Draghi, ma che cappio dici?

Una bella e incoraggiante notizia viene dall'America e dal suo nuovo presidente. Parlo ovviamente della svolta, da me già auspicata in questo forum, sul tema della sospensione dei brevetti sui vaccini anti-Covid. Una svolta storica se andrà in porto, un generoso passo indietro che si chiede al capitalismo e all'egoismo nella direzione, una volta tanto, della giustizia e della fratellanza universale. Un "atto monumentale" secondo l'OMS. Un atto necessario secondo il sottoscritto. Perché, se il coronavirus non verrà eradicato dalla faccia della Terra, cioè anche dal più povero dei paesi, nessuno, nemmeno i paesi ricchi e vaccinati, sarà al sicuro, dato che mutazioni resistenti e letali saranno sempre incombenti.

Prevedibilissimo il no di Big Pharma, cioè del capitalismo ingordo ed egoista, alla proposta di Biden. Meno prevedibili la freddezza dell'Europa e il no della Merkel. Prevedibilissimo e italianissimo il goffo tentativo di Draghi di non contraddire nessuno degli alleati. Il classico piede in due staffe, un penoso sì con molti se e molti ma, un pavido e attendista "oggi no, domani forse". Vi riporto testualmente, dal sito di Repubblica, l'arrampicata sugli specchi di don Abbondio Draghi, dove il don Rodrigo della situazione è ovviamente Big Pharma:

 "Prima bisogna sbloccare l'export e migliorare il processo produttivo senza danneggiare le aziende" (?!?!)

Ma che cappio dici, Draghi? Prima di tutto bisogna salvare la vita delle persone! Di tutti, in tutto il mondo! E non c'è tempo da perdere! 

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Se soffochiamo chi ci può salvare, non si salverà più nessuno, sig fosforo.

Può piacere o non piacere ma secondo me ha ragione Draghi.

 

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Inviata (modificato)

3 ore fa, fosforo311 ha scritto:

Un "atto monumentale" secondo l'OMS.

Più che un "atto monumentale" direi che questa è l'ennesima BALLA GALATTICA del cialtronissimo peracottaro seriale fosforo31.

Il Direttore Generale WHO ha dichiarato

https://www.who.int/news/item/05-05-2021-who-director-general-commends-united-states-decision-to-***-temporary-waiver-on-intellectual-property-rights-for-covid-19-vaccines

this is a monumental moment in the fight against COVID-19

che nella traduzione napoletanomaccheronica del cialtronissimo peracottaro seriale fosforo31 diventa un "atto monumentale".

Buona futura opposizione di inquisiti di sinistra a tutti

Modificato da ilsauro24ore

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5 ore fa, ahaha.ha ha scritto:

Se soffochiamo chi ci può salvare, non si salverà più nessuno, sig fosforo.

Può piacere o non piacere ma secondo me ha ragione Draghi.

 

Egregio, difficile soffocare, anche volendo, chi ha già realizzato 36 miliardi di dollari di utili netti nel 2020 e si appresta a realizzarne altri 71 nel 2021. E chi si è già gonfiato in Borsa di 160 miliardi di dollari. Ti ricordo che questi colossi hanno lucrato e lucrano durante la pandemia non solo sui vaccini ma anche su molti altri farmaci impiegati nelle terapie anti-Covid (e ben più costosi). Tutto questo anche grazie agli aiuti di Stato ricevuti per accelerare le ricerche, la sperimentazione e la produzione. In buona sostanza, il coronavirus è stato finora una grande sciagura per l'umanità ma una cospicua manna dal cielo per Big Pharma. Questo a mio avviso non è giusto, e sarebbe ancora più ingiusto usare i vaccini come arma geopolitica per soggiogare intere nazioni e per accrescere le disuguaglianze: 

https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/03/14/da-astrazeneca-a-pfizer-e-novavax-profitti-verso-il-raddoppio-per-i-produttori-di-vaccini-e-farmaci-anti-covid-supereranno-i-70-miliardi/6132977/

Quindi io non dico che le case farmaceutiche debbano regalare i vaccini ai paesi poveri - sebbene possano probabilmente permetterselo, magari dividendo a metà lo sforzo con i paesi ricchi - ma potrebbero almeno venderglieli a prezzi accessibili e in quantità tali da coprire con la doppia dose le popolazioni in tempi certi. Se vendi 3 miliardi di dosi ai ricchi realizzando un profitto unitario x, puoi venderne 12 miliardi ai poveri con un profitto unitario y molto minore di x e alla fine andrai sempre a incrementare il tuo profitto complessivo. Inoltre, non è affatto detto che i produttori non sarebbero in grado di tagliare il prezzo unitario ben al di sotto del loro attuale punto di pareggio costi/ricavi. Dobbiamo considerare, a tale proposito, due concetti importantissimi della microeconomia: le economie di scala e le economie di apprendimento. Al crescere dei volumi di produzione e di vendita e al maturare della tecnologia e dell'esperienza sugli altri fattori produttivi, generalmente si abbassano i costi unitari di produzione, spesso in modo drastico se il processo produttivo è in modalità puramente seriale come nel caso delle dosi vaccinali (salvo aggiornamenti del prodotto per fronteggiare nuove varianti). Non mi meraviglierei affatto se mi dicessero che tra 6 mesi il costo di produzione della singola dose si è dimezzato, o più che dimezzato per i vaccini oggi più costosi. Riassumendo: esiste probabilmente un'alternativa del tutto plausibile e praticabile alla proposta di Biden, alternativa che immagino egli sposerebbe non essendo certo uno propenso a soffocare la libertà d'impresa. Probabilmente c'è un problema di ingordigia dei colossi vaccinali che vogliono tutto e subito, ovvero massimizzare i profitti vendendo tutta l'attuale produzione ai paesi ricchi e lasciando i poveri a crepare nell'attesa. Magari anche a generare nuove varianti resistenti a causa dell'elevata circolazione virale, cosicché i ricchi sarebbero costretti a ripetere la trafila e i poveri ad allungare l'attesa. Un circolo vizioso e prevedibilmente disastroso, alla lunga anche per Big Pharma, perché una panendemia prima o poi distruggerebbe anche le economie più solide. 

Colgo l'occasione per ricordare che la proposta di Biden, il primo presidente cattolico dopo Kennedy, per quando clamorosa, non è che il primo passo nella direzione indicata a lui e a tutti i governanti da Francesco, nel messaggio di benedizione alla città e al mondo il giorno di Natale 2020. Invito tutti i forumisti a leggere e a meditare queste sante parole, in particolare i passaggi sui vaccini:

http://www.vatican.va/content/francesco/it/messages/urbi/documents/papa-francesco_20201225_urbi-et-orbi-natale.html

 

   

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13 minuti fa, fosforo311 ha scritto:

Al crescere dei volumi di produzione e di vendita e al maturare della tecnologia e dell'esperienza sugli altri fattori produttivi, generalmente si abbassano i costi unitari di produzione, spesso in modo drastico se il processo produttivo è in modalità puramente seriale come nel caso delle dosi vaccinali (salvo aggiornamenti del prodotto per fronteggiare nuove varianti). Non mi meraviglierei affatto se mi dicessero che tra 6 mesi il costo di produzione della singola dose si è dimezzato, o più che dimezzato per i vaccini oggi più costosi.

La microeconomia è materia che hai studiato a orecchio.

FIdati.

Buona futura opposizione di inquiisiti di sinistra a tutti

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Inviata (modificato)

Sig fosforo, purtroppo il mercato è come il tempo, non fa quello che noi vorremmo, anzi, mercato e tempo, ci costringono ad adattarci a quello che vogliono loro.

Se ne deduce che senza una convenienza nessuno si muove, e nel caso si sia mosso per aiutarci, seppur per interesse, se noi lo soffochiamo  poi dovremo arrangiarci.

Quelli come Sabin (e se non vado errato pure come la Capua), sono rarissimi.

Modificato da ahaha.ha

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Inviata (modificato)

53 minuti fa, fosforo311 ha scritto:

Egregio, difficile soffocare, anche volendo, chi ha già realizzato 36 miliardi di dollari di utili netti nel 2020 e si appresta a realizzarne altri 71 nel 2021. E chi si è già gonfiato in Borsa di 160 miliardi di dollari. Ti ricordo che questi colossi hanno lucrato e lucrano durante la pandemia non solo sui vaccini ma anche su molti altri farmaci impiegati nelle terapie anti-Covid (e ben più costosi). Tutto questo anche grazie agli aiuti di Stato ricevuti per accelerare le ricerche, la sperimentazione e la produzione. In buona sostanza, il coronavirus è stato finora una grande sciagura per l'umanità ma una cospicua manna dal cielo per Big Pharma. Questo a mio avviso non è giusto, e sarebbe ancora più ingiusto usare i vaccini come arma geopolitica per soggiogare intere nazioni e per accrescere le disuguaglianze: 

https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/03/14/da-astrazeneca-a-pfizer-e-novavax-profitti-verso-il-raddoppio-per-i-produttori-di-vaccini-e-farmaci-anti-covid-supereranno-i-70-miliardi/6132977/

Quindi io non dico che le case farmaceutiche debbano regalare i vaccini ai paesi poveri - sebbene possano probabilmente permetterselo, magari dividendo a metà lo sforzo con i paesi ricchi - ma potrebbero almeno venderglieli a prezzi accessibili e in quantità tali da coprire con la doppia dose le popolazioni in tempi certi. Se vendi 3 miliardi di dosi ai ricchi realizzando un profitto unitario x, puoi venderne 12 miliardi ai poveri con un profitto unitario y molto minore di x e alla fine andrai sempre a incrementare il tuo profitto complessivo. Inoltre, non è affatto detto che i produttori non sarebbero in grado di tagliare il prezzo unitario ben al di sotto del loro attuale punto di pareggio costi/ricavi. Dobbiamo considerare, a tale proposito, due concetti importantissimi della microeconomia: le economie di scala e le economie di apprendimento. Al crescere dei volumi di produzione e di vendita e al maturare della tecnologia e dell'esperienza sugli altri fattori produttivi, generalmente si abbassano i costi unitari di produzione, spesso in modo drastico se il processo produttivo è in modalità puramente seriale come nel caso delle dosi vaccinali (salvo aggiornamenti del prodotto per fronteggiare nuove varianti). Non mi meraviglierei affatto se mi dicessero che tra 6 mesi il costo di produzione della singola dose si è dimezzato, o più che dimezzato per i vaccini oggi più costosi. Riassumendo: esiste probabilmente un'alternativa del tutto plausibile e praticabile alla proposta di Biden, alternativa che immagino egli sposerebbe non essendo certo uno propenso a soffocare la libertà d'impresa. Probabilmente c'è un problema di ingordigia dei colossi vaccinali che vogliono tutto e subito, ovvero massimizzare i profitti vendendo tutta l'attuale produzione ai paesi ricchi e lasciando i poveri a crepare nell'attesa. Magari anche a generare nuove varianti resistenti a causa dell'elevata circolazione virale, cosicché i ricchi sarebbero costretti a ripetere la trafila e i poveri ad allungare l'attesa. Un circolo vizioso e prevedibilmente disastroso, alla lunga anche per Big Pharma, perché una panendemia prima o poi distruggerebbe anche le economie più solide. 

Colgo l'occasione per ricordare che la proposta di Biden, il primo presidente cattolico dopo Kennedy, per quando clamorosa, non è che il primo passo nella direzione indicata a lui e a tutti i governanti da Francesco, nel messaggio di benedizione alla città e al mondo il giorno di Natale 2020. Invito tutti i forumisti a leggere e a meditare queste sante parole, in particolare i passaggi sui vaccini:

http://www.vatican.va/content/francesco/it/messages/urbi/documents/papa-francesco_20201225_urbi-et-orbi-natale.html

 

   

Leggi il post del Cazzaro e capisci immediatamente che se vuoi tornare indietro di un paio di secoli , se la decrescita felice e’ il tuo obbiettivo , se vorrai raggiungere Roma da Napoli a cavallo , se vorrai eliminare la proprietà privata e la competizione , se vorrai inseguire il sogno di vedere esaudito l’esproprio proletario se vorrai che il 95% sia pubblico e pagato dal 5% dei più fortunati , se vorrai eliminare banche , scuole private etc etc , se vorrai considerare il datore di lavoro un padrone che ti sfrutta , bene , leggilo tutto fino in fondo e , augurati , che una testaminkiata come la sua e di quella che ragionano come lui , siano spazzati via rapidamente 

Modificato da mark222220

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Inviata (modificato)

Carissimo Fosforo ciao da d/b – scusa qualche domanda ingenua. Supponiamo che io telefoni a nonna papera (quella di topolino) e chieda la ricetta della torta magica. Lei (la nonna) risponde: farina, zucchero, uova, lievito, sale, latte, mescolare con cura e mettere nel forno. Però non dice con quali percentuali e con quale procedura di mescolamento e neppure la temperatura del forno e per quanti minuti. Rendere noti gli ingredienti dei vaccini senza precisare le procedure serve a poco. Occorre dire che le multinazionali del farmaco hanno fatto ricerca e sperimentazione a spese NON loro, ma dei singoli governi. Un altro esempio: sarebbe come se i progettisti della fiat si facessero pagare le percentuali sulle vendite. Hanno ricevuto la loro retribuzione per progettare, tot più tot dollari, quello e stop. - Quando la big pharma, il comparaggio, le cause iatrogene, il disease mongering, ed altro ancora, … esisteranno, tutta la sanità continuerà a funzionare per i pochi ai danni dei molti.  

Modificato da dune-buggi

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Quando la big pharma, il comparaggio, le cause iatrogene, il disease mongering, ed altro ancora, … esisteranno, tutta la sanità continuerà a funzionare per i pochi ai danni dei molti.  

Modificato 54 minuti fa da dune-buggi

Urka sig auto da sabbia, stamattina ha mangiato uova di gallo bionico?

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Inviata (modificato)

26 minuti fa, ahaha.ha ha scritto:

Quando la big pharma, il comparaggio, le cause iatrogene, il disease mongering, ed altro ancora, … esisteranno, tutta la sanità continuerà a funzionare per i pochi ai danni dei molti.  

Modificato 54 minuti fa da dune-buggi

Urka sig auto da sabbia, stamattina ha mangiato uova di gallo bionico?

 

NNOOOO - mia sorella Demetra, quella delle galline e della diga mi ha preparato un frullato vegetale - ortiche / aglio / cipolla - 

       

Modificato da dune-buggi

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Inviata (modificato)

5 ore fa, dune-buggi ha scritto:

Carissimo Fosforo ciao da d/b – scusa qualche domanda ingenua. Supponiamo che io telefoni a nonna papera (quella di topolino) e chieda la ricetta della torta magica. Lei (la nonna) risponde: farina, zucchero, uova, lievito, sale, latte, mescolare con cura e mettere nel forno. Però non dice con quali percentuali e con quale procedura di mescolamento e neppure la temperatura del forno e per quanti minuti. Rendere noti gli ingredienti dei vaccini senza precisare le procedure serve a poco. Occorre dire che le multinazionali del farmaco hanno fatto ricerca e sperimentazione a spese NON loro, ma dei singoli governi. Un altro esempio: sarebbe come se i progettisti della fiat si facessero pagare le percentuali sulle vendite. Hanno ricevuto la loro retribuzione per progettare, tot più tot dollari, quello e stop. - Quando la big pharma, il comparaggio, le cause iatrogene, il disease mongering, ed altro ancora, … esisteranno, tutta la sanità continuerà a funzionare per i pochi ai danni dei molti.  

Caro d/b il problema che poni è il seguente: non basta togliere la protezione sui brevetti per consentire a un paese terzo di produrre autonomamente le sue dosi di  vaccino replicando un prodotto esistente. Serve anche un'adeguata tecnologia. Questa può essere trasferita dal produttore originario al nuovo produttore (technology transfer) oppure essere sviluppata autonomamente da quest'ultimo. Naturalmente il produttore originario potrebbe cercare di custodire i suoi segreti ma ti posso assicurare che in questo specifico campo il vincolo più grosso è dato dal brevetto. Caduto il quale in questo mondo globalizzato e iperconnesso quei segreti diventano rapidamente segreti di Pulcinella, ragion per cui è  probabile che il produttore decida spontaneamente di procedere al trasferimento tecnologico magari dietro un parziale compenso. Tieni anche conto che in paesi poveri come l'India, il Pakistan, il Bangladesh, per non parlare di Cuba e del Vietnam, ci sono fior di scienziati e di tecnici molti dei quali lavorano in Occidente proprio per le grandi case farmaceutiche o collaborano con esse, e sarebbe per loro quasi un gioco da ragazzi emulare i processi produttivi del produttore originario. O anche riprodurre quel particolare vaccino in modo autonomo. Una volta caduto il brevetto, collaborerebbero con loro anche università, centri di ricerca e fior di scienziati occidentali che interpretano la scienza non come una fonte di ricchezza materiale ma come uno strumento condiviso di progresso, di pace e di fratellanza, secondo il motto platonico ripreso da Gauss:

 Chi ha torce le passi ad altri 

Tieni anche conto che i vaccini, come la maggior parte degli altri farmaci, non sono nulla di estremamente complicato. Naturalmente sono un profano ma ne so abbastanza per assicurarti che riprodurre un vaccino, anche uno di modernissima concezione, è molto meno difficile che riprodurre un microprocessore o un sistema operativo o un cacciabombardiere. 

Saluti

Modificato da fosforo311

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Inviata (modificato)

11 minuti fa, fosforo311 ha scritto:

Naturalmente sono un profano ma ne so abbastanza per assicurarti che riprodurre un vaccino, anche uno di modernissima concezione, è molto meno difficile che riprodurre un microprocessore o un sistema operativo o un cacciabombardiere. 

A tal proposito se_gna_lo l'autorevole volume scritto da Aniello Mastrullo

"Riproduci anche tu un vaccino in trenta giorni" (Carmine Petruzziello University Press).

Lo psichiatra ha letto questa perla?

E cosa ne pensa, in caso di risposta affermativa?

Buona futura opposizione di inquisiti di sinistra a tutti

Modificato da ilsauro24ore
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Inviata (modificato)

35 minuti fa, ilsauro24ore ha scritto:

A tal proposito se_gna_lo l'autorevole volume scritto da Aniello Mastrullo

"Riproduci anche tu un vaccino in trenta giorni" (Carmine Petruzziello University Press).

Lo psichiatra ha letto questa perla?

Ti informo che nella confusione in cui vegeti hai omesso di fare una cosa importante. Ovvero di indirizzare Joe Biden da uno psichiatra come facesti con il sottoscritto quando condivise l'idea (lanciata da molti altri) di violare i brevetti dei vaccini. La coerenza non è il tuo forte. Certo il vecchio Joe non ha potuto espressamente incitare a violare brevetti, ma togliere la protezione legale non è un concetto molto diverso. Come non è  molto diverso parlare di momento monumentale (cacofonico) o di atto monumentale come fa il Sole24ore. Giornale che il Sauro24ore evidentemente non legge, preso com'è nella scansione al microscopio dei miei post.

https://www.ilsole24ore.com/art/biden-si-sospensione-brevetti-big-pharma-i-vaccini-anti-covid-AEHB3OG

Ti confermo che riprodurre un vaccino è molto ma molto meno difficile che replicare un F-35, anche disponendo di un esemplare smontato. Se con la tua zucca non ci arrivi, non ti resta che crederlo per fede.

Se infine conosci la microeconomia come conosci (si fa per dire) la macroeconomia, allora ci hai azzeccato in pieno a non entrare nel merito. Un plauso.

 

Modificato da fosforo311

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1 ora fa, ilsauro24ore ha scritto:

A tal proposito se_gna_lo l'autorevole volume scritto da Aniello Mastrullo

"Riproduci anche tu un vaccino in trenta giorni" (Carmine Petruzziello University Press).

Lo psichiatra ha letto questa perla?

E cosa ne pensa, in caso di risposta affermativa?

Buona futura opposizione di inquisiti di sinistra a tutti

Questa e’ faraonica ...!! 🤣🤣🤣

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1 - Se tu avessi studiato microeconomia su un manuale come

https://www.amazon.it/Microeconomia-Hal-R-Varian/dp/8875433070

sapresti che la curva del costo medio di produzione, come funzione della quantità prodotta, è fatta a U.

2 - Il Direttore Generale OMS non ha

MAI DICHIARATO

che quello di Biden è un atto monumentale.

3 - ... riprodurre un vaccino è molto ma molto meno difficile che replicare un F-35 

DIMOSTRALO

4 - Sei un cazzaro seriale con 

GRAVISSIMI 

problemi psichiatrici.

Buona futura opposizione di inquisiti di sinistra a tutti

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2 ore fa, ilsauro24ore ha scritto:

1 - Se tu avessi studiato microeconomia su un manuale come

https://www.amazon.it/Microeconomia-Hal-R-Varian/dp/8875433070

sapresti che la curva del costo medio di produzione, come funzione della quantità prodotta, è fatta a U.

2 - Il Direttore Generale OMS non ha

MAI DICHIARATO

che quello di Biden è un atto monumentale.

3 - ... riprodurre un vaccino è molto ma molto meno difficile che replicare un F-35 

DIMOSTRALO

4 - Sei un cazzaro seriale

1) Certo che lo so. Esistono le economie di scala come pure le diseconomie di scala. Ma in pratica le seconde sono molto più rare, almeno in un mercato concorrenziale e in fase di sviluppo, come per esempio quello dei vaccini anti-Covid. Solo un monopolista di un mercato stagnante si posizionerebbe fisso nel punto di minimo della curva a U, senza toccare gli impianti e gli altri fattori, avendo come unico obbiettivo quello di mantenere costante la sua produzione. Più in generale, nessun imprenditore serio sottoporrà la sua azienda a diseconomie di scala al di là del breve periodo. Sul medio periodo abbasserà la produzione o adeguerà i fattori produttivi. Dunque, come ho scritto, generalmente i costi unitari scendono al crescere della produzione. Ma cosa potrebbe determinare diseconomie di scala nella produzione dei vaccini? Non c'è saturazione del mercato bensì una domanda anzi una fame di dosi che supera largamente l'offerta. Non c'è un problema di scarsità di materie prime e simili. Ci potrebbero essere problemi logistici nella distribuzione e nella catena del freddo, ma questi sono in buona parte a carico del compratore. Per contro ci sono chiari fattori favorevoli alle economie di scala. Il grosso dell'investimento le aziende lo hanno fatto sulla ricerca. Una volta trovato e sperimentato il vaccino, non hanno che da produrlo in larga serie: dosi tutte uguali, la stessa quantità e composizione, gli stessi flaconcini, una pacchia. E la produzione non è certo manuale ma automatizzata. La coltura del vaccino avviene in appositi bireattori, fino a 2000 litri di capacità. Ovvero diversi milioni di dosi l'uno. Una pacchia. Reithera, l'azienda laziale che produrrà il vaccino italiano, promette di essere presto in grado di arrivare a 100 milioni di dosi, cioè l'intero fabbisogno nazionale, poi punta pure ad esportare. Se un'azienda così piccola e così giovane punta già a 100 milioni di dosi, e non a 10 o 20, vuol dire che fa affidamento sulle economie di scala.

2) Prenditela con l'autorevole quotidiano di Confindustria che ha tradotto "atto monumentale".

3) Fai una cosa (esperimento Gedanken): prendi un'azienda aeronautica di dimensioni equivalenti a quelle di Reithera, consegnale un F-35 perfettamente funzionante e smontabile piacere, e vediamo se riesce a riprodurlo in piccolissima serie, mi accontenterei anche di un unico esemplare completo. Abbi fede se ti dico che servirebbe un colosso poco meno grande di Lockheed Martin. Non credo proprio che Leonardo (ex Finmeccanica) sarebbe all'altezza. 

4) Te la respingo al mittente.

P.S. Non puntare mai un centesimo sul tennis. Guarda un po' chi c'è in finale all'ATP1000 di Madrid.

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Inviata (modificato)

9 ore fa, fosforo311 ha scritto:

Certo che lo so.

1 - No. Non lo sai. Il motivo è ovvio: non hai mai sfogliato un manuale di microeconomia.

Sei un cialtronissimo peracottaro seriale che si avventura nell'ennesima supercazzola a base di diseconomie di scala, imprenditori seri (?), fame di dosi (?) e altre amenità tipiche delle discussioni che è possibile ascoltare nei migliori barbershop del pianeta.

Come è possibile leggere in un manuale di macroeconomia come

https://www.amazon.it/Microeconomia-Hal-R-Varian/dp/8875433070

la curva a U dei costi medi di produzione, in funzione del volume della produzione, deriva dall'effetto combinato dei costi fissi e dei costi variabili. AMEN.

Faresti meglio ad acquistare il citato manuale invece di sprecare soldi nei libri di Scanzi (!).

2 - Ecco quello che hai scritto il giorno 8 maggio 2021 (post delle ore 07.01): un "atto monumentale" secondo l'OMS.

Il Direttore Generale WHO ha dichiarato

https://www.who.int/news/item/05-05-2021-who-director-general-commends-united-states-decision-to-***-temporary-waiver-on-intellectual-property-rights-for-covid-19-vaccines

this is a monumental moment in the fight against COVID-19

A causa della tua propensone alla traduzione napoletanomaccheronica tali parole diventano un "atto monumentale".

3 - Sei tu che hai scritto  ... riprodurre un vaccino è molto ma molto meno difficile che replicare un F-35 . Come consuetudine in tutti i Paesi civili, l'onere di provare quello che si afferma spetta a chi ha fatto l'affermazione medesima.

Non sei in grado di dimostrare quello che hai affermato per il semplice motivo che sei un cialtronissimo peracottaro seriale che ha inventato l'ennesima balla galattica di una serie eccezionalmente lunga.

4 - Risulta palese che sei un cazzaro seriale con 

GRAVISSIMI 

problemi psichiatrici. Basta leggere quello che scrivi.

Rivolgiti al reparto psichiatrico più vicino e ne avrai conferma.

Buona futura opposizione di inquisiti di sinistra a tutti

Modificato da ilsauro24ore

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7 ore fa, ilsauro24ore ha scritto:

1 - No. Non lo sai. Il motivo è ovvio: non hai mai sfogliato un manuale di microeconomia.

Sei un cialtronissimo peracottaro seriale che si avventura nell'ennesima supercazzola a base di diseconomie di scala, imprenditori seri (?), fame di dosi (?) e altre amenità tipiche delle discussioni che è possibile ascoltare nei migliori barbershop del pianeta.

Come è possibile leggere in un manuale di macroeconomia come

https://www.amazon.it/Microeconomia-Hal-R-Varian/dp/8875433070

la curva a U dei costi medi di produzione, in funzione del volume della produzione, deriva dall'effetto combinato dei costi fissi e dei costi variabili. AMEN.

Faresti meglio ad acquistare il citato manuale invece di sprecare soldi nei libri di Scanzi (!).

2 - Ecco quello che hai scritto il giorno 8 maggio 2021 (post delle ore 07.01): un "atto monumentale" secondo l'OMS.

Il Direttore Generale WHO ha dichiarato

https://www.who.int/news/item/05-05-2021-who-director-general-commends-united-states-decision-to-***-temporary-waiver-on-intellectual-property-rights-for-covid-19-vaccines

this is a monumental moment in the fight against COVID-19

A causa della tua propensone alla traduzione napoletanomaccheronica tali parole diventano un "atto monumentale".

3 - Sei tu che hai scritto  ... riprodurre un vaccino è molto ma molto meno difficile che replicare un F-35 . Come consuetudine in tutti i Paesi civili, l'onere di provare quello che si afferma spetta a chi ha fatto l'affermazione medesima.

Non sei in grado di dimostrare quello che hai affermato per il semplice motivo che sei un cialtronissimo peracottaro seriale che ha inventato l'ennesima balla galattica di una serie eccezionalmente lunga.

4 - Risulta palese che sei un cazzaro seriale con 

GRAVISSIMI 

problemi psichiatrici. Basta leggere quello che scrivi.

Rivolgiti al reparto psichiatrico più vicino e ne avrai conferma.

1) Pur prediligendo di gran lunga la macroeconomia, ho sfogliato diversi manuali di microeconomia, due li ho studiati in modo approfondito. Il primo, ottimo, ce l'ho davanti a me: 

Edwin Mansfield - Microeconomia - Il Mulino, 1975 

L'altro è, o meglio era, un classico manuale di microeconomia, sempre degli anni '70, della famosa Collana Schaum della McGraw-Hill, tradotta e distribuita in Italia dalla Etas. Come tutti i manuali della Collana (ormai quasi introvabili perché chi ce li ha se li tiene stretti), era ricchissimo di esercizi svolti, qualcuno molto interessante e impegnativo. Da uno di questi un'amica di mia figlia trasse uno spunto per la sua tesi di laurea in Economia. Lo mostrò al docente, che non aveva mai visto un manuale Schaum ma fu entusiasta dell'idea. Poi, però, invece di restituirlo, l'amica lo passò al docente e da questi finì a un'altra tesista di cui si persero le tracce, cosicché il mio vecchio, prezioso e amato libro non tornò più indietro. Mi ricordo che sulla copertina frontale c'era per l'appunto una curva a U del tipo che hai citato. Su questi due testi preparai la parte di microeconomia per l'esame di Economia Generale al Politecnico di Napoli. Le altre due parti erano la macroeconomia (basata sull'ottimo e agile testo del keynesianissimo prof. Gandolfo) e una monografia sul tema del decentramento produttivo. Anche questa andò perduta, ma non la rimpiango affatto perché era alquanto barbosa e del tutto priva di interesse per uno studente di ingegneria elettronica. Credo che fu l'unico caso in cui io abbia studiato da un libro in modo totalmente mnemonico e passivo. 

Ti ribadisco quanto sembra non volerti entrare in zucca, e cioè che nella stragrande maggioranza dei casi pratici di produzione seriale il costo medio unitario decresce al crescere del volume della produzione (ovvero ci si trova nel tratto discendente della curva a U). E il motivo principale (ma non certo l'unico) sta proprio in quello che hai scritto: al crescere della produzione i costi fissi incidono ovviamente meno sul costo unitario. 

2) Ripeto e ficcatelo nella zucca vuota: non io ma il Sole24Ore ha tradotto il giudizio del direttore dell'OMS come "atto monumentale", io ho solo riportato quello che ho letto:

https://www.ilsole24ore.com/art/biden-si-sospensione-brevetti-big-pharma-i-vaccini-anti-covid-AEHB3OG

3) Ti manca il senso ingegneristico. Non mi sorprende e non te ne faccio una colpa. Non sei il solo ad esserne totalmente sprovvisto, anche se questa lacuna è più frequente tra le donne. E allora ti faccio un altro esempio. Hai idea di quante ULU (unità di lavoro/uomo, espresse in ore) servano per assemblare un caccia F-35 in uno stabilimento della Lockheed Martin? Nel 2017, quando la linea di produzione era ormai a regime, servivano dalle 41.500 alle 60.000 ULU a seconda delle versioni, più altre 6.000 ULU per le revisioni e i ritocchi. Nei primi anni di produzione questi valori erano oltre 100.000 e 20.000 ULU rispettivamente. Questo senza contare le lavorazioni intermedie delle circa 50.000 parti del velivolo e senza contare il lavoro degli innumerevoli robot e sistemi automatici di una moderna fabbrica di aerei militari (parliamo solo di lavoro umano cioè di ore/uomo)

 

https://www.thedrive.com/the-war-zone/21367/it-takes-47000-hours-of-labor-to-build-a-single-f-35a

La progettazione dell'F-35 partì all'inizio degli anni '90, ovviamente non da zero ma dai progetti di caccia della generazione precedente. Vi parteciparono, oltre a Lockheed Martin, colossi del calibro di McDonnel Douglas, Northrop Grummann, Pratt & Withney, British Aerospace, etc. Nel 2000 volò il primo prototipo, nel 2006 il primo volo ufficiale. Ma la fase di sviluppo e di collaudo proseguì ben oltre, almeno fino al 2015 quando fu consegnato il primo esemplare in assetto operativo. Il caccia è tuttora in fase di perfezionamento nell'avionica e nel software. Insomma: 30 anni di lavoro di qualche decina di migliaia di persone, tra ingegneri, tecnici e informatici. 

Bene, consideriamo ora una fabbrica di vaccini. Immaginiamo una produzione di 250.000 dosi al giorno e 100 addetti (che sono molto probabilmente anche troppi perché il processo è quasi tutto automatizzato) che lavorano su quella produzione 8 ore al giorno. In queste ipotesi il lavoro umano richiesto risulta pari a circa 11,5 secondi di lavoro/uomo per dose. Secondi, non ore! Vediamo la fase di sviluppo. Quella del Pfizer-Biontech, vaccino di nuovissima concezione (a Rna messaggero), durò certamente meno di 3 mesi e mezzo. Il 10 gennaio 2020 i cinesi diffusero il sequenziamento genico del virus, il 23 aprile successivo il vaccino veniva già somministrato ai volontari per i trial di sperimentazione. 

In definitiva, ficcatelo nella zucca vuota, Saurino: un cacciabombardiere multiruolo stealth di quinta generazione è un oggetto molto ma molto più difficile da progettare, da ingegnerizzare e da produrre in serie del più complesso dei vaccini di ultima generazione.  

4) Ti rispedisco tutto al mittente, ma senza caratteri cubitali: basta leggere quello che scrivi, e come lo scrivi, per capire che sei tu che hai bisogno urgente di uno psichiatra, ma non uno qualsiasi, uno bravo. E non dimenticare di indirizzare dallo psichiatra, insieme a Biden e all'umile sottoscritto, anche il papa. Infatti ieri Francesco è stato esplicito, non ha usato mezzi termini: bisogna sospendere temporaneamente i diritti di proprietà intellettuale dei produttori dei vaccini. 

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1 - Dici di aver studiato DUE manuali di microeconomia e hai scritto quanto segue:

al crescere dei volumi di produzione e di vendita e al maturare della tecnologia e dell'esperienza sugli altri fattori produttivi, generalmente si abbassano i costi unitari di produzione, spesso in modo drastico se il processo produttivo è in modalità puramente seriale come nel caso delle dosi vaccinali (salvo aggiornamenti del prodotto per fronteggiare nuove varianti)

Rettifichiamo: hai studiato a orecchio DUE manuali di microeconomia.

2 - Undici virgola cinque secondi di lavoro per produrre una dose di vaccino. Quello che precede gli undici virgola cinque secondi di lavoro, come anni di ricerca di base, non conta. Direi che hai lo stesso senso ingegneristico di una medusa.

3 - Adesso la colpa delle provolonate che scrivi è del sole24ore.

4 - Non ho capito cosa ti ha detto lo psichiatra.

Buona futura opposizione di inquisiti di sinistra a tutti

 

 

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Quello che precede gli undici virgola cinque secondi di lavoro, come anni di ricerca di base, non conta. Direi che hai lo stesso senso ingegneristico di una medusa.

xxxxxxxxxxxxx

Mi perdoni sig lucertolona quanti anni e quante persone hanno lavorato alla ricerca di base?

 

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1 ora fa, ahaha.ha ha scritto:

Quello che precede gli undici virgola cinque secondi di lavoro, come anni di ricerca di base, non conta. Direi che hai lo stesso senso ingegneristico di una medusa.

xxxxxxxxxxxxx

Mi perdoni sig lucertolona quanti anni e quante persone hanno lavorato alla ricerca di base?

 

Sanchina , posso  farti un esempio che credo abbia una certa attinenza con la professione che svolgi ?? Allora : Mettiano che te per ramazzare gli escrementi delle giovenche che accudisci nella stalla ,  impieghi un’ora precisa . Però ti capita spesso di dimenticare la ramazza sul furgone parcgeggiato a 100 metri dalla stalla . Diciamo che per percorrere i primi 100 metri per raggiungere la vettura impieghi 40 secondi. A questo punto devi aprire il furgone , togliere la ramazza , richiudere il furgone ed intraprendere  i 100  metri del ritorno alla stalla . Detto che l’operazione del furgone necessità di 10 secondi per espletarla , vorrei porti una Domandina da classe terza delle primarie : ritieni di aver impiegato un’ora per ramazzare le Kakke delle giovenche oppure 1 ora e 90 secondi ? Oppure , se ti può aiutare : 1 ora , un minuto e 30 secondi ? 

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Inviata (modificato)

Non c'è niente da fare. Uno può avere tutta la pazienza e la buona volontà ma a discutere coi muri o coi muli si perde solo tempo. Quelli non ti ascoltano e non ti leggono nemmeno: ascoltano o leggono solo quello che fa comodo a loro. Avevo pazientemente separato le due fasi: progettazione e sviluppo da un lato, produzione in serie dall'altro. E per omogeneità e coerenza dell'argomentazione le avevo separate sia per il cacciabombardiere sia per il vaccino. Ma Sauro dice che per me tutto quello che sta a monte della produzione seriale del vaccino non conta. Conta eccome! La fase di sviluppo del vaccino Pfizer-Biontech, come ho scritto, è durata, al massimo, 3 mesi e mezzo, e vi hanno partecipato essenzialmente due aziende. Quella dell'F35 è durata oltre 20 anni e vi hanno partecipato moltissime aziende, grandi (come quelle già citate), medie e piccole. L'Italia, come partner di secondo livello del programma insieme all'Olanda (partner di primo livello era solo UK) ha partecipato principalmente con Alenia Aermacchi, ma anche con Avio, Piaggio Aero, Forgital, TCS Group, Selex (per l'elettronica), Oto Melara (per il canone di bordo) e sicuramente qualche altra primaria azienda nazionale mi sfugge. Non credo di esagerare dicendo che al programma JSF (Joint Strike Fighter) hanno partecipato fattivamente alcune centinaia di aziende di tutto il mondo, per lo più americane e britanniche, ma anche canadesi, norvegesi danesi, australiane etc. (partner di terzo livello), nonché israeliane, giapponesi, etc. Il mio interlocutore non ha la più pallida idea della complessità della sfida tecnologica rappresentata dal progetto e dalla costruzione di un cacciabombardiere stealth di quinta generazione. Mentre ce l'hanno gli USA che, pur essendo la massima potenza economica e tecnologica mondiale, hanno voluto condividere ampie parti del progetto per non ripetere il disastro economico dell'F-22 Raptor. Caccia stealth progettato e costruito in proprio ma a costi faraonici che imposero un drastico taglio rispetto alla produzione prevista. Quando poi si passa alla fase della produzione, il divario di complessità e difficoltà tra l'aereo e il farmaco addirittura si impenna. Non dico che inventare e produrre un vaccino sia uno scherzo, ma nel progettare e costruire un F-35 entriamo in tutt'altro ordine di problemi tecnologici. Aggiungo che la ricerca di base ai fini di questa discussione conta poco. La ricerca è già stata fatta, il vaccino realizzato, le sue basi scientifiche sono perfettamente note, anche a livello accademico, quindi nel riprodurre il farmaco da parte di un paese terzo non ci sono ostacoli di questo tipo. 

Modificato da fosforo311

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