CONTESTATE GRETA MA FATE CROCIERE ?

Mentre noi siamo qui a misurare in Classi Euro la Co2 emessa dalle nostre inquinantissime macchinine 2000 *** turbodiesel, in giro ci sono aggeggi di questo tipo.

Tipo:

COSTA CONCORDIA

6 motori nafta pesante da 75.600 KW (circa 100.000 CV)

Cilindrata 1.8 milioni di *** x 6= 10.800.000 *** (l'equivalente di 5.400 VW Golf TDI)

Consumo: 13,8 tonnellate/ora; 330 tonnellate al giorno, ovvero 390.000 litri al giorno. 120.000 tonnellate/anno, equivalente all'intera produzione di nafta pesante della raffineria di Falconara.

Ah, dimenticavo: i motori delle navi non si spengono mai, nemmeno al passaggio a livello: pototom pototom pototom; o anche quando sono ferme in banchina a Venezia: pototom pototom....

La Costa Crociere ha 12 navi come questa, 19 la MSC: fanno 31: ci si riscaldava Roma, oppure 167.400 VW Golf TDI che girano ininterrottamente, h24, 365 giorni l'anno, 31 raffinerie di Falconara.

Come dite? Non ci sono 31 raffinerie a Falconara? E allora come facciamo?

E le accise? Andiamo a fare il pieno in Libia? Ah, ok.

Ce l'avete il FAP?

E' Euro 6 la vostra automobilina?

L'avete comprata una macchinina elettrica come vogliono i nostri illuminatissimi governanti?

Avete fatto la revisione ogni 2 anni e controllato i fumi della Golf TDI?

Avete buttato via la stufa e il caminetto e comprato una più ecologica caldaia a condensazione? O, meglio ancora: vi siete allacciati al teleriscaldamento?

Come siam messi a PM10?

Lo facciamo il blocco del traffico?

Ce l'avete il sistema "start & stop"?

Trivelliamo sì o no?

Si sciolgono i ghiacci: stop alla lacca per capelli.

Maaree proofuumo di maaareeee, coon l'aamooree io vooglio giocaareeee.

Modificato da barbablu16
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20 messaggi in questa discussione

Come si legge nell'articolo, il problema delle grandi navi non è dato solo dalle ingenti emissioni climalteranti di gas serra ma anche da quelle inquinanti (dagli ossidi d'azoto alle polveri sottili). Questi giganti del mare hanno anche un impatto fortemente negativo sulla fauna marina. L'inquinamento acustico può nuocere al sistema di ecolocalizzazione di cui molte specie si servono nei loro spostamenti e migrazioni. Sono frequenti anche le collisioni con i grandi mammiferi marini, in particolare le balene. Per es. la balena franca nordatlantica (Eubalena glacialis), sopravvissuta all'epoca della caccia indiscriminata, oggi rischia l'estinzione proprio a causa delle collisioni con le grandi navi. Un altro grosso problema, presente soprattutto nelle navi da carico, è dato dal prelievo e dallo scarico di ingenti quantità di acqua di zavorra, operazioni necessarie per stabilizzare il natante in seguito alle operazioni di scarico e carico delle merci, rispettivamente. Migliaia di tonnellate di acqua di zavorra, prelevate in un porto e scaricate presso un altro porto, magari distante migliaia di km, causano il trasferimento di organismi e microrganismi marini da una regione all'altra, in particolare di specie invasive che causano gravi danni agli ecosistemi e alle faune locali. Per esempio, nel 1988 il passaggio via mare tramite l'acqua di zavorra di una nave della cozza zebra dal Mar Nero e dal Mar Caspio alla regione dei Grandi Laghi americani fece 5 miliardi di dollari di danni in 10 anni alla pesca e all'ecosistema. Negli anni '90 un vibrione del colera endemico nel Bangladesh fu portato in Perù nell'acqua di zavorra causando un'epidemia che fece oltre 10.000 morti. Per le grandi navi da crociera è rilevante il problema delle acque reflue. Un gigante da 4000 passeggeri e 1000 uomini di equipaggio è una piccola città galleggiante che ogni giorno sversa in mare centinaia di migliaia di litri di acque nere e di acque grigie prodotte dai servizi igienici e da quelli di lavanderia. Per quanto riguarda i rifiuti solidi, queste navi di solito dispongono di un vero e proprio inceneritore a bordo, e la maggior parte delle ceneri pesanti residue viene scaricata in mare. Vi è poi il problema degli sversamenti accidentali di carburante, meno frequenti ma estremamente dannosi. Il punto è che il trasporto marittimo sulle grandi navi da carico (petroliere ma soprattutto portacontainer) e da crociera si è ingigantito negli ultimi decenni e si prevede che questa perniciosa ipertrofia proseguirà fino alla metà del secolo. È necessario fermarla molto prima. Nell'economia verde le navi andranno a idrogeno verde, ma dovremo scordarci le superpetroliere e le portacontainer da 300mila tonnellate, come pure le città galleggianti dei crocieristi. Tutte troppo grandi per questo tipo di propulsione. Si ridimensioneranno drasticamente il commercio mondiale e il turismo internazionale, e questo contribuirà alla inevitabile e sacrosanta DECRESCITA necessaria per salvare il pianeta dall'ingordigia e dalla megalomania dell'uomo.

Modificato da fosforo311
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Domanda: 4 auto 500 di cilindrata consumano più o meno di una auto 2000 di cilindrata? 16 pneumatici richiedono, per essere costruiti, più o meno energia di  4 pneumatici con diametro leggermente più grande.

 Credo che l'esempio valga anche per le navi.

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36 minuti fa, ahaha.ha ha scritto:

Domanda: 4 auto 500 di cilindrata consumano più o meno di una auto 2000 di cilindrata? 16 pneumatici richiedono, per essere costruiti, più o meno energia di  4 pneumatici con diametro leggermente più grande.

 Credo che l'esempio valga anche per le navi.

la domanda é formulata male, bisogna fare 2000cc x 4 e 4 pneumatici x 4 ( x 5 con la ruota di scorta )

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1 ora fa, fosforo311 ha scritto:

Come si legge nell'articolo, il problema delle grandi navi non è dato solo dalle ingenti emissioni climalteranti di gas serra ma anche da quelle inquinanti (dagli ossidi d'azoto alle polveri sottili). Questi giganti del mare hanno anche un impatto fortemente negativo sulla fauna marina. L'inquinamento acustico può nuocere al sistema di ecolocalizzazione di cui molte specie si servono nei loro spostamenti e migrazioni. Sono frequenti anche le collisioni con i grandi mammiferi marini, in particolare le balene. Per es. la balena franca nordatlantica (Eubalena glacialis), sopravvissuta all'epoca della caccia indiscriminata, oggi rischia l'estinzione proprio a causa delle collisioni con le grandi navi. Un altro grosso problema, presente soprattutto nelle navi da carico, è dato dal prelievo e dallo scarico di ingenti quantità di acqua di zavorra, operazioni necessarie per stabilizzare il natante in seguito alle operazioni di scarico e carico delle merci, rispettivamente. Migliaia di tonnellate di acqua di zavorra, prelevate in un porto e scaricate presso un altro porto, magari distante migliaia di km, causano il trasferimento di organismi e microrganismi marini da una regione all'altra, in particolare di specie invasive che causano gravi danni agli ecosistemi e alle faune locali. Per esempio, nel 1988 il passaggio via mare tramite l'acqua di zavorra di una nave della cozza zebra dal Mar Nero e dal Mar Caspio alla regione dei Grandi Laghi americani fece 5 miliardi di dollari di danni in 10 anni alla pesca e all'ecosistema. Negli anni '90 un vibrione del colera endemico nel Bangladesh fu portato in Perù nell'acqua di zavorra causando un'epidemia che fece oltre 10.000 morti. Per le grandi navi da crociera è rilevante il problema delle acque reflue. Un gigante da 4000 passeggeri e 1000 uomini di equipaggio è una piccola città galleggiante che ogni giorno sversa in mare centinaia di migliaia di litri di acque nere e di acque grigie prodotte dai servizi igienici e da quelli di lavanderia. Per quanto riguarda i rifiuti solidi, queste navi di solito dispongono di un vero e proprio inceneritore a bordo, e la maggior parte delle ceneri pesanti residue viene scaricata in mare. Vi è poi il problema degli sversamenti accidentali di carburante, meno frequenti ma estremamente dannosi. Il punto è che il trasporto marittimo sulle grandi navi da carico (petroliere ma soprattutto portacontainer) e da crociera si è ingigantito negli ultimi decenni e si prevede che questa perniciosa ipertrofia proseguirà fino alla metà del secolo. È necessario fermarla molto prima. Nell'economia verde le navi andranno a idrogeno verde, ma dovremo scordarci le superpetroliere e le portacontainer da 300mila tonnellate, come pure le città galleggianti dei crocieristi. Tutte troppo grandi per questo tipo di propulsione. Si ridimensioneranno drasticamente il commercio mondiale e il turismo internazionale, e questo contribuirà alla inevitabile e sacrosanta DECRESCITA necessaria per salvare il pianeta dall'ingordigia e dalla megalomania dell'uomo.

Grazie per le interessanti spiegazioni tecniche. Al prelievo e successivo scarico delle acque di zavorra non si avevo pensato. Rimescolare (sicuramente con sostanze strane dentro) è un fattore serio. Buona serata a te Fosforo. 

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1 ora fa, ahaha.ha ha scritto:

Domanda: 4 auto 500 di cilindrata consumano più o meno di una auto 2000 di cilindrata? 16 pneumatici richiedono, per essere costruiti, più o meno energia di  4 pneumatici con diametro leggermente più grande.

 Credo che l'esempio valga anche per le navi.

cioè  cosa  vorrebbe  sapere  e  concludere   con  questa  domanda  ?

Modificato da barbablu16

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37 minuti fa, dune-buggi ha scritto:

Grazie per le interessanti spiegazioni tecniche. Al prelievo e successivo scarico delle acque di zavorra non si avevo pensato. Rimescolare (sicuramente con sostanze strane dentro) è un fattore serio. Buona serata a te Fosforo. 

Grazie a te per la lettura d/b. Intanto ho letto che la più grossa nave da crociera oggi operativa è la Symphony of the Seas. È larga quanto un campo di calcio regolamentare e lunga quanto tre campi e mezzo. Ha 18 ponti ed è alta sulla linea di galleggiamento quanto un palazzo di 20 piani. Dispone di 2759 cabine e può ospitare fino a un massimo di 6.680 passeggeri, l'equipaggio è composto da 2200 persone. Il dislocamento, cioè il peso effettivo della nave, è pari a circa 120.000 tonnellate, cioè quasi il triplo dei nostri storici transatlantici Michelangelo e Raffaello e quasi due volte e mezzo quello del Titanic. Tutto davvero molto esagerato. Propongo di vietare immediatamente, con legge internazionale, la costruzione di navi di queste dimensioni, e di disarmare tutte quelle operative entro il 2025. Per essere smantellate con recupero e riciclo dell'acciaio e degli altri materiali, oppure ancorate nei porti e destinate a uso abitativo per i poveri e i senza tetto. Buona serata

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I transatlantici italiani Michelangelo e Raffaello - Report - NAUTICA REPORT

michelangelo e raffaello

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11 ore fa, barbablu16 ha scritto:

cioè  cosa  vorrebbe  sapere  e  concludere   con  questa  domanda  ?

Vorrei sapere se 4 piccole auto (di cilindrata) consumano e costano meno di un'auto di grossa cilindrata.

Il sig fosforo sembra preferire tante piccole navi ad una mastodontica, ma la sua spiegazione e le sue critiche all'impiego delle grandi navi non mi convincono.

Tutto qui sig. Pm.

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3 ore fa, ahaha.ha ha scritto:

Vorrei sapere se 4 piccole auto (di cilindrata) consumano e costano meno di un'auto di grossa cilindrata.

Il sig fosforo sembra preferire tante piccole navi ad una mastodontica, ma la sua spiegazione e le sue critiche all'impiego delle grandi navi non mi convincono.

Tutto qui sig. Pm.

Egregio, dal punto di vista ecologico 4 piccole auto sono molto meglio di una molto più grossa e potente. Parliamo sempre ovviamente di auto tradizionali, cioè a motore termico. Per fissare le idee, consideriamo 4 utilitarie a benzina da 1000cc e 70cv, per es. Fiat, omologate per 5 posti e dal peso a vuoto di circa 1000kg.  Poi consideriamo una grossa berlina di lusso, per es. una Mercedes, sempre a benzina e con cilindrata quadrupla, cioè 4000cc. Dato che la potenza specifica di solito cresce con la cilindrata, la potenza della Mercedes sarà più che quadrupla, per es. 350cv. Avrai notato che sto parlando di vetture a motore aspirato di qualche anno fa, ma tuttora diffuse, perché quelle più recenti sono quasi tutte turbocompresse e le potenze specifiche sono maggiori. La Mercedes sarà anch'essa omologata per 5 posti (se fosse una coupé sportiva potrebbe averne 4 o addirittura solo 2) e peserà a vuoto molto meno del quadruplo delle utilitarie, per es. 1800kg. Se consideriamo i consumi medi dichiarati, cioè quelli relativi a condizioni di prova standard e uguali per i due tipi di automobili (es. velocità costante in pianura con il cambio nel rapporto più lungo, oppure ciclo urbano standard) il consumo dichiarato della Mercedes (in litri/100km) sarà meno del doppio di quello delle Fiat e così pure le emissioni chilometriche di CO2 e di sostanze inquinanti. Nella realtà, cioè nelle condizioni di uso reali e pratiche, una potente berlina viene generalmente utilizzata a velocità medie e accelerazioni medie sensibilmente maggiori di quelle di una utilitaria e questo comporta un divario nei consumi e nelle emissioni ben maggiore rispetto ai valori dichiarati. Anche se probabilmente, a parte il caso di un uso parsimonioso della Fiat e di un uso esasperato della Mercedes, la seconda non arriverà mediamente a consumare e a emettere il quadruplo della prima. Dunque, sotto il profilo energetico la grossa berlina è più efficiente dell'utilitaria, e sotto il profilo ambientale sembrerebbe più conveniente usare una Mercedes invece che 4 piccole Fiat. Ma naturalmente sulla Mercedes viaggiano da una a 5 persone, mentre le 4 Fiat trasportano complessivamente da 4 a 20 persone. Inoltre il bagagliaio della Mercedes è più spazioso ma non ha certo una capienza quadrupla (bensì un 30 o 40% in più dell'utilitaria). In definitiva, a parte il caso limite di un uso a pieno carico o quasi della berlinona e di un corrispondente impiego delle utilitarie con il solo conducente, i consumi e le emissioni medie per km e per passeggero di 4 utilitarie sono inferiori a quelli di una potente berlina. 

Ben diverso il caso delle navi. Qui non sono un esperto, quindi non so darti cifre, neppure approssimative e indicative, sulle potenze, i consumi e le emissioni delle grandi navi e di quelle piccole. Tuttavia, possiamo intuire che nella navigazione commerciale il fattore economico preponderante sia dato dai consumi di carburante. Sulle navi da crociera incide in modo rilevante anche il costo del personale di bordo, ma l'esempio riportato nel primo post di questa discussione lascia ritenere che 330 tonnellate al giorno di nafta pesante, al prezzo attuale IVA esclusa di 591 euro/tonn, costino più della paga giornaliera lorda di un equipaggio di 1100 persone come era quello della defunta Costa Concordia. E allora, se negli ultimi decenni c'è stato un vero e proprio boom delle grandi navi portacontainer e da crociera (non delle superpetroliere) arrivate ormai a misure senza precedenti, dobbiamo ritenere che queste navi ipertrofiche siano più efficienti di quelle più piccole in termini di consumi per km e per tonnellata di merce (o per passeggero). Quindi anche le emissioni di CO2 e di inquinanti, essendo in prima approssimazione proporzionali ai consumi, risulteranno inferiori a parità di km, tonnellate di merci o passeggeri. In definitiva, per la navi hai ragione tu, egregio: in termini di emissioni, meglio (o meno peggio) un colosso da 20.000 TEU (1 TEU corrisponde a un container da 20 piedi di lunghezza) che 4 navi da 5000 TEU, sempre che, ovviamente, il colosso viaggi a pieno carico. Anche se probabilmente per un branco di balene sarà più difficile evitare la collisione con una nave lunga 360-400 metri, che gli taglia la strada, che con una lunga 180-200. Tuttavia, egregio, noi dobbiamo ragionare anche o soprattutto in prospettiva futura. E qui l'efficienza energetica e l'economicità dei mezzi di trasporto che impiegano combustibili fossili non è affatto un vantaggio, in quanto tende a ritardare la transizione all'economia verde. A ben riflettere non è del tutto vantaggiosa nemmeno riguardo al presente. Se la benzina e il gasolio oggi costassero ancora di più di quanto costano, la gente userebbe meno l'automobile, quindi ci sarebbero meno emissioni inquinanti e di gas serra. Le grandi navi da carico e da crociera, essendo più efficienti di quelle piccole, hanno determinato il boom del commercio marittimo mondiale e quello della crocieristica negli ultimi decenni. Questi boom hanno fatto indubbiamente crescere il PIL globale, ma altrettanto indubbiamente hanno danneggiato l'ambiente e accelerato il riscaldamento globale. E allora, se vogliamo salvare il pianeta (e la nostra specie) dobbiamo fermare questo trend, anzi dobbiamo invertirlo. Come ha detto chiaro e tondo il Nobel Giorgio Parisi, l'obbiettivo della crescita del PIL è in PROFONDO CONTRASTO con quello (ben più cogente) dell'arresto del cambiamento climatico. Quindi noi dobbiamo tendere - meglio a partire da oggi che da domani - verso la DECRESCITA. Sostituire le grandi navi a nafta con piccole navi a idrogeno ma anche diminuire il volume del commercio globale. E purtroppo va ridimensionato anche il turismo. Non possiamo pretendere che in un pianeta abitato (entro un paio d'anni) da 8 miliardi di persone tutti possano spostarsi da un continente all'altro, per vedere la Gioconda al Louvre, o la statua della Libertà a New York, o per farsi i bagni alle Maldive. Servirebbe troppa energia, rinnovabile o meno che sia. È necessario tornare a uno stile di vita più sobrio, il che non significa che debba essere meno appagante e sereno. Anzi! Dobbiamo abituarci a consumare meno (in particolare meno energia), a sprecare molto meno, a produrre meno e lavorare meno (anche per poter lavorare tutti). E consumeremo di più i prodotti locali, molto meno quelli di importazione. Naturalmente caleranno anche le esportazioni e in generale calerà il PIL. Viaggeremo anche di meno, e su distanze più brevi, mentre faremo viaggiare di più le *** e le idee. Ma che bisogno ho io di andare a visitare Parigi o New York quando posso vederle su YouTube e quando in 60 anni avrò visto sì e no il 30% delle bellezze naturali e dei tesori artistici della mia città e della mia provincia, e sì e no il 3% di quelli del mio paese? Saluti

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Ci avrei giurato sig fosforo che avrebbe tirato in campo il numero dei passeggeri, ma allora io tiro in campo un pullman da 40 persone e 10 automobiline da 4 persone, giusto per pareggiare i passeggeri.

Ora il pullman ha 6 ruote e le automobiline 40.

Il pullman diesel consuma circa 20 litri ogni 100 km in strade normali

 L'automobilina, oggi come oggi, consuma circa 6/7 litri ogni 100 km, il che vuol dire che  le 10 automobiline consumano 60/70 litri ogni 100.

Tralascio i costi per costruire e smaltire 40 ruote rispetto a 6 ruote.

Tralascio il consumo del manto stradale di 40 ruote che rotolano, che accelerano che frenano, rispetto alle 6 del pullman.

Tralascio i rumori  prodotti dalle 10 automobiline rispetto ad un solo pullman.

Insomma tutto lascia supporre che i 40 proprietari di automobili potrebbero risparmiare, e rischiare meno incidenti, visitando Parigi, viaggiando in pullman piuttosto che in auto.

Così è per le grandi navi. 

Consumano, inquinano e fanno rumore meno di tante navicelle più piccole.

Vuole che il mondo consumi meno energia?

Perché non cominciare dalle luci notturne che illuminano strade, piazze, negozi, insegne luminose?

Pensa che qualcuno le darebbe retta?

Secondo me nessuno.

 

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Travisato  il  discorso , in effetti  io mi   chiedevo  se  è  proprio  necessario e  utile  avere queste  mega  navi da  crociera  e  non se  è  meglio    andare  con  un  pullmann a  fronte   di dieci  automobiline    anche  perchè  non  credo  che  si possa  immaginare  qualche  migliaio    di  barchini da   crociera  a   sostituire  appunto  queste  mega  navi  utili  solo  al  bussiness.   Ovvero i problemi  che  pone   il sig. Ahahahah  sono   solo  di  lana  caprina  che  nulla  risolvono  se  non fare     più  confusione

Modificato da barbablu16

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Lei è entrato in confusione sig pm?

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1 minuto fa, ahaha.ha ha scritto:

Lei è entrato in confusione sig pm?

Perché  ?   Forse  perché   ci sta  lei   ?

 

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In questo momento, ahaha.ha ha scritto:

Ci avrei giurato sig fosforo che avrebbe tirato in campo il numero dei passeggeri, ma allora io tiro in campo un pullman da 40 persone e 10 automobiline da 4 persone, giusto per pareggiare i passeggeri.

Ora il pullman ha 6 ruote e le automobiline 40.

Il pullman diesel consuma circa 20 litri ogni 100 km in strade normali

 L'automobilina, oggi come oggi, consuma circa 6/7 litri ogni 100 km, il che vuol dire che  le 10 automobiline consumano 60/70 litri ogni 100.

Tralascio i costi per costruire e smaltire 40 ruote rispetto a 6 ruote.

Tralascio il consumo del manto stradale di 40 ruote che rotolano, che accelerano che frenano, rispetto alle 6 del pullman.

Tralascio i rumori  prodotti dalle 10 automobiline rispetto ad un solo pullman.

Insomma tutto lascia supporre che i 40 proprietari di automobili potrebbero risparmiare, e rischiare meno incidenti, visitando Parigi, viaggiando in pullman piuttosto che in auto.

Così è per le grandi navi. 

Consumano, inquinano e fanno rumore meno di tante navicelle più piccole.

Vuole che il mondo consumi meno energia?

Perché non cominciare dalle luci notturne che illuminano strade, piazze, negozi, insegne luminose?

Pensa che qualcuno le darebbe retta?

Secondo me nessuno.

L'esempio del pullman è più appropriato egregio, anche se una gomma da autobus peserà forse il quadruplo di una da utilitaria. Senza dubbio il trasporto collettivo è molto più efficiente e meno inquinante di quello individuale o familiare. Sotto questo aspetto ancora meglio dell'autobus è il treno, perché porta più passeggeri ed è già elettrificato (automobili e bus ancora no) e i motori elettrici sono molto più efficienti di quelli termici oltre a produrre (nel caso ideale) zero emissioni. Il trasporto collettivo sarà uno dei capisaldi della green economy e andrebbe incentivato al massimo già nella fase di transizione, mentre andrebbe disincentivato quello individuale (con buona pace dei produttori di automobili).

Sulle navi ti avevo già dato ragione per quanto riguarda il presente. In prospettiva futura, come ho provato a spiegare, le attuali grandi navi da carico e da crociera sono, proprio in virtù della loro (relativa) economicità ed efficienza energetica, un ostacolo sulla via della transizione ecologica alle energie rinnovabili. In effetti, se vero che nell'elettrificazione dei trasporti stradali siamo appena agli inizi (le auto elettriche a batterie e i camion e bus elettrici a idrogeno sono tuttora una minima frazione del parco circolante), nell'elettrificazione dei trasporti marittimi (e aerei) siamo ancora pressoché al palo. Le navi a idrogeno esistenti, che io sappia, sono molto rare e molto piccole: per lo più piccoli traghetti per uso locale. L'anno scorso alcuni media annunciarono che Bill Gates, trovandosi in tasca mezzo miliardo di dollari di troppo, aveva commissionato un lussuoso yacht da 112 metri a idrogeno, ma la notizia fu poi smentita. Un po' meno rari ma sempre piccolini sono i traghetti elettrici a batteria. Il primo di dimensione rispettabile dovrebbe a breve entrare in servizio in Cina sul fiume Yang tze. Sarà alimentato da una batteria al ferro-litio-fosfato con una capacità di 7,5 MWh, pari cioè a 100 volte quella delle più capaci batterie per auto elettriche (come le Tesla) e potrà trasportare (un po' strettini) oltre 1000 passeggeri. Non ho altri dati ma stimo che questa batteria dovrebbe pesare circa 70 tonnellate ed erogare una potenza di circa 13.000 cavalli. Niente male, ma è la capacità quella che lascia a desiderare e che limiterà molto l'autonomia del traghetto. La capacità della batteria corrisponde al pieno del serbatoio di un'automobile o di una imbarcazione a motore termico. Tenuto conto che il potere calorifico inferiore della nafta pesante è 40,2 MJ/kg (megajoule per kg) e che 1 MWh equivale a 3600 MJ, l'energia contenuta in questa batteria sarà pari a 27.000 MJ, ovvero equivalente a 672 kg di nafta. Possiamo arrotondare a 1 tonnellata per tenere conto della maggiore efficienza del motore elettrico rispetto ai grandi diesel marini (che raggiungono rendimenti intorno al 50%) ma restiamo lontanissimi dalle 330 tonnellate di nafta che erano il consumo giornaliero della Costa Concordia ricordato nel post iniziale. Per non parlare della capacità dell'intero serbatoio (diverse migliaia di tonnellate). In pratica, la batteria del traghetto elettrico cinese, la più grande nave elettrica che sta per entrare in servizio, potrebbe spingere (a velocità ridotta) una nave come la Costa Concordia forse per una mezzoretta. Ma immagino che anche il traghetto avrà bisogno di una ricarica rapida al termine di ciascuna corsa. Per questo motivo è chiaro che il futuro della navigazione marina sulle grandi distanze sono le navi di medie e piccole dimensioni a propulsione elettrica a fuel cell a idrogeno. 

Modificato da fosforo311
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12 ore fa, ahaha.ha ha scritto:

Vuole che il mondo consumi meno energia?

Perché non cominciare dalle luci notturne che illuminano strade, piazze, negozi, insegne luminose?

Pensa che qualcuno le darebbe retta?

Secondo me nessuno.

Giusta osservazione. In effetti, come forse ho già accennato in passato, dipendesse da me farei partire la transizione ecologica proprio con questo pleonasmo: l'oscuramento della notte. Sarebbe prima di tutto un riarmonizzarsi con la natura, con la nostra natura di animali diurni. I mammiferi dell'ordine dei Primati, al quale apparteniamo, furono tra i primi ad adattarsi alla vita diurna subito dopo l'estinzione dei dinosauri (in presenza dei quali era troppo pericoloso uscire allo scoperto di giorno), quindi abbiamo avuto molto più tempo di altre specie (dei gatti e dei cani, per esempio) per adattarci completamente alla luce del giorno. Per un gatto è del tutto naturale andare a caccia di topi di notte, come per un cane fare la guardia notturna alla casa o al pollaio del padrone. Mentre è assai poco naturale per un essere umano (e dannoso per la sua salute fisica e psichica) mangiare e bere di notte al ristorante o al bar, o fare le ore piccole in discoteca, o guidare di notte (non a caso le ore con la frequenza maggiore di incidenti gravi in rapporto al volume di traffico). Tu mi insegni, egregio, che i contadini, che sono i lavoratori più vicini di tutti a madre natura, vanno a letto e si svegliano con le galline. In secondo luogo, sarebbe una giusta reazione al modello di sviluppo perverso e immorale che ha mercificato senza ritegno anche la notte (dopo innumerevoli altre cose) al fine di incrementare i consumi, i profitti e il PIL. Infine, sarebbe un buon modo per risparmiare energia e ridurre le emissioni di gas serra. È vero che l'illuminazione a led è più efficiente rispetto alle vecchie lampade a filamento o a gas, ma la notte è energivora anche per altri aspetti. Pensiamo alle automobili, ai motocicli e ai mezzi pubblici che circolano di notte e consumano anche di più con i fari accesi; alle cucine dei ristoranti e alle macchine del caffè dei bar, e agli impianti di riscaldamento di questi locali dato che di notte fa più freddo; alle tante scale mobili che in molte grandi città girano a vuoto tutta la notte, agli ascensori, agli stereo delle discoteche, etc. Naturalmente io non parlo di coprifuoco. Chi vuole uscire a fare due passi di notte, o con la bici, senza sprecare energia, senza inquinare e senza disturbare il riposo delle persone, deve essere liberissimo di farlo. Lo faccio a volte anch'io che soffro d'insonnia. Ma naturalmente non mi illudo che qualche politico serio mi dia retta, per esempio imponendo per legge la chiusura dopo la mezzanotte di tutti gli esercizi pubblici (escluse le farmacie di turno). I profitti di bar e discoteche, nel perverso e immorale sistema economico in cui sopravviviamo, valgono più della salute pubblica e della quiete pubblica.

Tuttavia, prima o poi, volenti o nolenti, si affermerà questa benedetta green economy (l'alternativa è l'inferno terrestre). E allora sarà giocoforza spegnere le luci e i motori di notte. Anzi ben prima della mezzanotte! Infatti, al tramonto del Sole, le centrali a energia solare azzerano la produzione. E io dico: evviva! È vero che una parte dell'eventuale surplus della produzione diurna potrà essere stoccato (es. sotto forma di idrogeno verde, o di energia potenziale negli impianti idroelettrici di accumulo, o di energia chimica in grossi accumulatori) e in buona parte restituito di notte o nelle giornate con poco Sole. Ma lo stoccaggio ha un costo e non è sempre detto che ci sia il surplus diurno. Quindi io credo che in futuro il prezzo dell'energia sarà molto più caro di notte, al contrario di quanto accade oggi. Dovremo necessariamente abbracciare un nuovo stile di vita, ma non è detto che sarà un cambianento in peggio, anzi. Credo che una delle sue caratteristiche più evidenti sarà, per l'appunto, il ritrovare l'incanto della placida notte, dolce e chiara e senza vento, di Leopardi; e di quella di Shakespeare in cui il dolce vento baciò gli alberi, ed essi non fecero rumore. Decrescerà il PIL? Ecchissenefrega!

Il PIL non comprende la bellezza della nostra poesia (Robert F. Kennedy).  

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Il 9/10/2021 in 18:58 , fosforo311 ha scritto:

 

 

5 ore fa, fosforo311 ha scritto:

 

Ciao Fosforo da d/b ed auguri di prima mattina. Avere due gatte per casa significa svegliarsi presto con il suono delle loro fusa ed il festoso zampettare sul letto. Non riesco a capire se siano interessate alle coccole o al pasto di prima mattina – torno al tema – Giusta osservazione: se si cerca il risparmio energetico oltre a ridurre l’inquinamento luminoso, riprogrammiamo la illuminazione pubblica. All’estero le luci stradali inviano la luce solo al suolo, in Italia buona parte è rivolta al cielo (assurdo). Stabiliamo dopo la mezza notte di tenere accese una luce si ed una no (alternate) come era a metà degli anni settanta con la “austerity”. Come curiosità matematica (un gioco o una ipotesi). Supponiamo di dover trasferire una comitiva di turisti (ipotesi cento sportivi che va a vedere la propria squadra) a qualche centinaio di chilometri di distanza. (in teoria, come risparmio energetico) conviene usare un elevato numero (quattro persone per auto) di auto di piccola cilindrata oppure due super pullman turistici mega confort. – Ciao Fosforo, ora le due gatte sono tranquille, merito delle coccole o del pasto mattutino … - a presto da d/b.-    

Modificato da dune-buggi

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1 ora fa, dune-buggi ha scritto:

 

Ciao Fosforo da d/b ed auguri di prima mattina. Avere due gatte per casa significa svegliarsi presto con il suono delle loro fusa ed il festoso zampettare sul letto. Non riesco a capire se siano interessate alle coccole o al pasto di prima mattina – torno al tema – Giusta osservazione: se si cerca il risparmio energetico oltre a ridurre l’inquinamento luminoso, riprogrammiamo la illuminazione pubblica. All’estero le luci stradali inviano la luce solo al suolo, in Italia buona parte è rivolta al cielo (assurdo). Stabiliamo dopo la mezza notte di tenere accese una luce si ed una no (alternate) come era a metà degli anni settanta con la “austerity”. Come curiosità matematica (un gioco o una ipotesi). Supponiamo di dover trasferire una comitiva di turisti (ipotesi cento sportivi che va a vedere la propria squadra) a qualche centinaio di chilometri di distanza. (in teoria, come risparmio energetico) conviene usare un elevato numero (quattro persone per auto) di auto di piccola cilindrata oppure due super pullman turistici mega confort. – Ciao Fosforo, ora le due gatte sono tranquille, merito delle coccole o del pasto mattutino … - a presto da d/b.-    

Buongiorno d/b. Sotto il profilo energetico il trasporto pubblico collettivo è sempre preferibile, e di gran lunga, a quello privato e individuale. E lo sarà in modo particolare nella green economy, quando l'efficienza energetica sarà centrale.

Ricordo sempre con piacere e nostalgia il periodo dell'austerity. La domenica le strade erano occupate solo dai pedoni e dalle biciclette, l'aria era pulita, si passeggiava, si chiacchierava tra sconosciuti, si stringevano nuove amicizie. L'austerità dei lockdown ha danneggiato alcune categorie ma ha giovato al pianeta. Purtroppo stiamo tornando al consumismo ingordo e agli sprechi di prima. Mi auguro che la green economy sia un'epoca lunga e serena di austerità, e di armonia tra le persone e tra le persone e la natura.

Anch'io, fin da bambino, adoro i gatti e vorrei averli in casa, ma mia moglie purtroppo è contraria. Invidio te e questo signore che spopola su YouTube con le sue due gattine. A volte fa dei curiosi e simpatici "esperimenti":

https://youtu.be/3xoFrzxM8QE

Modificato da fosforo311
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15 minuti fa, fosforo311 ha scritto:

Buongiorno d/b. Sotto il profilo energetico il trasporto pubblico collettivo è sempre preferibile, e di gran lunga, a quello privato e individuale. E lo sarà in modo particolare nella green economy, quando l'efficienza energetica sarà centrale.

Ricordo sempre con piacere e nostalgia il periodo dell'austerity. La domenica le strade erano occupate solo dai pedoni e dalle biciclette, l'aria era pulita, si passeggiava, si chiacchierava tra sconosciuti, si stringevano nuove amicizie. L'austerità dei lockdown ha danneggiato alcune categorie ma ha giovato al pianeta. Purtroppo stiamo tornando al consumismo ingordo e agli sprechi di prima. Mi auguro che la green economy sia un'epoca lunga e serena di austerità, e di armonia tra le persone e tra le persone e la natura.

Anch'io, fin da bambino, adoro i gatti e vorrei averli in casa, ma mia moglie purtroppo è contraria. Invidio te e questo signore che spopola su YouTube con le sue due gattine. A volte fa dei curiosi e simpatici "esperimenti":

https://youtu.be/3xoFrzxM8QE

Bello il filmato del gattino e della coca cola (ed anche gli altri collegati) - divertente il sito - i gatti conquisteranno il mondo - tra cartelli, vignette ed altre notizie - magari tornasse l'austerity, ma in estate, non in inverno -  

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