Senza alcuna modifica, ripropongo questo post, già pubblicato lo scorso marzo e “inspiegabilmente” rimosso dal Forum tra il 28 e il 29 maggio, dopo aver inviato la mia ultima risposta e dopo aver raggiungo quasi 5000 (irripetibili) visualizzazioni.

 

“Al niente preferisco l’inferno, se non altro per la conversazione”. Questo diceva Luciano De Crescenzo, dissertando su una inconoscibile eventualità futura e ipotizzando relazioni sociali come parte di una condizione immutata, ma trasposta in un ambiente estraneo ed ostile. Anch’io sarei disposto ad accettare gli inferi, purché ci sia una combriccola ad accompagnare e condividere la mia lenta cottura eterna ed evitare così la vera condanna, ovvero il silenzio del nulla. Probabilmente bisognerà accontentarsi di argomentazioni ed esposizioni piuttosto rozze, i temi non saranno dei più elevati (in fin dei conti, il tutto è coerente con la condizione geografica del luogo oltre a collimare con la condotta morale degli astanti), le condizioni ambientali non permetteranno un’adeguata lucidità del ragionare e, probabilmente, anche lì si formeranno delle fazioni contrapposte e intolleranti. E’ anche vero che tra reietti, loschi figuri e crapuloni si possono evidenziare anche delle qualità che, seppur non consentono di riequilibrare la loro anima, almeno ne rendono stimolanti le idee. Però, la qualità (e, per come la vedo io, anche la durata) di una conversazione non dipende soltanto dal tema che si vuole affrontare, ma anche dallo stile comunicativo adottato dagli interlocutori. Probabilmente, la maggior parte degli ospiti fissi di casa Lucifero sono gli stessi che frequentano i social network qualche piano più in superficie e ancora alla luce del sole. Sono gli stessi che non possono fare a meno di utilizzare un linguaggio aggressivo o, peggio ancora, volgare ed offensivo. I risultati di questa bassa dialettica vengono compresi soltanto da chi non è in grado di sostenere questo tipo di conversazione, cioè coloro che la subiscono e che mostrano comportamenti più urbani. Infatti, difficilmente gli oratori dalla facile trivialità riescono a considerare le proprie costruzioni dialettiche come persone terze, quindi non deplorando il proprio linguaggio ed il conseguente rapporto che esso crea con l’interlocutore di turno. Quest’ultimo, avendo facoltà (ma non sempre la capacità) di rispondere e seguendo la propria indole, potrà scegliere tra accettare lo scontro verbale o abbandonare il campo e porre fine al dialogo senza regole. Assistere a questo genere di dispute fa capire che il tema che in origine era al centro dell’impegno dialettico, si è trasformato in una esposizione continuata di metodi, espressioni, vocaboli e figure retoriche offensivi. Una volta persa di vista la centralità dell’argomento, l’interesse di chi assiste, si sposta sulla valutazione dell’efficacia e dell’originalità delle ingiurie e ci si mette anche comodi, anche con leggerezza d’animo, perché lo scambio di cortesie sguaiate andrà certamente per le lunghe e non li vedrà partecipi di queste eloquenti dissertazioni. Almeno questo è l’atteggiamento e la reazione che molte persone avrebbero al presentarsi di questa “opportunità” sociale. Nel caso in cui, invece, il nostro carattere fosse impulsivo, aggressivo, orgoglioso, malandrino, bellicoso, a prescindere da quello che abbiamo da dire di sensato, costruttivo e originale, ci lasceremmo trascinare nelle sabbie mobili del turpiloquio, sprofondando progressivamente verso il basso della scala educativa, lungo il condotto che ci riunirebbe proprio all’inferno. Frequento diversi Forum, più o meno quotidianamente (almeno per prendere visione delle novità), e le componenti umane sono percentualmente le stesse, almeno per quelle communities nelle quali vengono introdotti argomenti di carattere politico o di attualità. Educazione e rispetto sono elementi non molto diffusi, caratteristiche che non pagano sui social forum. L’aggressività verbale, la prepotenza delle maniere forti e l’ostilità prevenuta nei confronti degli utenti, molto spesso, mettono in luce lacune comportamentali, carenze formative e culturali, le solite frustrazioni presenti a computer spento ed anche una vera e semplice stupidità. E’ anche vero, come accennavo prima, che l’originalità degli insulti e l’ironico berteggio, ammettono anche l’esistenza di persone che, pur rimanendo nel campo del dileggio, rubano un sorriso e ispirano simpatia perché, probabilmente, hanno qualità intellettuali non circoscritte come invece mostrano i rustici internauti che non hanno modo di andare oltre il becero linguaggio. Ciò che mi sfugge è il tipo di risultato che s’intende raggiungere, visto che i punti di vista vengono nascosti o smorzati dalla natura dell’esposizione e lo sviluppo delle argomentazioni è sostituito da un impegno che converge sulla ricerca istantanea di una nuova forma di attacco verbale. Da parte mia, mostrerò sempre una ragionevole incapacità al dialogo se questo verrà considerato il mezzo per misurare la vastità di un lessico alla Tomas Milian ed ho la certezza che non riuscirò mai, né qui né all’inferno, a sostenere una conversazione nella quale sia necessario insultare la mamma dell’interlocutore al fine di rafforzare le mie opinioni. Indubbiamente “a franco parlar risponderò franche parole”, ma questa è una regola che prescinde dalla natura delle persone che incontro e dalla loro predisposizione nei miei confronti. Ad ogni modo, gli stolti non alloggiano solo all’inferno, o perlomeno, c’è modo di incontrarli anche in altre occasioni terrene, per coloro che si sentono già in paradiso.

 

DvMcEv

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6 messaggi in questa discussione

22 ore fa, londonercity ha scritto:

Senza alcuna modifica, ripropongo questo post, già pubblicato lo scorso marzo e “inspiegabilmente” rimosso dal Forum tra il 28 e il 29 maggio, dopo aver inviato la mia ultima risposta e dopo aver raggiungo quasi 5000 (irripetibili) visualizzazioni.

 

 

“Al niente preferisco l’inferno, se non altro per la conversazione”. Questo diceva Luciano De Crescenzo, dissertando su una inconoscibile eventualità futura e ipotizzando relazioni sociali come parte di una condizione immutata, ma trasposta in un ambiente estraneo ed ostile. Anch’io sarei disposto ad accettare gli inferi, purché ci sia una combriccola ad accompagnare e condividere la mia lenta cottura eterna ed evitare così la vera condanna, ovvero il silenzio del nulla. Probabilmente bisognerà accontentarsi di argomentazioni ed esposizioni piuttosto rozze, i temi non saranno dei più elevati (in fin dei conti, il tutto è coerente con la condizione geografica del luogo oltre a collimare con la condotta morale degli astanti), le condizioni ambientali non permetteranno un’adeguata lucidità del ragionare e, probabilmente, anche lì si formeranno delle fazioni contrapposte e intolleranti. E’ anche vero che tra reietti, loschi figuri e crapuloni si possono evidenziare anche delle qualità che, seppur non consentono di riequilibrare la loro anima, almeno ne rendono stimolanti le idee. Però, la qualità (e, per come la vedo io, anche la durata) di una conversazione non dipende soltanto dal tema che si vuole affrontare, ma anche dallo stile comunicativo adottato dagli interlocutori. Probabilmente, la maggior parte degli ospiti fissi di casa Lucifero sono gli stessi che frequentano i social network qualche piano più in superficie e ancora alla luce del sole. Sono gli stessi che non possono fare a meno di utilizzare un linguaggio aggressivo o, peggio ancora, volgare ed offensivo. I risultati di questa bassa dialettica vengono compresi soltanto da chi non è in grado di sostenere questo tipo di conversazione, cioè coloro che la subiscono e che mostrano comportamenti più urbani. Infatti, difficilmente gli oratori dalla facile trivialità riescono a considerare le proprie costruzioni dialettiche come persone terze, quindi non deplorando il proprio linguaggio ed il conseguente rapporto che esso crea con l’interlocutore di turno. Quest’ultimo, avendo facoltà (ma non sempre la capacità) di rispondere e seguendo la propria indole, potrà scegliere tra accettare lo scontro verbale o abbandonare il campo e porre fine al dialogo senza regole. Assistere a questo genere di dispute fa capire che il tema che in origine era al centro dell’impegno dialettico, si è trasformato in una esposizione continuata di metodi, espressioni, vocaboli e figure retoriche offensivi. Una volta persa di vista la centralità dell’argomento, l’interesse di chi assiste, si sposta sulla valutazione dell’efficacia e dell’originalità delle ingiurie e ci si mette anche comodi, anche con leggerezza d’animo, perché lo scambio di cortesie sguaiate andrà certamente per le lunghe e non li vedrà partecipi di queste eloquenti dissertazioni. Almeno questo è l’atteggiamento e la reazione che molte persone avrebbero al presentarsi di questa “opportunità” sociale. Nel caso in cui, invece, il nostro carattere fosse impulsivo, aggressivo, orgoglioso, malandrino, bellicoso, a prescindere da quello che abbiamo da dire di sensato, costruttivo e originale, ci lasceremmo trascinare nelle sabbie mobili del turpiloquio, sprofondando progressivamente verso il basso della scala educativa, lungo il condotto che ci riunirebbe proprio all’inferno. Frequento diversi Forum, più o meno quotidianamente (almeno per prendere visione delle novità), e le componenti umane sono percentualmente le stesse, almeno per quelle communities nelle quali vengono introdotti argomenti di carattere politico o di attualità. Educazione e rispetto sono elementi non molto diffusi, caratteristiche che non pagano sui social forum. L’aggressività verbale, la prepotenza delle maniere forti e l’ostilità prevenuta nei confronti degli utenti, molto spesso, mettono in luce lacune comportamentali, carenze formative e culturali, le solite frustrazioni presenti a computer spento ed anche una vera e semplice stupidità. E’ anche vero, come accennavo prima, che l’originalità degli insulti e l’ironico berteggio, ammettono anche l’esistenza di persone che, pur rimanendo nel campo del dileggio, rubano un sorriso e ispirano simpatia perché, probabilmente, hanno qualità intellettuali non circoscritte come invece mostrano i rustici internauti che non hanno modo di andare oltre il becero linguaggio. Ciò che mi sfugge è il tipo di risultato che s’intende raggiungere, visto che i punti di vista vengono nascosti o smorzati dalla natura dell’esposizione e lo sviluppo delle argomentazioni è sostituito da un impegno che converge sulla ricerca istantanea di una nuova forma di attacco verbale. Da parte mia, mostrerò sempre una ragionevole incapacità al dialogo se questo verrà considerato il mezzo per misurare la vastità di un lessico alla Tomas Milian ed ho la certezza che non riuscirò mai, né qui né all’inferno, a sostenere una conversazione nella quale sia necessario insultare la mamma dell’interlocutore al fine di rafforzare le mie opinioni. Indubbiamente “a franco parlar risponderò franche parole”, ma questa è una regola che prescinde dalla natura delle persone che incontro e dalla loro predisposizione nei miei confronti. Ad ogni modo, gli stolti non alloggiano solo all’inferno, o perlomeno, c’è modo di incontrarli anche in altre occasioni terrene, per coloro che si sentono già in paradiso.

 

 

 

DvMcEv

 

Sinceramente ritengo un errore aver ripubblicato questo post. Lo ritengo un errore perché il livello degli insulti aveva raggiunto un grado imbarazzante (anche per chi legge, salvo che non sia qualcuno che goda per i litigi altrui). E lo ritengo un errore anche se hai ricevuto degli insulti (e lo avevo anche scritto al tizio, seppure non volevo scendere troppo nella contesa): ormai ve le eravate suonate in abbondanza e alla fine ripetevate le stesse cose all’infinito. Aspettavo di vedere chi avesse dimostrato più senso di responsabilità abbandonando per primo quella spiacevole discussione.

Avevo notato la rimozione del post in questione. Per il poco che ne so un’intera discussione non viene rimossa dietro segnalazione, ma vengono rimossi solo singoli commenti; credo che l’intera discussione possa essere rimossa in uno di questi 2 modi:

1 - Intervento dei moderatori (che però di solito non intervengono neanche in caso di scambio di coltellate).

2 - La discussione viene rimossa immediatamente (stando a quanto mi è capitato in un’occasione) se chi l’ha iniziata segnala un commento offensivo nei suoi confronti.

Ma l’errore più importante, almeno per come l’ho percepita io (confido nel  fatto che mi correggerai se sbaglio) è che ti sia lasciato influenzare, tu che non mi sembra affatto che sia uno che si lasci influenzare facilmente, da chi, puntando sull’istigazione, in realtà cercava un alleato da mandare a combattere al posto suo. Lo fa spesso. Un po’ come potrei fare io con Tyson se volessi portarlo dalla mia parte per andare a picchiare qualcuno.

Comunque mi fermo qui: non voglio indicare troppi particolari, anche se è probabile che la coda di paglia del personaggio lo faccia saltar fuori. Ti consiglio solo di stare in guardia da chi magari sta cercando un Tyson.

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1 ora fa, lupogrigio1953 ha scritto:

Sinceramente ritengo un errore aver ripubblicato questo post.

Ho deciso di ripubblicare il post semplicemente perché mi sembra ingiusta la sua rimozione e questa non può essere avvenuta a causa del contenuto. Molto probabilmente c’è stata una segnalazione, ma non saprei dire quale criterio venga adottato per certe scelte drastiche. Tecnicamente, avrei potuto rimuovere io stesso il post, ma non ne ho mai visto il motivo.

Lupogrigio, dallo scambio di idee che abbiamo avuto la prima volta, hai capito che non sono certamente un tipo influenzabile, anzi, forse per carattere e personalità è vero esattamente l’opposto. Tendo ad una “cooptazione” attiva e non passiva, ma non cerco un Tyson. Mi fa piacere scambiare idee con equilibrio ed educazione e con chiunque. Non è stato possibile in questo caso, ma almeno mi sono divertito.

DvMcEv

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21 ore fa, londonercity ha scritto:

Ho deciso di ripubblicare il post semplicemente perché mi sembra ingiusta la sua rimozione e questa non può essere avvenuta a causa del contenuto. Molto probabilmente c’è stata una segnalazione, ma non saprei dire quale criterio venga adottato per certe scelte drastiche. Tecnicamente, avrei potuto rimuovere io stesso il post, ma non ne ho mai visto il motivo.

 

Lupogrigio, dallo scambio di idee che abbiamo avuto la prima volta, hai capito che non sono certamente un tipo influenzabile, anzi, forse per carattere e personalità è vero esattamente l’opposto. Tendo ad una “cooptazione” attiva e non passiva, ma non cerco un Tyson. Mi fa piacere scambiare idee con equilibrio ed educazione e con chiunque. Non è stato possibile in questo caso, ma almeno mi sono divertito.

 

DvMcEv

Personalmente sono contrario alla “cooptazione” (sempre ammesso che stiamo attribuendo lo stesso significato a questo termine), almeno rispetto all’argomento di cui stiamo discutendo. Poi siamo tutti uomini fatti di carne e ossa e dunque è possibile che anche io, magari involontariamente, vi abbia fatto ricorso. Tendenzialmente, comunque, soprattutto qui sui social, cerco di sbrigarmela da solo sforzandomi  di evitare di coinvolgere altri individui a farmi da spalla.

Comunque, ribadisco, cercando di evitare quanto più possibile di scendere in particolari: attenzione alle persone troppo ossequiose che, per abitudine consolidata, cercano di servirsi di alleati che facciano le guerre al posto loro. E mi fermo qui perché ho già scritto anche troppo.

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3 ore fa, lupogrigio1953 ha scritto:

Personalmente sono contrario alla “cooptazione” (sempre ammesso che stiamo attribuendo lo stesso significato a questo termine)

In questo caso, per cooptazione, intendo il portare una persona a condividere il mio punto di vista, ma non a sfruttare una comunanza di idee e vedute per ingaggiare battaglie nei forum. Non fraintendermi, la cooptazione intellettuale non è premeditata, non è questa l'intenzione o l'aspettativa che ripongo in ciò che scrivo; bensì è una scelta implicita ed un pò "inconscia" degli interlocutori. La mia non vuole essere (e non è) opera di convincimento, ma una semplice esposizione di idee, discutibili o accettabili, come quelle di tutti. 

3 ore fa, lupogrigio1953 ha scritto:

attenzione alle persone troppo ossequiose

Questa è una regola di vita indiscutibile, da applicare in ogni anfratto di un percorso quotidiano. Immagino che il tuo riferimento abbia descritto, senza indicarlo, anche un mio recente (e insistente) passaggio in questo stesso forum. 

DvMcEv

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1 ora fa, londonercity ha scritto:

In questo caso, per cooptazione, intendo il portare una persona a condividere il mio punto di vista, ma non a sfruttare una comunanza di idee e vedute per ingaggiare battaglie nei forum. Non fraintendermi, la cooptazione intellettuale non è premeditata, non è questa l'intenzione o l'aspettativa che ripongo in ciò che scrivo; bensì è una scelta implicita ed un pò "inconscia" degli interlocutori. La mia non vuole essere (e non è) opera di convincimento, ma una semplice esposizione di idee, discutibili o accettabili, come quelle di tutti. 

________________________________________________________

Questa è una regola di vita indiscutibile, da applicare in ogni anfratto di un percorso quotidiano. Immagino che il tuo riferimento abbia descritto, senza indicarlo, anche un mio recente (e insistente) passaggio in questo stesso forum. 

DvMcEv

Per quanto riguarda l'argomento "cooptazione", la tua interpretazione mi convince: tutto sommato, sotto sotto siamo un po' tutti qui per condividere le nostre idee con gli altri con il desiderio che queste vengano accolte con favore o condivise.

Riguardo invece alle persone ossequiose, non farmi aggiungere altro: sono sicuro che hai capito perfettamente. E poiché penso sinceramente che tu non sia una persona ingenua, troverei anche un po' imbarazzante da parte mia il metterti in guardia da qualcosa dalla quale credo che tu sia già protetto per tuo conto.

 

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Oral defamation is known as slander; defamation in writing or other permanent forms such as film is libel. In some instances, criminal codes make defamation of public officials, the nation, or government organs a discrete offens.

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