Una riflessione sulle donne brutte

Ci sono donne belle nel mondo? Certo. Ce ne sono tante. Ma ci sono anche tante donne che, senza offesa per nessuna, con la bellezza fanno a cazzotti. Alcune sono davvero inguardabili. Rappresentano l’antitesi della belluria, l’emblema della racchietudine, sono la prova vivente di come la natura possa essere ingenerosa con l’umanità, presentando donne al cospetto delle quali Pina Fantozzi è Miss Mondo. Ciò può essere irrilevante per alcuni, ma per una società ossessionata dai canoni estetici questo è determinante. Perché lo sanno anche i sassi che gli uomini preferiscono le donne carine, forse stupide, ma con visi e corpi graziosi. Lo sanno anche i settori della moda, del cinema, dello spettacolo, della pubblicità, della televisione e perfino del lavoro che selezionano le ragazze solo in base al loro aspetto fisico, disinteressandosi della loro intelligenza o della loro bravura, l’importante è che abbiano un aspetto tale da mandare in orbita la libido maschile. Le donne brutte, invece, vengono spesso emarginate, scartate, rottamate. Nulla di grave, certo, ma davanti a loro si chiudono parecchie porte. Una donna brutta non sarà mai scelta per sfilare su una passerella, per lanciare un prodotto, per presentare un programma. Una donna brutta difficilmente entrerà negli harem di uomini ricchi e potenti o salirà sulle barche di sceicchi belli e facoltosi. Sono costrette a osservare sconsolate il loro aspetto fisico: il viso sproporzionato nei lineamenti, il corpo segnato dalle deformità fisiche, troppo grasse o troppo magre, per nulla appetibili o, comunque, per nulla favorite agli occhi del pubblico maschile. Una preferenza che non riguarda solo i giorni nostri, ma che si tramanda da secoli, dai tempi della Creazione a oggi. Un realtà che spinge le donne brutte a dei percorsi cupi e disillusi a cui è meglio abituarsi quanto prima se non si vuol perdere anche la propria autostima. Alla donna bella, si sa, si aprono infinite porte. Alla donna brutta invece si chiudono pure i profili social. L’intelligenza in questi casi non sempre basta per compensare un aspetto sgradevole e per nulla ambito. E questo è un vero peccato se si pensa che molte donne brutte, oltre a essere più simpatiche, generose e altruiste delle donne belle, non sono affatto stupide.

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1 messaggio in questa discussione

Beh, nella vita comunque non c'è solo la bellezza. Sicuramente le persone brutte devono faticare molto di più. Stephen Hawking, malato di SLA (una terrificante malattia), per esempio, non si può certo dire che, dopo la malattia, fosse un bell'uomo; eppure è diventato lo stesso quello che è stato riconosciuto come  il probabile più grande scienziato della nostra epoca. Samantha Cristoforetti, che poi secondo me non è affatto così brutta, non è certo una donna di cui anche per lei si possa dire che sia stata favorita dalla sua bellezza. Sono molte le cose che creano uno svantaggio alle persone. Prendi me, per esempio: mio padre, anziché essere Berlusconi, era un contadino. E anziché essere nato in Danimarca o in Finlandia, dove vado a nascere? Proprio nella Repubblica delle Banane. Però ragiono che mi poteva andare anche molto peggio e dunque devo essere grato alla buona sorte per essere stata clemente con me: potevo avere un padre ubriacone, potevo nascere in un paese africano, potevo nascere con una grave disabilità. E’ molto meglio accontentarsi e accettarsi come si è e fare il nostro meglio per migliorare la nostra condizione senza piangerci addosso che aiuterebbe solo a peggiorare il nostro svantaggio.

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