Sta per essere delocalizzata fabbrica di armi in Sardegna

Parecchi organi di stampa anche on line riportano la notizia che la multinazionale tedesca Rwn si appresta a trasferire la fabbrica di armi da Domusnovas in Sardegna direttamente in Arabia Saudita.

Non è dato sapere se verrà delocalizzata anche la sede operativa vicino a Brescia ma su questo, a tempo debito, non mancherà di informarci qualcuno a cui queste notizie non sfuggono di sicuro,

Per cui non rimane che attendere lo scoop.

 

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

7 messaggi in questa discussione

Ah! Era quello lo scopo dello scoop del NYT. Evidentemente in Arabia Saudita c'è la piaga della disoccupazione, peggio che in Sardegna. E poi, fabbricando le bombe tedesche nel paese che le usa di più, si risparmia sulle spese di trasporto. Chi lo sa, magari c'era anche questa piccola clausola nel contratto di fornitura ai sauditi firmato dal noto pacifista e ambientalista Trump. Naturalmente lo scandalo non sta nell'armare un paese fondamentalista e medievale, che massacra civili e opprime le donne, fornendogli armi per 110 miliardi di dollari. E non sta nemmeno nel bombardare a tappeto le città yemenite. Lo scandalo e la violazione delle convenzioni internazionali, per il NYT, sta semplicemente nel fatto che le  bombe si assemblano in Sardegna. Viene quasi da ridere (o da piangere) pensando alle sanzioni e agli embarghi dell'UE contro la Russia. Sanzioni che a Putin non fanno nemmeno il solletico ma fanno ulteriori disoccupati da noi. E per le sanzioni all'Arabia Saudita? E per le sanzioni ai guerrafondai USA? Quando ci decideremo? Dopo la firma di quella fornitura, se avessimo avuto governanti seri e non politucoli indecenti che vanno in pellegrinaggio alla Casa Bianca a *** i deretani dei Trump, degli Obama e dei Bush, avremmo immediatamente stracciato il contratto di fornitura dei costosi e inutili (se non vogliamo aggredire nessuno) F-35. Vendere armi ai sauditi, regime tirannico, sanguinario e foraggiatore del terrorismo, oggi è molto ma molto più pericoloso che darle a quel bamboccione di Kim il coreano.

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti
13 minuti fa, fosforo31 ha scritto:

Ah! Era quello lo scopo dello scoop del NYT. Evidentemente in Arabia Saudita c'è la piaga della disoccupazione, peggio che in Sardegna. E poi, fabbricando le bombe tedesche nel paese che le usa di più, si risparmia sulle spese di trasporto. Chi lo sa, magari c'era anche questa piccola clausola nel contratto di fornitura ai sauditi firmato dal noto pacifista e ambientalista Trump. Naturalmente lo scandalo non sta nell'armare un paese fondamentalista e medievale, che massacra civili e opprime le donne, fornendogli armi per 110 miliardi di dollari. E non sta nemmeno nel bombardare a tappeto le città yemenite. Lo scandalo e la violazione delle convenzioni internazionali, per il NYT, sta semplicemente nel fatto che le  bombe si assemblano in Sardegna. Viene quasi da ridere (o da piangere) pensando alle sanzioni e agli embarghi dell'UE contro la Russia. Sanzioni che a Putin non fanno nemmeno il solletico ma fanno ulteriori disoccupati da noi. E per le sanzioni all'Arabia Saudita? E per le sanzioni ai guerrafondai USA? Quando ci decideremo? Dopo la firma di quella fornitura, se avessimo avuto governanti seri e non politucoli indecenti che vanno in pellegrinaggio alla Casa Bianca a *** i deretani dei Trump, degli Obama e dei Bush, avremmo immediatamente stracciato il contratto di fornitura dei costosi e inutili (se non vogliamo aggredire nessuno) F-35. Vendere armi ai sauditi, regime tirannico, sanguinario e foraggiatore del terrorismo, oggi è molto ma molto più pericoloso che darle a quel bamboccione di Kim il coreano.

Sinceramente stavo in pensiero perché il Cazzaro stava ritardando a non catapultare Renzi come responsabile di questa dolorosa vicenda che avrebbe ripercussioni sul versante occupazionale sardo . Mi compete , quindi , ripristinare la verità .    “In verità, Rwm sta pensando da ben prima che scoppiassero le polemiche a una conveniente delocalizzazione. A quanto risulta ad Avvenire, da tempo il gruppo Rheinmetall stava pensando di mettere un piede laddove gli affari sono migliori e i costi di produzione più bassi. Nel marzo del 2016 la multinazionale tedesca, appoggiandosi alla controllata sudafricana Rheinmetall Denel Munition (Rdm) e d’intesa con la Saudi Military Industries Corporation (Samic), ha inaugurato a sud di Riad uno stabilimento nel quale vengono prodotte e assemblate bombe da artiglieria e ordigni aerei del tipo attualmente commissionato allo stabilimento sardo. Un investimento con un suo specifico peso politico: all’inaugurazione erano presenti il principe ereditario Mohammed bin Salman bin Abdelaziz e il presidente sudafricano Jacob Zuma. La fabbrica saudita, dove attualmente lavorano 130 addetti, ha però necessità di un periodo di rodaggio, perciò Domusnovas resterà ancora per qualche tempo il principale sito di approviggionamento tanto che Rwm Italia ha prospettato la possibilità di una momentanea espansione dell’area produttiva.

«La Rwm Italia, viste le necessità attuali, ha proposto piani per espandersi; ma presto la produzione più lucrosa (nel 2016 ammontavano a 411 milioni di euro le commesse per le bombe destinate ai sauditi) potrebbe essere assunta proprio dallo stabilimento in Arabia Saudita», conferma Giorgio Beretta, analista dell’Osservatorio permanente sulle armi leggere e politiche di sicurezza e difesa di Brescia.

Forse non sapendo dell’esistenza dei piani di delocalizzazione della produzione, i sindacati sardi nello scorso luglio avevano respinto i «fantomatici progetti di riconversione» perché otterrebbero come «unico risultato la chiusura dello stabilimento Rwm Italia e il suo trasferimento in un altro Paese Ue». Dichiarazioni arrivate oltre un anno dopo l’apertura di una analoga fabbrica in Arabia Saudita.

Il 3 dicembre il Comitato di cittadini per la riconversione della fabbrica ha inviato una lettera aperta in cui chiede «un confronto aperto e sincero con tutti per trovare insieme il coraggio e sostenere insieme percorsi nuovi che costruiscano pace e dignità nel lavoro per noi e per chi paga sulla propria pelle le scelte della nostra “civiltà”». Non è un confronto facile, in un territorio nel quale le armi da guerra sono la principale, ed anche l’unica, fonte di reddito

«La Sardegna – scrive il comitato per la riconversione – si mostra così vittima e complice di politiche di guerra. Una regione così ricca di opportunità potrebbe avere uno sviluppo armonico, coordinato fra i vari settori, sufficiente per i propri abitanti e per trattenere i giovani che emigrano: accetta invece di essere la terra che prepara la guerra con le sue basi e le sue fabbriche di armi». Non si tratta, dunque, di colpevolizzare i lavoratori, ma «creare i presupposti per uno sviluppo del territorio che sia pacifico e sostenibile dal punto di vista ambientale e sociale, come segno di volontà di pace dal basso che possa costituire uno stimolo alla cittadinanza attiva e alla politica, necessario in questo clima di “guerra mondiale a pezzi».

Ma il conflitto è sempre più al centro di una guerra di interessi su uno scacchiere più ampio.L’alleanza araba a guida saudita, che combatte in Yemen a fianco del governo internazionalmente riconosciuto del presidente Abd Rabbuh Mansur Hadi, ha accusato l’Iran di sostenere gli Houti, dopo che i miliziani sciiti hanno lanciato un missile balistico a corto raggio verso il territorio saudita. I ribelli yemeniti Houthi hanno detto di avere lanciato un nuovo missile, ma contro forze governative in Yemen, dopo uno diretto verso l’Arabia Saudita e che Riad ha detto di avere intercettato. La televisione Al Masirah, controllata dagli Houthi, ha precisato che il secondo vettore è stato lanciato verso le forze fedeli al presidente Abd Rabbo Mansur Hadi - sostenuto dai sauditi – lungo la costa occidentale dello Yemen. In precedenza l’emittente aveva annunciato il lancio di un missile Qaher-2M di fabbricazione sovietica verso un’installazione militare in Arabia Saudita, affermando che il vettore aveva colpito l’obiettivo. La televisione di Stato di Riad, invece, ha affermato che è stato intercettato sulla regione di confine di Najran.

La guerra che per l’Onu sta causando «la più grande crisi umanitaria del pianeta», sta determinando anche il ritorno della difterite, ovunque sconfitta da igiene e vaccini. A raccontarlo è la "Bbc", secondo cui nel remoto villaggio di Beit Al-Haboob oltre 40 persone avrebbero contratto il virus potenzialmente mortale e che avrebbe prodotto i primi tre decessi. Nel villaggio l’unico ospedale presente è stato chiuso, dopo che medici e infermieri sono andati via: dall’inizio del conflitto non percepivano alcun salario.

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

poiké le armi, da una parte o dall'altra del globo saranno cmq prodotte, a sto punto tanto valeva rimanessero in Sardegna dove diverse famiglie potevano contare su un lavoro ke dava loro da vivere.

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti
4 ore fa, celestedelirio ha scritto:

Parecchi organi di stampa anche on line riportano la notizia che la multinazionale tedesca Rwn si appresta a trasferire la fabbrica di armi da Domusnovas in Sardegna direttamente in Arabia Saudita.

Non è dato sapere se verrà delocalizzata anche la sede operativa vicino a Brescia ma su questo, a tempo debito, non mancherà di informarci qualcuno a cui queste notizie non sfuggono di sicuro,

Per cui non rimane che attendere lo scoop.

 

Per i lavoratori della centrale elettrica di Ottana (gruppo Clivati), dal 10 gennaio partiranno 40 lettere di licenziamento. Quaranta gli esuberi su 65 dipendenti, gli altri sono stati assorbiti nell’azienda Biopower Sardegna. Oggi l’incontro in Confindustria, a Nuoro, con i rappresentanti aziendali e i sindacati Cgil Cisl Uil per l’esame congiunto della situazione e l’avvio della procedura di licenziamento per poter accedere alla Naspi, la nuova assicurazione sociale per l’impiego che ha sostituito la vecchia disoccupazione.

Un licenziamento anticipato per i 40 lavoratori: secondo un conteggio dell’Inps, la cassa integrazione ordinaria finirà il 10 gennaio e non il 18 aprile come era stato stabilito da un provvedimento approvato nell’aprile 2016.

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti
3 ore fa, uvabianca111 ha scritto:

poiké le armi, da una parte o dall'altra del globo saranno cmq prodotte, a sto punto tanto valeva rimanessero in Sardegna dove diverse famiglie potevano contare su un lavoro ke dava loro da vivere.

E da morire per altre famiglie di disgraziati nel mondo. Le economie dei più grandi Paesi stanno in piedi con l'esportazione di armi, potrà mai

esserci pace?

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti
In questo momento, borneo39 ha scritto:

E da morire per altre famiglie di disgraziati nel mondo. Le economie dei più grandi Paesi stanno in piedi con l'esportazione di armi, potrà mai

esserci pace?

la pace NON porta potere e denaro quindi dopo tot anni x rifarsi da conflitti precedenti, inizia esser scomoda.

da sempre le guerre hanno arrikkito gli uni ed ucciso o impoverito altri ed attorno alle armi c'é un giro vergognoso di guerrafondai e teste peggio di Pilato ke ne traggono profitto pecuniario.

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti
12 ore fa, uvabianca111 ha scritto:

la pace NON porta potere e denaro quindi dopo tot anni x rifarsi da conflitti precedenti, inizia esser scomoda.

da sempre le guerre hanno arrikkito gli uni ed ucciso o impoverito altri ed attorno alle armi c'é un giro vergognoso di guerrafondai e teste peggio di Pilato ke ne traggono profitto pecuniario.

E' vero, la guerra è il più grande business della Storia, ma, guarda caso, i principali fautori e beneficiati se ne tengono ben lontani. (leggi USA, Russia e Cina) Il giorno in cui un piccolo pazzo criminale, per errore o per volontà, premerà il fatidico pulsante, piangeranno anche loro.

Condividi questo messaggio


Link al messaggio
Condividi su altri siti

Crea un account o accedi per commentare

È necessario essere registrati per poter lasciare un messaggio

Crea un account

Non sei ancora iscritto? Registrati subito


Registra un nuovo account

Accedi

Hai già un account? Accedi qui.


Accedi ora