Il cowboy e l'astronauta

I cowboys li vediamo in genere come pistoleri ma è in parte una mistificazione cinematografica. In sostanza, come dice la parola, erano dei giovani mandriani. È vero però che nelle sterminate praterie del West l'allevamento era molto redditizio e questi bovari la sera andavano a divertirsi e a giocarsi la paga tra il piano bar, il casinò e il casino, che erano le tre funzioni in una del mitico saloon. Il cinema lo omette, ma in realtà vi si fumava anche l'oppio. E non di rado poteva scapparci la scazzottata o la pistolettata tra avventori ubriachi o drogati. Ora proviamo a immaginare un cowboy che governa una mandria di 10mila capi che pascolano su un territorio sconfinato, strappato ai pellirosse, e ricco di acque e campi coltivati (i cosiddetti ranch). Costui non vivrà certo come i pellirosse che basavano il sostentamento sulla caccia dei bisonti e sulla raccolta di frutta selvatica e simili. Ovvero come i cacciatori/raccoglitori della preistoria, che avevano ovviamente uno stile di vita più che spartano e non sprecavano un solo grammo di cibo e di acqua. Per esempio, una dozzina di cowboys che pranzavano con un quarto di bue alla brace (50 kg di carne) non si premuravano certo di salare e conservare gli avanzi, come avrebbero fatto i nativi indiani, ma li lasciavano ai cani e agli avvoltoi. Inoltre il cowboy, per procurarsi armi e munizioni, indumenti, tabacco e quant'altro, non doveva fare altro che attendere l'arrivo del treno merci che riforniva i negozi del paese o del villaggio. Non era ancora un'economia globalizzata ma era già un'economia aperta.

Proviamo poi a immaginare un astronauta che sul finire di questo secolo naviga con pochi compagni in un'angusta navicella spaziale alla volta di Marte. Un viaggio di diversi mesi durante i quali bisognerà centellinare le riserve di cibo e acqua stivate a bordo. Questo astronauta evidentemente vivrà in modo ancora più spartano e francescano dell'uomo preistorico. E non ci sarà opportunità né spazio materiale per scazzottarsi con i compagni di viaggio, ma la vita a bordo sarà improntata alla massima solidarietà e condivisione delle risorse. Tutto dovrà essere conservato e riutilizzato perché l'astronave dal punto di vista economico è un sistema chiuso.   
Orbene, io vi chiedo: gli attuali stili di vita, in particolare quello di noi occidentali, vi ricorda più il cowboy o l'astronauta? La risposta è ovvia: siamo consumatori ingordi e spreconi, e forse spendiamo in armi (come percentuale sul PIL pro capite) perfino più dei cowboys. Viviamo, o ci illudiamo di vivere, in un sistema economico aperto e globalizzato dove possiamo importare tutta l'energia e tutte le materie prime che ci servono per tenere altro il nostro tenore di vita, anzi per incrementare la produzione e i consumi. Viviamo nella perenne, tragica illusione della crescita senza fine. Addirittura teorizzata come modello economico da celebrati economisti. Nonché perseguita ossessivamente e irresponsabilmente dal 99% dei leader politici. Un'eccezione era José (Pepe) Mujica, il presidente contadino dell'Uruguay.  Eppure il pianeta Terra, considerato nel suo insieme, è un sistema pressoché chiuso. Infatti non intratteniamo rapporti commerciali con gli alieni! La Terra è la nostra astronave! Da essa vengono quasi tutte le risorse che utilizziamo: sono risorse limitate e solo in parte rigenerabili. Possiamo rigenerare le risorse alimentari, ma solo grazie a un prezioso e insostituibile aiuto esterno: l'energia del Sole che dà vita ai nostri campi e mette in moto il ciclo delle acque e dei venti. Dal Sole vengono anche le tre principali fonti rinnovabili di energia: idroelettrica, eolica, fotovoltaica. La logica dunque ci dice che sul lungo periodo l'unico modo per non tornare a vivere come gli uomini primitivi o come gli astronauti (condannati a morire se restano sull'astronave dopo l'esaurimento delle scorte) è valorizzare al massimo queste risorse rinnovabili. Certo dobbiamo smetterla di vivere come i cowboys: non ci sono abbastanza immense praterie per 8 miliardi di bocche inclini allo spreco. Dobbiamo amare e rispettare la Terra, l'astronave su cui viaggiamo. E dobbiamo amarci e rispettarci. Dobbiamo smetterla di scazzottarci, di farci la guerra e sprecare risorse in armi, dobbiamo porre un freno non alle migrazioni ma alle disuguaglianze. Dobbiamo smetterla di lasciare rifiuti in giro perché non ci sono abbastanza "spazzini naturali" (come gli avvoltoi della prateria) per smaltirli. Soprattutto dobbiamo smetterla di alterare, con decine di miliardi di tonnellate di gas serra emessi ogni anno, il prezioso e insostituibile ciclo naturale che ci mantiene la vita.

Purtroppo non arrivano buone notizie dalla COP26 in corso a Glasgow. Attendiamo il documento finale, ma le voci parlano di impegni e obbiettivi definiti ancora una volta in modo vago, e non perentorio come la situazione climatica richiede. Di questo passo, come denuncia l'autorevole sito Climate Action Tracker, falliremo e non di poco l'obbiettivo fissato nella COP21 di Parigi: contenere entro +1,5 °C il riscaldamento globale a fine secolo.  Eppure, non solo i climatologi ma anche gli economisti, almeno quelli più seri e coraggiosi, ci ammoniscono, non da oggi ma da decenni, che bisogna cambiare. Non cambiamenti di facciata: bisogna cambiare il modello economico e lo stile di vita!

Proprio a uno di questi economisti lungimiranti e fuori dal coro, il grande Kenneth Boulding, si deve la metafora della Terra come astronave, risalente ai primi anni '60 in contemporanea con i primi voli spaziali e con la celeberrima Primavera Silenziosa di Rachel Carson, il libro che per primo scosse le coscienze sul problema ambientale. Riporto fedelmente da Wikipedia: 

Nel suo Economic Development as an Evolutionary System, "sviluppo economico come un sistema evolutivo", Boulding suggerisce un parallelo tra lo sviluppo economico e l'evoluzione biologica. Nello sviluppo di tale teoria Boulding fu ispirato dall'osservazione che in natura materia ed energia si scambiano in un flusso continuo, così come in economia vengono scambiati beni e denaro. Da tale parallelismo scaturirono le basi della sua innovativa teoria economica, che contrapponeva il modello economico da lui definito 'del Cowboy' con quello 'dell'Astronauta'. Il Cowboy disponeva di enormi spazi, materie prime relativamente illimitate e spazi altrettanto enormi dove disperdere i propri rifiuti, mentre l'Astronauta dispone al contrario di spazi ridotti, materie prime scarse e per tale motivo, la assolutà necessità di riciclare i propri rifiuti per trarne nuove materie prime ed energia. Boulding dimostrò che al crescere della popolazione sul pianeta Terra, che nella sua visione equiparava ad una gigantesca astronave in movimento nello spazio cosmico, sarebbe stato sempre più necessario riorganizzare il modello planetario di produzione/consumo/gestione dei rifiuti passando dalla modalità del Cowboy a quella dell'Astronauta. 

Concludo con una bella frase di Boulding, in polemica con i suoi colleghi mainstream:

Chiunque creda nella crescita infinita di qualsiasi cosa fisica, su un pianeta fisicamente finito, o è un pazzo o è un economista.   

Modificato da fosforo311
1 persona mi piace questo

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

51 messaggi in questa discussione

10 minuti fa, fosforo311 ha scritto:

Addirittura teorizzata come modello economico da celebrati economisti. 

La questione è molto semplice:

ci dici il nome di questi celebrati economisti che hanno teorizzato una crescita infinita o in subordine prendi contatto con il tuo psichiatra.

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

Mi piace il post sig fosforo, però c'è un però.

Nella navicella, mentre stanno finendo le scorte, non credo affatto che gli astronauti si preparino a morire amorevolmente uniti.  Penso piuttosto che qualcuno si auguri che i compagni lo precedano nell'aldilà prima che finiscano le scorte. Magari, purché lo precedano, darà loro un aiutino in modo che se ne vadano velocemente in modo che le scorte durino di più e permettano a lui di trovare una soluzione per sopravvivere.

La stessa cosa succederà sulla navicella terra. Non sarà un solo astronauta ma una popolazione di astronauti che si impegnerà a sottrarre le scorte alle altre popolazioni di astronauti.

Per far questo ci vogliono  armi più letali di quelle degli altri astronauti.

1 persona mi piace questo

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti
In questo momento, ahaha.ha ha scritto:

Mi piace il post sig fosforo, però c'è un però.

Nella navicella, mentre stanno finendo le scorte, non credo affatto che gli astronauti si preparino a morire amorevolmente uniti.  Penso piuttosto che qualcuno si auguri che i compagni lo precedano nell'aldilà prima che finiscano le scorte. Magari, purché lo precedano, darà loro un aiutino in modo che se ne vadano velocemente in modo che le scorte durino di più e permettano a lui di trovare una soluzione per sopravvivere.

La stessa cosa succederà sulla navicella terra. Non sarà un solo astronauta ma una popolazione di astronauti che si impegnerà a sottrarre le scorte alle altre popolazioni di astronauti.

Per far questo ci vogliono  armi più letali di quelle degli altri astronauti.

Questo potrebbe essere uno scenario plausibile nel caso in cui non si riuscirà a fermare in tempo il cambiamento climatico. Guerre e conflitti locali per assicurarsi il controllo dell'acqua e del cibo, sempre più scarsi, potrebbero estendersi a livello globale. Ci sarebbe una terribile pressione migratoria e non è detto che i flussi corrispondano a quelli attuali. E più che di flussi si dovrebbe parlare di fughe disperate. Il Mediterraneo è già classificato come hot spot climatico, ovvero un'area che risente più di altre delle conseguenze del riscaldamento globale. I paesi mediterranei come l'Italia potrebbero essere colpiti da cicloni tropicali  ma anche da lunghi periodi di siccità. E città come Venezia potrebbero letteralmente sparire per l'innalzamento del livello del mare. Rischiamo in ultima analisi un ritorno al medioevo, se non addirittura alla preistoria. C'è un libro che ne parla, in chiave futurista e catastrofista ma è  scritto da due autorevoli scienziati (di Harvard e del Caltech). Si intitola Il crollo della civiltà occidentale:

"Basta dire che le perdite totali - sociali, culturali, economiche e demografiche - sono state maggiori di qualsiasi altra nella storia umana registrata", dichiara il narratore, uno storico cinese che vive in una società zoppa e spopolata 300 anni dopo il "colpo finale per Civiltà occidentale." Quel colpo arriva nel 2093, quando il riscaldamento atmosferico vertiginoso porta alla disintegrazione della calotta glaciale dell'Antartide occidentale. Ciò si traduce in un innalzamento del livello del mare di cinque metri o più che inonda le città costiere e, combinato con gli effetti di altre calotte glaciali che si sciolgono, mette miliardi di persone in fuga verso l'interno e verso le alture.

Lo scioglimento della calotta glaciale è preceduto da decenni di disordini sociali ed economici causati dal cambiamento climatico. Nell'anno 2041, ad esempio, una serie di "ondate di calore senza precedenti" brucia l'approvvigionamento alimentare globale. In Nord America la desertificazione iniziata all'inizio del 21° secolo consuma i terreni agricoli più produttivi in California e nelle Grandi Pianure. Mentre i disordini si intensificano, gli Stati Uniti dichiarano la legge marziale, così cittadini non si ribelleranno, combattendosi l'un l'altro per le briciole.

I governi di tutto il mondo sono destabilizzati, rovesciati. Il pianeta più caldo, una capsula di Petri per insetti il cui raggio d'azione si è ampliato, rilascia su un'umanità affamata, disidratata e indebolita le solite malattie trasmesse da mosche e zanzare - febbre dengue, febbre gialla - e la mancanza di servizi igienico-sanitari negli accampamenti di massa porta a epidemie esplosive di quelle antiche nemesi, tifo e colera, mentre emergono, come scrive il futuro cronista, "agenti virali e retrovirali mai visti prima".

Ciò che sbalordisce il futuro cronista di The Collapse of Western Civilization , ripensando a questo tragico periodo, è che gli scienziati più intelligenti del mondo, utilizzando i metodi analitici e tecnici più avanzati disponibili, avevano tracciato la traiettoria verso il destino climatico molto prima che fosse un fatto compiuto. Avevano avvertito che, se voleva sopravvivere, la civiltà doveva ridurre la sua pressione sui pozzi di raccolta dei rifiuti. "Praticamente tutti concordano sul fatto che le persone della civiltà occidentale sapevano cosa stava succedendo loro ma non erano in grado di fermarlo", dice il narratore. "In effetti, l'aspetto più sorprendente di questa storia è quanto queste persone sapessero e quanto fossero incapaci di agire in base a ciò che sapevano".

https://www.ibs.it/crollo-della-civilta-occidentale-libro-naomi-oreskes-erik-conway/e/9788896665978

https://psmag.com/magazine/fallacy-of-endless-growth

 

Modificato da fosforo311

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti
In questo momento, ilsauro24ore ha scritto:

La questione è molto semplice:

ci dici il nome di questi celebrati economisti che hanno teorizzato una crescita infinita... 

Potrei sfidarti ad abbandonare il forum, ma dato che sei un coniglio rifiuteresti come al solito la sfida o rivolteresti la pizza con un'altra sfida. Quindi dovrei lasciarti arrovellare nella tua  ignoranza. Eppure ti avevo dato, se non ricordo male, dei validi suggerimenti. Avevo scritto che in questi modelli la crescita infinita è vincolata solo alla crescita della popolazione e alla capacità del progresso tecnologico (che negli ultimi secoli non si è mai fermato) di migliorare l'efficienza produttiva. Ma non alla scarsità delle risorse naturali disponibili né agli impatti ambientali negativi della crescita. In questi modelli, ormai abbandonati dagli economisti seri (ma non dai politici), popolazione e tecnologia sono considerate variabili esogene (in un precedente post per un lapsus avevo scritto endogene e me ne scuso).  Dato che l'argomento può interessare ai forumisti, ti farò spiegare il più noto di questi modelli (che porta il nome di un premio Nobel, ma ce ne sono altri) dal prof. Alberto Bagnai. Prima però voglio ricordare qualche illuminante affermazione che fecero altri importanti economisti nel commentare il cruciale studio (che pure avevo citato) commissionato al MIT dal Club di Roma nei primi anni '70: Rapporto sui limiti dello sviluppo, noto anche come Rapporto Meadows o semplicemente Limits.  Questo studio computerizzato, le cui previsioni di lungo termine si sono rivelate sorprendentemente corrette, almeno nello scenario delle proiezioni standard, demoliva il modello economico all'epoca dominante che prevedeva per l'appunto una crescita infinita del PIL pro capite. Quindi fu attaccato ferocemente dai politici (come R. Reagan) e dagli economisti mainstream, i quali non vedevano limiti allo sviluppo nutrendo una fiducia cieca nel progresso tecnico.

Secondo Wilfred Beckerman, di Oxford, Limits era "una sciocchezza sfacciata e impudente" perché "non c'è motivo di supporre che la crescita economica non possa continuare per altri 2.500 anni" (sic).

Karl Kaysen, decano di Harvard e consigliere di Kennedy, sosteneva che, secondo alcuni calcoli, la "materia e l'energia disponibili" della Terra potrebbero sostenere una popolazione di circa 3.500 miliardi persone (sic) tutte viventi secondo gli standard di benessere americani.

Mentre Julian Simon, della scuola di Chicago, autore di uno dei più brutti e assurdi libri di economia mai scritti, The Ultimate Resource, in cui teorizzava addirittura il concetto di illimitatezza (in senso economico) delle risorse naturali, assicurava che "Ora abbiamo nelle nostre mani e nelle nostre biblioteche, per davvero, la tecnologia per nutrire, vestire e fornire energia a una popolazione in continua crescita per i prossimi 7 miliardi di anni" (sic). Peccato solo, aggiungo io, che tra 7 miliardi di anni il Sole avrà esaurito tutto il suo combustibile nucleare.

Ma ora cedo la parola al prof. Bagnai che illustrerà con estrema chiarezza a Saurino pane e vino, sedicente laureato in Economia, il cd.

modello neoclassico della crescita o modello di Solow-Swan.

Robert Solow fu Nobel per l'Economia nel 1987. Riporto qui solo questo passaggio chiave di Bagnai:

 g = n + l

In altre parole: nel punto di equilibrio dinamico del sistema, la crescita del Pil (g) è data dalla somma della crescita della popolazione (n) e di quella del progresso tecnico (l). Questi due elementi sono esogeni: quanti figli e quante geniali invenzioni si fanno non dipende dal Pil (secondo il modello). Quindi il modello è un modello di crescita esogena: la crescita è influenzata da due fattori supposti "extra-economici": la demografia e il *** inventivo.

In definitiva nel modello neoclassico la crescita non è legata ad altri fattori che la popolazione e il progresso tecnico, quindi è potenzialmente senza limiti, se non su periodi lunghissimi e assurdi come quelli di cui parlavano gli economisti citati in precedenza.  

https://goofynomics.blogspot.com/2015/11/convergenza.html

https://psmag.com/magazine/fallacy-of-endless-growth

 

Modificato da fosforo311

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti
16 ore fa, fosforo311 ha scritto:

... demoliva il modello economico all'epoca dominante che prevedeva per l'appunto una crescita infinita del PIL pro capite...

Il cialtronissimo peracottaro seriale fosforo31 dimostra ancora una volta di essere un asino che raglia intorno a cose di cui non ha minima contezza.

1 - Nell'articolo di Bagnai non si legge fìda nessuna parte che il modello di Solow teorizza una crescita infinita del PIL pro capite.

Il motivo è ovvio: il modello di Solow non teorizza una crescita infinita del PIL pro capite. Il cialtronissimo peracottaro seriale fosforo31 dimostra ancora una volta di non sapere leggere e di non sapere leggere un grafico (che troviamo nell'articilo stesso). Bagnai lo dice a chiare lettere, come sua abitudine:

il modello neoclassico così come ve lo sto esponendo (quello di Solow, che trovate anche su wikipedia), descrive un sistema economico la cui dinamica è intrinsecamente stabile, cioè tende a uno stato stazionario

I forumisti seri che volessero approfondire il modello di Solow potranno fare affidamento su

https://www.reed.edu/economics/parker/EUBA/Doctoral/notes/Week1.pdf

Comunque sia, il modello di Solow descrive un sistema economico che tende ad uno

stato stazionario

e il cialtronissimo peracottaro seriale fosforo31 afferma che il modello di Solow prevede una crescita infinita del Pil pro capite!

2 - A pagina 76 delle slide pubblicate sul sito della Yale University (lievemente più autorevole della Carmine Petruzziello Barbershop University, NdA)

http://www.econ.yale.edu/smith/econ116a/lecture2b.pdf

si legge chiaro e tondo che nel modello di Solow

GROWTH IN THE LONG RUN IS ZERO

Il cialtronissimo peracottaro seriale fosforo31 invece afferma il modello di Solow prevede una crescita infinita del PIl pro capite!

In definitiva il cialtronissimo peracottaro seriale fosforo31 ha dimostrato ancora una volta:

1 - di essere un borioso asino che raglia intorno a cose di cui non ha minima contezza;

2 - di avere urgente bisogno dell'insegnante di sostegno;

3 - di avere urgente bisogno di uno psichiatra;

4 - di non avere ancora capito che deve rigorosamente attenersi alla massima evangelica

STRUNZ, STATT CITT!

 

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

Ti sbagli di grosso Saurino. Non sai di cosa parli, non conosci l'Economia e men che meno il modello di Solow, e non hai capito la chiara e semplice esposizione di Bagnai. E naturalmente non conosci la Teoria dei Sistemi. Quindi quell'insulto ripetilo convintamente davanti allo specchio. Un sistema che si trova in uno stato stazionario o in uno stato di equilibrio non è affatto un sistema fermo. La teoria cosmologica dello Stato Stazionario è cosa ben diversa dalla morte termica dell'Universo. Leggi cosa dice Bagnai al punto (1). Nel caso di assenza di progresso tecnico il tasso di crescita del PIL è pari all'equilibrio a quello della popolazione:

g = n

Ovvero il PIL cresce all'infinito se cresce all'infinito la popolazione. Chiaro, Saurino? A conferma di ciò ho scoperto che l'affermazione che nell'articolo da me allegato in precedenza (l'hai letto?) era attribuita a Kaysen, e cioè che la Terra potrebbe sostentare 3.500 miliardi di persone (sic), tutte con il tenore di vita degli americani (sic), in realtà si basava su un calcolo fatto proprio da Solow: 

httpsa://books.google.com/books/about/Collision_Course.html?hl=it&id=SZcjEAAAQBAJ

Ti avverto che nella pagina del libro ci sono errori di stampa perché Robert Solow viene inizialmente chiamato Robert Socolow. Ma questo cognome prevede in genere la k e la v al posto della c e della w, ovvero Sokolov. Successivamente viene chiamato Solo, e infine Solow, ma è del tutto chiaro che ci si riferisce sempre alla stessa persona: l'economista e premio Nobel Robert Solow, il teorico (non l'unico) della endless growth. A uno che faceva simili strampalate previsioni bisognerebbe a mio avviso togliere il Nobel. 

Subito dopo, al punto (2), Bagnai considera l'effetto I del progresso tecnico sulla produttività. In questo caso all'equilibrio si ha:

g = n + I

Quindi, se la matematica non è un'opinione, il tasso g di crescita del PIL è MAGGIORE del tasso n di crescita della popolazione. Quindi il PIL pro capite, ripeto il PIL pro capite, a regime cresce. E se persiste l'effetto del progresso tecnico, il PIL pro capite cresce indefinitamente. Chiaro, Saurino? 

D'altra parte, se il grande Kenneth Boulding diceva (frase riportata sul FT) che "chi crede nella crescita infinita o è un pazzo o un economista", vuol dire che aveva le sue ragioni. Il modello neoclassico di crescita esogena prevede per l'appunto la possibilità della crescita senza fine, vincolata solo all'incremento demografico e al progresso. Questo modello oggi è largamente superato dai modelli di crescita endogena. È chiaro, infatti, che il progresso tecnico e la sua incidenza sulla produttività non sono affatto esogeni, cioè indipendenti dal PIL. Come pure la demografia. In genere una società che si arricchisce tende a fare meno figli. Tuttavia Bagnai sembra nutrire una certa fiducia nel modello di Solow. Lo si evince, per esempio, quando con il tipico e becero linguaggio leghista parla dei "cialtroni del declino". Evidentemente anche lui considera normale solo la crescita.

Come ho scritto, il famoso e storico rapporto del MIT, The Limits to Growth, nasceva per l'appunto per confutare i modelli di crescita senza limiti. Un'altra conferma dell'esistenza di questi modelli, che nella tua crassa ignoranza continui bovinamente a negare, viene da quest'altro eccellente studio, dal titolo inequivocabile:

https://www.google.com/url?sa=t&source=web&rct=j&url=https://scholars.unh.edu/cgi/viewcontent.cgi%3Farticle%3D1462%26context%3Ddissertation&ved=2ahUKEwj7sIyA1ZD0AhWSCuwKHVFGC-wQFnoECAgQAQ&usg=AOvVaw2rG3LgiDIxBoDXOhRgTIpJ

Un'analisi critica di questi modelli (come il Solow-Swan e il modello di Ramsey) è svolta nel cap.2.  La conclusione di questa analisi, a pag. 218-219, è:

We have demonstrated from a common sense perspective the fallacy of endless growth by extending the logic of the diminishing marginal utility to increasing consumption per capita to its limits.

Chiaro, Saurino? 

Modificato da fosforo311

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti
20 minuti fa, fosforo311 ha scritto:

il PIL cresce all'infinito se cresce all'infinito la popolazione

Il cialtronissimo peracottaro seriale fosforo31 contatti lo psichiatra e si faccia spiegare dallo stesso come possa crescere all'infinito la popolazione.

Una volta che lo psichiatra abbia dato spiegazione, il cialtronissimo peracottaro seriale fosforo31 prenda confidenza con quanto segue. 

Il modello di Solow non teorizza una crescita infinita del PIL pro capite. Il cialtronissimo peracottaro seriale fosforo31 dimostra ancora una volta di non sapere leggere e di non sapere leggere un grafico. Il grafico è quello che troviamo nell'articolo di Bagnai, il quale si premura di scrivere che il modello neoclassico così come ve lo sto esponendo (quello di Solow, che trovate anche su wikipedia), descrive un sistema economico la cui dinamica è intrinsecamente stabile, cioè

tende a uno stato stazionario

Come già detto, i forumisti seri che volessero approfondire il modello di Solow potranno fare affidamento su

https://www.reed.edu/economics/parker/EUBA/Doctoral/notes/Week1.pdf

Il modello di Solow descrive un sistema economico che tende ad uno

stato stazionario

mentre il cialtronissimo peracottaro seriale fosforo31 afferma che il modello di Solow prevede una crescita infinita del PIL pro capite!

In caso di dubbi il cialtronissimo peracottaro seriale fosforo31 vada a leggere pagina 76 delle slide pubblicate sul sito della Yale University (lievemente più autorevole della Carmine Petruzziello Barbershop University, NdA)

http://www.econ.yale.edu/smith/econ116a/lecture2b.pdf

Nel modello di Solow

GROWTH IN THE LONG RUN IS ZERO

E il cialtronissimo peracottaro seriale fosforo31 cosa fa? Afferma che il modello di Solow prevede una crescita infinita del PIL pro capite!

Repetita iuvant: il cialtronissimo peracottaro seriale fosforo31 ha dimostrato ancora una volta

1 - di essere un borioso asino che raglia intorno a cose di cui non ha minima contezza;

2 - di avere urgente bisogno dell'insegnante di sostegno;

3 - di avere urgente bisogno di uno psichiatra;

4 - di non avere ancora capito che deve rigorosamente attenersi alla massima evangelica

STRUNZ, STATT CITT!

 

Modificato da ilsauro24ore

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

Ma che cappio scrivi Saurino? Vorresti forse smentire le banali equazioni di equilibrio (valide cioè nello stato stazionario) scritte dal prof. ALBERTO BAGNAI, che dimostrano la crescita permanente del PIL pro capite laddove vi sia crescita permanente della produttività determinata dal progresso tecnico? Provaci! Voglio proprio vedere dove arrivi. Ti ricordo però che la matematica non è un'opinione. Ti informo poi che il modello standard di Solow-Swan, come sa qualsiasi studente di Economia, è per l'appunto 

an economic model of long-run economic growth. 

Quindi è l'esatto contrario di un modello di stagnazione sul lungo periodo, che è quello che sembri avere (bovinamente) capito.

A standard Solow model predicts that, in the long run, economies converge to their steady state equilibrium and that PERMANENT GROWTH is achievable only through technological progress.

https://en.wikipedia.org/wiki/Solow–Swan_model

È quello che dice Bagnai: se cresce solo la popolazione, a regime cresce solo il PIL (con uguale tasso di crescita). Per inciso, sarebbe già una bella favola (per babbei) un mondo di 3.500 miliardi di persone con lo stesso reddito pro capite di oggi. Fatte le proporzioni, l'Italia avrebbe 26 miliardi di abitanti con lo stesso tenore di vita del 2021. Se poi cresce anche la tecnologia, allora cresce il PIL PRO CAPITE. Bagnai lo lascia chiaramente intendere anche verso la fine di quest'altra lezione ma si dimentica di specificare "pro capite" quando considera il modello inclusivo del progresso tecnico:

https://goofynomics.blogspot.com/2015/11/crescita-neoclassica-for-dummies.htm

La conclusione di Bagnai è questa:

La morale della favola quindi è che c'è crescita del PIL anche in stato stazionariouna crescita determinata da demografia e da progresso tecnico.  

Capito, Saurino? Nel modello neoclassico c'è CRESCITA ANCHE IN STATO STAZIONARIO, ovvero CRESCITA PERMANENTE, CRESCITA DI LUNGO PERIODO. Chiaro? 

L'obbiettivo (e l'illusione) di Solow (e di altri) era proprio quello di dimostrare la possibilità di una crescita di lungo periodo, di una crescita permanente. Nonostante la limitatezza delle risorse naturali e gli impatti ambientali. Una sorta di hybris degli economisti. Che contagia tuttora anche i politici. 

Perfino un mulo a quest'ora avrebbe afferrato questi semplici concetti.

 

Modificato da fosforo311

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti
14 ore fa, ilsauro24ore ha scritto:

Il cialtronissimo peracottaro seriale fosforo31 contatti lo psichiatra e si faccia spiegare dallo stesso come possa crescere all'infinito la popolazione.

Una volta che lo psichiatra abbia dato spiegazione, il cialtronissimo peracottaro seriale fosforo31 prenda confidenza con quanto segue. 

Il modello di Solow non teorizza una crescita infinita del PIL pro capite. Il cialtronissimo peracottaro seriale fosforo31 dimostra ancora una volta di non sapere leggere e di non sapere leggere un grafico. Il grafico è quello che troviamo nell'articolo di Bagnai, il quale si premura di scrivere che il modello neoclassico così come ve lo sto esponendo (quello di Solow, che trovate anche su wikipedia), descrive un sistema economico la cui dinamica è intrinsecamente stabile, cioè

tende a uno stato stazionario

Come già detto, i forumisti seri che volessero approfondire il modello di Solow potranno fare affidamento su

https://www.reed.edu/economics/parker/EUBA/Doctoral/notes/Week1.pdf

Il modello di Solow descrive un sistema economico che tende ad uno

stato stazionario

mentre il cialtronissimo peracottaro seriale fosforo31 afferma che il modello di Solow prevede una crescita infinita del PIL pro capite!

In caso di dubbi il cialtronissimo peracottaro seriale fosforo31 vada a leggere pagina 76 delle slide pubblicate sul sito della Yale University (lievemente più autorevole della Carmine Petruzziello Barbershop University, NdA)

http://www.econ.yale.edu/smith/econ116a/lecture2b.pdf

Nel modello di Solow

GROWTH IN THE LONG RUN IS ZERO

E il cialtronissimo peracottaro seriale fosforo31 cosa fa? Afferma che il modello di Solow prevede una crescita infinita del PIL pro capite!

Repetita iuvant: il cialtronissimo peracottaro seriale fosforo31 ha dimostrato ancora una volta

1 - di essere un borioso asino che raglia intorno a cose di cui non ha minima contezza;

2 - di avere urgente bisogno dell'insegnante di sostegno;

3 - di avere urgente bisogno di uno psichiatra;

4 - di non avere ancora capito che deve rigorosamente attenersi alla massima evangelica

STRUNZ, STATT CITT!

 

Sono convinto che se ce lo spiega lei il modello Solow, forse lo capiremo meglio, dott. lucertolone squamoso.

Il sig fosforo è un po' troppo prolisso, mentre lei, che è un cultore dello "statt citt" c'è lo farà comprendere con poche ma precise parole.

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

Il cialtronissimo peracottaro seriale fosforo31 continua imperterrito a ragliare intorno a cose di cui non ha minima contezza. Vale appena il caso di sottolineare che in nessuno degli articoli che cita è possibile leggere che il modello di Solow prevede una crescita infinita del PIL pro capite. In particolare non lo dice Bagnai, per una banale ragione: perché il modello di Solow

NON PREVEDE AFFATTO UNA CRESCITA INFINITA DEL PIL PRO CAPITE

Perché è di questo che stiamo parlando: ... demoliva il modello economico all'epoca dominante che prevedeva per l'appunto una crescita infinita del PIL pro capite... cioè quello che il cialtronissimo peracottaro seriale fosforo31 ha scritto il giorno 10 novembre 2021 alle ore 19.41.

Su questo pianeta il solo cazzaro che afferma che il modello di Solow prevede una crescita infinita del PIL pro capite è il cialtronissimo peracottaro seriale fosforo31.

Basta andare a pagina 76 delle slide pubblicate sul sito della Yale University (lievemente più autorevole della Carmine Petruzziello Barbershop University, NdA)

http://www.econ.yale.edu/smith/econ116a/lecture2b.pdf

per leggere chiaro e tondo che nel modello di Solow

GROWTH IN THE LONG RUN IS ZERO

E il cialtronissimo peracottaro seriale fosforo31 continua a ragliare imperterrito che il modello di Solow prevede una crescita infinita del PIL pro capite!

Se il cialtronissimo peracottaro seriale fosforo31, invece di ragliare intorno a cose di cui non ha minima contezza, avesse preso la briga di studiare

https://www.reed.edu/economics/parker/EUBA/Doctoral/notes/Week1.pdf

avrebbe un quadro chiaro della situazione. In particolare il cialtronissimo peracottaro seriale fosforo31 avrebbe chiari gli effetti di un incremento di n e di un incremento di g.

Effetti dell'incremento di n:

- more rapid population growth should allow economy to grow faster because labor input is growing faster, but given the saving rate it will be harder to accumulate capital per worker because the higher birth rate means more new workers must be equipped

- economy converges to a new steady-state growth path with a lower k* and y*

- however, the growth rate of Y and K on this new path is greater than the original growth rate because n + g has increased

- growth rate of Y/L has not changed: it still grows at g

Effetti dell'incremento di g:

- intuitively: faster technological progress should allow economy to grow faster, both in aggregate and in per-capita terms
- less intuitively: because of the way that the production function incorporates technology, an increase in technological progress means that more investment is needed to keep up with the growth in AL, thus making it harder to accumulate capital vis a vis AL

- economy converges to a new steady-state growth path with a lower k* and y*

Lancio una sfida al cialtronissimo peracottaro seriale fosforo31:

- se il cialtronissimo peracottaro seriale fosforo31 produce un documento di livello universitario nel quale si legga che il modello di Solow prevede una crescita infinita del PIL pro capite (come scritto dal cialtronissimo peracottaro seriale fosforo31 il giorno 10 novembre 2021 alle ore 19.41) allora il sottoscritto sparisce definitivamente da questo forum;

- se invece il cialtronissimo peracottaro seriale fosforo31 NON TROVA un documento di livello universitario nel quale si legga che il modello di Solow prevede una crescita infinita del PIL pro capite (come scritto dal cialtronissimo peracottaro seriale fosforo31 il giorno 10 novembre 2021 alle ore 19.41) allora il cialtronissimo peracottaro seriale fosforo31 sparisce definitivamente da questo forum.

 

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

Ci spieghi lei, dott lucertolone, cosa prevede il modello Solow.

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

Ho sempre creduto che madre natura lavori in base a princìpi di economia e di ottimalità. Ma il buon Saurino pane e vino mi fa vacillare in questa convinzione: perché fare una zucca così dura per contenere il vuoto?

Naturalmente mi rendo conto che le conclusioni del modello di  Solow sono irrealistiche e imbarazzanti, ed è verosimile che gli economisti ci armeggino sopra per renderlo credibile, ma non c'è niente da fare: nel modello di Solow standard (è di questo che stiamo parlando) come ha spiegato il prof. Bagnai (ma Saurino non l'ha ancora capito) il PIL cresce con lo stesso tasso di crescita n della popolazione se non c'è progresso tecnico (quindi il PIL pro capite resta costante), ma cresce con tasso n+g grazie alla tecnologia, dove g è il tasso di crescita della produttività dovuto all'innovazione (ho usato la notazione del pdf allegato da Saurino, Bagnai indica con g la somma dei due tassi). Quindi in tal caso il PIL pro capite cresce con tasso g. Questo accade, come specifica Bagnai, nello stato stazionario o di equilibrio del sistema. Dunque, la crescita del PIL pro capite in presenza di progresso tecnico è permanente e di lungo periodo, ed determinata dalla tecnologia. Perché Bagnai e gli altri economisti non usano l'aggettivo "infinita"? Perché l'economia non è la matematica e l'infinito (matematico) è un concetto troppo metafisico per gli economisti. Ma il modello di Solow è un modello matematico, quindi nell'ambito del modello ha senso parlare di crescita infinita. Ogni grandezza che cresce con tasso costante tende all'infinito per t che tende all'infinito. D'altra parte un modello è un modello: non ha validità assoluta, le ipotesi su cui si basa sono approssimazioni della realtà e queste approssimazioni non restano valide e accettabili in eterno. Il modello di Solow era inadeguato ed è stato sostituito con modelli di crescita endogena, ma in generale è del tutto ovvio che la crescita infinita, così come il punto, la retta, il triangolo e il cerchio, esistono solo nel mondo platonico delle idee (nondimeno, secondo il Nobel Roger Penrose, questa è un'esistenza del tutto "reale").  È anche opportuno precisare che nel modello di Solow standard, o modello neoclassico della crescita (ripeto: è di questo che stiamo parlando, Saurino), i tassi n e g sono assunti come dati e costanti. La loro variabilità è di natura esogena (lo dice anche Bagnai) quindi non è contemplata dal modello. Come leggiamo per es. a pag.1 punto (2) di queste slide dell'università di Reggio Calabria, un'esposizione sintetica ma chiara e rigorosa del modello di Solow: 

https://www.unirc.it/documentazione/materiale_didattico/600_2008_108_1689.pdf

Quindi gli effetti degli incrementi di n e g, tirati in ballo da Saurino, sono fuori tema e non perderò tempo a leggere il pdf. Probabilmente rientrano in quegli "armeggi" di cui parlavo all'inizio. Ovviamente un progresso tecnico nella produttività che cresce a tasso costante all'infinito è un'astrazione, ma il modello di Solow standard è fatto così. 

Allego a beneficio di Saurino un secondo documento di livello universitario, una tesi di laurea, a mio avviso molto ben fatta, di uno studente della Luiss: 

https://tesi.luiss.it/15127/1/173411.pdf 

Il tema trattato è la crescita economica, il modello di Solow è esposto nel cap.2.  Nel par. 2.2 è illustrato il modello con crescita demografica. A pag. 26 leggiamo: 

...in presenza di un incremento costante della popolazione, anche in stato stazionario, il prodotto e il reddito aggregato continuano a crescere ad un tasso G, pari al tasso di crescita demografica. 

Esattamente la conclusione di Bagnai: crescita stazionaria, permanente, di lungo periodo del PIL. E, come diceva l'umile sottoscritto, se la popolazione cresce all'infinito anche il PIL va all'infinito (nel mondo platonico, precisazione necessaria per la zucca vuota di Saurino).

Nel par. 2.3 è illustrato il modello con progresso tecnologico. Le conclusioni le leggiamo nel par. 2.3.6 a pag. 31/32 (i rossi e i grassetti sono miei):

L’inserimento del progresso tecnologico (nella fattispecie del tipo labour – augmenting) nel modello di Solow consente di spiegare una crescita del prodotto (e quindi del reddito) per occupato persistente. Lo stato stazionario che viene raggiunto in questa ultima versione del modello è relativo alle unità di efficienza di lavoro e non ai singoli lavoratori che invece sperimentano una crescita continuativa del loro reddito. Nel modello così integrato il tasso di crescita del reddito per occupato coincide con il tasso di crescita del progresso tecnologico, g ... La previsione di una crescita persistente del reddito pro–capite è finalmente coerente con quanto avvenuto in quelli che oggi sono i paesi più sviluppati. In realtà, il modello, si spinge persino oltre: prevede, infatti, che la crescita economica sia possibile indefinitamente, almeno finché essa venga alimentata da un progresso tecnologico. 

Capito, Saurino? Il modello di Solow prevede che la crescita economica sia possibile INDEFINITAMENTE, almeno finché essa venga alimentata da un progresso tecnologico. E nel contesto si parla di crescita persistente del reddito pro-capite. Cioè di quel tipo di crescita che si è avuta nei paesi più sviluppati, dove la popolazione è cresciuta poco o nulla. Mentre nei paesi poveri, in forte crescita demografica ma tecnologicamente arretrati, spesso è cresciuto il PIL ma è diminuito il PIL pro capite. Tutto logico e coerente con quanto ho scritto e riscritto in questa ed altre discussioni.

A questo punto, Saurino, se fossi coerente con te stesso, potresti già abbandonare il forum. 

Ma diamo un'occhiata anche al cap. 5 che tratta specificamente il tema della crescita nel tempo. A pag. 82 il tesista pone la domanda cruciale

La questione che sorge spontanea è se la crescita economica sia un fenomeno destinato a durare indefinitamente e quali fattori possano guidarla nel lunghissimo periodo.

E risponde:

Il modello di Solow fornisce una risposta positiva a tale domanda e attribuisce ad un progresso tecnologico esogeno il ruolo di guida della crescita nel lunghissimo periodo.  

E a pag. 83 ribadisce:

la crescita economica, anche a livello individuale, sarebbe destinata a durare indefinitamente nella misura in cui fosse sostenuta da un avanzamento tecnologico continuativo. La crescita economica si imporrebbe come un fenomeno certo, finché il progresso tecnologico fosse in grado di alimentarla.  

Fa bene il tesista della Luiss a usare il condizionale, in quanto non dimentica che si tratta di un modello matematico e che una crescita indefinita sostenuta dal progresso tecnologico non è un "fenomeno certo" ma era solo una perversa illusione degli economisti neoclassici (vedasi per es. quelli che ho citato con le loro strampalate previsioni nel corso della discussione). 

Puoi dare un'occhiata anche alla conclusione, del tutto analoga, delle slide di Reggio Calabria (slide 26 e 27). Anche il modello di Caas-Koopmans conduce alla previsione del modello di Solow: il PIL pro capite sul lungo periodo cresce con tasso pari a quello, assunto costante, del progresso tecnico. Come dicevo, Solow e Swan non furono certo i soli a teorizzare un modello a crescita potenzialmente infinita.

In ogni caso, niente paura Saurino. Per me nel forum ci puoi tranquillamente restare. Tanto alle tue figuredicacca ci abbiamo fatto il callo. 

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

Ok, ok, sig fosforo, io però gradirei anche la spiegazione del dott. Lucertolone, che sicuramente è più ripetitivo di lei, ma molto meno prolisso di lei.

 

1 persona mi piace questo

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

Anche il grande Massimo Fini propende per lo stile di vita dell'astronauta e condanna quello del cow boy. E non poteva essere diversamente per questo orgoglioso "antimoderno", nemico giurato del consumismo e dell'industrialismo. Come l'umile sottoscritto, il grande giornalista e saggista ritiene che per salvare il pianeta è necessario cambiare radicalmente stile di vita, specie noi occidentali. C'è poco da fare, dobbiamo decrescere: il PIL e la green economy non vanno d'accordo (come ammonisce anche il Nobel Giorgio Parisi). Fini dice che la crescita sostenibile è una truffa e che dobbiamo decrescere nei consumi e nella produzione ma in compenso avremo più tempo per noi stessi. Modestamente, nel mio piccolo, scrivo queste cose da anni. Massimo le scrive da decenni. Sono in disaccordo solo su Greta. Al burbero Fini deve essere antipatica e la definisce "mostrino". Io invece dico che questa ragazzina ha carattere e coraggio da vendere e merita già il Nobel per la Pace. In mancanza di un premio Nobel per l'Ambientalismo (che va istituito al più presto) fu assegnato nel 2007 ad Al Gore e all'IPCC per le loro battaglie, politiche e scientifiche rispettivamente, contro il cambiamento climatico.  

https://infosannio.com/2021/11/13/massimo-fini-green-incompatibile-col-pil/

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

Il cialtronissimo peracottaro seriale fosforo31 continua imperterito a delirare. Impegnatissimo a stravolgere il modello di Solow non si accorge che sta scrivendo delle ca_gate che non verrebbero in mente nemmeno al fratello mongoloide di Sancho Risata.

Ma procediamo con ordine. 

1 - Scrive il cialtronissimo peracottaro seriale fosforo31: perché Bagnai e gli altri economisti non usano l'aggettivo "infinita"? Perché l'economia non è la matematica e l'infinito (matematico) è un concetto troppo metafisico per gli economisti

Il cialtronissimo peracottaro seriale fosforo31 pone la domanda e si risponde da solo.

Lo psichiatra del cialtronissimo peracottaro seriale fosforo31 dovrebbe essere messo urgentemente al corrente della cosa.

Detto questo, Bagnai e gli altri economisti non usano l'aggettivo infinita perché

il modello neoclassico dell'economia si basa sull'assunto dei rendimenti marginali decrescenti dei fattori produttivi.

La metafisica ci azzecca non più di quanto l'intelligenza ci azzecchi con il cialtronissimo peracottaro seriale fosforo31. Ci azzeccano invece i rendimenti marginali dei fattori produttivi, che gli economisti neoclassici assumono essere DECRESCENTI, come dice chiaramente Bagnai.

Ma il cialtronissimo peracottaro seriale fosforo31 non ha ancora imparato a leggere e quindi non ha letto che i rendimenti sono decrescenti, e quindi la curva del prodotto/reddito (blu) e quella del risparmio/investimento (rossa) si schiacciano un po'. Quindi nel periodo uno la differenza fra investimento lordo (rosso) e investimento di rimpiazzo (ammortamento, grigio) è un po' più piccola

2 - Nel modello di Solow originario (quello datato 1956) la tecnologia è

COSTANTE

Contrariamente a quanto scrive, il cialtronissimo peracottaro seriale fosforo31 farebbe bene a studiare 

https://www.reed.edu/economics/parker/EUBA/Doctoral/notes/Week1.pdf

dal momento che si tratta di agili note rivolte a chi l'economia la vuole studiare sul serio

https://www.reed.edu/economics/parker/EUBA/Doctoral/

Detto questo, il modello base di Solow (quello del 1956) prevede uno stato stazionario dell'economia. Invece il cialtronissimo peracottaro seriale fosforo31 ha scritto che il modello di Solow prevede una crescita infinita del PIL pro capite!

Lo scrive anche Daron Acemoglu (e non potrebbe essere diversamente)

https://www.theigc.org/wp-content/uploads/2016/06/acemoglu-2007.pdf

Per chi non sapesse chi è Daron Acemoglu

https://economics.mit.edu/faculty/acemoglu

il link dovrebbe essere sufficiente per convincersi che Acemoglu non è un tesista della LUISS.

A pagina 65 e 66 del testo di Acemoglu leggiamo quanto segue: the analysis has established that the Solow growth model has a number of nice properties; unique steady state, asymptotic stability, and finally, simple and intuitive  comparative statics. Yet, so far, it has no growth. The steady state is the point at which there is no growth in the capital-labor ratio, no more capital deepening and no growth in output per capita. Consequently, the basic Solow model (without technological progress) can only generate economic growth along the transition path when the economy starts with k (0) < k. This growth is not sustained, however: it slows down over time and eventually comes to an end.

Invece il cialtronissimo peracottaro seriale fosforo31 ha scritto che il modello di Solow prevede una crescita infinita del PIL pro capite! Su questo pianeta il solo cazzaro che afferma che il modello di Solow prevede una crescita infinita del PIL pro capite è il cialtronissimo peracottaro seriale fosforo31.

3 - Cosa succede se nel modello di Solow viene aggiunto il progresso tecnologico? Ce lo spiega ancora Daron Acemoglu a pagina 92

the disadvantage is that growth is driven entirely exogenously. The growth rate
of the economy is exactly the same as the exogenous growth rate of the technology
stock. The model specifies neither where this technology stock comes from nor how
fast it grows

a pagina 94

the Solow model does generate per capita output growth, but only by introducing exogenous technological progress. But in this case, everything is being driven by technological progress, and technological progress itself is exogenous, just a black box, outside the model

Acemoglu non afferma affatto che introdurre il progresso tecnologico nel modello di Solow implichi che il modello preveda una crescita infinita del PIL pro capite. Come possa un   modello economico prevedere una crescita infinita del PIL pro capite in base ad una variabile ESOGENA lo sa solo lo psichiatra del cialtronissimo peracottaro seriale fosforo31.  

Invece il cialtronissimo peracottaro seriale fosforo31 ha scritto che il modello di Solow prevede una crescita infinita del PIL pro capite! Su questo pianeta il solo cazzaro che afferma che il modello di Solow prevede una crescita infinita del PIL pro capite è il cialtronissimo peracottaro seriale fosforo31.

4 - Ovviamente nel lavoro del tesista LUISS (!) non si legge da nessuna parte che il modello di Solow prevede una crescita infinita del PIL pro capite. A scrivere che il modello di Solow prevede una crescita infinita del PIL pro capite è il cialtronissimo peracottaro seriale fosforo31.

Vale il caso di sottolineare che il tesista LUISS (!) prende in considerazione altri modelli ma non scrive da nessuna parte che tali modelli prevedano una crescita infinita del PIL pro capite.

Il cialtronissimo peracottaro seriale fosforo31 dimostra ancora una volta che non ha ancora imparato a leggere e che ha bisogno urgente dell'insegnante di sostegno, che di uno psichiatra.

Il cialtronissimo peracottaro seriale fosforo31 si affida al tesista della LUISS, il sottoscritto si affida a Daron Acemoglu. Il cialtronissimo peracottaro seriale fosforo31 ha perso al sfida e pertanto sparisca definitivamente al forum. 

Quasi domenticavo: quando parlavo di lavori di livello universitario intendevo roba tipo le slide di Yale o il testo di Acemoglu, non roba firmata da Marta Guindani e da Gabriele Fraboni.

Concludo con una bella frase del sottoscritto: 

chiunque creda nella crescita infinita di qualsiasi cosa fisica, su un pianeta fisicamente finito, o è un pazzo o è il cialtronissimo peracottaro seriale fosforo31

 

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

Secondo me, lucertolone squamoso, lei deve tornare a rileggere ciò che ha scritto il sig fosforo. Mi posso anche sbagliare, ma secondo me ha scritto qualcosa di diverso da quanto sostiene lei.

Ma dopo tutta questa prolissitudine a imitazione del campano, ci spiega il modello solow, senza tirare in campo altri interpreti?

Concordo con lei il finale: "non si può crescere all'infinito in un pianeta fisicamente finito", ma il signor fosforo mai ha sostenuto che si può crescere all'infinito, ha invece detto che dobbiamo cambiare abitudini di vita, producendo meno producendo l'indispensabile.

Spero che nell'indispensabile sia considerato anche qualche cioccolatino.

 

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti
25 minuti fa, ahaha.ha ha scritto:

Concordo con lei il finale: "non si può crescere all'infinito in un pianeta fisicamente finito", ma il signor fosforo mai ha sostenuto che si può crescere all'infinito, ha invece detto che dobbiamo cambiare abitudini di vita, producendo meno producendo l'indispensabile.

Capire di cosa si sta parlando è una qualità essenziale. Se non altro per evitare di essere considerato un soggetto molto mongoloide, fratello meno fortunato di un mongoloide. Ogni riferimento alla sua persona è volutamente non casuale.

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti
24 minuti fa, ilsauro24ore ha scritto:

Capire di cosa si sta parlando è una qualità essenziale. Se non altro per evitare di essere considerato un soggetto molto mongoloide, fratello meno fortunato di un mongoloide. Ogni riferimento alla sua persona è volutamente non casuale.

Lei però ha  dato la certezza di essere in uno stato anormale, caratterizzato da un difetto permanente dell'intelligenza dovuto a cause ereditarie, congenite, prenatali e postnatali.

Se fosse un mongoloide, rispetto al suo stato normale, verrebbe considerato un gen.io.

Spero di essere stato chiaro, lucertolone squamoso.

 

Modificato da ahaha.ha

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti
11 ore fa, ahaha.ha ha scritto:

Secondo me, lucertolone squamoso, lei deve tornare a rileggere ciò che ha scritto il sig fosforo. Mi posso anche sbagliare, ma secondo me ha scritto qualcosa di diverso da quanto sostiene lei.

Ma dopo tutta questa prolissitudine a imitazione del campano, ci spiega il modello solow, senza tirare in campo altri interpreti?

Concordo con lei il finale: "non si può crescere all'infinito in un pianeta fisicamente finito", ma il signor fosforo mai ha sostenuto che si può crescere all'infinito, ha invece detto che dobbiamo cambiare abitudini di vita, producendo meno producendo l'indispensabile.

Spero che nell'indispensabile sia considerato anche qualche cioccolatino.

Egregio, sai meglio di me che quando si discute con Saurino pane e vino ci si abbassa a discutere con un soggetto non solo privo delle basi della civiltà e dell'educazione, ma anche di quelle del pensiero logico. 

Cmq prendo atto che nella zucca vuota è finalmente entrato un concetto che cercavo di ficcarci dentro da settimane. Il miracolo è di un economista turco che gli ha spiegato che il modello di Solow non prevede necessariamente CRESCITA ZERO nello stato stazionario, come bovinamente credeva il sedicente laureato in economia; e nemmeno sul lungo periodo (LONG RUN), come vieppiù bovinamente enfatizzava a caratteri cubitali. L'autorevole turco, casualmente pescato in Rete, riesce  nell'impresa di convincere Saurino che in presenza di un progresso tecnico esogeno e costante il PIL pro capite cresce. E cresce nonostante l'assunto dei rendimenti marginali decrescenti dei fattori produttivi, che è l'ipotesi alla base del modello di Solow. Ma se il nostro Zuccavuota conoscesse un po' di storia dell'economia saprebbe che la paternità di questo assunto non è di Robert Solow. Era un concetto quasi ovvio e già ben noto, ma insinuava un dubbio nella testa degli economisti e dei politici ciecamente fiduciosi nella crescita. La quale negli anni '50 era già in atto da secoli, almeno nei paesi più ricchi, interrotta solo episodicamente e in grado di riprendere salda e forte anche dopo le crisi più nere, come quella del '29. Guardiamo per es. questo grafico relativo all'Inghilterra: 

1024px-Total_economic_output_in_England_since_1270%2C_OWID.svg.png

Notiamo che all'inizio della rivoluzione industriale, che convenzionalmente si fa coincidere con l'invenzione della macchina a vapore (J. Watt, 1769), il PIL degli inglesi, corretto rispetto all'inflazione, comincia a crescere sensibilmente per poi impennarsi, specie dopo la crisi del 1929 e dopo il secondo conflitto mondiale. È chiaro che una crescita così forte e duratura non può spiegarsi solo con la crescita demografica (che anzi probabilmente ha frenato negli ultimi decenni). È chiaro cioè che anche il PIL pro capite degli inglesi cresce, con poche interruzioni, da oltre due secoli. Scommetterei che se un matematico guardasse la curva senza conoscerne il significato, estrapolerebbe di primo acchito una crescita all'infinito. In effetti, a parte le piccole irregolarità, un cambiamento di scala e una traslazione rispetto agli assi, ricorda il grafico di una funzione esponenziale:

800px-Exp.svg.png

Ebbene, storicamente il modello di Solow andò a rassicurare gli adoratori della dea Crescita e a rafforzarne la fede in modo perfino risibile. Quella crescita continua e robusta poteva continuare ancora per altri secoli! Difatti lo stesso Solow, secondo quanto riportato nel libro allegato in un post precedente, si spinse a stimare che il pianeta Terra avrebbe potuto sostentare fino a 3500 miliardi di persone con il tenore di vita degli statunitensi dell'epoca! Se questo non è un infinito matematico (concetto metafisico) è certamente un infinito pratico, e in questo infinito pratico Solow e altri economisti dell'epoca ci credevano eccome! Non a caso, non io ma un grande economista americano, K. Boulding, un po' più anziano e più serio di Solow, diceva:

"Chi crede nella crescita infinita o è un pazzo o è un economista" .

https://www.ft.com/content/db0a7be2-b2d2-11e9-b2c2-1e116952691a

Qual era la novità del modello di Solow, dove poggiava quella illusione? Lo spiega a Saurino il miracoloso economista turco (in verità glielo aveva già spiegato invano il prof. Bagnai): nel modello di Solow con progresso tecnico esogeno costante, il PIL pro capite cresce con tasso costante e (guarda caso) pari proprio al tasso di crescita del progresso tecnico. Eureka! Allora basta assicurare la costanza del progresso tecnico (che dall'inizio dell'era industriale invero non si è mai fermato) per assicurare una crescita continua, permanente, di lungo periodo del reddito pro capite. Ma sarà per davvero una crescita infinita? Certo che no, ma non perché Solow non la preveda, bensì perché il modello prima o poi cessa di essere valido. Esso infatti non tiene conto della limitatezza delle risorse naturali, dell'inquinamento, dell'effetto serra e del fatto che lo stessa tecnologia non è  indipendente dal PIL, dunque il considerarla esogena è una rozza approssimazione. Per non parlare del fatto che i consumi dei singoli consumatori non possono crescere all'infinito. Nell'assai pregevole studio sulla fallacia della endless growth, che avevo allegato e che riallego perché Saurino non l'ha letto:

https://scholars.unh.edu/cgi/viewcontent.cgi?article=1462&context=dissertation

a pag. 152 leggiamo: 

Thus far, we have shown that the Solow-Swan framework (both in the traditional model and in the thermodynamic version), while missing components of economic thinking such as utility maximization, the spread and growth of knowledge, and innovation, predicts endless growth under the assumption that per capita consumption has no upper limit. In the traditional model there is a golden rule level of investment and savings that yields an optimal capital to labor ratio, maximizes consumption forever, and supports endless growth.

Dunque non solo alla Luiss ma anche all'Università del New Hampshire pensano e scrivono che

il modello di Solow tradizionale supporta una crescita infinita.

Quindi la crescita infinita è una fallacia, un inganno, una fesseria, una balla, e io sono il primo a dirlo; ma lo è per ragioni esterne al modello di Solow. Al suo interno la crescita permane finché permane il progresso tecnico esogeno. Punto. Non a caso, come ho già scritto, i modelli di crescita esogena, tra i quali Solow è il principale, sono stati rivisti o sostituiti con modelli di crescita endogena. Il concetto è banale ma Saurino ha bisogno, al solito, di essere imboccato col cucchiaino.

Prendiamo il modello matematico più noto e più semplice della fisica: la Legge di Ohm. La corrente I in un resistore è pari al rapporto tra la tensione V ai capi del resistore e la sua resistenza R:

I = V / R

Questa semplicissima legge fisica è alla base dell'elettrotecnica e dell'elettronica. Ci chiediamo: la legge di Ohm prevede una corrente infinita o tendente all'infinito? Certo che sì, almeno sulla carta (cioè all'interno del modello matematico): basta fare tendere all'infinito la tensione (in pratica con un Van der Graaf raggiungiamo facilmente diversi milioni di volt), oppure fare tendere a zero la resistenza, ovvero realizzare un corto circuito. Ma in ambedue i casi la legge di Ohm a un certo punto cessa di essere valida. Infatti il calore sviluppato nel resistore per effetto Joule è pari a RI2 cioè cresce con il quadrato della corrente I. Quindi nel primo caso, superato un certo valore di I, non si riesce a smaltire questo calore, il resistore si riscalda fino a fondersi, il circuito si apre e la corrente si azzera. Nel secondo caso succede quello che accade cortocircuitando i due poli di una presa di corrente (fase e neutro), esperienza pericolosa da non farsi MAI. E cioè, o scatta l'interruttore di protezione del contatore oppure si fonde il conduttore e in ogni caso la corrente si azzera. Ma gli effetti termici della corrente esulano dal modello, che quindi prevede in modo fallace una crescita infinita della corrente, in pratica impossibile.

Tuttavia, pur essendo una possibilità teorica implicita nel modello, io non ricordo di avere mai letto che la legge di Ohm prevede una corrente infinita o tendente all'infinito. E il motivo è presto detto: non è necessario raggiungere valori elevatissimi della corrente per uscire dal modello: in genere bastano poche decine o centinaia di ampere per invalidare la legge di Ohm se non per distruggere il resistore (anche perché R a rigore non è una costante ma dipende dalla temperatura, quindi per correnti elevate R dipende da I e il modello lineare V=RI non è applicabile). L'esperienza dunque porta a scartare in partenza la possibilità di una crescita illimitata della corrente. Ben diverso è il caso della crescita economica e del modello di Solow. Come detto all'inizio, nei paesi ricchi e tecnologicamente sviluppati il trend di crescita, aggregata e pro capite, a parte brevi periodi persiste da secoli. Mentre nei paesi poveri e tecnologicamente arretrati capita che cresce il PIL ma diminuisce il PIL pro capite. Tutto ciò è perfettamente coerente con il modello di Solow. Nei paesi ricchi la crescita è dovuta soprattutto al progresso tecnologico; nei paesi poveri il PIL cresce soprattutto per l'incremento demografico ma il PIL pro capite dipende dalla tecnologia e se questa cresce meno velocemente della popolazione il PIL pro capite decresce. Il trend di crescita nei paesi sviluppati è in atto da secoli quindi il mito della crescita senza fine ha una sua ragion d'essere. Ma è una fallacia, una illusione, un inganno, come dimostrò già nel 1972 il famoso studio del MIT per conto del Club di Roma sui Limiti della crescita. Studio all'epoca bombardato dalle critiche degli economisti main stream. Il punto è che solo da uno o due decenni ci stiamo rendendo ben conto di quanto fosse sostanzialmente corretto quello studio e quanto fallace sia il modello di Solow. Non esiste crescita infinita, a prescindere dalla tecnologia, perché il pianeta è finito. Per giunta è minacciato dall'inquinamento e dall'effetto serra, quindi molto probabilmente, almeno allo stato attuale della tecnologia, non esiste crescita sostenibile, e men che meno infinita. Di ecologicamente sostenibile molto probabilmente esiste solo la DECRESCITA.  

P.S. Anch'io, egregio, spero vivamente che il cioccolato non sia sacrificato nella decrescita. Essendo un prodotto della natura e della terra, abbiamo buone speranze.  

Modificato da fosforo311

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

Dopo avere tirato fuori la balla balattica

perché Bagnai e gli altri economisti non usano l'aggettivo "infinita"? Perché l'economia non è la matematica e l'infinito (matematico) è un concetto troppo metafisico per gli economisti

il cialtronissimo peracottaro seriale fosforo31 si supera e avvia un delirio che finisce con la legge di Ohm e il cioccolato, non senza prima tirare in ballo la pregevole tesi di laurea del pregevole William S. Strauss

https://scholars.unh.edu/cgi/viewcontent.cgi?article=1462&context=dissertation

La pregevole tesi si rivela

submitted to the University of New Hampshire in partial fulfillment of the requirements for the Degree of Doctor of Philosophy in
Earth and Environmental Sciences and Economics

Ripeto:

Earth and Environmental Sciences

Capito? Il cialtronissimo peracottaro seriale fosforo31 mica si affida a quello che scrive Daron Acemoglu

https://economics.mit.edu/faculty/acemoglu

Il cialtronissimo peracottaro seriale fosforo31 si affida ad un pregevole geologo prestato alla scienza economica. Il pregevole geologo, a differenza di Daron Acemoglu

https://economics.mit.edu/faculty/acemoglu/publication

non pubblicherà MAI su riviste come Econometrica oppure American Economic Review.

La ragione è ovvia: perché il pregevole geologo prestato alla scienza economica ha scritto questo notevole passo we have shown that the Solow-Swan framework (both in the traditional model and in the thermodynamic version), while missing components of economic thinking such as utility maximization, the spread and growth of knowledge, and innovation, predicts endless growth under the assumption that per capita consumption has no upper limit

A beneficio del cialtronissimo peracottaro seriale fosforo31 faccio sommessamente presente che:

1 - Robert Solow

http://piketty.pse.ens.fr/files/Solow1956.pdf

NON HA MAI ASSUNTO che il consumo pro capite non sia limitato superiormente;

2 - Daron Acemoglu

https://www.theigc.org/wp-content/uploads/2016/06/acemoglu-2007.pdf

NON HA MAI ASSUNTO che il consumo pro capite non sia limitato superiormente.

Il solo ad avere assunto che il consumo pro capite non sia limitato superiormente è il pregevole geologo prestato alla scienza economica.

Vale appena il caso di sottolineare che assumere che il consumo pro capite non sia limitato superiormente implica necessariamente assumere che la produzione non sia limitata superiormente.

Perfino il fratello mongoloide del più che mongoloide Sancho Risata concorda che è possibile consumare solo ciò che è stato prima prodotto. In caso di dubbi invito il cialtronissimo peracottaro seriale fosforo31 a contattare con estrema sollecitudine il suo psichiatra.

Pertanto risulta palese che nel modello di economia che ha in testa il geologo prestato alla scienza economica, nonché in quello che aleggia nel contenitore vuoto che il cialtronissimo peracottaro seriale fosforo31, la funzione di produzione non è limitata superiormente. 

Purtroppissimo per il cialtronissimo peracottaro seriale fosforo31 esiste il concetto di  rendimento marginale dei fattori produttivi, che gli economisti neoclassici assumono essere DECRESCENTI, come spiega chiaramente Bagnai

https://goofynomics.blogspot.com/2015/11/convergenza.html

Capito, caro il mio cialtronissimo peracottaro seriale fosforo31 ?

Nel disegnino che ti fa Bagnai

potrai notare che la curva f(k) ha la pancia verso l'alto

e, purtroppissimo per te e per il geologo indebitamente prestato alla scienza economica, riesce a fare miseramente cascare le asinate che hai ragliato e che continui imperterrito a ragliare.

Capito, caro il mio cialtronissimo peracottaro seriale fosforo31 ?

Le asinate che hai ragliato (e che continui imperterrito a ragliare) vengono demolite da un disegnino.

Infine vale il caso di sottolineare che:

1 - il Nobel per l'economia lo hanno dato a Solow e non a Boulding;

2 - Daron Acemoglu, al momento uno dei più importanti economisti sulla faccia di questo pianeta, nel testo targato MIT

https://www.theigc.org/wp-content/uploads/2016/06/acemoglu-2007.pdf

non accenna minimamente a Boulding.

Un motivo deve esserci. Credo che abbia a che fare con il fatto che a Napoli lo stadio lo hanno intitolato a Diego Armando Maradona e non a Carmelo Imbriani.

Rimango in attesa che il cialtronissimo peracottaro seriale fosforo31 produca un testo universitario (non una tesi di laurea di fantasiosi nonché pregevoli geologi, NdA) nel quale si legga che il modello di Solow prevede una crescita infinita del PIL pro capite , che è esattamente quello che il cialtronissimo peracottaro seriale fosforo31 ha scritto il giorno 10 novembre 2021 alle ore 19.41.

Concludo ancora una volta una bella frase del sottoscritto: chiunque creda nella crescita infinita di qualsiasi cosa fisica, su un pianeta fisicamente finito, o è un pazzo o è il cialtronissimo peracottaro seriale fosforo31.

PS:

STRUNZ, STATT CITT!

 

Modificato da ilsauro24ore

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

Il cialtronissimo peracottaro seriale fosforo31 potrà apprezzare chi è Daron Acemoglu al link seguente

https://ideas.repec.org/top/top.person.all.html

Per una curiosa coincidenza non ho letto il nome del pregevole William S. Strauss e nemmeno quello di Boulding.

Rinnovo l'ormai consueto 

STRUNZ, STATT CITT!

 

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti
3 ore fa, ilsauro24ore ha scritto:

Nel disegnino che ti fa Bagnai

potrai notare che la curva f(k) ha la pancia verso l'alto...

Le asinate che hai ragliato (e che continui imperterrito a ragliare) vengono demolite da un disegnino...

Caro Saurino pane e vino, se mi fosse rimasto un piccolo dubbio dopo le innumerevoli ragliate in economia che ha postato in passato, questo tuo ridicolo post me lo ha tolto.

Tu non sei e non puoi essere un laureato in economia, a meno che non hai comprato la laurea. Punto. 

Quindi non hai mai studiato e non hai mai capito il modello di Solow. Punto.

Al massimo ti sei infarinato su qualche pdf per provoloneggiare da par tuo in questa discussione. La tua bovina interpretazione di quel disegnino che "demolirebbe" (roba da matti!) le mie conclusioni - le quali, anche se non ti entrano in zucca, sono esattamente quelle di Bagnai, di Acemoglu e degli altri eccellenti e rigorosi lavori universitari che ho allegato -

certifica solo che in questa materia brancoli letteralmente nel buio.

La funzione f(k) ha la convessità verso l'alto (la pancia appartiene al tuo linguaggio da calzolaio), ovvero ha la derivata seconda negativa, semplicemente perché la produttività marginale del capitale (ovvero la derivata prima) è decrescente con k. Che è una precisa ipotesi nel modello di Solow. Ma la crescita permanente o meno del prodotto pro capite y si evince dal modo in cui y dipende da t, cioè dal TEMPO, e non da k. Ebbene, questa dipendenza dal tempo, nelle ipotesi del modello di Solow con progresso tecnico costante, ovvero di produttività del lavoro crescente nel tempo con tasso costante g, nello stato stazionario o di equilibrio o di "crescita bilanciata", segue semplicemente la legge di crescita lineare:

dy/dt = g

Vedasi per es. le slide già allegate dell'università di Reggio Calabria:

https://www.unirc.it/documentazione/materiale_didattico/600_2008_108_1689.pdf 

Dove leggiamo (slide 27): 

Secondo la teoria neoclassica della CRESCITA gli standard di vita di un'economia nel lungo periodo (raggiunto lo steady state) sono determinati unicamente dall'evoluzione, del tutto esogena, del progresso tecnico.

Di conseguenza, nella teoria neoclassica (che non hai mai studiato e che non hai ancora capito) la crescita del PIL pro capite non si arresta finché non si arresta l'effetto esogeno del progresso sull'efficienza del lavoro. Punto. Una retta è una curva senza convessità né concavità, caro Saurino: è una curva senza "pancia". Forse si è messa a dieta. Ahahahahahaha!!!    

Ovviamente, dato che la matematica non è un opinione, eccetto che nella tua zucca vuota, alla stessa identica conclusione perviene anche il celebrato Acemoglu a pag. 91 del pdf che tu stesso hai allegato:

The growth rate of the economy is exactly the same as the exogenous growth rate of the technology stock.

https://www.theigc.org/wp-content/uploads/2016/06/acemoglu-2007.pdf 

È una crescita esogena, determinata da un progresso calato dall'alto come dice Bagnai, o da una "scatola nera" come dice Acemoglu? Certo, ma proprio così sono fatti i modelli neoclassici di crescita (Solow-Swan, Cass-Koopmans e altri) detti per l'appunto modelli di crescita esogena. Punto.

Punto, almeno per te che non hai le basi matematiche universitarie per capire le 4 paginette iniziali delle slide calabresi (che sintetizzano i passaggi di Acemoglu) e devi accettare il risultato per fede. Mettiti l'anima in pace Saurino: puoi provoloneggiare per altri tre mesi su questo argomento ma non puoi sovvertire la soluzione di un'equazione differenziale. Indicata sulle slide come equazione (1):   

L'equazione fondamentale del modello di Solow. E’ un’equazione differenziale ordinaria del primo ordine non lineare. Essa da sola condensa tutta la dinamica dell’economia: una volta studiata e risolta la (1) si ottengono gli andamenti dinamici di tutte le altre variabili endogene del modello.

E che cosa ci dice la soluzione? 

Conclusione: i tassi di crescita delle principali variabili reali dipendono esclusivamente da fattori esogeni di carattere strutturale; in un’economia chiusa caratterizzata da concorrenza perfetta, il motore fondamentale della crescita sarà infatti dato dall’andamento temporale del progresso tecnico e dalla dinamica della popolazione.  

E il motore del progresso tecnico (da cui dipende la crescita del PIL pro capite) a quanto pare non si è mai fermato negli ultimi due secoli nei paesi ricchi e tecnologicamente avanzati (vedasi il mio post precedente).  

Ti ripeto, Saurino, essere asini in economia e in matematica non significa rinunciare per questo all'amor proprio. Magari riesci meglio nel giardinaggio. Quindi non insistere, rassegnati, non tirare in ballo altri "disegnini" e altre "pance" a cacchio! Di figuredicacca su questo argomento ne hai accumulate a mio parere più che abbastanza.     

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti
7 minuti fa, fosforo311 ha scritto:

La funzione f(k) ha la convessità verso l'alto (la pancia appartiene al tuo linguaggio da calzolaio), ovvero ha la derivata seconda negativa, semplicemente perché la produttività marginale del capitale (ovvero la derivata prima) è decrescente con k. Che è una precisa ipotesi nel modello di Solow.

Ho usato intenzionalmente un linguaggio da calzolaio per essere sicuro che tu potessi capire.

Adesso che hai dimostrato di avere capito spieghi ai forumisti seri come possa una produttività marginale del capitale DECRESCENTE CON K portare ad una produzione non limitata superiormente, che è il presupposto del consumo non limitato superiormente di cui parla il geologo che tanto ti piace.

Rimanendo nel modello di Solow, il progresso tecnico sposterà l'economia DA UNO STATO STAZIONARIO AD UN ALTRO STATO STAZIONARIO.

Infatti non hai ancora trovato scritto in nessun testo di livello universitario che il modello di Solow prevede una crescita infinita del PIL pro capite (che è esattamente quello che hai scritto il giorno 10 novembre 2021 alle ore 19.41) per il semplice motivo che

il modello di Solow NON PREVEDE una crescita infinita del PIL pro capite

E spiega anche ai forumisti seri cosa sono i misteriosisimi fattori esogeni di carattere strutturale di cui parli.

Dal momento che non lo hai capito, ti faccio sommessamente presente che se i fattori sono ESOGENI allora sono estranei al modello. Una black box, per dirla con Acemoglu.

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

Dimenticavo: nelle slide dell'università della Calabria

https://www.unirc.it/documentazione/materiale_didattico/600_2008_108_1689.pdf

leggiamo quanto segue:

l’equilibrio è detto sentiero di crescita bilanciata perché
- K/AL=k* ha raggiunto il suo valore di steady state, è quindi è costante nel tempo;
- l’economia cresce nel tempo: i tassi K*/K e Y*/Y sono positivi;
- K*/K e Y*/Y sono però uguali: il rapporto tra gli inputs K e AL rimane costante nel tempo quindi le proporzioni dell’economia non variano nel tempo.
Il valore iniziale di Y (di K) può essere diverso da quello che generà lo steady state k*;
però dopo un certo tempo il sistema si assesterà su k* e quindi lungo il sentiero di crescita bilanciata

Ovviamente nelle slide dell'università della Calabria, che non hai letto e se le hai lette non le hai capite, non hai ancora trovato scritto che il modello di Solow prevede una crescita infinita del PIL pro capite (che è esattamente quello che hai scritto il giorno 10 novembre 2021 alle ore 19.41) per il semplice motivo che

il modello di Solow NON PREVEDE una crescita infinita del PIL pro capite

 

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

Crea un account o accedi per commentare

È necessario essere registrati per poter lasciare un messaggio

Crea un account

Non sei ancora iscritto? Registrati subito


Registra un nuovo account

Accedi

Hai già un account? Accedi qui.


Accedi ora

© Italiaonline S.p.A. 2022Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963