La politica itatiana sta esprimendo il massimo impegno

per uniformare, parificare il livello economico e strutturale fra nord e sud.

Nel modo più semplice

portare il nord a livello del sud.

 

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Inviata (modificato)

Se fosse vero quello che dici, la politica starebbe facendo la metà del suo dovere. La pandemia ha fatto crescere le disuguaglianze in tutto il mondo. Sono aumentati e si sono ulteriormente arricchiti i miliardari, sono aumentati e si sono ulteriormente impoveriti i poveri. Questo è accaduto anche in Italia negli anni passati, dopo la crisi del 2009, anche se la disuguaglianza è stata alleviata dall'introduzione del Reddito di cittadinanza. Nel 2020 pare, dico pare perché non ho dati definitivi, che i disoccupati siano aumentati più al Sud che al Nord ma che il PIL sia diminuito più al Nord. Questo soprattutto a causa del calo delle esportazioni dal Nord verso il resto del mondo, incluso il Sud che è il principale mercato dei prodotti del Nord. Ora questa pandemia, che generalmente colpisce di più nei paesi più ricchi e con una popolazione più anziana, è un primo chiaro e grosso segnale che il cosiddetto stile di vita occidentale è INCOMPATIBILE con gli equilibri della natura. Per un abitante del mondo ricco rinunciare all'aereo (e alle relative emissioni di gas serra) e a una vacanza all'estero è un sacrificio, per un abitante del Terzo Mondo il problema non si pone nemmeno. Naturalmente si pone per tutti il problema dei cambiamenti climatici. Nei prossimi decenni potrebbero verificarsi eventi climatici estremi che ci farebbero rimpiangere addirittura la pandemia. Tipo 6 mesi senza una goccia di pioggia in tutta l'Europa meridionale. E non basterà tagliare le emissioni di gas serra, perché anche piccole emissioni incrementano la concentrazione della CO2 in atmosfera, che è già al livello record degli ultimi 3 milioni di anni. Bisognerà azzerare queste emissioni, ovvero non bruciare più nemmeno un solo grammo di petrolio (e derivati), di gas e di carbone. E anche così serviranno 5 -10 secoli per riportare quella concentrazione a livelli naturali. I consumi energetici degli abitanti del Terzo Mondo dovranno diminuire, quelli degli abitanti del mondo ricco dovranno crollare. E dovranno diminuire in modo netto i loro consumi in generale, perché l'impronta ecologica di questi paesi è già largamente superiore alla superficie da essi occupata. In altri termini, se tutti consumassero come noi ricchi, non basterebbe tutta la Terra per rigenerare le risorse che consumiamo in un anno, ma servirebbero diverse Terre. Mentre il Terzo Mondo potrà permettersi un certo aumento dei consumi. Il mito della crescita sostenibile è per l'appunto un mito, un'illusione inventata dal mondo ricco per giustificare la prosecuzione all'infinito della propria crescita. Il mondo nel suo insieme prima poi, e prima che sia troppo tardi, dovrà  cominciare a DECRESCERE sul piano economico, e dovrà cercare di farlo nel modo migliore possibile, cioè facendo decrescere anche le disuguaglianze. In questa prospettiva, se il PIL pro capite del Nord dell'Italia è quasi il doppio di quello del Sud, è del tutto logico e necessario che il Nord si impoverisca (e che si impoveriscano prima di tutti i ricconi come gli Agnelli e i Benetton) e che il Sud cresca moderatamente. Una politica seria deve puntare in questa direzione. Per esempio con leggi patrimoniali severe sui grandi patrimoni. 

Modificato da fosforo311

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