Intanto, mentre si parla del ponte sullo stretto di Messina....

Scompare il collegamento storico fra Cagliari e Civitavecchia.

Facciamo un piccolo paragone. A occhio e croce, facendo una piccola spesuccia per il ponte sullo stretto di Messina, si risparmierebbero più o meno 15 minuti.

Eliminando l'unico collegamento fra la Sardegna Meridionale e Civitavecchia, bisognerà andare con i barchini.

Dopo di che uno dice vabbè ma tanto ci sono gli aerei.

A parte che non si capisce come uno possa imbarcare una macchina, c'è anche il fatto che con la scomparsa di Alitalia è tutto da vedere anche quest'aspetto.

Il collegamento fra la Sardegna e Civitavecchia esiste ininterrottamente da 70 anni. Se non ci saranno fatti nuovi, oggi è l'ultimo giorno in cui le navi da e per Civitavecchia si incontreranno per l'ultima volta.

Però, mi raccomando... guardate che che il ponte sullo stretto di Messina serve tantissimo. Non sono pochi 10 o 15 minuti di tempo risparmiati.... Non sono pochi no.

https://www.unionesarda.it/economia/stop-alla-tratta-cagliari-civitavecchia-verso-la-procedura-durgenza-b8hz1s3f

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5 messaggi in questa discussione

Davvero incredibile, non potevo credere a questa notizia, ma poi ho dato un'occhiata a orari e prezzi, che non conoscevo, e mi è sembrato di rivedere quello che accadde ai nostri gloriosi transatlantici della Società Italia (Michelangelo e Raffaello) a metà anni '70. Quando nessuno pensava che potessero andare in disarmo ad appena 10 anni dal varo.  Sulla tratta Roma-Cagliari l'aereo costa meno del traghetto da Civitavecchia e impiega ovviamente molto meno tempo. A questo punto, dato che siamo in un paese dominato dalle ciniche leggi del mercato, non vedo proprio come possano sopravvivere i traghetti, se non per il trasporto dei veicoli e per i rari casi di chi soffre il mal d'aereo ma non il mal di mare. In realtà un motivo molto serio per preferire il traghetto ci sarebbe: a parità di carico utile una nave emette molto meno gas serra di un aereo. Un paese che oggi volesse realmente proiettarsi nella green economy dovrebbe operare un trasferimento modale dal trasporto su gomma a quello su ferro e dal trasporto aereo a quello marittimo laddove il treno non sia utilizzabile (es. per andare in Sardegna). 

https://www.linkiesta.it/2017/11/trasportare-merci-in-aereo-emette-co2-cento-volte-di-piu-che-farlo-su/

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Bisogna distinguere.

Se devo andare a Roma e tornare in poco tempo, ovviamente prendo l'aereo anche perché il volo dura circa un'ora e mettendo in conto i tempi in aeroporto (non posso arrivare esattamente all'orario di partenza dell'aereo e devo fare il check-in), ci impiego fra un'ora e mezzo, massimo due ore, tempi non confrontabili con quello del traghetto. 

Se però devo trattenermi di più e ho bisogno di portarmi la macchina appresso, non rimane che il viaggio in nave. Basta pensare ad esempio ai emigrati che non tornano per uno o due giorni.

In quanto ai costi, vero che l'aereo costa meno ma perché c'è la continuità territoriale a meno che non si pensi ai viaggi con Raianer o simili che costano di meno ma solo nel caso in cui si prenoti con largo anticipo e spesso, quando ci sono esigenze di lavoro, questo non è possibile.

Mia nipote, per esempio, studiava a Barcellona. Per lei non c'erano problemi. Era informatissima, attentissima a tutte le opportunità, non aveva problemi di tempo, per cui viaggiava quasi gratis. Non la fregavi mai ma per lei gestire i tempi non era un problema. Altrimenti a me è capitato di dover andare a Bergamo o a Milano e spendere più con Raianer che con Alitalia.

In ogni caso il succo del discorso era un altro.  Meglio spendere cifre folli per realizzare il ponte sullo stretto di Messina, con tutti gli annessi e connessi o isolare in maniera quasi definitiva un'isola?

Nel primo caso si risparmierebbero 10-15 minuti, nel secondo caso necessita ingegnarsi e imparare a camminare sull'acqua, farsela a nuoto o chiedere il piacere a Director se ci presta qualche barchino di quelli che arrivano dalla Libia. 

C'è una bella differenza. A questo punto, per par condicio, bando alle ciance e ponte ( meglio con campata unica) fra Sardegna e Civitavecchia o Livorno e non se ne parla più.

E poi è anche un collegamento storico, qualcosa che si perde.  

 

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8 ore fa, ildi_vino ha scritto:

Bisogna distinguere.

Se devo andare a Roma e tornare in poco tempo, ovviamente prendo l'aereo anche perché il volo dura circa un'ora e mettendo in conto i tempi in aeroporto (non posso arrivare esattamente all'orario di partenza dell'aereo e devo fare il check-in), ci impiego fra un'ora e mezzo, massimo due ore, tempi non confrontabili con quello del traghetto. 

Se però devo trattenermi di più e ho bisogno di portarmi la macchina appresso, non rimane che il viaggio in nave. Basta pensare ad esempio ai emigrati che non tornano per uno o due giorni.

In quanto ai costi, vero che l'aereo costa meno ma perché c'è la continuità territoriale a meno che non si pensi ai viaggi con Raianer o simili che costano di meno ma solo nel caso in cui si prenoti con largo anticipo e spesso, quando ci sono esigenze di lavoro, questo non è possibile.

Mia nipote, per esempio, studiava a Barcellona. Per lei non c'erano problemi. Era informatissima, attentissima a tutte le opportunità, non aveva problemi di tempo, per cui viaggiava quasi gratis. Non la fregavi mai ma per lei gestire i tempi non era un problema. Altrimenti a me è capitato di dover andare a Bergamo o a Milano e spendere più con Raianer che con Alitalia.

In ogni caso il succo del discorso era un altro.  Meglio spendere cifre folli per realizzare il ponte sullo stretto di Messina, con tutti gli annessi e connessi o isolare in maniera quasi definitiva un'isola?

Nel primo caso si risparmierebbero 10-15 minuti, nel secondo caso necessita ingegnarsi e imparare a camminare sull'acqua, farsela a nuoto o chiedere il piacere a Director se ci presta qualche barchino di quelli che arrivano dalla Libia. 

C'è una bella differenza. A questo punto, per par condicio, bando alle ciance e ponte ( meglio con campata unica) fra Sardegna e Civitavecchia o Livorno e non se ne parla più.

E poi è anche un collegamento storico, qualcosa che si perde.  

Sicuramente la Sardegna non va isolata e gli emigrati hanno diritto a un traghetto che li trasporti con la loro famiglia e la loro automobile dalla Sardegna al continente e viceversa. Non so, magari si potrebbero ridurre le corse da una al giorno a una ogni due giorni. Sempre meglio che eliminare del tutto il collegamento storico via mare. Inoltre lo Stato e/o la Regione dovrebbero intervenire per finanziare forti sconti per queste persone, non so se siano già previsti. In ogni caso andrebbe incentivato il traghetto anche per i turisti, per il motivo che ho indicato in precedenza.

Quanto al ponte sullo Stretto, ho scritto più volte che si tratta di una faraonica assurdità. E che l'unica motivazione razionale che vedo per la sua realizzazione sarebbe il battere il record mondiale della campata unica e attirare, almeno nei primi anni, un po' di turisti e di curiosi desiderosi di godersi lo spettacolo, indubbiamente suggestivo. Ma sarebbero un record e uno spettacolo non solo molto costosi ma anche rischiosi. Se finora nel mondo non è mai stata superata una luce di 2000 metri, qualche motivo ci sarà. Peraltro il ponte di Akashi in Giappone, la cui campata principale raggiunge i 1991 metri, è un ponte solo stradale e il motivo è presto detto: l'80% della sua capacità portante regge il solo peso della struttura e resta solo il 20% per reggere il peso del traffico di autoveicoli e veicoli pesanti. Nel progetto iniziale erano previsti anche i binari ferroviari ma poi si rinunciò. Il ponte di Messina avrebbe una campata di 3300 metri e prevede 6 corsie autostradali e due binari per i treni. Una sfida ingegneristica molto ardita, forse troppo. Non a caso, nell'ultima relazione tecnica consegnata al ministro Giovannini - relazione peraltro incompleta e poco dettagliata a mio avviso - viene suggerita una soluzione a più campate, in particolare quella a tre, quindi con due piloni sulla terraferma e due sul fondale marino. Questa soluzione, già bocciata in passato, non solo renderebbe quasi anonimo il ponte, ma si scontra con problemi geologici molto seri dello stesso fondale, piuttosto profondo e interessato a frane tettoniche.

Come opera di collegamento un ponte sullo Stretto appare oggettivamente rinunciabile, e non solo per l'esiguo risparmio di tempo rispetto al traghetto, da te evidenziato, ma anche per l'esiguo volume di traffico. Attualmente, come si legge nella relazione, sono in media circa 7000 al giorno i veicoli (leggeri e pesanti) che attraversano lo Stretto sui traghetti. Ammettiamo, con molto ottimismo, che con il ponte possano quadruplicare a 28.000 al giorno: sarebbero sempre appena un quarto dei circa 110.000 che transitano sul famoso Golden Gate Bridge di San Francisco, il cui gestore lavora in perdita sebbene questi veicoli paghino salati pedaggi. 

Modificato da fosforo311

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2 ore fa, fosforo311 ha scritto:

Sicuramente la Sardegna non va isolata e gli emigrati hanno diritto a un traghetto che li trasporti con la loro famiglia e la loro automobile dalla Sardegna al continente e viceversa. Non so, magari si potrebbero ridurre le corse da una al giorno a una ogni due giorni. Sempre meglio che eliminare del tutto il collegamento storico via mare. Inoltre lo Stato e/o la Regione dovrebbero intervenire per finanziare forti sconti per queste persone, non so se siano già previsti. In ogni caso andrebbe incentivato il traghetto anche per i turisti, per il motivo che ho indicato in precedenza.

Quanto al ponte sullo Stretto, ho scritto più volte che si tratta di una faraonica assurdità. E che l'unica motivazione razionale che vedo per la sua realizzazione sarebbe il battere il record mondiale della campata unica e attirare, almeno nei primi anni, un po' di turisti e di curiosi desiderosi di godersi lo spettacolo, indubbiamente suggestivo. Ma sarebbero un record e uno spettacolo non solo molto costosi ma anche rischiosi. Se finora nel mondo non è mai stata superata una luce di 2000 metri, qualche motivo ci sarà. Peraltro il ponte di Akashi in Giappone, la cui campata principale raggiunge i 1991 metri, è un ponte solo stradale e il motivo è presto detto: l'80% della sua capacità portante regge il solo peso della struttura e resta solo il 20% per reggere il peso del traffico di autoveicoli e veicoli pesanti. Nel progetto iniziale erano previsti anche i binari ferroviari ma poi si rinunciò. Il ponte di Messina avrebbe una campata di 3300 metri e prevede 6 corsie autostradali e due binari per i treni. Una sfida ingegneristica molto ardita, forse troppo. Non a caso, nell'ultima relazione tecnica consegnata al ministro Giovannini - relazione peraltro incompleta e poco dettagliata a mio avviso - viene suggerita una soluzione a più campate, in particolare quella a tre, quindi con due piloni sulla terraferma e due sul fondale marino. Questa soluzione, già bocciata in passato, non solo renderebbe quasi anonimo il ponte, ma si scontra con problemi geologici molto seri dello stesso fondale, piuttosto profondo e interessato a frane tettoniche.

Come opera di collegamento un ponte sullo Stretto appare oggettivamente rinunciabile, e non solo per l'esiguo risparmio di tempo rispetto al traghetto, da te evidenziato, ma anche per l'esiguo volume di traffico. Attualmente, come si legge nella relazione, sono in media circa 7000 al giorno i veicoli (leggeri e pesanti) che attraversano lo Stretto sui traghetti. Ammettiamo, con molto ottimismo, che con il ponte possano quadruplicare a 28.000 al giorno: sarebbero sempre appena un quarto dei circa 110.000 che transitano sul famoso Golden Gate Bridge di San Francisco, il cui gestore lavora in perdita sebbene questi veicoli paghino salati pedaggi. 

E non c’è niente da fare !! Il Cazzaro di Napoli ha il vizietto , nei suoi commenti , di citare solo gli aspetti che ritiene a lui favorevoli  . Lo fa allo scopo di poter pescare qualche storione . Ed io mi sarei anche stancato di doverlo “scazzottare” in lungo ed in largo .  Per esempio , leggete da qualche parte che per la realizzazione del Ponte si ridurrebbe moltissimo il traffico nelle città dello stretto ?? E che questa riduzione comporta pure una enorme riduzione del consumo del suolo ?? No , vero ?? Il Cazzaro afferma che i costi per la realizzazione del Ponte sarebbero eccessivi rispetto ai benefici . Ah siii ?? E chi lo dice ?? Studi fatti da Società indipendenti affermano che i costi , che ovviamente ci sarebbero ( si calcolano intorno ai 6/7 miliardi di euro ),  sarebbero ottimamente recuperati con un aumento del Pil intorno al 2,5%  in tutto il territorio interessato . Nella tesi strampalata del Cazzaro napoletano leggete forse che questa opera porterebbe ( indotto incluso ) a quasi 100.000 nuovi posti di lavoro ?? No, vero ?? Che la costruzione del Ponte consentirebbe di avvicinare la Sicilia all’Europa rispondendo in pieno all’esigenza economica tramite la velocizzazione dei collegamenti da e per l’isola ?? Mhmhmhmh , dubito che il Pulcinella partenopeo l’abbia detto . Il Cazzaro di Napoli ha forse detto che per la sua fattibilità i progetti presentati dalle maggiori società internazionali  operanti nel settore dell’alta Ingegneria garantiscono una realizzazione in completa sicurezza anche dal punto di vista ambientale ?? Ma , per come conosco io il Falsario nonché Cazzaro napoletano ne dubito fortemente . Conclusioni : mi auguro che la famiglia del Panzanaro continui ad assistere amorevolmente e con la stessa intensità manifestata fino ad oggi la vita del poveretto napoletano . In caso contrario , prima o poi , gli verrà impedita persino la libera circolazione tra Spacca Napoli ed il rione Forcella . 

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La stupi da gallina pisana continua con i suoi coccode'coccode'.

Anche il ponte Morandi era dato per sicuro, eppure è crollato e mi sembra ci siano stati anche dei morti.

Ma per la stu.pida gallina pisana basta che Leopoldino sia per il ponte e allora anche lei è per il ponte.

Non ricordo bene ma mi sembra che quando lo voleva Berlusconi, la ridicola gallina pisana fosse contraria.

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