la pupilla di un forumista.aboliamo l'italiano!!!

Odiano la cultura italiana. Non è un caso che facciano di tutto per farla scomparire attraverso l’immigrazione.

Quest’anno le domande per partecipare al “Prin”, il bando per il finanziamento dei progetti universitari di interesse nazionale, dovranno esser redatte solo in inglese e, “a scelta del proponente, può essere fornita anche un’ulteriore versione in lingua italiana”. L’italiano facoltativo in Italia.

Claudio Marazzini, presidente dell’Accademia della Crusca, ha definito la scelta di abolire l’italiano nella domanda rivolta alla pubblica amministrazione, definendola “suicida e autolesionista”

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8 messaggi in questa discussione

44 minuti fa, director12 ha scritto:

Odiano la cultura italiana. Non è un caso che facciano di tutto per farla scomparire attraverso l’immigrazione.

Quest’anno le domande per partecipare al “Prin”, il bando per il finanziamento dei progetti universitari di interesse nazionale, dovranno esser redatte solo in inglese e, “a scelta del proponente, può essere fornita anche un’ulteriore versione in lingua italiana”. L’italiano facoltativo in Italia.

Claudio Marazzini, presidente dell’Accademia della Crusca, ha definito la scelta di abolire l’italiano nella domanda rivolta alla pubblica amministrazione, definendola “suicida e autolesionista”

E ha ragione. Il Presidente dell'Accademia della Crusca ovviamente.

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47 minuti fa, director12 ha scritto:

Odiano la cultura italiana. Non è un caso che facciano di tutto per farla scomparire attraverso l’immigrazione.

Quest’anno le domande per partecipare al “Prin”, il bando per il finanziamento dei progetti universitari di interesse nazionale, dovranno esser redatte solo in inglese e, “a scelta del proponente, può essere fornita anche un’ulteriore versione in lingua italiana”. L’italiano facoltativo in Italia.

Claudio Marazzini, presidente dell’Accademia della Crusca, ha definito la scelta di abolire l’italiano nella domanda rivolta alla pubblica amministrazione, definendola “suicida e autolesionista”

E ha ragione. Il Presidente dell'Accademia della Crusca ovviamente.

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Ci sono delle cose spiacevoli, però mettere la testa sotto la sabbia e fare finta che queste cose non esistano non è corretto; tanti secoli fa esisteva l'impero dell'antica Roma che impose il latino in tutte le terre conquistate; poi nel corso dei secoli ogni popolo storpiò questa lingua che divenne Francese,  Italiano, Spagnolo ecc.  oggi la lingua universale parlata in tutto il mondo è l'Inglese; purtroppo volenti o nolenti la triste realtà è questa. le singole lingue nazionali sono "dialetti locali"  scusate se uso questo termine; le proposte fatte alcuni anni fa di insegnare i dialetti Italiani nelle scuole significavano semplicemente inserire un ghetto in un ghetto (scusate se uso questo termine)

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ma  che  te  frega  direttoretto  tanto  tu  manco  l' Italiano  sai  scrivere

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Vergogna! La ministra con la finta laurea forse conosce l'inglese meglio dell'italiano? Può darsi, visto come parla e scrive l'italiano. O quella del suo ministero è pura e ridicola esterofilia? O schifosa sudditanza culturale? Propendo per l'ultima. Ai miei tempi per vari esami universitari studiavo da libri e dispense in inglese, ma il corso e l'esame si svolgevano naturalmente in italiano. Oggi al Politecnico di Napoli molti corsi sono direttamente in inglese, immagino pure gli esami (prove scritte e orali). E immagino anche in altre facoltà e in altri atenei. A questo punto sarei tentato di iscrivermi di nuovo all'università. Non perché mi piaccia l'inglese, lingua orrenda, ma per difendere l'italiano. Mi presenterei a uno di quegli esami scrivendo e parlando in italiano. Se il docente eccepisse qualcosa, gli direi: e allora 'stu esamo facimmulo in lengua napulitana (il che non sarebbe un'eresia, visto che i placiti cassinesi, l'atto di nascita dell'italiano, in realtà sono napoletano antico). A quel punto, se non mi fosse consentito di sostenere l'esame in una delle mie due lingue madri, trascinerei quel docente per le orecchie (e l'ateneo) fino alla Cassazione, e sono certo che vincerei la causa. Leggo che vogliono anglicizzare perfino i licei, addirittura i bambini delle primarie. Basta, non se ne può più! Stanno preparando una generazione di migranti (e di somari in italiano). Noi italiani ci siamo impecoriti un po' tutti, ma in particolare i giovani. Ci sono parole della nostra lingua che hanno dimenticato, o non hanno mai appreso: protesta, sciopero, occupazione, lotta, identità, dignità. Se io diventassi ministro dell'Istruzione, come mio primo atto vieterei tutti i corsi e gli esami in inglese, con l'eccezione di un singolo corso obbligatorio in lingua straniera (non necessariamente l'inglese) più uno facoltativo di perfezionamento. É vero che l'inglese è ormai la lingua unica della società globale. Scienziati, tecnici, operatori commerciali e finanziari comunicano tra loro solo in inglese. Ma questo è uno dei grandi errori e limiti della globalizzazione. Una lingua comune internazionale può essere utile a tutti, in molti campi anche necessaria, ma dovrebbe essere una lingua sovranazionale e di facile apprendimento, come l'esperanto. La mia ostilità all'inglese naturalmente non è solo di natura sciovinistica. C'è una ragione ben più solida. Vi posso assicurare che sono pochi i nostri docenti universitari che padroneggiano l'inglese (parlato) allo stesso livello (o quasi) dell'italiano (ma qualche raccomandato non padroneggia neppure l'italiano), ancora meno i docenti delle superiori.  Di conseguenza, una lezione frontale in inglese risulterà quasi sempre DI LIVELLO INFERIORE a quello di una corrispondente lezione in italiano, sia sotto l'aspetto didattico che sotto quello dei contenuti. E lo studente medio, ma anche quello bravo, ovviamente ci capirà di meno, apprenderà di meno. A meno che non sia figlio di ricchi che lo mandano ogni anno almeno un mese in vacanza in Inghilterra o negli USA. Come ben sanno gli studiosi di filosofia, per studiare e capire bene Hegel occorre prima di tutto una profonda conoscenza del tedesco. Figuriamoci come può un professore italiano spiegare Hegel in inglese a studenti italiani. Anche spiegare e capire bene certe sottigliezze quasi filosofiche della meccanica quantistica richiede una assoluta padronanza e una elevata potenza espressiva del linguaggio. In definitiva, I CORSI E LE LEZIONI FRONTALI IN INGLESE NON ALZANO AFFATTO, BENSÌ ABBASSANO IL LIVELLO QUALITATIVO DELL'ISTRUZIONE. 

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4 ore fa, director12 ha scritto:

Odiano la cultura italiana. Non è un caso che facciano di tutto per farla scomparire attraverso l’immigrazione.

Quest’anno le domande per partecipare al “Prin”, il bando per il finanziamento dei progetti universitari di interesse nazionale, dovranno esser redatte solo in inglese e, “a scelta del proponente, può essere fornita anche un’ulteriore versione in lingua italiana”. L’italiano facoltativo in Italia.

Claudio Marazzini, presidente dell’Accademia della Crusca, ha definito la scelta di abolire l’italiano nella domanda rivolta alla pubblica amministrazione, definendola “suicida e autolesionista”

Direttore’ o preferisci che ti chiami Machoman , puoi dirmi quanti libri , in italiano , hai a casa tua . E se si , puoi dirmi quanti ne hai letti ?? Ergo :  che su aspetti culturali puoi prendere la parola pure te , beh , anche un suino può mettersi il frac e la cravatta ...!! 

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30 minuti fa, fosforo31 ha scritto:

Vergogna! La ministra con la finta laurea forse conosce l'inglese meglio dell'italiano? Può darsi, visto come parla e scrive l'italiano. O quella del suo ministero è pura e ridicola esterofilia? O schifosa sudditanza culturale? Propendo per l'ultima. Ai miei tempi per vari esami universitari studiavo da libri e dispense in inglese, ma il corso e l'esame si svolgevano naturalmente in italiano. Oggi al Politecnico di Napoli molti corsi sono direttamente in inglese, immagino pure gli esami (prove scritte e orali). E immagino anche in altre facoltà e in altri atenei. A questo punto sarei tentato di iscrivermi di nuovo all'università. Non perché mi piaccia l'inglese, lingua orrenda, ma per difendere l'italiano. Mi presenterei a uno di quegli esami scrivendo e parlando in italiano. Se il docente eccepisse qualcosa, gli direi: e allora 'stu esamo facimmulo in lengua napulitana (il che non sarebbe un'eresia, visto che i placiti cassinesi, l'atto di nascita dell'italiano, in realtà sono napoletano antico). A quel punto, se non mi fosse consentito di sostenere l'esame in una delle mie due lingue madri, trascinerei quel docente per le orecchie (e l'ateneo) fino alla Cassazione, e sono certo che vincerei la causa. Leggo che vogliono anglicizzare perfino i licei, addirittura i bambini delle primarie. Basta, non se ne può più! Stanno preparando una generazione di migranti (e di somari in italiano). Noi italiani ci siamo impecoriti un po' tutti, ma in particolare i giovani. Ci sono parole della nostra lingua che hanno dimenticato, o non hanno mai appreso: protesta, sciopero, occupazione, lotta, identità, dignità. Se io diventassi ministro dell'Istruzione, come mio primo atto vieterei tutti i corsi e gli esami in inglese, con l'eccezione di un singolo corso obbligatorio in lingua straniera (non necessariamente l'inglese) più uno facoltativo di perfezionamento. É vero che l'inglese è ormai la lingua unica della società globale. Scienziati, tecnici, operatori commerciali e finanziari comunicano tra loro solo in inglese. Ma questo è uno dei grandi errori e limiti della globalizzazione. Una lingua comune internazionale può essere utile a tutti, in molti campi anche necessaria, ma dovrebbe essere una lingua sovranazionale e di facile apprendimento, come l'esperanto. La mia ostilità all'inglese naturalmente non è solo di natura sciovinistica. C'è una ragione ben più solida. Vi posso assicurare che sono pochi i nostri docenti universitari che padroneggiano l'inglese (parlato) allo stesso livello (o quasi) dell'italiano (ma qualche raccomandato non padroneggia neppure l'italiano), ancora meno i docenti delle superiori.  Di conseguenza, una lezione frontale in inglese risulterà quasi sempre DI LIVELLO INFERIORE a quello di una corrispondente lezione in italiano, sia sotto l'aspetto didattico che sotto quello dei contenuti. E lo studente medio, ma anche quello bravo, ovviamente ci capirà di meno, apprenderà di meno. A meno che non sia figlio di ricchi che lo mandano ogni anno almeno un mese in vacanza in Inghilterra o negli USA. Come ben sanno gli studiosi di filosofia, per studiare e capire bene Hegel occorre prima di tutto una profonda conoscenza del tedesco. Figuriamoci come può un professore italiano spiegare Hegel in inglese a studenti italiani. Anche spiegare e capire bene certe sottigliezze quasi filosofiche della meccanica quantistica richiede una assoluta padronanza e una elevata potenza espressiva del linguaggio. In definitiva, I CORSI E LE LEZIONI FRONTALI IN INGLESE NON ALZANO AFFATTO, BENSÌ ABBASSANO IL LIVELLO QUALITATIVO DELL'ISTRUZIONE. 

Sei un Cazzaro e Panzanaro di primo livello con la presunzione , pure , di voler disquisire su tutto, infarcendo le tue ridicole dissertazioni sempre con qualche gratuita offesa verso esponenti del PD senza nemmeno sapere cosa e come funzionano i Prin per ottenere , da quest’anno , i finanziamenti . Ed allora blateri , sparli come se davanti a te ci fosse il tuo Pizzaiolo Gennaro O’Mariuolo o il tuo pizzicagnolo Gege’ O’ Sfaccendato. Dunque , per  ottenere un finanziamento per i Prin, i progetti di ricerca di interesse nazionale, il più grande fondo pubblico italiano nel settore, dovrà da quest’anno essere redatta in lingua inglese e «a scelta del proponente , perché i valutatori non saranno solo italiani che invece saranno in numero inferiore ed in minoranza rispetto agli stranieri e tutti sanno che l’inglese , soprattutto per gli elaborati scientifici , e’ la lingua madre riconosciuta nel mondo . Il Cazzaro , dopo che nel tempo ci ha fatto sapere che già all’età di 3 anni sapeva leggere e scrivere , che a 6 anni leggeva i quotidiani , che a 8 parlava già il latino ed il greco (classico ) lingue con le quali indicava ai turisti le varie strade del capoluogo campano e che , oltre ad aver avuto un grande passato a livello di campionati italiani in atletica leggera e lotta e , dulcis in fondo , essere stato tra i migliori 50 aspiranti maestri mondiali di scacchi , oggi ci informa che all’universita’ (  Barber Shop University di Afragola ) , si rifiutava di dare gli esami in lingua italiana bensì pretendeva di essere valutato ed esaminato in lingua inglese ed aveva un cruccio esistenziale: quello di non vedere nel corpo accademico , una preparazione almeno “quasi” pari alla sua . Dopo aver sorriso per almeno 40 minuti chiedo e mi chiedo dove si sia perso questo fenomeno che oggi , al sabato ( come lui stesso ci ha informato nel mese di settembre 2017) viene adibito alle faccende domestiche e principalmente al cesso di casa , mansione che , credo , svolga canticchiando od inveendo in casertano stretto oppure in Irpino moderno e talvolta pure in Benevetano antico . Ma torniamo ai Prin . Si legge ,  nel bando appena pubblicato  che , per la prima volta , l’italiano cede il passo definitivamente all’inglese. Apriti cielo, da una settimana è scoppiata la polemica ripresa da Direttoretto su Imola Oggi ed alimentata dal tuttologo di Mergellina nonche’ Cazzaro Fosforo . La novità  viene considerata un sintomo di provincialismo e ha scatenato le proteste in nome dell’«interesse nazionale», che sarebbe tradito dal fatto che anche il ministero dell’Istruzione riconosce che la lingua franca della ricerca è l’inglese e non l’italiano. Con realismo questa volta i «burocrati» hanno ammesso che richiedere la versione italiana è inutile, uno spreco di tempo. E che, poiché i valutatori non sono solo italiani, avere una versione «universale» rende il processo di selezione più semplice. Sull’argomento è intervenuto anche il presidente dell’Accademia della Crusca, che per mestiere e vocazione difende la lingua italiana e ha chiesto al ministero di ripensarci. Viene però da chiedersi se l’interesse nazionale sia avere il più vasto numero di partecipanti al bando in modo che i progetti da selezionare rappresentino davvero il meglio della ricerca o invece sia costringere chi decide di candidarsi ad un esercizio linguistico che poi non trova riscontro nell’attivita ‘ professionale giornaliera . Ci sarebbe pure una seconda domanda : la lingua si salva se una élite di ricercatori si esercita in italiano oppure si riesce ad insegnarla a scuola in modo decente. Tutte problematiche che il Cazzaro non si pone sennò non sarebbe un formidabile Cazzaro e Bufalaro proteso solo a calunniare tutto ciò che ruota intorno al PD . La polemica sull’inglese contro l’italiano per attività così specialistiche come la ricerca scientifica rischia di essere così pretestuosa e lontana anni luce da quello che è il sentimento diffuso degli italiani checche’ ne dica il Cazzaro . Saluti 

 

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8 ore fa, mark25252 ha scritto:

Direttore’ o preferisci che ti chiami Machoman , puoi dirmi quanti libri , in italiano , hai a casa tua . E se si , puoi dirmi quanti ne hai letti ?? Ergo :  che su aspetti culturali puoi prendere la parola pure te , beh , anche un suino può mettersi il frac e la cravatta ...!! 

tu invece,dall'alto del tua cultura marxista leggi lotta continua con l'eskimo,lo stesso inzozzato che usavi ai tempi delle stelle  a5 punte.parla il beduino "acculturato"!!! gia',il mark si accultura con le circolari sindacali che qualcunA le  passa giornalmente!! se stavi zitto risparmiavi la tua classica figura di m...e visto che ti fai passare per un laureato (sic!1) ....hai la stessa laurea della tua ministra!! ahahahahahahahaahahah

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