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Voleva uccidere “un italiano” a caso e lo ha fatto. Said M., il marocchino che nel febbraio del 2019 accoltellò Stefano Leo, un 34enne torinese, potrebbe ritornare a piede libero.

Condannato in primo grado a 30 anni di carcere – i giudici ritennero che fosse “in grado di intendere e volere” – ora il presunto omicida può sperare nello sconto di pena in Appello. Il suo legale, è pronto a dare battaglia: punterà al riconoscimento del “vizio parziale di mente”. “Sono sicuro che in appello verrà ridotta la pena – afferma l’avvocato al quotidiano Libero – Hanno mortificato un atto ragionevolmente favorevole all’imputato, ovvero il fatto che si sia costituito e abbia confessato”.

Quindi,ricapitolando:se l'omidica  è minorenne,non va dentro..se l'omicida è colpevole,si invoca l'infermita' di mente...se l'omicida  "tiene famiglia e prole minorenni"..non sconta nulla...se l'omicida  è un tossico dipendente,deve curarsi..e non va dentro...poi se il mondo ci deride,ci sara' pure  un perchè!!

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