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Strage di Tessalonica (Salonicco) – il sa/dico sangu/inario Teodosio – la fine delle olimpiadi – altre curiosità sugli stermini di gruppo portati avanti da tutte le religioni – ricordiamoci anche delle devastazioni portate avanti in Africa, America del nord, America del sud … ma in quei casi non venivano detti “sterminatori” ma “colonizzatori” - felice di avere pestato i piedi a chi difende le religioni.   

Modificato da dune-buggi
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La data ufficiale di cessazione dei giochi olimpici dell'antichita' e' stata fissata nel 393 d.C., in coincidenza con la 293a olimpiade. La pronuncia di condanna fu decretata da Teodosio I, benche' l'intervento dell'imperatore romano non riguardasse specificatamente i giochi di Olimpia ne provoco' pero', in modo indiretto, la soppressione.

Nel 390 d.C., durante alcune gare circensi svoltesi a Tessalonica (l'odierna Salonicco), si verificarono violenti scontri tra gli spettatori. I tumulti degenerarono, dopo la repressione dei legionari, in una vera e propria rivolta antiromana. Per ordine di Teodorico la ribellione fu repressa nel sangue e i settemila abitanti di Tessalonica furono massacrati. Il vescovo di Milano, il futuro Sant'Ambrogio, colpito da quegli avvenimenti, denuncio' la strage e scaglio' un anatema contro l'imperatore Teodosio I, chiedendo con una epistola un atto pubblico di espiazione.

Questo episodio costitui' il momento culminante dei rapporti, spesso burrascosi, tra il vescovo e l'imperatore. Di conseguenza Teodosio, temendo probabilmente che una pronta risposta alla richiesta di Ambrogio potesse essere interpretata come un atto di debolezza, lascio' inizialmente cadere l'appello del vescovo, poi nell'imminenza del Natale dell'anno 390 d.C., fece atto di sottomissione alla chiesa. Da quel momento l'imperatore si eresse a paladino della religione cristiana e inizio' una persecuzione implacabile contro ariani e pagani. 

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29 minuti fa, dune-buggi ha scritto:

Di conseguenza Teodosio, temendo probabilmente che una pronta risposta alla richiesta di Ambrogio potesse essere interpretata come un atto di debolezza, lascio' inizialmente cadere l'appello del vescovo, poi nell'imminenza del Natale dell'anno 390 d.C., fece atto di sottomissione alla chiesa. Da quel momento l'imperatore si eresse a paladino della religione cristiana e inizio' una persecuzione implacabile contro ariani e pagani. 

Immagino che dopo, la sua sottomissione, il vescovo non disse più nulla sull'operato di quell'uomo

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