Elezioni. Prime reazioni .,

1)  Il centro - sinistra vince tre grandi comuni, su cinque, al primo turno ed è davanti al centrodestra quasi dappertutto.
2) Il centrodestra perde seccamente, non pagando né la linea “furba” di Salvini, né l’opposizione sguaiata della Meloni. Benedetto il giorno in cui, con la “mossa del cavallo” di Renzi, un centrodestra trionfante non ha preso i pieni poteri e non si andò ad elezioni anticipate, come voleva Zingaretti .
3) Il M5S e’ al tracollo . Sconfitto, male, proprio nelle città che (s)governava, raccoglie percentuali risibili anche dove era all’opposizione. Su ciò non avevo nessun dubbio da quando il Cazzaro di Napoli fece l’endorsment a favore dei bravi ragazzi . Bastava avere un po’ di pazienza . L’innesto di Giuseppi Conte, che si è speso al massimo in campagna elettorale, non ha funzionato. Inutile, al momento, dire che ne esce confermata la linea di unità tra PD e M5S. Bisogna vedere a Bologna e a Napoli, dove era in coalizione, quanti voti di lista prenderà. Se tracolla come nel resto d’Italia sarà evidente che il contributo del M5S alla coalizione non sia da considerarsi né determinante per i sindaci, né strategico per il PD.
Se va così esce sconfitta la linea Conte che vorrebbe trascinare il PD in una deriva revanscista antiDraghi. Benedetto il giorno in cui fu sloggiato da Palazzo Chigi con la seconda “mossa del cavallo”. Un giorno benedetto soprattutto per l’Italia, come si è visto.
4)  Per gli appassionati dell’insulto dissennato si fa notare che il “partitino” del 2% è presente in tutte le coalizioni vincenti di centro – sinistra. Non c’è entrato a dispetto dei santi, ma a grande richiesta.  A Roma Italia Viva è in coalizione nella lista per Calenda Sindaco, insieme a + Europa, che sta avendo un ottimo risultato vicino al 20%. Si piazza addirittura al terzo posto superando Raggi.  Molto bene a Bologna , dove la candidata di Italia Viva , Conti , e’ intorno al 6%. E’ certo che questo risultato dimostra che esiste un elettorato consistente che chiede una alternativa liberalsocialista e democratica che ha grandi prospettive per le politiche del 2023. Questo è il lavoro da fare da oggi in poi, anche per dimostrare che quel polo esiste, è consistente e ce la può fare, essendo sicuramente riformista, strategicamente più solido e connesso all’Europa sulla linea Draghi, di qualsiasi M5S, con o senza Conte.
5). Occhio i sondaggi della 7 sono da pesce d’aprile . ( ed io già glielo avevo detto agli antirenziani . Ma loro , nisba !! ). 

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