GRANDE GIANNI AGNELLI ...!!!

Io una parola a favore di  Agnelli la voglio spendere,  peccato che c'è n'era solo uno se fossero 2 non ci sarebbe disoccupazione. 
Invece con Berlusconi che ha promesso un milione e mezzo di posti in più ci siamo ritrovati con un milione in MENO.
QUESTA È UN ENORME DIFFERENZA. 
Fosse solo quello...il fatto è che ha fatto di tutto per far si che la classe Operaia finisse in malora, complimenti a chi l ha mantenuto al governo per 20anni e più  
TESTEDICAZZO.It.

1 persona mi piace questo

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

30 messaggi in questa discussione

permetti - (agnelli dot gianni)  il suo bravo "palafreniere e scudiero" (tale romiti dot cesare) di danni ne ha fatti molteplici. Ha tenuto fermo progresso ed evoluzione non solo nel settore auto, ma anche negli altri settori del gruppo fiat. (tutto il fiat e gruppi collegati). - Prova a parlare e scrivere di ... romiti dot cesare ... - ho già capito che NON riceverò risposta.- comunque buona giornata di pioggia da d/b.-  

Modificato da dune-buggi

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

Sicuramente tra l'Avvocato e il Puttaniere c'era una distanza siderale sul piano dello stile, della signorilità, dell'intelligenza imprenditoriale. Il Pregiudicato è più che altro un furbo e uno spregiudicato, uno che, senza i privilegi enormi ottenuti dalla politica, prima e dopo il suo ingresso in politica, non sarebbe andato da nessuna parte. O forse in galera e al tribunale fallimentare. Anche l'Avvocato era tutt'altro che uno stinco di santo, anche lui ebbe grossi aiuti dallo Stato, ma produceva automobili, anche buone, talora eccellenti automobili, dando lavoro a 200mila persone. Mentre quell'altro impegnava 6mila addetti per produrre tv spazzatura.  Premesso ciò, non dobbiamo dimenticare che Agnelli fin dagli anni '70 cominciò a delocalizzare all'estero la produzione, in Sudamerica e in Polonia. Anticipando in qualche modo la globalizzazione e le case concorrenti. Anche se all'inizio vi produceva quasi esclusivamente auto economiche destinate al mercato locale. Poi cominciò a produrvi automobili per il mercato italiano ed europeo e a tagliare posti nelle fabbriche italiane, come Termini Imerese. Marchionne e gli eredi hanno peggiorato le cose e l'azienda, che oggi si chiama Stellantis, io non la considero più un'azienda italiana e da un pezzo non compro più i suoi prodotti. Comprerei ancora una Ferrari o una Maserati, ma non me le posso permettere. Anche la Giulia è una buona macchina, ma un'Alfa col cambio automatico (peraltro ottimo) è per me inconcepibile. 

Modificato da fosforo311
1 persona mi piace questo

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti
1 ora fa, wronschi ha scritto:

 

 

18 minuti fa, fosforo311 ha scritto:

 

Che il sig. wronschi non fosse in grado di rispondere, già lo sapevo. Pero, per cortesia Fosforo, per quale motivo manca il coraggio di dire del sig. romiti dot cesare … - uno strano personaggio (o forse un personaggio strano) che ha bloccato e tenuto fermo progresso ed evoluzione, non solo nel settore auto, ma anche negli altri settori del gruppo fiat e collegati fiat. La fusione con i francesi sarà un disastro tra pochi anni. Gli attuali concessionari fiat saranno “dirottati” verso i francesi e poi chiusi. Così chi ha auto fiat non avrà più il punto vendita e la officina sotto casa. La tecnologia francese è molto più arretrata di quella italiana, i centri studi e ricerche fiat del torinese verranno chiusi e si farà riferimento al retrogrado francese – ripeto la domanda – per quale motivo manca il coraggio di dire del romiti dot cesare – la mia è solamente un richiesta, mica una inquisizione …. Cordiali saluti.     

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti
15 minuti fa, dune-buggi ha scritto:

 

Che il sig. wronschi non fosse in grado di rispondere, già lo sapevo. Pero, per cortesia Fosforo, per quale motivo manca il coraggio di dire del sig. romiti dot cesare … - uno strano personaggio (o forse un personaggio strano) che ha bloccato e tenuto fermo progresso ed evoluzione, non solo nel settore auto, ma anche negli altri settori del gruppo fiat e collegati fiat. La fusione con i francesi sarà un disastro tra pochi anni. Gli attuali concessionari fiat saranno “dirottati” verso i francesi e poi chiusi. Così chi ha auto fiat non avrà più il punto vendita e la officina sotto casa. La tecnologia francese è molto più arretrata di quella italiana, i centri studi e ricerche fiat del torinese verranno chiusi e si farà riferimento al retrogrado francese – ripeto la domanda – per quale motivo manca il coraggio di dire del romiti dot cesare – la mia è solamente un richiesta, mica una inquisizione …. Cordiali saluti.     

Dal punto di vista dei liberisti e degli adoratori del dio Profitto Romiti fu un grande manager. Si deve a lui il boom della Fiat degli anni '80 dopo la crisi dei '70. In piazza Affari era considerato quasi come un padreterno. Poi si scoprì che era tutt'altro che un santo, in molti paesi seri probabilmente sarebbe finito in galera. Paradossalmente quel boom andò a discapito dei posti di lavoro, spesso anche della qualità del prodotto, ma soprattutto, come scrivi, dell'innovazione. Romiti 2.0, cioè Marchionne, proseguì sulla stessa strada. Ebbe la fortuna e l'intuito di prendersi la Chrysler a prezzo di saldo durante la crisi finanziaria, ma a forza di raschiare il barile per mantenere i profitti, Romiti e Marchionne hanno sostanzialmente semidesertificato l'industria automobilistica italiana. Restano le auto di lusso ma il resto è ridotto a poche decine di migliaia di addetti ed è, di fatto, in mani straniere. 

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

sig auto da sabbia, ma c'è qualcosa o qualcuno, in Italia, a parte gli allevamenti di galline, che per lei va bene?

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

Scusa, ripeto – romiti dot cesare alla fiat a fatto solo, solamente, danni. Le uniche e le sole auto uscite sotto la sua dittatura … sono state le centotrentuno e le centotrentadue … due auto che uscivano già ruggini e rotte dalle concessionarie. Mi sembra di ricordare che ben poche (molto poche) superassero i cinquanta mila chilometri. Venivano rottamate prima oppure trasportate nei paesi dell’est per trasformarle in carri fienili, come mangiatoie per le mucche al pascolo – rimane confermato che tempo pochi anni e le fiat peggioreranno di molto, a causa dell’ingresso della NON tecnologia francese. 

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti
24 minuti fa, ahaha.ha ha scritto:

sig auto da sabbia, ma c'è qualcosa o qualcuno, in Italia, a parte gli allevamenti di galline, che per lei va bene?

Le nuove cantine di vini rossi nel coneglianese opitergino funzionano molto bene.    

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

Meno male almeno quelle, sig dune buggy.

Però anche gli allevamenti delle galline ovaiole funzionano alla grande 

Ne abbiamo un esempio anche in questo forum.

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti
18 minuti fa, ahaha.ha ha scritto:

Meno male almeno quelle, sig dune buggy.

Però anche gli allevamenti delle galline ovaiole funzionano alla grande 

Ne abbiamo un esempio anche in questo forum.

 

base militare galline livornesi - Politica - Virgilio Forum

 

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti
23 minuti fa, ahaha.ha ha scritto:

Meno male almeno quelle, sig dune buggy.

Però anche gli allevamenti delle galline ovaiole funzionano alla grande 

Ne abbiamo un esempio anche in questo forum.

 

I meme sulle galline di Pordenone: l'Esercito fa strage di polli - SFIGATTO

 

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti
9 ore fa, dune-buggi ha scritto:

 

Che il sig. wronschi non fosse in grado di rispondere, già lo sapevo. Pero, per cortesia Fosforo, per quale motivo manca il coraggio di dire del sig. romiti dot cesare … - uno strano personaggio (o forse un personaggio strano) che ha bloccato e tenuto fermo progresso ed evoluzione, non solo nel settore auto, ma anche negli altri settori del gruppo fiat e collegati fiat. La fusione con i francesi sarà un disastro tra pochi anni. Gli attuali concessionari fiat saranno “dirottati” verso i francesi e poi chiusi. Così chi ha auto fiat non avrà più il punto vendita e la officina sotto casa. La tecnologia francese è molto più arretrata di quella italiana, i centri studi e ricerche fiat del torinese verranno chiusi e si farà riferimento al retrogrado francese – ripeto la domanda – per quale motivo manca il coraggio di dire del romiti dot cesare – la mia è solamente un richiesta, mica una inquisizione …. Cordiali saluti.     

Ho voluto solo evidenziare un ricco onesto, che ha dato lavoro a mezzo mondo. 

Mentre l arricchito di Arcore ha tolto agli italiani quello che di buono si era fatto negli anni 70/80.

Quando è sceso in campo il berlusca nel 1994 oltre ad aver riqualificato è riabilitato i fascisti,  poi ha tolto un milione e mezzo di lavoratori !

Bella differenza  !!

1 persona mi piace questo

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti
9 ore fa, fosforo311 ha scritto:

Sicuramente tra l'Avvocato e il Puttaniere c'era una distanza siderale sul piano dello stile, della signorilità, dell'intelligenza imprenditoriale. Il Pregiudicato è più che altro un furbo e uno spregiudicato, uno che, senza i privilegi enormi ottenuti dalla politica, prima e dopo il suo ingresso in politica, non sarebbe andato da nessuna parte. O forse in galera e al tribunale fallimentare. Anche l'Avvocato era tutt'altro che uno stinco di santo, anche lui ebbe grossi aiuti dallo Stato, ma produceva automobili, anche buone, talora eccellenti automobili, dando lavoro a 200mila persone. Mentre quell'altro impegnava 6mila addetti per produrre tv spazzatura.  Premesso ciò, non dobbiamo dimenticare che Agnelli fin dagli anni '70 cominciò a delocalizzare all'estero la produzione, in Sudamerica e in Polonia. Anticipando in qualche modo la globalizzazione e le case concorrenti. Anche se all'inizio vi produceva quasi esclusivamente auto economiche destinate al mercato locale. Poi cominciò a produrvi automobili per il mercato italiano ed europeo e a tagliare posti nelle fabbriche italiane, come Termini Imerese. Marchionne e gli eredi hanno peggiorato le cose e l'azienda, che oggi si chiama Stellantis, io non la considero più un'azienda italiana e da un pezzo non compro più i suoi prodotti. Comprerei ancora una Ferrari o una Maserati, ma non me le posso permettere. Anche la Giulia è una buona macchina, ma un'Alfa col cambio automatico (peraltro ottimo) è per me inconcepibile. 

Tutto quello che vuoi...la differenza è abissale. 

Ciao Fosforo 

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

rimane confermato -

nessuno ha il coraggio di scrivere di romiti dot cesare  

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti
10 ore fa, ahaha.ha ha scritto:

sig auto da sabbia, ma c'è qualcosa o qualcuno, in Italia, a parte gli allevamenti di galline, che per lei va bene?

🤣🤣🤣👍

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti
2 ore fa, dune-buggi ha scritto:

rimane confermato -

nessuno ha il coraggio di scrivere di romiti dot cesare  

Cesare Romiti è stato un dirigente d'azienda, imprenditore e editore italiano. Wikipedia

Nascita: 24 giugno 1923, Roma

Morte: 18 agosto 2020, Milano

Coniuge: Gina Romiti

Figli: Maurizio Romiti, Piergiorgio Romiti

Fratelli e sorelle: Alvaro Romiti 

Serve altro sig auto da sabbia? 

1 persona mi piace questo

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti
10 ore fa, ahaha.ha ha scritto:

Cesare Romiti è stato un dirigente d'azienda, imprenditore e editore italiano. Wikipedia

Nascita: 24 giugno 1923, Roma

Morte: 18 agosto 2020, Milano

Coniuge: Gina Romiti

Figli: Maurizio Romiti, Piergiorgio Romiti

Fratelli e sorelle: Alvaro Romiti 

Serve altro sig auto da sabbia? 

risposta del tutto inutile - nessuno ha il coraggio di esporre i danni portati al sistema fiat dal personaggio.

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti
10 ore fa, ahaha.ha ha scritto:

Cesare Romiti è stato un dirigente d'azienda, imprenditore e editore italiano. Wikipedia

Nascita: 24 giugno 1923, Roma

Morte: 18 agosto 2020, Milano

Coniuge: Gina Romiti

Figli: Maurizio Romiti, Piergiorgio Romiti

Fratelli e sorelle: Alvaro Romiti 

Serve altro sig auto da sabbia? 

scusa, R.d.M. - le galline non ti hanno permesso di dormire - ritorna in te e collega le idee alla logica - 

 

 

 

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti
1 ora fa, dune-buggi ha scritto:

risposta del tutto inutile - nessuno ha il coraggio di esporre i danni portati al sistema fiat dal personaggio.

Scusi. sig auto da sabbia. per logica dovrebbe essere lei ad esporre i danni portati alla Fiat da Romiti visto che da' l'impressione di conoscerli  bene.

A mio modesto parere, se fosse come dice lei, Agnelli l'avrebbe cacciato a calci in Q.lo, ma visto che non l'ha fatto, ai danni causati alla Fiat da Romiti dovrebbe associare pure Agnelli, o magari pure gli operai komunisti.

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti
45 minuti fa, ahaha.ha ha scritto:

 

Simpatico R.d.M. – che tristezza alla base del Fadalto, senza precisare quale dei due versanti. Per i danni del personaggio li ho più volte elencati. Mi sono dimenticato di aggiungere che ha cacciato Vittorio Ghidella. Egli è poi passato ai tedeschi facendo crescere e progredire le loro aziende. Le uniche auto prodotte sotto lo zarismo romitiano sono state le cento/trenta/uno e le cento/trenta/due … ruggini e guaste a pochi giorni di uscita dalla concessionaria. Poche di esse arrivavano ai cinquanta mila chilometri senza lasciare per strada i trasportati. Adesso esponga lei sig R.d.M. le ipotesi di fumosa positività del personaggio. – terminata la polemica e le frecciate reciproche … ci faremo un buon caffè al bar sport lungo il torrente Maè. – firmato – d/b alias a.d.s. -     

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti
50 minuti fa, ahaha.ha ha scritto:

 

 

DIGA PONTESEI.jpg

da evidenziare i due sfioratori

quello vecchio ad imbuto e quello attuale a canale

 

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

Più volte elencati?

Quando? Dove? Come?

Io non li ho visti, auto da sabbia.

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

Tutte le auto Fiat dell’«era Romiti» Dall’iconica Panda alla Multipla

Molti i modelli usciti dalle fabbriche della Casa torinese dall’arrivo del supermanager al Lingotto. Alcune entrate nella storia e campioni di vendite, tanti i prestigiosi premi per l’innovazione

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti
L’arrivo al Lingotto

Cesare Romiti entra in Fiat nel 1974 e subito affronta anni turbolenti: sarà ricordato per la sua leadership dal «pugno di ferro» e la gestione dello scontro con il potere sindacale, le fabbriche in agitazione, la minaccia del terrorismo, i 35 giorni di sciopero degli operai e la marcia dei 40.000 fino allo storico accordo di riorganizzazione. Quello stesso anno, il 1980, esce però sul mercato il modello della riscossa per la Casa del Lingotto: l’iconica Panda, robusta e alla portata di tutti. La «vettura degli italiani» che fa ripartire le vendite e dà Fiato all’azienda. Non sarà l’unico fiore all’occhiello dell’«era Romiti». Negli anni Ottanta, sotto la sua guida, il gruppo Fiat divenne il maggior produttore di automobili europeo e il quinto più grande al mondo, la gamma dell’offerta venne completamente rivisitata, con molti nuovi modelli, alcuni dei quali ancora oggi in gamma. Vediamo dunque le «auto di Romiti».

Panda, la spartana

La nuova utilitaria del Lingotto si poneva a metà tra la 126 e la 127 nella gamma Fiat . Con il suo ampio e spartano abitacolo e la sua robustezza, colpì subito il mercato anche (o forse soprattutto) per il prezzo concorrenziale.

Argenta, il flop

Debutta la nuova ammiraglia Fiat, la Argenta, che in realtà era un restyling molto profondo della 132 e fu un totale insuccesso commerciale: dopo appena quattro anni uscì dai listini per lasciare la strada a modelli più fortunati.

 

Uno, l’utilitaria anni Ottanta

Viene lanciata sul mercato nel 1983. Disegnata da Giugiaro, è l’erede della Fiat 127 (che rimane comunque in listino fino al 1987). Ottiene nel 1984 il prestigioso premio di Auto dell’anno. È la prima vettura della Casa torinese a montare il motore FIRE 1000 e da subito riscuote un grande successo. Tra il 1983 e il 2013 sono state prodotte oltre 8 milioni di Fiat Uno 

La presentazione ufficiale della Fiat Uno alla stampa avvenne in realtà a fine 1982: i giornalisti ricevettero un invito davvero speciale fino a Cape Canaveral, la base americana da cui partono i missili della Nasa. Ovvero, un lancio davvero spaziale.

Regata, la nuova berlina

Sempre nel 1983 esce la Regata, nuova berlina media a trazione anteriore derivata dalla Ritmo, che sostituì la 131 a trazione posteriore (che rimase a listino con alcune modifiche fino al 1985 nella versione wagon 131 Maratea).

L’ammiraglia Croma

Nel 1985 debutta l’ammiraglia Croma, creata da Giorgetto Giugiaro, che sostituì la Argenta ed era frutto della collaborazione tra le aziende del gruppo e la svedese SAAB.

Le sue linee -realizzate dal Centro stile Fiat in partnership con Giugiaro- sfoggiano un frontale caratterizzato da un ampio cofano motore e un posteriore dotato di un lunotto dalle dimensioni generose. Al momento del lancio, nel 1985, è disponibile in sei differenti motorizzazioni: quattro motori a benzina e due diesel.

 

Duna, l’incompresa

La Duna, uscita nel 1987, era la versione europea delle Fiat Prêmio ed Elba brasiliane. Criticata per l’aspetto sgraziato e la motorizzazione poco efficiente, non ha fatto grandi numeri. 

Tipo

Lanciato sul mercato nel 1988, è il modello che sostituì, nel campo delle berline a 2 volumi di media cilindrata, la Fiat Ritmo e venne eletta Auto dell’anno 1989, per la linea moderna e i contenuti innovativi. Ci furono in seguito vari restyling.

Tempra

Gli anni Novanta si aprono in Fiat con il debutto della Tempra,, una berlina media derivata dalla Tipo e che restò in listino con buone vendite fino al 1997.

Tempra

Gli anni Novanta si aprono in Fiat con il debutto della Tempra,, una berlina media derivata dalla Tipo e che restò in listino con buone vendite fino al 1997.

La Cinquecento, mai troppo amata

Nel 1991 la novità più importante fu la Fiat Cinquecento, vettura da città che sostituì alla base della gamma Fiat la vetusta 126. È un’auto squadrata, pratica e vende anche abbastanza bene ma non entra nel cuore degli italiani, nonostante il nome.

Articolo Img

La gamma propulsori al lancio comprende tre unità: due a benzina (700 bicilindrico da 30 CV e 900 a quattro cilindri da 41 CV) e un motore elettrico da 13 CV destinato alla variante Elettra.

Punto

La Punto esce nel 1993 per sostituire la Uno. Due anni dopo è premiata come Auto dell’anno per le sue linee innovative. Con le sue tre generazioni, la Punto è stata l’auto più popolare d’Italia dagli anni ‘90 al 2018 quando è uscita di produzione nello stabilimento di Melfi.

Articolo Img

Il «progetto 176» prende forma all’inizio degli anni ‘90 dalla matita di Giorgetto Giugiaro, che disegna una sorta di piccola monovolume lunga 3 metri e 76, larga 1,62 e alta 1,46. Le dimensioni sono superiori rispetto alla uscente Uno, ma sono le forme a renderla una delle utilitarie più abitabili del suo tempo.

Coupè, la più veloce

Nello stesso anno della Tipo, debutta anche la Coupè, con motore da 2000 cm³ benzina sia sovralimentato (turbo) che aspirato a 4 cilindri, sostituito nella seconda serie da un 1.8 4 cilindri 16 valvole e da un 2.0 5 cilindri 20 valvole, sia sovralimentato che aspirato. La Coupé è tuttora la Fiat più veloce mai prodotta: la versione Turbo 20V Limited Edition toccava quota 252 km/h.

Articolo Img
Il monovolume Ulysse

Nel 1994 esce il grande monovolume Ulysse, prodotto in collaborazione con il gruppo francese PSA fino al 2002 nell’ambito del progetto Eurovan.

Articolo Img
Barchetta

È del 1995 il debutto della spider con motore 1.8 disegnata da Andreas Zapatinas, origini greche, classe 1957, in forza al team del Centro Stile Fiat dal 1988. nasceva sul pianale della Punto e aveva un unico motore, il 4 cilindri in linea di 1.747 *** e 130 cv, con il variatore di fase per le valvole lato aspirazione. Tre metri e 92 cm in tutto, passo di 2,27, poco più di 1.000 kg

Articolo Img

La Barchetta è diventata un’icona dell’italianità. I Club non si contano, dall’Inghilterra al Giappone.

Fiat Bravo/a

Sono le compatte che sostituirono la Tipo e ricevettero il premio di Auto dell’anno nel 1996. Da esse derivò poi la Fiat Marea del 1996, erede della Tempra e prima Fiat con alimentazione bifuel benzina-metano.

Articolo Img
Palio, la prima world car

Nel 1996 debutta in Brasile la Palio, prima world-car destinata ai mercati di tutto il mondo. Caratterizzata da linee semplici, da motori robusti e da interni spaziosi, venne prodotta in molte versioni: berlina 3 o 5 porte, giardinetta, tre volumi (Siena) e pick-up (Strada). Successivamente vennero prodotte dalla Palio anche la Albea, una particolare versione della Siena dal posteriore inedito destinata al mercato europeo, e la Perla, una berlina destinata al solo mercato cinese. I veicoli furono prodotti nelle fabbriche Fiat di tutto il mondo: dapprima in Brasile e poi in Argentina, Venezuela, Egitto, Polonia, Turchia, Russia, Marocco, India (in joint venture con Tata Motors), Cina (in cooperazione con Nanjing Group, nella joint venture Nanjing-Fiat) e Sudafrica (nella fabbrica Nissan di Rosslyn). La Multipla del 1998 è stata una delle automobili più innovative e originali prodotte dalla Fiat negli ultimi anni. È stata prodotta in due serie fino al 2010 con motorizzazioni benzina, diesel, metano, bifuel benzina-metano e bifuel benzina-GPL.

Seicento

Nel 1988 venne lanciata la Fiat Seicento nel 1998, erede della Cinquecento di cui conservava il disegno generale. Prodotta fino al 2010,

La Fiat Seicento del 1998 non è altro che un profondo restyling della Cinquecento caratterizzato da un design più tondeggiante, da interni ridisegnati e da un pianale leggermente rivisto. La gamma motori al lancio comprende due unità a benzina: un 900 da 39 CV e un 1.1 da 54 CV, affiancate l’anno seguente da un propulsore elettrico da 20 CV. Nel 2000 – in concomitanza con un leggero restyling (nuovo logo del marchio piemontese, presa d’aria anteriore maggiorata, lifting alla strumentazione) il 900 sparisce dal listino, seguito nel 2002 dalla versione Elettra.

Multipla, la rivoluzionaria

È l’ultimo fiore all’occhiello dell’«era Romiti»: la monovolume compatta Multipla, lanciata nel 1998, anno in cui il Supermanager lasciò il Lingotto, è stata una delle automobili più innovative e originali prodotte dalla Fiat nella sua storia. Con motorizzazioni benzina, diesel, metano, bifuel benzina-metano e bifuel benzina-GPL, riprese il nome della 600 Multipla.

Da corriere della sera MOTORI

Sig auto da sabbia, a me questi non sembrano disastri.

 

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

Crea un account o accedi per commentare

È necessario essere registrati per poter lasciare un messaggio

Crea un account

Non sei ancora iscritto? Registrati subito


Registra un nuovo account

Accedi

Hai già un account? Accedi qui.


Accedi ora

© Italiaonline S.p.A. 2022Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963