare a qualsiasi azienda di servizi la possibilità di organizzarsi da sola, sfuggendo alla verifica dell’efficienza del modello.  È mancata la capacità di entrare dentro ai centri per l’impiego, di capire cosa non funzionava .  Si è preferito, scelta dei grillebeti , suonare la gran cassa delle  assunzioni dei navigator, del pubblico che assume e dà una possibilità a tutti, salvo poi affidarli a un sistema già fallito in partenza . 2)  La decisione del governo di non rinnovare i contratti dei quasi 3.000 navigator prova a chiudere anche l’illusione che sia solo la consistenza della rete a determinare la capacità di essere tale, cioè assolvere al suo compito primario di mettere in contatto un’azienda che cerca un lavoratore con un beneficiario del reddito di cittadinanza. I navigator ci sono costati , tra stipendi e relativi contributi , circa 100 milioni di euro all’anno . Bene !! A casa anche loro !! 3) E poi ci sono i numeri. Chi prende il reddito ed è obbligato, perché sussistono le condizioni di occupabilità, a firmare il Patto per il lavoro dovrebbe avere la strada spianata verso una nuova occupazione. I dati del Comitato scientifico istituito al ministero del Lavoro dicono il contrario: al 30 settembre, su 1 milione e 109mila solo poco più di 420mila, pari al 37,9% del totale, sono stati presi in carico dai servizi per l’impiego. Un bel pezzo è stato lasciato per strada perché solo 92mila dei 420mila beneficiari del reddito che sono entrati nel circuito dei centri per l’impiego hanno svolto una qualche attività di politica attiva. Se poi si considera che 89mila di questi 92mila hanno fatto solo orientamenti, mentre solo circa quattromila un’attività di formazione, ecco che si spiega benissimo il fallimento del sistema. E chi non lo vede significa che vive o nelle stalle venete oppure a Napoli e/o in Campania che , da sola , come regione, ha “fatto fuori” quasi il 50% del provvedimento . 4) Poi c’è anche l’altro lato della questione e cioè che a volte il beneficiario occupabile rifiuta le offerte di lavoro e ritiene più conveniente non perdere il sussidio. Finalmente le nuove misure riducono questo spazio: stop al reddito se non ci si recherà almeno una volta al mese al centro per l’impiego per cercare un lavoro. Ma anche blocco del sussidio se si dice no alla seconda offerta (oggi decade dopo il rifiuto della terza) e taglio progressivo, di cinque euro al mese, dopo il rifiuto alla prima proposta. Le offerte dovranno essere sempre congrue, ma i paletti sono più stringenti: è congrua se il lavoro dista 80 chilometri dalla residenza o se ci si arriva in 100 minuti con i mezzi pubblici, addirittura i riferimenti dei chilometri e del tempo di viaggio saltano dalla seconda offerta. Insomma sarà più difficile respingere un’offerta di lavoro. Solo così il reddito di cittadinanza ( direi che assomiglia più ad un REI renziano ampliato e di nuova modernità ) può diventare una politica attiva, contribuendo a tirare il tema del sussidio fuori dal dibattito ideologico. Cosa di cui dubito che possa avvenire in Italia anche se , grazie a Draghi ed a chi lo volle , anche sfidando le ire di qualche compagnone del forum , siamo sempre meno considerati il Paese di Pulcinella . 

 

Modificato da mark222220

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1 messaggio in questa discussione

Tutta farina del suo sacco stupida gallina pisana?

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