FOSFOROSE AMENITÀ ALCOLICHE DI INIZIO ANNO

Il 2018 si apre con fosforose amenità ad alto tasso alcolico.

A questo punto sarei tentato di iscrivermi di nuovo all'università.

Faccio presente all'alcolico fosforo31 che nessuna legge glielo impedisce.

per difendere l'italiano. Mi presenterei a uno di quegli esami scrivendo e parlando in italiano... Se il docente eccepisse qualcosa, gli direi: e allora 'stu esamo facimmulo in lengua napulitana... a quel punto, se non mi fosse consentito di sostenere l'esame in una delle mie due lingue madri, trascinerei quel docente per le orecchie (e l'ateneo) fino alla Cassazione, e sono certo che vincerei la causa.

L'alcolemico fosforo31 parla degli esami universitari in lingua inglese. Due appunti:

1 ) il pulcinella panzanaro confonde l'Università di Napoli con la prestigiosissima Barbershop University “Carmine Petruzziello” of Soccavo (NA);

2 ) il pulcinella panzanaro passi ai fatti. Si iscriva ad una facoltà dell'Università di Napoli che prevede esami in lingua inglese e trascini l'ateneo in giudizio. Ci faccia poi sapere come finisce la questione.

Stanno preparando una generazione di migranti

Ricordo male oppure al pulcinella panzanaro fosforo31 i migranti piacciono tanto? Quindi che problema ha il pulcinella panzanaro con un sistema di istruzione che prepara migranti?

Se io diventassi ministro dell'Istruzione, come mio primo atto vieterei tutti i corsi e gli esami in inglese, con l'eccezione di un singolo corso obbligatorio in lingua straniera (non necessariamente l'inglese) più uno facoltativo di perfezionamento.

Auguriamoci che i pulcinella panzanaro non diventi mai ministro dell'istruzione! Ci ritroveremmo con i barbieri elevati al rango di ordinari universitari. Premesso questo, un esame per attestare la conoscenza di una lingua straniera è già previsto nei regolamenti dei corsi universitari.

É vero che l'inglese è ormai la lingua unica della società globale. Scienziati, tecnici, operatori commerciali e finanziari comunicano tra loro solo in inglese. Ma questo è uno dei grandi errori e limiti della globalizzazione. Una lingua comune internazionale può essere utile a tutti, in molti campi anche necessaria, ma dovrebbe essere una lingua sovranazionale e di facile apprendimento, come l'esperanto.

Il cialtronissimo panzanaro fosforo31 torna alla carica con l'esperanto.

UNA LINGUA ARTIFICIALE, CHE NON ESISTE.

Su questo pianeta vivono 7 miliardi di primati, NESSUNO DEI QUALI HA L'ESPERANTO COME LINGUA MADRE.

La mia ostilità all'inglese naturalmente non è solo di natura sciovinistica. C'è una ragione ben più solida. Vi posso assicurare che sono pochi i nostri docenti universitari che padroneggiano l'inglese (parlato) allo stesso livello (o quasi) dell'italiano (ma qualche raccomandato non padroneggia neppure l'italiano), ancora meno i docenti delle superiori.

Al cialtronissimo pulcinella panzanaro fosforo31 risulta che esistano docenti universitari che padroneggiano l'esperanto allo stesso livello dell'italiano?

I corsi e le lezioni frontali in inglese non alzano affatto, bensì abbassano il livello qualitativo dell'istruzione.

Invece i corsi e le lezioni frontali in esperanto alzerebbero il livello qualitativo dell'istruzione. Almeno nel contenitore vuoto che il pulcinella fosforo impiega per separare le orecchie.

Buona futura opposizione di inquisiti di sinistra a tutti

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32 messaggi in questa discussione

Vaneggi, parli a vanvera, parli tanto per parlare, usi la testa per dividere le orecchie.

Prima di tutto non conosci il mio barbiere. Un autodidatta dalla volontà ferrea e dalla mente acuta, che ogni volta che vado al salone riesce a sorprendere me per primo. La cultura è il suo hobby, la sua passione, specie quella scientifica, ma non solo. È un appassionato e instancabile lettore,  come me ci cura l'insonnia.  Pian piano, partendo da zero, ha riempito la casa con una biblioteca di circa 1800 volumi (dice che gli occupano una decina di scaffali in tre stanze, tu quanti ne hai?). Non di rado mi mette in difficoltà quando parliamo di logica matematica (ha una spiccata abilità nel demolire gli apparenti paradossi logici), se non avesse iniziato a lavorare a 14 anni oggi avrebbe minimo tre lauree, ma anche senza è perfettamente in grado di impartire lezioni in molte materie a te e all'attuale ministra dell'Istruzione. Inutile perdere tempo a informarti sugli innumerevoli giganti della cultura italiana e internazionale, scienziati, letterati, artisti, premi Nobel, autodidatti e mai laureati. 

Fatta questa doverosa precisazione, io non ho mai scritto che i corsi universitari o scolastici debbano essere tenuti in esperanto. Ho scritto che non devono essere tenuti in inglese (eccetto ovviamente i corsi di inglese) bensì preferibilmente nella lingua madre del docente e degli studenti. È chiaro che ciò non è sempre possibile. Ci sono docenti italiani che insegnano all'estero e docenti stranieri che insegnano in Italia. Ben vengano se sono ben preparati. Inoltre ci sono studenti immigrati di diversa lingua madre. Ma è irrazionale e controproducente che un docente italiano debba spiegare la matematica o la fisica in inglese a studenti italiani.  Infatti non sei stato in grado di smentire la mia tesi che questa irrazionale moda dei corsi universitari in inglese abbassa, e certo non innalza, il livello didattico e intrinseco dei corsi stessi. Un mio indimenticato professore di Elettronica Quantistica, napoletano, all'epoca tra le massime autorità mondiali nella fisica e nell'ingegneria dei laser, faceva la spola tra il Politecnico di Napoli e il Caltech di Pasadena, tra il laboratorio CNR di Frascati e il MIT di Boston. Distratto com'era, e come sono tutti i geni, talora gli scappava durante la lezione qualche intera frase in inglese (ma pure in napoletano). Ci rideva su e ci confessava che il suo inglese, che a noi sembrava fluentissimo, faceva un po' ridere i suoi raffinati studenti bostoniani, meno i californiani per lo più figli di cowboy. Oggi io conosco vari professorini e ingegnerini che se la tirano con il loro inglese, lo esibiscono come un distintivo di superiorità, ma poi davanti ad anglofoni di madrelingua rimediano memorabili figuracce sulla pronuncia e sulla sintassi.

L'esperanto, a differenza dell'inglese, è una lingua sovranazionale, nel senso che non è lingua nazionale di nessuna nazione. Ma proprio questo è uno dei motivi per cui esso sarebbe preferibile all'inglese come lingua della società globale e della Rete. Con tutto il rispetto, oggi la cultura anglosassone non sta alle culture del resto del mondo come la cultura della Grecia classica stava alle culture del mondo mediterraneo in cui si impose la koinè. E non vedo perché un cinese o un tedesco debba dedicare mesi o anni di studio all'inglese, e non viceversa un inglese al cinese o al tedesco. Per una vera società globale, equa e magari pure solidale, uno dei punti di partenza deve essere la rimozione delle egemonie culturali. L'esperanto nacque per l'appunto con questa "speranza". È una lingua artificiale? Certo, e questo è un altro punto di forza e non di debolezza dell'esperanto. Una lingua progettata con il preciso scopo di risultare semplice e di facile apprendimento, anche da soggetti adulti, senza sacrificare nulla o quasi della ricchezza espressiva delle più importanti lingue naturali. È scientificamente provato che l'esperanto centra questo obbiettivo. Sarebbe dunque ideale come seconda lingua, da insegnare nelle scuole, e anche agli adulti, e da usare nelle comunità internazionali, a partire da quella scientifica. Naturalmente nulla vieta che si possano inventare nuove lingue artificiali ancora più efficienti dell'esperanto.

Ma tutti questi discorsi, inclusi l'esperanto e l'invadenza dell'inglese, saranno presto superati dalla tecnologia. Entro la metà del secolo, probabilmente anche prima, l'unica ragione valida per imparare l'inglese sarà il godersi la lettura di Shakespeare come un inglese di madrelingua. Il problema della traduzione automatica istantanea e simultanea (tra due o più interlocutori) è essenzialmente, una volta ottimizzati gli algoritmi, un problema di potenza di calcolo e di spazio di memoria. Già per le prossime Olimpiadi di Tokyo 2020 gli organizzatori annunciano apposite app che funzioneranno come efficienti traduttori tra le lingue di tutti i partecipanti. Con le nuove generazioni di memorie e microprocessori, girare con un smartphone sarà come portarsi dietro un interprete professionista, anzi un plotone di interpreti perché saranno possibili traduzioni istantanee e di buona o ottima qualità (in ambienti non troppo rumorosi) tra decine di lingue.

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Inviata (modificato)

ALCUNE BREVI NOTE.

1 ) Nominiamo il tuo barbiere ordinario di tuttologia.

2 ) Devi ancora dimostrare che un corso universitario tenuto in inglese abbassa il livello della didattica.

3 ) Devi ancora dimostrare che un corso universitario tenuto in esperanto non abbassa il livello della didattica, come invece accade nel caso in cui lo stesso sia sostenuto in inglese.

4 ) Su questo sito

https://about.jstor.org/

non ho trovato un solo articolo in esperanto. Vuoi cortesemente spiegarmi per quale ragione?

5 ) Hai scritto che studiavi su dispense scritte in inglese. Quindi non hai sudiato su dispense scritte in esperanto. Vuoi cortesemente spiegarmi per quale ragione?

6 ) Scrivi che “l'unica ragione valida per imparare l'inglese sarà il godersi la lettura di Shakespeare come un inglese di madrelingua”.

Non scrivi che “l'unica ragione valida per imparare l'esperanto sarà il godersi la lettura di X come un esperantista di madrelingua” . Ti spiego per quali ragioni:

a – l'insieme di coloro che hanno scritto in esperanto un testo immortale della letteratura è l'insieme vuoto;

b – l'insieme dgli esperantisti di madrelingua è l'insieme vuoto.

L'esperanto è una lingua nata morta.

7 ) Come si dice

all'anm 'e chi t'è muort

in esperanto?

Buona futura opposizione di inquisiti di sinistra a tutti

PS: POSA IL FIASCO!

 

Modificato da docgalileo
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xDxDxD 

Siete strepitosi!

 

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Inviata (modificato)

E ridalli, ma allora sei proprio ottuso! É chiaro perché ce l'hai con l'esperanto: è semplicissimo, logico, privo di eccezioni e di trappole sintattiche, ma tu non saresti in grado di apprenderlo, a meno che il tuo ex idolo (o lo è tuttora?) non si decidesse a mantenere una promessa e ad allungarci la vita a 120 anni.

Sei poco attento, ho già dimostrato quanto chiedi, sei tu che devi dimostrare il contrario. Cioè devi dimostrare che un docente sia in grado di tenere un corso di lezioni di livello universitario in una lingua Y, diversa dalla sua lingua madre X, trasferendo a studenti di lingua madre X al termine di ciascuna lezione una quantità di informazione Qy non minore di quella Qx che gli stessi studenti avrebbero assimilato al termine della lezione se lo stesso docente l'avesse svolta in lingua X. Chiaro? Io dico che questa tesi è generalmente falsa. Ora vediamo tu cosa dici. Ma non perderti in chiacchiere: argomenta!

Studiavo su libri e dispense in inglese perché già all'epoca, circa 40 anni fa, c'era un'egemonia culturale ben definita in campo scientifico e tecnico. Un testo di Teoria della Stabilità secondo Lyapunov, parte integrante dei corsi di Meccanica Razionale e Teoria dei Sistemi, veniva molto più facilmente, e per ovvi motivi anche commerciali, tradotto dal russo in inglese che dal russo all'italiano. Mentre il mio citato docente di E.Q., se doveva dare ai noi allievi di Fuorigrotta una dispensa sul FEL (laser a elettroni liberi), ci dava quella redatta, sotto la sua supervisione, dai suoi collaboratori a Pasadena per la progettazione di un prototipo di FEL da decine di milioni di dollari (di lì a poco Reagan lancerà il suo famoso piano dello scudo spaziale e delle "guerre stellari"). Riconosco che la qualità didattica di molti testi americani era ed è elevatissima. La collana de "La Fisica di Berkeley", tradotta da Zanichelli, resta un classico forse insuperato. Ma anche il mio compianto docente di Analisi I e II,  brillante allievo del mitico Caccioppoli, pubblicò per un piccolissimo editore, in pratica un tipografo di Spaccanapoli, alcuni volumi di teoria e di esercizi che non avrebbero sfigurato, se tradotti in inglese, nei corsi di Ingegneria del MIT. All'epoca apprezzavo molto la politica della MIR di Mosca, grande casa editrice sovietica con una rappresentanza a Napoli e in altre città, che traduceva direttamente e ottimamente in italiano eccellenti ed economici manuali russi di matematica, fisica e fisica tecnica, nonché opere monumentali e tuttora imprescindibili per i fisici come la mitica collana dei mostri sacri Landau e Lifsits. Economici e improntati al tipico pragmatismo anglosassone, senza troppi riguardi per il rigore matematico, e dunque preziosi per le esercitazioni degli allievi ingegneri, erano i manuali della famosa Collana Schaum. Capaci, per esempio, di risolvere in tre passaggi tre, con il potente teorema dei residui, nientemeno che il classico problema di Basilea. 

Sull'esperanto, che non è affatto una lingua morta, quando hai un buon quarto d'ora puoi, anzi devi, schiarirti le idee, al momento alquanto confuse e preconcette, con il testo dell'appassionata e dettagliata presentazione in aula di una proposta di legge dell'on. Emerenzio Barbieri, membro della commissione cultura per il PdL (perfino tra i berlusconidi c'era qualche persona seria e intelligente). Leggi molto attentamente fino alla fine, medita, impara.

http://www.camera.it/_dati/leg16/lavori/schedela/apriTelecomando_wai.asp?codice=16PDL0040150

 

 

 

 

Modificato da fosforo31

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8 ore fa, docgalileo ha scritto:

Il 2018 c

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chi è costui? sull'arno??

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10 minuti fa, shinycage ha scritto:

xDxDxD 

Siete strepitosi!

 

Naturalmente, a beneficio del doc, talora strepitoso nella sua ottusaggine, preciso che l'on. Barbieri non è l'alter ego del mio barbiere.

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Devi dimostrare che un docente sia in grado di tenere un corso di lezioni di livello universitario in una lingua Y, diversa dalla sua lingua madre X, trasferendo a studenti di lingua madre X al termine di ciascuna lezione una quantità di informazione Qy non minore di quella Qx che gli stessi studenti avrebbero assimilato al termine della lezione se lo stesso docente l'avesse svolta in lingua X.

Dimostro invece che “nessun docente è in grado di tenere un corso di lezioni di livello universitario in una lingua Y, diversa dalla sua lingua madre X, trasferendo a studenti di lingua madre X al termine di ciascuna lezione una quantità di informazione Qy non minore di quella Qx che gli stessi studenti avrebbero assimilato al termine della lezione se lo stesso docente l'avesse svolta in lingua X”.

Pe falsificare quanto sopra mi basta un controesempio.

A Princeton, Markus Brunnermeier, madrelingua tedesca,

https://scholar.princeton.edu/markus/classes

è titolare di corsi in inglese.

Mi è bastato un controesempio, ma potrei continuare ad abundantiam.

A Chicago, Veronica Guerrieri, madrelingua italiana,

https://www.chicagobooth.edu/faculty/directory/g/veronica-guerrieri

è titolare di corsi in inglese.

A Harvard, Alberto Alesina, madrelingua italiana,

https://scholar.harvard.edu/alesina/home

è titolare di corsi in inglese.

Potrei andare avanti fino a Natale.

Mi limiterò invece ad analizare quello che hai scritto.

All'epoca apprezzavo molto la politica della MIR di Mosca, grande casa editrice sovietica con una rappresentanza a Napoli e in altre città, che traduceva direttamente e ottimamente in italiano eccellenti ed economici manuali russi di matematica, fisica e fisica tecnica, nonché opere monumentali e tuttora imprescindibili per i fisici come la mitica collana dei mostri sacri Landau e Lifsits.

Ammettiamo che non sia possibile che un docente sia in grado di tenere un corso di lezioni di livello universitario in una lingua Y, diversa dalla sua lingua madre X, trasferendo a studenti di lingua madre X al termine di ciascuna lezione una quantità di informazione Qy non minore di quella Qx che gli stessi studenti avrebbero assimilato al termine della lezione se lo stesso docente l'avesse svolta in lingua X.

Perché invece dovrebbe essere possibile che un manuale di fisica, scritto in russo da un russo, tradotto in italiano (una lingua diversa dalla lingua madre dell'autore), dovrebbe essere giudicato eccellente

http://www.treccani.it/vocabolario/eccellente/

e non di livello inferiore rispetto ad analogo testo scritto in italiano da un autore di madrelingua italiana?

Come al solito sostieni una tesi e il suo esatto contrario.

Dimostrando, come al solito, di avere idee molto, ma molto confuse.

Buona futura opposizione di inquisiti di sinistra a tutti

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PS: OVVIAMENTE I CORSI SONO TENUTI IN INGLESE E NON IN ESPERANTO

E non perché siamo negli USA.

Per il semplice motivo che un corso in esperanto non se lo filerebbe nessuno

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1 ora fa, director12 ha scritto:

chi è costui? sull'arno??

Tale mark525. Ne hai sentito parlare?

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Io comunque lascerei perdere queste amenità e mi sforzarei piuttosto per organizzare un bel corso per il Kompagno Director.

Indifferente la lingua, il Kompagno è poliglotta e va bene tutto, padano compreso.

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4 minuti fa, docgalileo ha scritto:

Tale mark525. Ne hai sentito parlare?

purtroppo si...uno statale inutile.....strapagato....e quel che è peggio,di sx. come possibile che hai i suoi dati dati ??

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1 minuto fa, director12 ha scritto:

purtroppo si...uno statale inutile.....strapagato....e quel che è peggio,di sx. come possibile che hai i suoi dati dati ??

Nome e cognome dal forum "Tu e io" , aperto all'inizio del 2009 da cinzia73.

I due flirtavano e i loro messaggi erano visibili sul forum.

Il resto è frutto di una piccola ricerca.

 

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7 minuti fa, docgalileo ha scritto:

Nome e cognome dal forum "Tu e io" , aperto all'inizio del 2009 da cinzia73.

I due flirtavano e i loro messaggi erano visibili sul forum.

Il resto è frutto di una piccola ricerca.

 

cioè..fammi capire..il furbone del forum,come tale si definisce (sic!) ha messo nome e cognome in un social pubblico?? bè...ora si capisce perchè vota a  sx!! da cosi' a peggio.....e la piu' bella che intelligente da siena..pe rcaso,non è che sia ariafrescella???

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Inviata (modificato)

Non hai falsificato un bel nulla, quelli che hai portato non sono controesempi. Direbbe il buon Di Pietro: ma che ci azzeccano? A me sembrano solo esempi a riprova della mia tesi che pensi male, che ragioni male, e ciò compromette anche quel poco o molto di cultura che hai. Qui stavamo parlando dell'uso dell'inglese nelle università italiane, ovvero di docenti (per lo più) di lingua madre X titolari di corsi rivolti a studenti anch'essi (per lo più) di lingua madre X, dove X è l'italiano o più in generale una lingua diversa da quella Y in cui si svolgono le lezioni. Nessuno dei tre casi che hai citato corrisponde a quanto sopra. Il prof. Alesina parlerà anche un ottimo inglese, ma la regola (che può avere eccezioni, per carità) è che la lingua madre si padroneggia meglio di qualsiasi lingua appresa successivamente. Lo sottolinea anche l'on. Barbieri nella relazione che avevo allegato e che evidentemente non hai ancora letto. Quindi, ciò che dovresti dimostrare è che Alesina, svolgendo lo stesso corso in italiano per allievi italiani, non riuscirebbe a farsi capire nemmeno un pochino meglio né a trasmettere neanche un bit di *** in più di quelli che trasmette agli allievi statunitensi. Chiaro?

Naturalmente esiste una enorme differenza, soprattutto in termini di efficienza e probabilità d'errore, nella trasmissione di *** tra la forma scritta e quella orale. E questa differenza si manifesta in ambedue i  terminali del canale di trasmissione: autore-lettore nel primo caso, docente-discente (in aula) nel secondo caso. Quella tra un libro e un corso di lezioni in aula possiamo con un po' di fantasia paragonarla alla differenza tra un film ben girato e ben montato, e una registrazione in presa diretta, senza montaggio e senza possibilità di ripetere una scena malriuscita. Una differenza enorme. Bergman è un grande sia per il pubblico svedese che per quello italiano. Ma nelle sue pellicole in presa diretta ci potevano capire qualcosa, al massimo, solo quelli della sua troupe. Un altro esempio fuori luogo, quindi. 

Modificato da fosforo31

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33 minuti fa, docgalileo ha scritto:

Nome e cognome dal forum "Tu e io" , aperto all'inizio del 2009 da cinzia73.

I due flirtavano e i loro messaggi erano visibili sul forum.

Il resto è frutto di una piccola ricerca.

 

Ahahahah , poveraccio . Hai perso la testa , ebe te !! 

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Inviata (modificato)

27 minuti fa, director12 ha scritto:

cioè..fammi capire..il furbone del forum,come tale si definisce (sic!) ha messo nome e cognome in un social pubblico?? bè...ora si capisce perchè vota a  sx!! da cosi' a peggio.....e la piu' bella che intelligente da siena..pe rcaso,non è che sia ariafrescella???

Ahahahaha , certo che si . Certo che e’ cosi, Ahahahahaha 

Modificato da mark25252

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Inviata (modificato)

Ripeto: ad Harvard e Princeton (e compagnia cantando) ci sono professori di madrelingua X, Z, L, W,K che tengono corsi in inglese (Y) frequentati da studenti di madrelingua X, Y, Z, L, W, K.

Nessuno, ma proprio nessuno, degli studenti di madrelingua X, Y, Z, L, W, K lamenta che i corsi sono tenuti nella lingua Y dal professore di madrelingua X, Z, L, W,K.

Curioso, non trovi?

Ma forse non è tanto curioso, dal momento che hai definito ECCELLENTI dei manuali di fisica e matematica scritti in russo da madrelingua russa, tradotti in italiano da madrelingua italiana.

Quindi perchè non dovrebbe essere eccellente un corso in inglese tenuto da un professore di madrelingua italiana, frequentato da studenti di madrelingua italiana o cinese o  araba (come accade in Italia)?

Molto più curioso invece è il fatto che NESSUN ATENEO, nemmeno la Barbershop University che frequenti con profitto, tenga corsi in esperanto.

Mi potresti spiegare la ragione?

Buona futura opposizione di inquisiti di sinistra a tutti

Modificato da docgalileo
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Inviata (modificato)

57 minuti fa, fosforo31 ha scritto:

Quindi, ciò che dovresti dimostrare è che Alesina, svolgendo lo stesso corso in italiano per allievi italiani, non riuscirebbe a farsi capire nemmeno un pochino meglio né a trasmettere neanche un bit di *** in più di quelli che trasmette agli allievi statunitensi.

Potresti misurare i bit che Alesina trasmette ai suoi allievi statunitensi quando tiene una lezione in inglese?

Grazie per la collaborazione.

Quasi dimenticavo: mi sembra di avere capito che Barbieri non lo abbia preso in seria considerazione nessuno.

BFODIDSAT

Modificato da docgalileo
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Inviata (modificato)

 

2 ore fa, docgalileo ha scritto:

Potresti misurare i bit che Alesina trasmette ai suoi allievi statunitensi quando tiene una lezione in inglese?

Grazie per la collaborazione.

Quasi dimenticavo: mi sembra di avere capito che Barbieri non lo abbia preso in seria considerazione nessuno.

BFODIDSAT

Le misure assolute sono spesso problematiche, ma quasi altrettanto spesso (almeno nella pratica di fisici e ingegneri) risultano superflue. Questo è un caso del genere. A noi basta sapere, su basi statistiche ovviamente, se Qx è maggiore di Qy (la mia tesi) o no (la tua tesi: Qy uguale o maggiore di Qx). Basterebbe quindi effettuare dei test a campione (es. una serie di domande sui contenuti della lezione) su due gru.ppi abbastanza numerosi di studenti, tutti di lingua madre X come il docente, il primo gruppo che ha seguito la lezione tenuta in lingua X, l'altro che l'ha seguita in lingua Y, e confrontare i risultati. Peraltro la pratica insegna che le misure molto spesso conviene effettuarle per via indiretta. E questo per fortuna è ancora il nostro caso. Sono state elaborate statistiche, immagino su campioni molto numerosi, quindi molto attendibili, che attestano quanto riportato in conclusione dell'ampia monografia di Wiki dedicata a L2, cioè alla seconda lingua appresa in una fase successiva alla lingua madre L1

Finally, as noted elsewhere, L2 learners rarely achieve complete native-like control of the second language.

Ebbene, quel rarely ci induce ragionevolmente a prevedere che gli studenti del secondo gruppo avranno maggiori difficoltà di quelli del primo nell'assimilare i contenuti della lezione, e che anche il docente potrebbe non avere sulla lingua Y lo stesso controllo che ha sulla sua  lingua madre X complicando ulteriormente la vita agli allievi del secondo gruppo (anche se qui la statistica, per avere un senso, andrebbe estesa, come è senz'altro possibile, a un campione abbastanza numeroso di docenti e di rispettive lezioni). In definitiva, possiamo stimare statisticamente e per via indiretta che

Qx > Qy   q.e.d.

L'on. Barbieri non l'hanno preso in considerazione perché i nostri politici sono poco coraggiosi nelle innovazioni, e in larga e trasversale maggioranza sono sotto il tacco, spesso anche sul piano inconscio, dell'egemonia culturale ed economica angloamericana. Ma le cose che ha detto nella sua relazione sono a mio avviso molto sensate e interessanti.

Saluti

Modificato da fosforo31

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Una considerazione aggiuntiva. 

Alla fine di una lunga e stucchevole tiritera, cosa abbiamo dimostrato? Questo:

Qx > Qy

ovvero, tradotto nella nostra bella lingua madre: una lezione di un docente italiano rivolta a studenti italiani è meglio, ai fini dell'apprendimento, che si svolga in italiano (anziché in inglese o altra lingua straniera). Conclusione del tutto ovvia, intuitiva, banale. Ma quando c'è il doc per lo mezzo bisogna procedere con il cucchiaino, somministrare la verità a piccole dosi. Tuttavia non possiamo biasimarlo perché sembra che non solo la ministra dell'Istruzione (che non fa testo essendo una sindacalista del ramo tessile), ma anche molti magnifici rettori e molti presidi di facoltà universitarie non afferrino questo banale concetto visto il proliferare dei corsi in inglese, specie nelle facoltà tecniche e scientifiche, ma non solo. In realtà, e anche questo è ovvio, i corsi e gli esami in inglese hanno una seconda finalità oltre all'insegnamento della materia specifica: costringere gli studenti a perfezionare la loro conoscenza dell'inglese. Una finalità in linea di principio tutt'altro che disprezzabile. Tuttavia, come abbiamo appena dimostrato, essa va a discapito dell'apprendimento, della trasmissione di conoscenza, sulla materia specifica, dal docente all'allievo. A mio avviso questo sacrificio non è accettabile. Se io sono un professore di elettronica digitale, non mi interessa un fico secco che i miei allievi conoscano l'inglese, mi interessa che sappiano progettare e programmare una memoria ROM, o un moltiplicatore binario, una architettura PAL o una PLA e via discorrendo. Come pure, se io sono un imprenditore e mi serve un progettista o un programmatore di reti digitali, non starò certo a sottilizzare sul suo inglese più o meno fluente.  L'inglese lo si impari e lo si perfezioni in appositi corsi di inglese. Naturalmente nessun corso può sostituire anche una sola settimana di interazione diretta con persone di madre lingua inglese. Non a caso oggi molte famiglie si svenano per mandare i ragazzi negli USA o in Inghilterra. Ma una buona alternativa è il web che oggi mette a disposizione centinaia di siti gratuiti e chat di scambio linguistico. Dunque, non vedo proprio la necessità di tutti questi corsi universitari in inglese.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Inviata (modificato)

1 ) Il pulcinella panzanaro fosforo31 NON HA DIMOSTRATO che Alesina, svolgendo lo stesso corso in italiano per allievi italiani, riuscirebbe a farsi capire meglio e a trasmettere almeno un bit in più di quelli che trasmette agli allievi statunitensi. E ovviamente Il pulcinella panzanaro fosforo31 non ha la più pallida idea di quanti bit Alesina trasmetta ai suoi allievi statunitensi.

2 ) Il pulcinella panzanaro fosforo31 NON HA EFFETTUATO nessun test a campione su due gru_ppi abbastanza numerosi di studenti, tutti di lingua madre X come il docente, il primo gruppo che ha seguito la lezione tenuta in lingua X, l'altro che l'ha seguita in lingua Y, per confrontare i risultati.

Concludiamo che

- il pulcinella panzanaro fosforo31 NON HA ALCUNA MISURA, DIRETTA O INDIRETTA, DELLA QUANTITÀ DI INFORMAZIONE QY (caso del docente di madrelingua X che tiene un corso in una lingua Y a studenti di lingua madre X)

- il pulcinella panzanaro fosforo31 NON HA ALCUNA MISURA, DIRETTA O INDIRETTA, DELLA QUANTITÀ DI INFORMAZIONE QX (caso del docente di madrelingua X che tiene un corso in una lingua X a studenti di lingua madre X)

3 ) Come al solito, il pulcinella panzanaro fosforo31 ha lavorato molto con la fantasia.

Nella pagina di wikipedia

https://en.wikipedia.org/wiki/Second_language

NON SI ACCENNA MINIMAMENTE A STATISTICHE elaborate su campioni molto numerosi.

Chi scrive

sono state elaborate statistiche, IMMAGINO su campioni molto numerosi, quindi molto attendibili”

è il pulcinella panzanaro fosforo31 che

IMMAGINA

statistiche elaborate su campioni molto numerosi.

Non può fare diversamente, poiché la pagina wikipedia cui si riferisce il pulcinella panzanaro NON ACCENNA MINIMAMENTE A STATISTICHE elaborate su campioni molto numerosi.

Nella stessa pagina inoltre si legge:

finally, as noted elsewhere, L2 learners rarely achieve complete native-like control of the second language”

C'è solo scritto che chi apprende una seconda lingua raramente raggiunge il controllo di questa al pari di un madrelingua.

Invece il pulcinella panzanaro fosforo31 ha considerato quanto sopra quale condizione sufficiente per concludere che “un docente che tiene un corso di lezioni di livello universitario in una lingua Y, diversa dalla sua lingua madre X, trasferisce a studenti di lingua madre X al termine di ciascuna lezione una quantità di informazione Qy minore di quella Qx che gli stessi studenti avrebbero assimilato al termine della lezione se lo stesso docente l'avesse svolta in lingua X”.

Lavorando con la fantasia, il pulcinella panzanaro fosforo31 ha costruito su misura il suo QED. Infatti:

- nella pagina wiki

https://en.wikipedia.org/wiki/Second_language

non troviamo la minima notizia sulla quantità di informazione che un docente, che tiene un corso di lezioni di livello universitario in una lingua Y (diversa dalla sua lingua madre X), trasferisce a studenti di lingua madre X .

- nella pagina wiki

https://en.wikipedia.org/wiki/Second_language

non troviamo la minima notizia sulla quantità di informazione che un docente, che tiene un corso di lezioni di livello universitario in una lingua X (la sua lingua madre X), trasferisce a studenti di lingua madre X .

Viene spontaneo maturare la certezza che nello spazio che il pulcinella panzanaro fosforo31 ha tra le orecchie ci sia tanta fantasia più un insieme di neuroni con misura di Lebesgue nulla.

Buona futura opposizione di inquisiti di sinistra a tutti

Modificato da docgalileo
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8 ore fa, fosforo31 ha scritto:

Conclusione del tutto ovvia, intuitiva, banale. Ma quando c'è il doc per lo mezzo bisogna procedere con il cucchiaino, somministrare la verità

Provocarti sulla logica mi sembra quantomeno da irresponsabili........

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1 ora fa, sempre135 ha scritto:

Provocarti sulla logica mi sembra quantomeno da irresponsabili........

Sì, egregio Sempre, chi mi provoca sulla logica di solito se ne pente. Non è il caso del doc e di tutte le persone irrazionali il cui amor proprio è più forte della logica. Preferirebbero contraddire il principio di non contraddizione piuttosto che ammettere un errore. Un atteggiamento che non conduce da nessuna parte.  Il nostro insiste con l'esempio del prof. Alesina e nel pretendere misure assolute. L'esempio, come gli avevo subito fatto notare, è totalmente inappropriato. Gli allievi statunitensi ascoltano le lezioni nella loro lingua madre, gli allievi italiani di cui parliamo (nella questione dei corsi in inglese) sono costretti ad ascoltarle in una lingua  diversa dalla loro lingua madre. Due situazioni molto diverse. L'appropriato tentativo di controesempio che il mio illogico interlocutore avrebbe dovuto portare, ammesso che ne avesse trovato uno, sarebbe stato di questo tipo: un professore americano che tiene con molto successo lezioni in italiano per studenti americani. Esempio appropriato ma non ancora sufficiente, cioè non ancora un controesempio. Perché una statistica valida ne richiederebbe centinaia non uno, e resterebbe  ancora da dimostrare che quegli studenti americani non apprenderebbero mediamente nulla di più di ciò che avrebbero appreso nelle stesse lezioni se svolte in inglese. E pensare che il nostro, in un precedente post, pretendeva di DIMOSTRARE una confutazione della mia tesi con un UNICO controesempio, per giunta INAPPROPRIATO. Scriveva, infatti, con involontaria comicità: Per falsificare quanto sopra mi basta un controesempio.  Successivamente, bontà sua, aggiungeva altri due, dicasi due (ridicoli tentativi di) controesempi, scrivendo: Mi è bastato un controesempio, ma potrei continuare ad abundantiam. Roba da matti! É come pensare di falsificare un bollettino ISTAT che certifica una recessione nazionale, allegando i dati di due o tre città dove il PIL è cresciuto, e scegliendole per giunta in modo inappropriato perché sono città degli USA e non italiane!!!  Ebbene, ora il mio confuso interlocutore, al quale È BASTATO UN CONTROESEMPIO (campato in aria), mi obbietta che la conclusione della monografia di Wiki che ho utilizzato per la mia dimostrazione non è supportata dal dato sulla numerosità del campione. Roba da matti! Si tratta di un articolo molto serio, come il 99,9% degli articoli dell'edizione inglese di Wiki, scritto (verosimilmente) da studiosi  con continui riferimenti a una bibliografia (vedasi in particolare il testo n.4). Ma quando mai l'ISTAT, nel pubblicare le sue statistiche sull'inflazione o sugli indici di fiducia, basate senza dubbio su indagini a campione, allega il dato sulla numerosità del campione? D'altra parte, già l'avverbio rarely indurrebbe una persona razionale (dunque non il doc) a pensare che si tratti di campioni abbastanza numerosi. Peraltro la conclusione di Wiki, e la conseguente tesi che ne ho logicamente dedotto, sono, ripeto, del tutto ovvie e intuitive, ci sarebbe molto da meravigliarsi nella conclusione e nella tesi opposte. Raramente si raggiunge una padronanza della seconda lingua pari a quella della lingua madre. E una lezione di un docente italiano rivolta a studenti italiani è generalmente più efficace se è svolta in italiano anziché in inglese. Punto.

Ma nella zucca del mio interlocutore queste ovvietà non vogliono proprio entrare. Come non ci vuole entrare l'educazione. Riesce a mantenersi civile al massimo per un post o due, poi va in crisi di astinenza da insulti. Davvero un bel soggetto.

Saluti

P.S. egregio rag. docgalileo, se permetti, un consiglio:  so bene che sei un po' maso.chista, ma meglio che non mi provochi anche sulla teoria della misura secondo Lebesgue. É per l'appunto una di quelle materie un po' delicate che é difficile trattare in linguaggi diversi dalla propria lingua madre. E io potrei essere tentato di farti qualche domandina, o di assegnarti un compitino per casa, come ai vecchi tempi.

 

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Per falsificare “nessun docente è in grado di tenere un corso di lezioni di livello universitario in una lingua Y, diversa dalla sua lingua madre X, trasferendo a studenti di lingua madre X al termine di ciascuna lezione una quantità di informazione Qy non minore di quella Qx che gli stessi studenti avrebbero assimilato al termine della lezione se lo stesso docente l'avesse svolta in lingua X” basta un controesempio. Chiedi lumi al tuo barbiere.

Ed è esattamente quello che ho fatto sulla base di una validissima ragione : non esiste nessun motivo per pensare che l'università di Harvard eroghi corsi in inglese, tenuti da un docente non madrelingua inglese, che trasferisca meno informazione a studenti non necessariamente di madrelingua inglese di quanto farebbe un docente di madrelingua inglese.

Rimango inoltre in attesa di avere notizia dei rilevamenti campionari che ti hanno permesso di dimostrare che Qx è maggiore di Qy.

Per il momento ti sei limitato a

IMMAGINARE

tali rilevamenti campionari.

Buona futura opposizione di inquisiti di sinistra a tutti  

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