dizionario delle lingua italiana

Accanimento - Persistanza ostinata e tarvolta rabbiosa in un azione.

Esistono diverse forme di accanimento ma nel nostro bel paese due in particolare sono degne di considerazione, proprio perché non averebbero nessuna ragione di essere.

In  primo luogo

L'accanimentro terapeutico che non si sa bene per quale ragione e contro ogni regola e morale si esercita nei confronti di persone che non avrebbero più nessuna ragione e in molti casi nessuna volontà per continuare a vivere e dove la morte secondo natura, per quanto difficile da accettare, sarebbe la sola, unica e giusta soluzione.

In secondo luogo l'accanimento giudiziario

Esercitato da chi, al di sopra di ogni giudizio e per ragioni "solo a lui note" (tendenze politiche, notorietà del soggetto e  del caso,  riflettori di TV e stampa) si pone al di sopra delle istitizioni e decide in base a non si sa bene quale regola di perseguire un individuo.

Vedi Corona, decisamente uno strano personaggio, colpevole nella maggor parte dei casi dei fatti attribuitigli ma decisamente non all'altezze a dell'accanimento giudiziario perpetrato nei suoi confronti in un paese dove anche gli omicidi vengono il più delle volte liquidati in forme minori. Viene da chiedersi quali siano le ragioni di tale accanimento nei confronti di quello che potrebbe essere definito come  un semplice truffatore ed evasore, colpevole ne più ne meno di molti altri che il più delle volte non finiscono nemmeno in galera.

Cosa può avere scatenato una tale situazione?

Forse il fatto di  essersi permesso di disturbare il "gregge"?

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8 messaggi in questa discussione

13 minuti fa, il.pignonista ha scritto:

dizionario delle lingua italiana

Accanimento - Persistanza ostinata e tarvolta rabbiosa in un azione.

Esistono diverse forme di accanimento ma nel nostro bel paese due in particolare sono degne di considerazione, proprio perché non averebbero nessuna ragione di essere.

In  primo luogo

L'accanimentro terapeutico che non si sa bene per quale ragione e contro ogni regola e morale si esercita nei confronti di persone che non avrebbero più nessuna ragione e in molti casi nessuna volontà per continuare a vivere e dove la morte secondo natura, per quanto difficile da accettare, sarebbe la sola, unica e giusta soluzione.

In secondo luogo l'accanimento giudiziario

Esercitato da chi, al di sopra di ogni giudizio e per ragioni "solo a lui note" (tendenze politiche, notorietà del soggetto e  del caso,  riflettori di TV e stampa) si pone al di sopra delle istitizioni e decide in base a non si sa bene quale regola di perseguire un individuo.

Vedi Corona, decisamente uno strano personaggio, colpevole nella maggor parte dei casi dei fatti attribuitigli ma decisamente non all'altezze a dell'accanimento giudiziario perpetrato nei suoi confronti in un paese dove anche gli omicidi vengono il più delle volte liquidati in forme minori. Viene da chiedersi quali siano le ragioni di tale accanimento nei confronti di quello che potrebbe essere definito come  un semplice truffatore ed evasore, colpevole ne più ne meno di molti altri che il più delle volte non finiscono nemmeno in galera.

Cosa può avere scatenato una tale situazione?

Forse il fatto di  essersi permesso di disturbare il "gregge"?

Non ho seguito in caso Corona (come moltissimi altri in tv). Però ho notato che il potere della Magistratura in Italia è da Paese incivile. Un esempio su tutti (ma ce ne sono decine e decine di altri, solo tra quelli più noti): fine processo, mai.

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6 minuti fa, lupogrigio1953 ha scritto:

Non ho seguito in caso Corona (come moltissimi altri in tv). Però ho notato che il potere della Magistratura in Italia è da Paese incivile. Un esempio su tutti (ma ce ne sono decine e decine di altri, solo tra quelli più noti): fine processo, mai.

Non è che io lo abbia seguito in modo particolare, e onestamente non è che Fabrizio Corona abbia mai fatto parte delle mie simpatie, ma mi stupisce il trattamento a dir poco eccessivo a cui è sottoposto, e come dici tu di casi simili ce ne sono a decine.

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6 minuti fa, lupogrigio1953 ha scritto:

Non ho seguito in caso Corona (come moltissimi altri in tv). Però ho notato che il potere della Magistratura in Italia è da Paese incivile. Un esempio su tutti (ma ce ne sono decine e decine di altri, solo tra quelli più noti): fine processo, mai.

Non è che io lo abbia seguito in modo particolare, e onestamente non è che Fabrizio Corona abbia mai fatto parte delle mie simpatie, ma mi stupisce il trattamento a dir poco eccessivo a cui è sottoposto, e come dici tu di casi simili ce ne sono a decine.

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2 minuti fa, il.pignonista ha scritto:

Non è che io lo abbia seguito in modo particolare, e onestamente non è che Fabrizio Corona abbia mai fatto parte delle mie simpatie, ma mi stupisce il trattamento a dir poco eccessivo a cui è sottoposto, e come dici tu di casi simili ce ne sono a decine.

Il fatto è che, ok per quanto riguarda la separazione dei poteri dello Stato, ma qui siamo decisamente all'eccesso. Magistrati che vanno in tv dicendo che "occorre stringere un cordone sanitario" attorno a un certo politico, oppure persone perseguitate per anni dalla Magistratura e poi assolti. Penso al caso recente di Rixi; prima c'era stato il caso di Bassolino, prima ancora l'ex Presidente della regione Calabria, poi c'è stato il caso della Romeo Gestioni ecc ecc. Fughe di notizie, processi sui giornali. Per non parlare delle manomissioni delle intercettazioni e prove sparite. E' civiltà questa?

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1 ora fa, lupogrigio1953 ha scritto:

Il fatto è che, ok per quanto riguarda la separazione dei poteri dello Stato, ma qui siamo decisamente all'eccesso. Magistrati che vanno in tv dicendo che "occorre stringere un cordone sanitario" attorno a un certo politico, oppure persone perseguitate per anni dalla Magistratura e poi assolti. Penso al caso recente di Rixi; prima c'era stato il caso di Bassolino, prima ancora l'ex Presidente della regione Calabria, poi c'è stato il caso della Romeo Gestioni ecc ecc. Fughe di notizie, processi sui giornali. Per non parlare delle manomissioni delle intercettazioni e prove sparite. E' civiltà questa?

No, decisamente no, ma purtroppo il nostro bel paese  oltre che di covid di cui soffre in questo momento, dal momanto della sua creazione, ammesso che ci sia mai stata, soffre di italianissimi mali che sembrano incurabili, criminalità organizzata, leggasi mafia, camorra ndragheta, sempre combattute a parole e mai effettivamente contrastate nei fatti, da qualsiasi forma di governo si sia presentata nelle gestione dello stato, destra o sinistra nel corso di tutti questi anni (sappiamo tutti che fine hanno fatto quei pochi che ci hanno realmante provato). Una politica che più che governare si diletta in personalissimi derby a livello calcistico. Una magistratura fine solo a se stessa e un'amministrazione pubblica che esiste solo per mantenere il proprio status e sfociare nelle più becera e inconcludente burocrazia. Viene da chiedersi come questo povero paese possa continuare ad esistere

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11 ore fa, il.pignonista ha scritto:

No, decisamente no, ma purtroppo il nostro bel paese  oltre che di covid di cui soffre in questo momento, dal momanto della sua creazione, ammesso che ci sia mai stata, soffre di italianissimi mali che sembrano incurabili, criminalità organizzata, leggasi mafia, camorra ndragheta, sempre combattute a parole e mai effettivamente contrastate nei fatti, da qualsiasi forma di governo si sia presentata nelle gestione dello stato, destra o sinistra nel corso di tutti questi anni (sappiamo tutti che fine hanno fatto quei pochi che ci hanno realmante provato). Una politica che più che governare si diletta in personalissimi derby a livello calcistico. Una magistratura fine solo a se stessa e un'amministrazione pubblica che esiste solo per mantenere il proprio status e sfociare nelle più becera e inconcludente burocrazia. Viene da chiedersi come questo povero paese possa continuare ad esistere

Il problema siamo noi Italiani. Non ne usciremo mai se continuiamo a rimpallarci le colpe l'un l'altro, invece di prendere atto che tutti abbiamo la nostra parte di responsabilità e iniziare a rimboccarci le maniche e fare ognuno la propria parte. Ok, la colpa è dei politici. Ma li abbiamo votati noi perché ci davano dei piccoli vantaggi, vendendoci i nostri diritti (a scapito degli altri cittadini che non hanno partecipato alla "festa") in cambio dei voti. Disonestà reciproca.

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Inviata (modificato)

Non so se l’accanimento terapeutico sia il tentativo estremo messo in atto dai medici per salvare vite, ovviamente anche su richiesta dei parenti del malato, i quali sperano sempre nell’efficacia di qualche soluzione (anche invasiva) che possa prolungargli la vita; oppure se ci sia una componente “sperimentale” che porta i medici a sfruttare determinate condizioni di salute dei pazienti per testare proprie intuizioni scientifiche o proposte terapeutiche originali e indicate da altri luminari. Potrebbe essere anche un insieme di queste cose, la mutua opportunità o necessità di tentare il tutto per tutto, il più delle volte ignorando la volontà di chi riceve (o subisce) una ripetuta sequenza di vane attenzioni mediche. Le implicazioni etiche, di solito, vengono considerate soltanto dalle terze persone, cioè da quelle che non vivono determinate situazioni. Si tende ad accettare principi etici e morali fino a quando non si presentano le condizioni avverse che fanno nascere dei seri dubbi o dei veri capovolgimenti di fronte nella coscienza di molti. Credo, quindi, che l’esperienza diretta possa essere devastante sia per il malato, sia per i loro cari, quando vengono messi di fronte ad una scelta drastica. Certo, è vero, la morte potrebbe essere considerata una liberazione dalle sofferenze fisiche e, forse, non soltanto da quelle.

L’accanimento giudiziario, in alcuni casi, può rappresentare una vera condanna a morte per via dell’erosione interna che causa nelle persone che lo subiscono. La Giustizia è uno dei molti (a quanto sembra, irrisolvibili) problemi italiani che vengono coltivati con premura non soltanto da una parte della magistratura, ma anche da una parte della politica, perché l’inefficienza o la distrazione di funzione fanno comodo ad entrambe. Preciso che il termine “parte” vuole intendere non un colore politico o giudiziario, ma semplicemente una percentuale che contiene l’arcobaleno italiano. Ad ogni modo, la Giustizia italiana funziona malissimo in qualsiasi direzione e colpisce indifferentemente il comune cittadino, il personaggio pubblico e le istituzioni (perché in Italia vengono condannate anche queste). Errori giudiziari, processi vita natural durante, utilizzo improprio degli strumenti giudiziari, sentenze vergognose, corruzione o concussione (immancabile) dei magistrati e tutto ciò che scolorisce le toghe e “bianchetta” il codice, fanno dell’ordinamento giudiziario italiano uno dei peggiori in Europa. L’argomento è molto vasto per via delle sue molte articolazioni e applicazioni. Per ciò che riguarda il caso specifico di Corona, che conosco per sommi capi, credo che abbia commesso degli illeciti che vanno oltre le sue condanne. Intendo dire che c’è qualcosa in più rispetto alla motivazione delle sentenze, che però non salta fuori. Immagino sia questa l’interpretazione suggerita da lei, sig. il.pignonista, per giustificare le porte girevoli del carcere che stanno facendo usare a Corona. Però, mi permetto di suggerire una considerazione: il problema è la “persecuzione” giudiziaria attuata su questo tizio, oppure il fatto che non viene attuata anche nei confronti di altre persone? Intendo dire se questo trattamento giudiziario deve essere esteso anche agli altri, in modo da poter dire che la giustizia è davvero uguale per tutti, oppure è un intervento troppo pesante?

DvMcEv

 

Modificato da londonercity

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1 ora fa, lupogrigio1953 ha scritto:

Il problema siamo noi Italiani. Non ne usciremo mai se continuiamo a rimpallarci le colpe l'un l'altro, invece di prendere atto che tutti abbiamo la nostra parte di responsabilità e iniziare a rimboccarci le maniche e fare ognuno la propria parte. Ok, la colpa è dei politici. Ma li abbiamo votati noi perché ci davano dei piccoli vantaggi, vendendoci i nostri diritti (a scapito degli altri cittadini che non hanno partecipato alla "festa") in cambio dei voti. Disonestà reciproca.

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