proposta del pd..leggere per credere

 Da «untori», luoghi dove il virus si diffonde, posti a rischio assembramento e dove sanificazioni, igienizzazioni, distanziamento non servono evidentemente a nulla visto che sono tornati chiusi al servizio, a «perché non vaccinare all’interno dei ristoranti?».

L’ultima dichiarazione in una trasmissione televisiva dell’assessore regione Lazio D’Amato ha fatto quasi sorridere i titolari dei ristoranti e dei bar romani. Sì perché detta così potrebbe passare davvero per surreale se non fosse che l’ha detta davvero, D’Amato, e la conseguenza è stata essere sommerso dalle critiche e dalle domande da parte dei diretti interessati.

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3 messaggi in questa discussione

Meglio in pizzeria?

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se ne son sentite talmente tante ke ormai nn ascolto + nessuno e mi comporto come la normale prudenza suggerisce: uscire lo stretto necess, uso maskerine sul viso e nn a gorgiera come spesso si vede, disinfett x mani e mantene distanza dagli altri quel tanto basta x udire e farsi udire, nnké una candela alla Madonna x kieder protez da ki rifiuta ogni precauz.

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Il 19/3/2021 in 22:03 , ahaha.ha ha scritto:

Meglio in pizzeria?

ridi..ridi..che arrivano i gnocci (quelli di sx)

intanto sempre da Confcommercio arrivano previsioni davvero nere per Pasqua: secondo anno consecutivo con incassi ridotti anche del 60% rispetto al primo lockdown e anche se il 29 il Lazio dovesse tornare in zona arancione il numero dei ristoranti chiusi sarebbe lo stesso di oggi che la Regione è in rosso. Anche perché poco cambia agli esercizi di somministrazione tra un colore e l’altro. Soltanto magari c’è più gente in giro ma non conviene comunque «attrezzarsi per investire su un maggior numero di ore di servizio quando poi il 2 aprile si dovrebbe ritornare rossi per decreto». Ormai l’orizzonte dei titolari delle attività è il «dopo Pasqua» anche se, dice Claudio Pica Presidente Fiepet-Confesercenti, «tolto il Natale, la Pasqua, per tornare alla normalità non ci basterà un altro anno dal punto di vista degli affari».

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