Poesia

C'era una volta, là
Dalle parti di Chissà,
Il paese dei bugiardi.
In quel paese nessuno
Diceva la verità
Non chiamavano col suo nome
Nemmeno la cicoria
La bugia era obbligatoria.
Quando spuntava il sole
C'era subito uno pronto
A dire : che bel tramonto!
Di sera, se la luna
Faceva più chiaro
Di un faro
Si lagnava la gente :
Ohibò, che notte bruna,
Non ci si vede niente.
Se ridevi ti compativano :
Poveraccio, peccato,
Che gli sarà mai capitato
Di male?
Se piangevi: che tipo originale,
Sempre allegro, sempre in festa.
Deve avere milioni nella testa.
Chiamavano "acqua" il vino,
"seggiola" il tavolino
E tutte le parole
Le rovesciavano per benino.
Fare diverso non era permesso,
Ma c'erano tanto abituati
Che si capivano lo stesso.
Un giorno in quel paese
Capitò un povero ometto
Che il codice dei bugiardi
Non l'aveva mai letto,
E senza tanti riguardi
Se ne andava intorno
Chiamando "giorno" il giorno
E "pera" la pera,
E non diceva una parola
Che non fosse vera
Dall'oggi al domani
Lo fecero pigliare
Dall'accalappiacani
E chiudere al manicomio.
È matto da legare :
Dice sempre la verità.
Ma no, ma via, ma va'..

Gianni Rodari

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