Il Cazzaro Napoletano non ne indovina una . Manco per sbaglio ....!!

 
12 ore fa, fosforo31 ha scritto:

Leggo che il capitano De Falco si candida al parlamento. In bocca al lupo, ma non potrà fare nulla. Per cambiare le cose in Italia di De Falco ne servirebbero almeno 500 in parlamento, una ventina al governo, e alcune migliaia sparsi tra regioni, comuni e vertici degli enti pubblici.

Si sì ce ne vorrebbero altri 500 come De Falco candidati nel M5S......nel M5S ???

M5S, De Falco e quell'attacco via Facebook a Di Maio e Di Battista 

image.jpg Gregorio De Falco

Un post del 2 agosto contro i vertici dei Cinque Stelle. Ora i mugugni della base: non idoneo a candidarsi con noi 

07 Gennaio, 2018
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LIVORNO. E pensare che finora fra quelli un po’ più naif e non originalissimi del Movimento era tutto un fiorire di battute gioiose, tutto un twittare e postare la rivisitazione della famosa telefonata della notte della Concordia. Tutti convinti che sì, ora Gregorio De Falco l’avremmo sentito imperioso e freddo gridare «Di Battista, torni a bordo ***». E che insomma, forse Beppe Grillo ha imbarcato il capitano di vascello per allungare una cima al guevarista pentastellato che ha stupito tutti con quel gesto francescano e purissimo. Addio alla politica, proprio ora che della politica 5 Stelle era diventato un totem, un esempio, un pilastro nel Pantheon del sacro blog.

Invece da qualche ora le chat dei duri e puri ribollono, perché l’uomo che cazziò Schettino, l’eroe dell’epopea del Giglio, il comandante Dibba mesi fa l’ha sbeffeggiato. E l’ha fatto pure con una certa ostentata eleganza anti-populista: «Ringrazio con trasposto l’idolo Di Battista che oggi, citando “il premio Nobel Hollande” – scrive De Falco – ci ha di nuovo deliziati. Ora tocca di nuovo a Dimma che è sempre in vantaggio di un’incollatura, ma il confronto è davvero entusiasmante». Un post su Facebook del 2 agosto, il riferimento alle continue gaffe dei colonnelli grillini. De Falco non l’ha cancellato, neanche sabato, quando l’abbiamo ricordato all’ex *** della Capitaneria livornese ora a Napoli. «Mi spiace, non rilascio interviste».

 

Da tre giorni è lo screenshot più condiviso dai fan del parlamentare romano con corollario di mugugni e proteste per un candidatura ritenuta spuria, apocrifa, perfino pericolosa per la tenuta dell’ortodossia grillina. «Questo prendeva in giro Ale, ragazzi. Ma qualcuno se n’è accorto a Milano?», ha scritto un’attivista livornese facendo circolare lo screenshot nelle chat toscane. E non sono in pochi ad aver notato alcuni post di quei giorni. A rileggerli oggi suonano stonati. Tipo: «In democrazia il dissenso è realmente un valore che non è confinato a petizione di principio e guardato con sospetto». Ecco, come la mettiamo con il nuovo non statuto, l’obbligo del voto di fiducia sempre e comunque, e la multa da 100 mila euro con cui lo staff promette di stangare i dissidenti e i voltagabbana? E poi chissà come l’avrà presa Luigi Di Maio.

 

 

 

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M5s, tra i candidati anche il comandante De Falco

 

Tre giorni fa non ha neppure atteso i risultati delle parlamentarie. Per De Falco c’è già un’investitura, la democrazia dei clic non servirà: «Hanno aderito al nostro appello tante persone che non sono attivisti ma condividono i nostri valori - ha detto Di Maio - Il comandante si è candidato nel collegio plurinominale di Livorno».

Per il volto civico dell’onestà al potere c’è già una scialuppa pronta. Lui che nel gennaio 2012, con l’Italia in piena crisi e alle soglie dell’austerity montiana, ci diede un simbolo del Paese integerrimo non più disposto a digerire gli inchini agli sbruffoni; che un anno dopo finì nei retroscena come probabile candidato di Scelta civica. «Non ho ricevuto alcuna proposta dalla lista Monti e in ogni caso non sono interessato», rispose. Anche se di politica su Facebook si occupa parecchio. Magari criticando quelli che vorrebbero risolvere la «questione migranti aiutandoli a casa loro», o ricordando agli anti-casta che «una posizione di privilegio non è sempre odiosa, ma lo diventa quando non è funzionale ad un fine meritevole».

Insomma, diario di un anti-populista che non sbaglia i congiuntivi. «Ma poi ragazzi - si alza ora la protesta fra gli attivisti - Il 5 agosto Francesco Gazzetti, il consigliere regionale del Pd, gli ha chiesto l’amicizia su Facebook. E lui sapete come ha risposto? “Carissimo, è un piacere reciproco”. Oh, questo flirta con i renziani». Qualcuno getti una scialuppa alla base grillina.

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2 messaggi in questa discussione

E si che con quelli che hanno già gli dovrebbe bastare, e invece.......

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Chissà magari  mi candido  anch'io... beh  non  sono De  Falco  ma  di meriti  per  postare  sui grilli  ne  ho  molti   ahahahahah

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