Beh , intanto , alziamoci in piedi e cantiamo ;” Cucù, la riforma di DJ Fofo’ Bonafede non c’è più “ . Scusate se e’ poco, scusate se e’ poco !!

Il varo definitivo della riforma Cartabia è la dimostrazione palmare di come superare il degrado della politica introdotto in Italia dal M5S e accentuato dal ruolo sciagurato di Conte, che tanti danni ha procurato al Paese e tanti ne continuerebbe a fare se non fosse cambiata la direzione del governo.
Sitiamo ai fatti : Consiglio dei Ministri, dopo un lavoro di condivisione approfondito tra tutte le sue componenti politiche, vara all’unanimità il testo della riforma e autorizza il Presidente del Consiglio a porvi la questione di fiducia.
Si tratta dunque di un testo maturato collettivamente, in settimane di lavoro durante le quali sono state trovate tutte le mediazioni richieste dalle forze politiche che hanno visioni differenti, ma che alla fine convergono su una riforma cardine per migliorare la giustizia. Un altro merito del PNRR e della spinta europea. Nel frattempo Conte, che era rimasto fuori dal giro per le beghe interne del M5S, riemerge dopo l’accordo con Grillo, e per affermare la sua presenza rimette in discussione quell’accordo. 
Su quali basi? Un cumulo di menzogne, sostenute dal solito giornalettbdi corrente ( il Falso Quotidiano,nda) e dal blocco di potere giudiziario che da sempre egemonizza la politica della giustizia attraverso gli ordini di scuderia che impartisce ai politici di riferimento.  Dicono che 150mila processi andranno in fumo, che si creeranno sacche di impunità e come specchietto per le allodole e per gli storioni  si inventano che i reati di mafia e droga saranno quelli più soggetti all’improcedibilità che ha cancellato la barbarie della “fine della prescrizione mai” del ministro DJ Fofò Bonafede .  Bisogna sapere che da sempre in Italia gli unici processi che vengono celebrati in tempi rapidi sono quelli per mafia e per traffico di stupefacenti, da sempre sostanzialmente imprescrittibili. Perché si tratta di processi con detenuti i quali debbono concludersi prima della scadenza dei termini di custodia cautelare e in appello la sentenza arriva in tempi largamente inferiori ai 3 anni proposti originariamente dalla Cartabia. Ovviamente questo è difficile da comunicare al popolo, del M5S in particolare, quindi avere acconsentito all’allungamento dei tempi dell’appello per questi reati equivale a farsi prendere in giro consapevolmente, ma è utile per sbandierare un risultato fesso del quale avevano bisogno per uscirne senza fare la figura dei fessi agli occhi dei fessi.  Contenti e canzonati, questa volta a loro saputa. 
Sono andati avanti così per anni di governo insulso. Fortunatamente ora c’è chi mira al sodo e coglie i risultati. Infondo ha fatto perdere al Paese solo una settimana e l’obbrobrio della legge di Dj Fofo’ Buonafede è stato comunque cancellato. Ora non resterà che aspettare il successo dei referendum radicali con l’obbiettivo del milione di firme. 
I cittadini se ne fregheranno dei giochetti infantili di Conte e lo rimanderanno nel “niente” da dove era giunto .                             M.U. 

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