Non si trovano lavoratori

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Offrire un contratto serio è funzionale anche alla fidelizzazione del dipendente, un fattore non trascurabile per il successo di un locale. “I datori di lavoro si lamentano perché il personale ‘scappa’ non appena si presenta un’occasione migliore. Ma se tu a quel dipendente dici ‘lavorerai 7 giorni su 7, ti darò 800 euro al massimo perché, sai, c’è la crisi’, tu quel dipendente prima o poi lo perdi o comunque non lo incentivi a restare. Se, invece, su di lui investi, se lo paghi adeguatamente, se gli offri una prospettiva di crescita, vedrai che non ti lascerà a piedi. Quando ho aperto la mia attività ho parlato con un consulente del lavoro. Mi ha prospettato la possibilità di fare stage, tirocini: insomma, scorciatoie per pagare meno contributi per i dipendenti. Io mi sono opposto: qui abbiamo tra i 38 e i 20 anni, voglio che tutti abbiano un contratto che li tuteli in pieno, voglio che possano investire su loro stessi, che possano chiedere un prestito, un mutuo. Il lavoro nobilita l’uomo solo quando gli restituisce dignità, quando non è degradante, quando non si trasforma in schiavismo”. 

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23 messaggi in questa discussione

Ma perché nessuno vuole più fare il cameriere? Non è affatto un mestiere di serie B. Piuttosto a renderlo poco appetibile è il trattamento svilente riservato dai datori di lavoro. Eppure c’è un esercito di giovani là fuori che studia per svolgere questa professione: “Ci sono tanti ragazzi che sognano di diventare caposala, che frequentano scuole, che prendono diplomi da sommelier, imparano le lingue. C’è differenza tra un portapiatti e chi per questo lavoro ha studiato, fatto corsi, si è formato sul campo. Il cameriere bravo è colui che invoglia il cliente, conosce il prodotto, è quello che fa fare l’incasso. Perché il cameriere deve lavare il bagno? Io non mi sognerei mai di chiedere ad un professore universitario di sistemare la presa rotta del proiettore. Lo stesso trattamento deve essere riservato a questa figura”. 

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Baristi, camerieri, cuochi che non si trovano: contro il lavoro, stagionale e non, retribuito con stipendi da fame si stanno sollevando i primi no. Che stia cambiando qualcosa? Secondo Jacopo Ricci, la pandemia ha squarciato il velo: “I lavoratori non sono più educati a dire ‘io lavoro, io devo essere retribuito’. La retorica di accontentarsi, di accettare tutto è sbagliata, ma è radicata. La pandemia ha avuto il merito di accendere la miccia della rabbia: i lavoratori hanno visto che a pagare la crisi nella maggior parte dei casi non sono gli imprenditori, ma i dipendenti, soprattutto quelli in nero, che neanche hanno potuto percepire i sussidi. C’è bisogno di un cambio di mentalità: i lavoratori non dovrebbero più sottostare ai ricatti morali del tipo ‘ti posso dare solo 600 euro al mese, prendere o lasciare’, e gli imprenditori, da parte loro, dovrebbero farsi un piccolo esame di coscienza. Perché si troverà sempre quella persona disperata che deve dare da mangiare alla famiglia disposta a spaccarsi la schiena per 400 euro al mese, che preferisce lavorare al ristorante piuttosto che andare alla Caritas. Ma non è socialmente accettabile. Se tutti rifiutassero queste offerte indecenti, i ristoratori si ritroverebbero senza dipendenti e sarebbero costretti a chiudere e a capire finalmente la loro importanza. Perché senza dipendenti non c’è ricchezza, perché sono loro che la producono, sono loro le risorse da valorizzare e da ‘trattenere’”. 

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Riflessioni sacrosante, ma ormai il liberismo, che non libera l'uomo ma che lo sfrutta, lo mercifica e lo schiavizza, ma soprattutto lo snatura, ha preso una brutta e irreversibile piega. Quindi il liberismo non può più essere mitigato ma va semplicemente estirpato dalla faccia della Terra. Prima che distrugga la dignità umana e la Terra stessa. La mia ricetta è semplice ma radicale: ABOLIRE IL PROFITTO. Ovvero: ciascuno sarà libero di arricchirsi col proprio lavoro, ma sarà illegale arricchirsi con il lavoro degli altri. Un esempio: l'imprenditore Tizio possiede l'azienda X. Dai ricavi di X Tizio otterrà il suo stipendio S e quelli dei suoi dipendenti. Sia B il più basso di questi stipendi (parliamo di stipendi netti). Sarà (per legge): S<5B e B>M dove M é il salario minimo stabilito dallo Stato. Erogati, coi criteri suddetti, gli stipendi, coperte tutte le spese necessarie per la produzione e pagate tutte le imposte, l'eventuale profitto o utile netto U sarà reinvestito in ricerca, sviluppo e innovazione tecnologica, o in nuovi impianti di produzione nazionali (mai all'estero). Detto I l'investimento complessivo, l'eventuale rimanenza U-I sarà incamerata dallo Stato. Il quale Stato nazionalizzerà a costo zero (esproprierà) tutte le imprese e tutte le banche private che non si adegueranno a queste condizioni, nonché tutte le imprese strategiche (es. quelle producono e distribuiscono l'energia e l'acqua, autostrade, ferrovie, porti e aeroporti, quelle che producono farmaci salvavita e vaccini, la rete fisica di tlc, etc.). Inoltre lo Stato incentiverà al massimo la produzione nazionale e disincentiverà al massimo le importazioni. Nella globalizzazione del mercato il liberismo oggi ci sguazza. Questo andazzo deve finire. A mali estremi, estremi rimedi. Saluti

 

 

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Credo sia più facile convincere gli imprenditori ad aumentare gli stipendi, sig fosforo.

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2 ore fa, ahaha.ha ha scritto:

Credo sia più facile convincere gli imprenditori ad aumentare gli stipendi, sig fosforo.

Beh, certamente il mio era un discorso utopistico, ma due cose sono certe. Qualche volta anche le  utopie si concretizzano; e il liberismo, come tutte le cose e tutti gli errori umani, prima o poi finirà. Non posso augurarmi che finirà prima di questa pandemia, perché ciò implicherebbe alcune decine di milioni di morti nei paesi ricchi, ma ritengo che sarà spazzato via, al più tardi, non appena questi paesi cominceranno a sperimentare gli effetti tragici del riscaldamento globale. Tipo 6 mesi senza una goccia di pioggia in tutta l'Europa meridionale o in metà degli Stati Uniti. 

A proposito, in questo momento sono in un bagno di sudore, il termometro segna 34°C.

D'altra parte io penso che una legge equa che consentisse al signor Briatore di guadagnare complessivamente in un anno non più del quintuplo del reddito netto dell'ultimo dei lavapiatti dei suoi 18 ristoranti, sarebbe un convincente motivo per indurlo ad alzare gli stipendi a tutti i suoi dipendenti.

Modificato da fosforo311

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34 minuti fa, fosforo311 ha scritto:

Beh, certamente il mio era un discorso utopistico, ma due cose sono certe. Qualche volta anche le  utopie si concretizzano; e il liberismo, come tutte le cose e tutti gli errori umani, prima o poi finirà. Non posso augurarmi che finirà prima di questa pandemia, perché ciò implicherebbe alcune decine di milioni di morti nei paesi ricchi, ma ritengo che sarà spazzato via, al più tardi, non appena questi paesi cominceranno a sperimentare gli effetti tragici del riscaldamento globale. Tipo 6 mesi senza una goccia di pioggia in tutta l'Europa meridionale o in metà degli Stati Uniti. 

A proposito, in questo momento sono in un bagno di sudore, il termometro segna 34°C.

D'altra parte io penso che una legge equa che consentisse al signor Briatore di guadagnare complessivamente in un anno non più del quintuplo del reddito netto dell'ultimo dei lavapiatti dei suoi 18 ristoranti, sarebbe un convincente motivo per indurlo ad alzare gli stipendi a tutti i suoi dipendenti.

A questo punto , dopo l’imprimatur del Cazzaro di Napoli , possiamo stare tranquilli : Il Liberismo non finirà mai !!  E meno male dico io . Cosa ci può essere di migliore di un sano liberismo . A ciascuno secondo le proprie capacità senza lasciare indietro nessuno , garantendo a tutti il necessario per vivere in modo degno . Questo dice il .  liberismo nella sua migliore applicazione . Al . Cazzaro , invece , piace dare a tutti , in parti uguali , secondo i propri bisogni . E la competizione ?? L’impresa?? La Ricerca ??  La capacità individuale ?? Ed il COVID come lo combatti ?? Con Sasa’ Esposito e con la decrescita felice ?? Con qualcuno che attualmente vive con il Reddito di Cittadinanza ?? Credete a me , forumisti seri  . L’utopia che si avvera , come dice il Cazzaro , non si avvera mai . Sennò non si chiamerebbe utopia . Quella frase del Pulcinella partenopeo e’ una lenza per pescare gli storioni che ci credono . Quanto ai  34 gradi ,il Cazzaro  soffre perché e’ un pidocchioso . Con la moglie che lavora e lui “ingegnere in Smart working “ non essere dotati manco di un Pinguino De Longhi e’ da deficienti e pidocchiosi che e’ giusto patiscano il caldo . Quanto a Briatore , Cazzaro , lascia stare. A differenza tua ha ben altra intelligenza e capacità e non credo proprio che quel che ha glielo abbia regalato qualcuno . E mi risulta pure che i suoi dipendenti non si lamentino affatto degli stipendi che guadagnano . Di sicuro e’ molto più utile di te e di quelli che parlano come te visto che stipendia diverse centinaia e centinaia di persone . 

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Quante sono centinaia e centinaia

 

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Dicci quante sono centinaia e centinaia, ridicola pisana.

200, 300, 400, 500, 600

C'è una bella differenza sa, tra 200 e 600.

Piuttosto per chiarire le cose ci faccia vedere la sua monolaurea quella che la fa sorridere mentre pensa a me che spalo le kakke delle giovenche come lei, mentre Alessandro le stringe forte forte la manina.

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Ormai i lavoratori sono di fatto( schiavi salariati)la legge lo permette e non capisco perché ci si stupisce se chi ha la possibilità li frutti.

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Quanto ai  34 gradi ,il Cazzaro  soffre perché e’ un pidocchioso . Con la moglie che lavora e lui “ingegnere in Smart working “ non essere dotati manco di un Pinguino De Longhi e’ da deficienti e pidocchiosi 

xxxxxxxxxxx 

urka......oggi abbiamo scoperto che la ridicola pisana non è pidocchiosa.

Lei per non patire il caldo ha acquistato il "pinguino de Longhi" che come è noto i pidocchi li congela.

 

 

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44 minuti fa, hoodrobin0 ha scritto:

Ormai i lavoratori sono di fatto( schiavi salariati)la legge lo permette e non capisco perché ci si stupisce se chi ha la possibilità li frutti.

Tutto questo è per stimolare la competizione, evidenziare le capacità individuali, e sospingere il lavoratore a fare impresa, sig hoodrobin0, non c'è nessun altro scopo nel tenere i salari il più bassi possibile.

Aumentare salari e stipendi significa vanificare la competizione e impedire l'emergere delle capacità individuali.😊

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La competizione si svolge nel gioco al massacro di chi ha più bisogno,l'asciando i lavoratori in un limbo di precarietà infinita e una mancanza di diritti basilari.

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Apprezzo la caustica ironia dell'amico Ahaha, ma forse è opportuno ricordare l'etimo della parola "lavoro". Viene dal latino labor che significa "fatica", ma anche "sforzo", "pena", "sofferenza". Ancora oggi i lavoratori napoletani, siano essi operai, commercianti, insegnanti o liberi professionisti, quando si recano al lavoro dicono: jammo a faticà. Rendono ancora meglio l'idea il francese travail e lo spagnolo trabajo, che probabilmente derivano dal latino tripalium, strumento di tortura costituito da tre pali incrociati cui veniva legato il torturato. In Meccanica il lavoro è legato alla forza e all'energia. È l'integrale del prodotto scalare della forza per lo spostamento elementare ed ha la stessa unità di misura dell'energia.

Premesso ciò, appare chiaro che il primo criterio per determinare il compenso del lavoratore dovrebbe essere l'entità della sua fatica, ovvero dell'energia (fisica e/o mentale) spesa nel lavoro. In effetti proprio questo era il primo criterio adottato nelle società realmente basate sul lavoro. Cioè concretamente fondate sul lavoro, e non solo sulla carta (come in Italia); e non sullo sfruttamento del lavoro cioè sulla trasformazione di buona parte del valore aggiunto in profitto per padroni e azionisti che di solito faticano e penano ben poco. Per esempio, nella fu Unione Sovietica le miniere e le industrie appartenevano allo Stato e un minatore o un operaio metalmeccanico guadagnava sensibilmente di più del suo capo, ingegnere minerario o ingegnere meccanico. Mentre la paga di un bidello o di un addetto alla pulizia della scuola era pressoché uguale a quella di un professore, ma inferiore a quella di un operaio. In URSS, a differenza dei sistemi liberisti e capitalisti, il potere era totalmente separato dalla ricchezza. Lo stipendio di Krusciov e Breznev non superava gli 800 rubli, mentre la paga di un operaio qualificato era intorno ai 500. Breznev viveva in un appartamento di 54 mq assegnatogli in uso dallo Stato, come pure l'auto con l'autista. Ma ai funzionari di partito era proibito possedere immobili e automobili di proprietà: cessata la carica, dovevano restituirli allo Stato. Anche Gorbaciov quando diventò segretario generale del partito guadagnava 800 rubli al mese. Poi lo stipendio salì a 3000. La trasformazione era in atto, e fu veloce. Il suo successore Yeltsin, che ancora si spacciava per "uomo del popolo", arrivò a possedere 20 palazzi e 4 yachts. Il patrimonio di Putin è sconosciuto, ma le stime degli esperti di finanza arrivano fino a 200 miliardi di dollari. In questo caso sarebbe l'ex funzionario del KGB e non Bezos (presidente di Amazon) l'uomo più ricco del pianeta. 

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Infatti la schiavitù e decaduta non perché fosse un sistema indegno ma perché non era funzionale al sistema stesso.

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36 minuti fa, fosforo311 ha scritto:

Apprezzo la caustica ironia dell'amico Ahaha, ma forse è opportuno ricordare l'etimo della parola "lavoro". Viene dal latino labor che significa "fatica", ma anche "sforzo", "pena", "sofferenza". Ancora oggi i lavoratori napoletani, siano essi operai, commercianti, insegnanti o liberi professionisti, quando si recano al lavoro dicono: jammo a faticà. Rendono ancora meglio l'idea il francese travail e lo spagnolo trabajo, che probabilmente derivano dal latino tripalium, strumento di tortura costituito da tre pali incrociati cui veniva legato il torturato. In Meccanica il lavoro è legato alla forza e all'energia. È l'integrale del prodotto scalare della forza per lo spostamento elementare ed ha la stessa unità di misura dell'energia.

Premesso ciò, appare chiaro che il primo criterio per determinare il compenso del lavoratore dovrebbe essere l'entità della sua fatica, ovvero dell'energia (fisica e/o mentale) spesa nel lavoro. In effetti proprio questo era il primo criterio adottato nelle società realmente basate sul lavoro. Cioè concretamente fondate sul lavoro, e non solo sulla carta (come in Italia); e non sullo sfruttamento del lavoro cioè sulla trasformazione di buona parte del valore aggiunto in profitto per padroni e azionisti che di solito faticano e penano ben poco. Per esempio, nella fu Unione Sovietica le miniere e le industrie appartenevano allo Stato e un minatore o un operaio metalmeccanico guadagnava sensibilmente di più del suo capo, ingegnere minerario o ingegnere meccanico. Mentre la paga di un bidello o di un addetto alla pulizia della scuola era pressoché uguale a quella di un professore, ma inferiore a quella di un operaio. In URSS, a differenza dei sistemi liberisti e capitalisti, il potere era totalmente separato dalla ricchezza. Lo stipendio di Krusciov e Breznev non superava gli 800 rubli, mentre la paga di un operaio qualificato era intorno ai 500. Breznev viveva in un appartamento di 54 mq assegnatogli in uso dallo Stato, come pure l'auto con l'autista. Ma ai funzionari di partito era proibito possedere immobili e automobili di proprietà: cessata la carica, dovevano restituirli allo Stato. Anche Gorbaciov quando diventò segretario generale del partito guadagnava 800 rubli al mese. Poi lo stipendio salì a 3000. La trasformazione era in atto, e fu veloce. Il suo successore Yeltsin, che ancora si spacciava per "uomo del popolo", arrivò a possedere 20 palazzi e 4 yachts. Il patrimonio di Putin è sconosciuto, ma le stime degli esperti di finanza arrivano fino a 200 miliardi di dollari. In questo caso sarebbe l'ex funzionario del KGB e non Bezos (presidente di Amazon) l'uomo più ricco del pianeta. 

E certo , e come no !! Tutte le democrazie occidentali , escluso quella “baldraccona “ dell’Italia , pagano gli stipendi ed i salari sulla scorta dell’energia fisica e/o mentale dell’individuo . Il Cazzaro e’ stato sfortunato . Se si fosse pagato pure in proporzione al peso corporeo , al Cazzaro bisognerebbe corrispondergli almeno 15.000 euro al mese . Ma torniamo alla buffonata di cui sopra . Il Cazzaro afferma , e tutti gli indici ci confermano che ne e’ pure convinto , che la remunerazione del lavoro va stabilità secondo l’entità della fatica (fisica e mentale )del singolo lavoratore . Il Cazzaro , quindi , non ci pensa nemmeno a remunerare secondo le capacità , i meriti , i titoli di studio , l’intrapresa etc etc . Mi rendo conto di scoprirmi un po’ troppo utopico, ma , come il Cazzaro , voglio anch’io credere che l’utopia diventi una cosa fattibile anche in questo martoriato Paese dove le testediminkia come il Cazzaro di Napoli vengano prese a pedate nel Kulo ed inviate aldilà degli Urali ( vicino a dove nacque Breznev ) a spalare la neve , in inverno , a mezzo rublo l’ora con straordinario non pagato . Perché , cari forumisti , il futuro e’ questo (secondo il Cazzaro , nda). Tutti vestiti uguali . Il grande chirurgo uguale a chi ripara le tettoie , chi progetta i ponti uguale a chi ripara i pneumatici delle auto . La sera , tutti un pugno di riso ( come in Cina , nda). E poi non vi azzardate ad essere proprietari di un immobile magari lasciatovi dei genitori . Questo cattivo esempio , frutto di un retaggio di ingiustizie perpetrate dai vostri congiunti , ai danni del popolo “non sa da fare “. Si lascia ai maggiorenti del partito che provvederanno , poi , ad assegnarlo al popolo a cui era stato sottratto dopo averlo sfruttato . Notevole , infine , le doti di informatore scientifico delle tasse Fosforuccio ( già , che stipendio meriterebbe chi fa un lavoro del genere , nda). Conosce le dichiarazioni di reddito di Putin , di quelle che erano di Gorbaciov e pure quelle di Yeltsin . Tse !! Al Cazzaro non la si fa . Controlla tutto e tutti dalla finestra del sesto piano senza ascensore e pure senza aria condizionata di casa sua . Cari forumisti , sienteme amme : Due mesi di Cazzaro ( o suo simile ) alla guida del Paese e spunteranno una decina di milioni di poveri in più . Anche perché , spesso , ci ha dichiarato che l’uomo e’ nato per lavorare , al massimo , 15 ore alla settimana . Fateve du’ conti e Maduro ( un altro che mette in pratica , in Venezuela, i dettami del Cazzaro , nda) diventa un elargitore svizzero di stipendi e salari . Ed infatti , in Venezuela , il popolo e’ felicissimo del tipo di vita che fa . Ehhhhhh !! 

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La cosa è piuttosto semplice il problema non è nei guadagni bensì nei diritti, le tutele costano care ,quindi meno tutele più guadagni ,l'equazione e semplice ,poi ci stupiamo di 1000 morti all'anno sui posti di lavoro,(li chiamano incidenti)

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54 minuti fa, hoodrobin0 ha scritto:

La cosa è piuttosto semplice il problema non è nei guadagni bensì nei diritti, le tutele costano care ,quindi meno tutele più guadagni ,l'equazione e semplice ,poi ci stupiamo di 1000 morti all'anno sui posti di lavoro,(li chiamano incidenti)

 

Le morti sul lavoro sono sempre colpi al cuore . Ma detto questo , l’Italia, non figura affatto tra i Paesi Europei dove si verifica un maggior tasso di morti sul lavoro . L’Italia e’ al quattordicesimo posto.                                               Infortuni mortali sul lavoro: Italia al 14° posto nell’Ue per numero di casi ogni 100mila lavoratori

immagine1 maggio - Secondo la rilevazione Eurostat nell'Ue il tasso standardizzato di incidenti mortali sul lavoro ogni 100mila lavoratori è del 2,4, in Italia del 3,11. Il tasso maggiore si registra in Romania (7,49), quello minore nei Paesi Bassi (0,76). 
 3.497 incidenti mortali si sono verificati sul lavoro nell'Unione europea.  Il dato numerico rappresenta un tasso di incidenza standardizzato di 2,4 incidenti mortali ogni 100.000 lavoratori. 

Eurostat ha pubblicato questi dati in occasione della Giornata mondiale per la sicurezza e la salute sul lavoro, una campagna internazionale annuale per promuovere un lavoro sicuro, salutare e dignitoso, che si tiene il 28 aprile.

Secondo le statistiche europee sugli infortuni sul lavoro (ESAW), gli "incidenti mortali" sono definiti come quelli che portano alla morte della vittima entro un anno dall'incidente. In termini più generali, un infortunio sul lavoro è definito come un evento nel corso del lavoro, che porta a danni fisici o mentali della persona interessata.

I tassi di incidenza standardizzati presuppongono che le dimensioni relative delle attività economiche all'interno di ciascuna economia nazionale siano le stesse di tutta l'Ue nel suo insieme. L'obiettivo è eliminare le differenze nelle strutture delle economie dei paesi, in modo che i dati possano essere interpretati più facilmente. 

Tra gli Stati membri, i tassi di incidenza standardizzati più bassi sono stati registrati nei Paesi Bassi (0,8 per 100.000 lavoratori, Svezia (1,2), Germania (1,3), Danimarca (1,4), Cipro (1,5) e Regno Unito (1,6), mentre i più alti il tasso è stato registrato in Romania (7,5), prima del Portogallo (4,6), del Lussemburgo (4,4), della Bulgaria e della Lituania (4,3 ciascuno).

Il tasso standardizato in Italia è di 3,11, al quattordicesimo posto nella classifca Eurostat dei Paesi Ue.

Il numero di incidenti in un determinato anno è probabilmente correlato in una certa misura al livello generale dell'attività economica di un paese e al numero totale di persone impiegate nella sua economia.
 
create_pdf.php?all=1154008.jpg
 
 create_pdf.php?all=3657562.jpg

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E noi abbiamo fatto un'altra scoperta, la ridicola marketta pisana vive nell'appartamento lasciatogli dai genitori, oltre ad aver acquistato il pinguino de Longhi per congelare i pidocchi.

Vorrei poi far presente alla ridicola pisana, tanto per fare un esempio, che se uno ha studiato da chirurgo o da ingegnere a spese dello stato perché dovrebbe guadagnare molto di più del netturbino?

Se il chirurgo  è un buon chirurgo e salva tutti i pazienti, se l'ingegnere  è un buon ingegnere e nessun ponte crolla, ma se il netturbino non è un buon netturbino e non pulisce quello che deve pulire, forse non c'è il rischio che il chirurgo e l'ingegnere affoghino nell'immondizia?

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La questione non è il numero ma il perché 

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Non riesco a immaginare la scuola dove andranno a insegnare questi insegnanti. In generale mi sembra che oggi molte persone studiano a distanza, mi sembra che gli insegnanti possano indossare qualsiasi cosa. Lo studio a distanza è una buona cosa. Ho potuto imparare una lingua straniera su questo sito. All'inizio ho provato a farlo qui su coursera.org, ma lì ho perso la motivazione di studiare.

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Spiegaglielo te Sanchina che di 👅 te ne intendi. 

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