MORTI BIANCHE , AVVOLTE NEL SILENZIO

Nel 2021 si può morire a 22 anni fagocitati da un telaio? La risposta è sì, e ha un nome e un cognome, Luana D’Orazio, morta in una fabbrica tessile in provincia di Prato. Questo il fatto: ci sono due operai, stanno lavorando, a un tratto uno di loro si gira e scopre che la giovanissima collega non c’è più, è stata inghiottita dalla macchina. E poi? Poi basta. Semplicemente, abbiamo nel terzo millennio un essere umano risucchiato dentro un macchinario, come 85 anni fa avveniva a Charlie Chaplin nella celebre sequenza di “Tempi moderni”. A febbraio, sempre in provincia di Prato, sempre in una fabbrica tessile, aveva perso la vita, schiacciato dalla pressa, un altro ragazzo di 22 anni: il suo nome era Sabri Jaballah.

Visto che gli ultimi mesi di pandemia sono trascorsi nel segno della sicurezza sanitaria sul posto di lavoro, perché continuiamo a sommare morti su morti per scarsa manutenzione? Il concetto di salute vale solo per il virus killer o anche per il telaio killer?

L’espressione "morti bianche" si deve al fatto che mancherebbe il criminale braccio armato dell’assassino: ma siamo così certi che davvero non ci sia un colpevole? Vogliamo continuare a chiamarle morti bianche mentre sono molto rosse?

Potrebbe essere un'immagine raffigurante in piedi, attività all'aperto e il seguente testo "R OM RDIADIPRATO 0115 115 DIRITTI Siamo certi che le morti sul lavoro non abbiano un colpevole?"

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36 minuti fa, pm610 ha scritto:

Nel 2021 si può morire a 22 anni fagocitati da un telaio? La risposta è sì, e ha un nome e un cognome, Luana D’Orazio, morta in una fabbrica tessile in provincia di Prato. Questo il fatto: ci sono due operai, stanno lavorando, a un tratto uno di loro si gira e scopre che la giovanissima collega non c’è più, è stata inghiottita dalla macchina. E poi? Poi basta. Semplicemente, abbiamo nel terzo millennio un essere umano risucchiato dentro un macchinario, come 85 anni fa avveniva a Charlie Chaplin nella celebre sequenza di “Tempi moderni”. A febbraio, sempre in provincia di Prato, sempre in una fabbrica tessile, aveva perso la vita, schiacciato dalla pressa, un altro ragazzo di 22 anni: il suo nome era Sabri Jaballah.

Visto che gli ultimi mesi di pandemia sono trascorsi nel segno della sicurezza sanitaria sul posto di lavoro, perché continuiamo a sommare morti su morti per scarsa manutenzione? Il concetto di salute vale solo per il virus killer o anche per il telaio killer?

L’espressione "morti bianche" si deve al fatto che mancherebbe il criminale braccio armato dell’assassino: ma siamo così certi che davvero non ci sia un colpevole? Vogliamo continuare a chiamarle morti bianche mentre sono molto rosse?

Potrebbe essere un'immagine raffigurante in piedi, attività all'aperto e il seguente testo "R OM RDIADIPRATO 0115 115 DIRITTI Siamo certi che le morti sul lavoro non abbiano un colpevole?"

Definirli morti bianche equivale ad una diminutio , funzionale per chi ha fatto poco o nulla perché non si ripetano queste tragedie . Da incriminare il responsabile del reparto e il proprietario , o solo quest'ultimo , perché prevenire , ripeto queste tragedie ha un costo in denaro , ma per il dipendente é la vita ! Che immensa pena !!!

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